SALONE DEL LIBRO 2005
Dibattiti:
- faccia a faccia tra Massimo Gramellini e Corinne Maier su "Buongiorno pigrizia".
Presentazioni:
- intervista a Maurizio Cucchi che ci presenta l'antologia di giovani poeti italiani.
Interviste:
- incontro con Stefano Zecchi.
- intervista con Elido Fazi, Fazi Editore.
Il sei maggio si è tenuta la presentazione del libro-cult
della francese Corinne Maier, “Buongiorno pigrizia”, edito
da Bombiani, moderato da Massimo Nava del Corriere della Sera
e che ha visto aprirsi un simpatico e acceso dibattito tra
il giornalista della Stampa Massimo Granellini e l’autrice
stessa.
Questo discusso e acclamato romanzo, che sta avendo un successo
enorme in tutto il mondo, ci mostra con sottile ironia le
gerarchie aziendali viste dall’interno, smascherando il sistema
per quello che è realmente nel contesto della società
in cui viviamo. Come suggerisce lo stesso Nava commentando
il libro, il mondo aziendale descritto dall’autrice è
paragonabile al grande sistema sovietico, dinosauro di slogan
e falsi valori, che alla fine si offusca con grande sollievo
della società che ne è vittima.
Vi riportiamo parte del faccia a faccia tra la Maier e
Gramellini, che pur apprezzando il valore della denuncia
contenuta nel libro, ne contesta vivamente il messaggio
in qualche misura nichilista che traspare dalle conclusioni
che si traggono dalla sua lettura.
Gramellini: Corinne ha avuto quest’idea geniale,
che l’ha resa un’autrice famosa in tutto il mondo, perché
è stata la prima persona a cogliere ciò che
tutti abbiamo avuto davanti agli occhi e non vogliamo vedere,
cioè che viviamo in un sistema assolutamente assurdo
e finto in cui tutti fingiamo di credere e che alla fine
ci convinciamo essere vero.
Ci voleva probabilmente la praticità di una donna
per dire quello che una volta dicevano i bambini: “Il re
è nudo!”, la speranza è che siano proprio
le donne a farci cambiare questo sistema.
Io non sono assolutamente d’accordo fino in fondo con questo
libro, l’ho anche contestato sul giornale prendendomi valanghe
di insulti dai lettori che la adorano per quanto ha scritto.
Io ritengo che l’analisi sia straordinariamente perfetta
ma la conclusione è assolutamente snob: lasciamo
che il sistema crolli, esaltando il peggio di noi, ovvero
la pigrizia, che per certi versi è bellissima; esaltiamo
la nostra non voglia di lavorare e sentiamoci eroici in
questo.
Io non lo condivido.
Questo è comunque un grande libro, perché
ha prodotto una letteratura che lo imita. Ma vorrei dire
a Corinne che questo libro andrebbe tradotto anche in cinese,
perché se non lo facciamo leggere anche ai cinesi,
che paradossalmente sono gli unici a impedirci di fare i
comunisti, in quanto sono diventati gli unici capitalisti
veri del mondo, che hanno una fame incredibile di avere
le macchine, i frigoriferi e per questo sono disposti a
lavorare 24 ore su 24, lo sfascio del sistema ci porterà
alla miseria, se non faremo adottare le stesse misure anche
da loro.
Quando io vi dico che in Inghilterra in alcune fabbriche
hanno accettato di fare gli straordinari gratuiti per poter
continuare ad avere il posto di lavoro, vi dico che il sistema
che dovrebbe crollare in nome della paresse difficilmente
fallisce ma semplicemente si sposta in Cina.
Cosa possiamo fare per uscire da questa situazione, oltre
che far leggere questo libro anche ai cinesi?
Maier: In effetti sono già stati presi
dei contatti con la Cina, inizialmente la pubblicazione
è stata censurata, ma pare che attraverso altre case
editrici si riuscirà a pubblicarlo.
Credo che sia assolutamente necessario farlo arrivare li,
perché considerando in quanti sono effettivamente
potrebbe avere un grosso impatto. Per quanto riguarda il
resto vi assicuro che io me ne frego del tutto di quello
che può essere il futuro dell’Occidente, l’unica
cosa che mi interessa è capire come potrò
vivere da qui all’ultimo giorno della mia vita.
Gramellini: E’ bellissimo, io sono d’accordo con
lei, è come dire “meno tasse per tutti!”, chi non
è d’accordo con frasi del genere, però sappiamo
che non funziona. Il problema però è che mica
tutti possiamo fare quello che ci pare, sarebbe meraviglioso
ma non è così nella realtà. Cos’è,
un inno al menefreghismo assoluto? Chissenefrega degli altri?
Soddisfi un istinto basso vivendo per te stesso.
Ora ti chiedo se l’occidente crolla con questo sistema e
ci ritroviamo in miseria, ci divertiamo con cosa?
Maier: Mi sembra che in quello che dice ci sia
una piccola lezione morale, ma pensi un attimo mettendosi
nei panni degli altri, lei è una persona privilegiata,
fa un lavoro creativo di cui lei è soddisfatto e
quindi non può assumere quest’atteggiamento di critica
nei confronti di chi propone l’idea di lavorare di meno
e avere più tempo per se. Il suo lavoro, per quanto
faticoso, l’appaga e non ha nulla a che vedere con tutte
quelle migliaia di persone che non hanno un lavoro soddisfacente.
Nava: Torno nel mio ruolo di moderatore! A me
pare, da come ho letto il libro, che questa disputa sia
fuori luogo: non perché gli argomenti e la critica
di Gramellini siano sbagliati o perché le ragioni
di Corinne siano più valide. Il problema è
il tipo di lettura che vogliamo dare al libro, perché
se lo stesso si risolve attraverso l’elogio della pigrizia
e attraverso la stessa immaginare i lavoratori a braccia
incrociate in attesa del crollo del sistema e i Cinesi con
le fabbriche tessili e con tutto quello che riescono a produrre
che sommergeranno la Fiat e Torino, l’Italia, l’Europa e
l’occidente tutto bhè direi che è un manifesto
nichilista.
Quello che ho trovato invece molto interessante del lavoro
di Corinne è la critica del linguaggio, del modello
e della degenerazione del modello aziendale a cui siamo
arrivati. Le sue argomentazioni sono valide tra l’altro
anche per il nostro mondo, il giornalismo, per il mondo
politico, per tutte le metafore truffaldine in cui costantemente
viviamo. Non è un problema di critica del sistema
ma dimostra l’autodistruzione del sistema stesso. Quando
abbiamo manager che in nome del PUNTO COM o di progetti
inutili dilapidano risorse aziendali, fanno investimenti
sbagliati e partono con liquidazioni faraoniche, non c’entrano
i cinesi ma la cattiva gestione dell’impresa! C’entra l’auto
legittimazione del proprio potere e l’abolizione di qualunque
forma di critica, quando invece la critica è salvezza
del sistema. Noi dovremmo diventare davvero meno conservatori,
nel senso di conservare il pianeta in cui viviamo invece
che distruggerlo.
Gramellini: Io ho letto il libro con soddisfazione
perché è un’analisi giusta ma è un’analisi,
io sto contestando la ricetta. Io non contesto che il medico
mi dica la malattia ma contesto la cura.
Siamo tutti d’accordo sull’inutilità delle riunioni,
del linguaggio burocratico, del parlarsi addosso che in
questo libro son colte in modo entusiasmante.
Dopo di che io mi aspettavo un finale un po’ meno francese,
ovvero: “oh ma che me ne importa!”.
No, io non me ne infischio! Io penso che nel 2005 la fase
del fregarsene sia finita, abbiamo bisogno di risposte anche
positive.
Sull’analisi di questo libro di grande successo siamo tutti
d’accordo ma vogliamo delle risposte, su che cosa possiamo
fare oltre che fregarcene? Ci sarà qualche maniera
di uscirne? E’ possibile che miliardi di persone siano condannate
ad annoiarsi tutta la vita? Io sono convinto che ogni individuo
abbia un talento nel suo cuore, non tutti quel talento possono
realizzarlo nel lavoro ma devono ricercarlo altrove come
dice lei ma devono anche avere dei mezzi di sostentamento
per realizzare quel talento. Un sistema come questo, in
cui la tv ti fa credere che l’unico modo di essere felici
nella vita sia quello di far parte del mondo dello spettacolo
o del giornalismo, è finto.
Non possono tutti scrivere, tutti cantare, tutti ballare
o fare la piroetta ma dovrebbero saper fare anche altre
cose e farle bene e in modo nuovo. Perché arrendersi
e non credere alla possibilità di cambiare un sistema.
E’ facile dire che il sistema è immodificabile. Ma
se diciamo così non cambieremo mai. Io credo che
questo sistema, che ha garantito un minimo di benessere
a questa parte del mondo a scapito degli altri sia informabile
con libri come questo che ci fanno capire le cose che non
vanno ma anche con altri libri che mi auguro scriverà,
perché ha il talento per farlo, in cui ci dirà
come possiamo rispondere alla grande domanda che fa emergere
questo libro: come fa un individuo a sentirsi utile in questa
sua esperienza sul pianeta terra?
Maier: Per chiudere con una battuta, io penso
che l’unico messaggio che ho voluto trasmettere positivo,
di speranza nel mio libro è che il sistema, qualsiasi
esso sia, contiene in se un potere di auto distruzione.
Come gli esseri umani nascono, vivono ma in se hanno già
questo potere di auto distruzione e questo secondo me è
un messaggio positivo, che ci fa sperare.
Gramellini: Si, ma attenzione, l’essere umano
non cambia, cambiano i sistemi, l’essere umano, le sue aspirazioni,
i suoi limiti, sono sempre gli stessi e si riprodurranno
in un altro sistema se non cerchiamo di lavorare sul cambiamento!