INDICE PER AUTORE

A

Agnello Hornby Simonetta
Allende Isabel
Altamore Giuseppe
Angela Piero
Asimov Isaac

B

Barbacetto Gianni, Travaglio Marco, Gomez Peter
Barel Luca
Baricco Alessandro
Baumann Zygmunt
Benetazzo Eugenio
Benni Stefano
Berardi Franco
Berardi Franco, Jacquemet Marco, Vitali Gianmarco
Bevilacqua Alberto
Bhagwathi Jaglish
Bolelli Franco
Brignano Enrico
Bruno Alda
Bugliosi Vincent, Gentry Curt
Bulliet Richard W.
Burke Jason
Busi Aldo
Buticchi Marco
Buttafuoco Pietrangelo

C

Caldwell Ian, Thomason Dustin
Camilleri Andrea
Canfora Luciano
Capossella Vinicio
Carboni Aldo
Cardini Franco
Carlotto Massimo

Castro Francesco
Cavina Marco
Cerati Carla
Codell Esmé Raji
Chopra Deepak
Connelly Michael
Cornwell Patricia
Crepet Paolo
Crouch Colin
Cucchi Maurizio

D

Dahl Roald
De Cataldo Giancarlo
De Luca Erri
Di Gregorio Luciano
Dix Gioele
Dragoni Gianni, Meletti Giorgio
Dulbecco Renato

E
Evans Dylan
F

Faletti Giorgio
Fallaci Oriana
Farrell Joseph

Fazi Elido
Ferrante Elena
Ferraris Maurizio

Fini Massimo
Franceschini Dario
François Jullien
Frankl Victor E.

G

Galimberti Umberto
Garzòn Baltasar
Genova Daniele G.
Giannini Massimo
Giordano Mario
Gomez Peter, Travaglio Marco
Grasso Aldo, Scaglioni Massimo
Grebio Edoardo
Grisham John
Guarino Giuseppe
Guevara Ernesto

H

Hardt Michael, Negri Antonio
Heinberg Richard
Hickman Katie
Hoffman Paul

I

Innocenti Marco
Irwin William, Conard Mark T., Skoble Aeon J.

J

Jacovitti
Jean Carlo

K

Keefe Patrick Radden
Khatami Mohammad
Krugman Paul

L

Lerner Gad
Levitt Steven, Dubner Stephen J.
Lewontin Richard
Ligabue Luciano
Link Charlotte
Lucarelli Carlo

M

Machiavelli Loriano
Magris Claudio
Maier Corinne
Mastrocola Paolo
Mazzantini Carlo
Mazzantini Margaret
Meyer Stephenie
Mc Larty Ron
Moccia Federico
Moore Michael

N

Nair Anita
Nozick Robert

O
Oates Joyce Carol
Odifreddi Piergiorgio
Oz Amos
P

Pamuk Orhan
Perrotti Edna

Q
Quilici Folco
R

Rankin Ian
Ricolfi Luca
Rizzo Roberto
Rubenfeld Jed

S

Salvadori Massimo L.
Sarns William
Sartori Giovanni
Savage Sam
Savater Fernando
Sfondrini Chicco, Zanforlin Luca
Shiva Vandana
Silato Maria Grazia
Simenon Georges
Spaventa Alessandro, Saulini Fabrizio
Stella Gian Antonio, Rizzo Sergio

T

Tabucchi Antonio
Tani Cinzia
Tinti Bruno
Trapiello Andres
Tusset Pablo

U
 
V

Vargas Fred
Veneziani Marcello
Vespa Bruno
Vidal Gore
Vitali Andrea
Volo Fabio

W Wheatcroft Andrew
X  
Y  
Z
Zarmandili Bijan
Zecchi Stefano






Boccamurata

Simonetta Agnello Hornby
Feltrinelli

Chi è stata la madre di Tito? Una poco di buono, come dicono certe voci cattive? O una signora di buona famiglia costretta a "sparire", come ha sempre detto il padre Gaspare? Tito è alla guida di un pastificio, fonte non solo di ricchezza ma anche di conflitti, tensioni e invidie in seno a una famiglia allo sbando. È soltanto la sua autorità a tenerla insieme, a volerla unita, con il sostegno forte della mite presenza di una vecchia zia: zia Rachele ha vegliato su Tito e poi sui figli di lui e non ha perso la capacità di intuire anche quello che le si vorrebbe tener nascosto, ma nel suo sguardo cominciano ad affiorare a poco a poco ricordi confusi e brandelli di segreti custoditi tenacemente per più di mezzo secolo. A smuovere ulteriormente le acque torbide, insieme alla bellissima Irina, spregiudicata e intraprendente, arriva all'improvviso Dante, figlio di una ex compagna di collegio della zia. E c'è chi sospetta oscuri moventi. Quanto più la storia si apre a inattesi sviluppi nel presente, tanto più il passato viene folgorato da una nuova luce e il mistero che nascondeva si dischiude lentamente con la forza di una grande storia d'amore. Ancora una volta, sono al centro della scrittura di Simonetta Agnello Hornby la famiglia come covo di sentimenti innominabili, la lotta per la roba, la sensualità di uomini e donne. Sullo sfondo, una Sicilia modernissima e viva, colta nel declinare di valori assodati.

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La somma dei giorni
, Isabel Allende

Feltrinelli

Sono gli anni che seguono la morte della figlia Paula. Isabel Allende adotta la forma "diario" per fare la cronaca della famiglia, faticosamente riunita in California dal 1992 al 2006. I ricordi si intrecciano alle riflessioni sulla vita, sulla sua opera e sul mondo contemporaneo. Due leitmotiv danno coesione all'insieme: la relazione amorosa con il secondo marito Willie e l'ansia di costituire e difendere una grande tribù familiare. Con intelligenza e autoironia Isabel ci mostra le difficoltà di tenere insieme un clan variegatissimo e di dominarlo; in una sorta di messa a nudo delle proprie inclinazioni, ci dice che un'innata generosità può facilmente travalicare in esercizio di potere e controllo nelle altrui vite per modificarne il corso. Gli episodi teneri, burleschi si intrecciano a quelli tragicomici o drammatici e la narratrice esibisce una tolleranza imperturbabile per le passioni e un'intolleranza viscerale nei confronti dell'ingiustizia. Non mancano le acute riflessioni sull'incombere della terza età, sulle proprie debolezze, sulla fatica di sbagliare. Si esce dalla lettura con la sensazione di aver attraversato una grande galleria di ritratti familiari, di aver vissuto una cronaca di affetti che ci riguarda da vicino.

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I predoni dell'acqua , Giuseppe Altamore

San Paolo

Questo libro vi racconterà da dove proviene l'acqua che beviamo. Vi spiegherà quali minacce incombono sulla più vitale delle risorse. La desertificazione di un terzo del territorio italiano. Lo sfruttamento eccessivo delle falde e delle sorgenti. Migliaia di pozzi abusivi. Gli agricoltori che quasi non pagano l'acqua per irrigare i campi. Le grandi aziende del settore elettrico che hanno prosciugato i corsi d'acqua delle nostre Alpi per produrre energia. Le dighe costruite al Sud e mai ultimate che hanno macinato milioni di euro.
Ma la più grave delle minacce è costituita dall'inquinamento. Pesticidi, idrocarburi e tantissime altre sostanze tossiche stanno lentamente avvelenando le nostre fonti, con il paradosso che anche nella Pianura Padana, così ricca di acqua, si rischia di non poter avere più acqua buona da bere.
Vi porteremo all'interno di un grande impianto di trattamento a Firenze, una fabbrica dell'acqua che depura l'Arno per dissetare i fiorentini. Leggendo questa inchiesta potrete scoprire che cosa vi fanno bere, come hanno trattato l'acqua prima di farla scorrere nei vostri rubinetti.





Acqua S.p.A. Dall'oro nero all'oro blu

Giuseppe Altamore
Mondadori

Un'inchiesta a tutto tondo sull'acqua e sui mille scandali che le ruotano attorno, in Italia e non solo: dalla presunta miglior qualità delle acque in bottiglia al losco affare della privatizzazione delle risorse idriche, con uno sguardo sulla realtà europea e sulla situazione mondiale, con il preoccupante profilarsi di uno scenario in cui proprio l'accesso alle risorse idriche marcherà ancora di più il solco che divide ricchi e poveri.



I padroni delle notizie. Come la pubblicità occulta uccide l'informazione

Giuseppe Altamore
Bruno Mondadori

Dopo il calcio potrebbe essere la volta del giornalismo. Redattori corrotti e direttori compiacenti hanno tradito i lettori. I giornali sono zeppi di pubblicità clandestina. Si pensa di leggere un innocuo articolo di costume e invece ci si ritrova una serie di consigli per gli acquisti. Si cerca qualche idea per investire i risparmi e invece si sta per cascare in una trappola. Si inseguono le ultime novità della medicina e non si sa che il giornalista è stato invitato in una località esotica, coccolato e pagato per divulgare un nuovo farmaco. Insomma, quotidiani, settimanali e mensili per non parlare dei notiziari di radio e televisione sono controllati dagli inserzionisti che dettano legge in redazione, perché sono loro che possono decidere la vita o la morte di un organo di stampa, grazie alla complicità dei giornalisti il cui livello etico sembra sprofondato. In questo libro vengono riportati fatti e circostanze a supporto di queste ipotesi.

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Ti amerò per sempre. La scienza dell'amore , Piero Angela

Mondadori

'amore sboccia, cresce e sfiorisce proprio come una pianta. L'innamoramento, l'amore, la crisi, sono fenomeni biologici, spiegabili e spiegati dalla scienza moderna. Piero Angela affronta con questo libro il tema più fertile e sentito della storia, l'amore, con il suo carattestico approccio razionale e rigoroso e con il contributo delle teorie più recenti nel campo della neurofisiologia, della biochimica, della sociologia e della psicologia.

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La fine dell'eternità
, Isaac Asimov

Mondadori

Probabilmente il miglior romanzo di Asimov e uno dei testi fondamentali della fantascienza che tratta del tema dei paradossi temporali. Un libro attualissimo, un Asimov al suo massimo. Oltre alle numerosi chiavi di lettura a cui questo romanzo si presta occorre sottolineare la neppure troppo sottile vena di inquietudine che attraversa tutta la narrazione. Lessi "La fine dell'eternità" per la prima volta all'età di dieci anni e rimasi colpito particolarmente da questo romanzo, in particolare per due "incidenti" del protagonista, veramente inquietanti, pur nella loro apparente semplicità, ma non voglio spiegare nulla per lasciare a chi lo deve ancora leggere tutto il piacere di scoprirlo. Buona lettura.

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Mani Sporche
, Gianni Barbacetto, Marco Travaglio e Peter Gomez

Chiarelettere

Quindici anni dopo il biennio magico di Mani Pulite, l'Italia delle mani sporche ha perfezionato i metodi per rendersi più invisibile e invulnerabile. Prima sotto accusa erano i politici e il mondo industriale. Ora le parti sembrano invertite: sotto accusa sono soprattutto i magistrati. Ecco che cosa è successo negli ultimi anni, dal 2001 al 2007. Dal governo del cavalier Berlusconi e dell'ingegner Castelli a quello del professor Prodi e del ras di Ceppaloni, Mastella. La musica non cambia: è tutta colpa dei magistrati. Quei pochi che resistono, combattono da soli, spesso abbandonati dallo stesso Csm, vessati dalla stampa, criticati dalle altre istituzioni. Le leggi vergogna varate da Berlusconi dovevano essere subito smantellate dal centro sinistra. Invece sono ancora in vigore. A quelle se ne sono aggiunte altre come l'indulto per svuotare le carceri (di nuovo piene), le intercettazioni e il bavaglio alla stampa, l'ordinamento giudiziario Mastella: tutto in barba alle promesse elettorali dell'Unione. Prima era necessario corrompere, ora i soldi i partiti se li danno da soli, il controllato e il controllore sono sempre la stessa persona.

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Maneggiare con cura , Luca Barel

Hasta Edizioni

Il libro racconta di Peter Vainer che, a causa di un lutto famigliare, affronta un viaggio fisico che si trasforma ben presto in un viaggio introspettivo; Peter (forse personaggio di fantasia oppure una persona reale, forse rappresentazione della natura umana e delle reazioni più profonde che la maggior parte degli uomini ha dentro di sé e che vengono più o meno inconsciamente soffocate) è una persona dalle grandi qualità che non ha trovato spazio a causa del nepotismo dello “spettacolino”. Il personaggio ha un carattere forte, frutto dell’ipocrisia di un mondo nepotistico, in cui, anche chi ha più qualità di altri, deve arrendersi dopo anni di tentativi per affermarsi,e soccombere di fronte alla legge della “raccomandazione” che riesce ad elevare ad élite persone che non hanno nulla in più della “gente comune” (élite che permea tutta la società senza differenza alcuna). Le sue capacità artistiche vengono alla fine riconosciute, ma egli perde, però, altre realtà che scopre essere ugualmente importanti. Si trascina, diventando a tratti un personaggio molto negativo, in bilico tra sesso e amore, bene e male, arte, morte e malattia mentale, il tutto accompagnato da psicotiche digressioni sull’umano sentire e sul fatto sociale.
Peter, nel libro è anche poeta e musicista (le sue poesie costituiscono infatti un’opera nell’opera….).

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Questa storia , Alessandro Baricco

Fandango Libri

All'inizio del secolo scorso il mondo assiste alla nascita di una delle invenzioni destinate a cambiare la storia: l'automobile. Testimone di questa svolta epocale per l'umanità è Ultimo Parri, il figlio di un contadino piemontese lungimirante e un po' azzardato, che apre una carrozzeria quando le automobili sono ancora prototipi rari e poco diffusi. È lui il protagonista del nuovo atteso romanzo di Alessandro Baricco, che esce in libreria con quattro diverse copertine dai suggestivi disegni di Gianluigi Toccafondo.

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Amore Liquido , Zygmunt Baumann

Laterza

«La solitudine genera insicurezza, ma altrettanto fa la relazione sentimentale. In una relazione, puoi sentirti insicuro quanto saresti senza di essa, o anche peggio. Cambiano solo i nomi che dai alla tua ansia».
I protagonisti di questo libro sono gli uomini e le donne nostri contemporanei, che anelano la sicurezza dell’aggregazione e una mano su cui poter contare nel momento del bisogno. Eppure sono gli stessi che hanno paura di restare impigliati in relazioni stabili e temono che un legame stretto comporti oneri che non vogliono né pensano di poter sopportare. Il nuovo, originale libro di uno dei più influenti sociologi del nostro tempo.



La società sotto assedio
, Zygmunt Baumann

Laterza

La società è sotto assedio: per controllare gli individui si sono rotti tutti i legami che li tenevano uniti, rendendoli sempre più soli e sempre più insicuri.
Il nuovo magistrale libro di Zygmunt Baumann, uno dei più noti sociologi al mondo.



Vite di scarto , Zygmunt Baumann

Laterza

La modernizzazione è la più prolifica e meno controllata ‘linea di produzione’ di rifiuti e di esseri umani di scarto. La sua diffusione globale ha sprigionato e messo in moto quantità enormi e sempre crescenti di persone private dei loro modi e mezzi di sopravvivenza. I reietti, i rifugiati, gli sfollati, i richiedenti asilo sono i rifiuti della globalizzazione. Ma non sono i soli rifiuti: vi sono anche le scorie che hanno accompagnato fin dall’inizio la produzione. L’ultima, lucida analisi di Bauman.

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Duri e puri. Aspettando un nuovo 1929 - Come salvare i propri risparmi e sopravvivere ad un mutamento di scenario epocale senza precedenti
Eugenio Benetazzo

MACRO EDIZIONI

Mentre l’economia italiana sta colando a picco, quale genere di conforto possono offrire le pagine di un libro? Nessuno, tanto meno se l’autore è Eugenio Benetazzo, operatore di borsa indipendente e trader professionista, le cui drammatiche previsioni sul futuro del nostro paese stanno puntualmente trovando conferma nella realtà dei fatti. Ma non sarà la solita tesi rassicurante a tenerci a galla, quanto piuttosto la consapevolezza di come realmente stanno le cose. E su questo Benetazzo non sbaglia. In quali pericolose acque stiamo navigando? Quali sono gli effettivi rischi che stiamo correndo? Ma soprattutto quali strategie ci trarranno in salvo? Paragonando l’Italia all’incauto Titanic, l’autore profetizza l’inabissamento economico del nostro paese: una pesante correzione degli indici azionari, rischio di bolla immobiliare, incognita petrolio, crisi dei mutui, default del dollaro americano e rialzo dei tassi porteranno nei prossimi anni a un crash finanziario paragonabile a quello che investì nel 1929 Stati Uniti ed Europa. E visto che le scialuppe sembrano già tutte riservate, Benetazzo lancia ai lettori un’ultima ancora di salvataggio, offrendo in questo saggio informazioni, indicazioni e consigli determinanti per le scelte future di ogni attento risparmiatore.

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La grammatica di Dio. Storie di solitudine e allegria, Stefano Benni

Feltrinelli

Un narratore apprezzato dal pubblico e dalla critica, che non smette mai di stupire per la lucidità e la sagacia con cui dipinge il reale, mascherandolo. Le pennellate vivide di Bar Sport e gli acquerelli de Il bar sotto il mare, ritornano e si mescolano in questa raccolta di racconti. La grammatica di Dio è un Vangelo laico e popolare, come quello di Matteo. Parla la lingua del mondo e contiene una serie di parabole in cui al Cristo e alla sua etica cattolica si sostituisce l’uomo e la sua etica mondana. I personaggi sono quelli tipici di Stefano Benni - un nonnino, uno scienziato, un terzino sinistro – e vivono nella sua realtà sommersa, fatta di mezzi toni e pensieri sommessi.
Un libro che si legge come se si osservasse attraverso il vetro di un acquario, con distacco e meraviglia. Si seguono le traiettorie e le evoluzioni di quel pesciolino, ma poi, distratti dal granchio sul fondale, si passa ad osservare un nuovo microcosmo. E così ci si ritrova a saltellare da una piccola storia all’altra, rapiti dalla sensazione di aver visto qualcosa di nuovo per la prima volta, qualcosa che in realtà stava lì da sempre. La magia di Stefano Benni sta senza dubbio nel linguaggio. Una prosa che utilizza il lessico come se fosse materiale di scarto, contorcendolo, forzandolo, trasformandolo in qualcos’altro. Uno scrittore che materialmente si serve della parola (la rende serva) per concentrare in un istante, in una sillaba, la complessità del reale, attraverso un processo induttivo - dall’universale al particolare – ma anche attraverso un’affascinante serie di associazioni libere. Il risultato è la meraviglia, la scoperta della Grammatica di Dio, l’intuizione di un ordine che travalica la mancanza di senso, capace di scremare il flusso confuso di informazioni tipico della contemporaneità.
Un processo che si compie attraverso la commistione di una serie di personaggi che fanno sorridere e riflettere, con la loro piccola umanità. In questo caso, però, si tratta del sorriso di colui che osserva una scena buffa o commovente e ricerca la complicità dell’amico che ha accanto, senza parlare, senza ridere: Benni trasmette ironia solo gettando il suo sguardo.
Ridere poco e in buona compagnia – si diceva – ma in questa raccolta la compagnia dei giocatori di “Pallastrada”, o degli avventori del Bar, non c’è più. Ogni personaggio è solo, per un motivo o per un altro. I casi sono tutti emblematici e riflettono la varietà del mondo, dal vedovo al frate, dalla ragazzina ribelle all’imprenditore. Una umanità multiforme che continua a dilatarsi man mano che ci si inoltra nella lettura e che, inevitabilmente, finisce in qualche modo per comprendere anche noi. Il nostro istante di solitudine nel mondo, oppure la nostra vita quotidiana scandita da pause tra un “da fare” e un altro. Un libro che celebra quel momento magico in cui troviamo il tempo di voltare un’altra pagina, un tempo in cui scopriamo la grammatica del mondo, il Dio laico e umano incarnato nella parola.

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La fabbrica dell'infelicità
, Franco Berardi

Map.

La diffusione delle tecnologie informatiche e bioetiche ha determinato un'innovazione reale e irreversibile nella produzione sociale. I lavoro cognitivi ,coloro che lavorano nei cicli ad alta tecnologia ,sono appagati e felici , e dunque complici dell'opera di sfruttamento e di esclusione che è inerente alla globalizzazione capitalistica.
Oppure il ciclo di produzione virtuale produce infelicità anche e prima di tutto per i suoi attori ,e dunque è possibile cercare proprio nel lavoro cognitivo le energie per un cambiamento profondo?
Queste domande si intrecciano a un'analisi del nuovo movimento internazionale di contestazione che ha avuto il suo battesimo a Seattle, nel novembre 1999.
In quel movimento ,nella sua intelligenza e nelle sue lotte Berardi intravede la possibilità di invertire la tendenza al collasso generalizzato del pianeta e la costruzione di una radicale alternativa di governo economico e sociale.

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Telestreet
, Berardi, Jacquemet , Vitali

Baldini Castoldi Dalai editore.

Mentre questo libro va in stampa non possiamo ancora sapere come andrà a finire la storia che qui abbiamo raccontato. Nel Parlamento italiano va infatti in discussione una legge (denominata legge Gasparri) che ha l'intenzione trasparente di annullare definitivamente il pluralismo e la libertà di comunicazione, consegnando tutto il potere mediatico nelle mani di un gruppo finanziario, che è anche il gruppo che gestisce il potere politico. Se questa legge passerà, una vera e propria dittatura mediatico-populista si sarà consolidata in Italia. Un tipo di dittatura nuova, per molti aspetti, forse più pericolosa delle dittature di tipo fascista che conobbe il XX secolo, perché punta a prevenire la formazione di un'opinione libera, ancor più che a reprimere l'opinione libera. C'è un'altra cosa che non possiamo sapere mentre questo libro va in stampa. Ed è il destino delle Telestreet. Le televisioni di strada sono un fenomeno recente, che nel giro di un anno ha proliferato in molte città italiane: un esperimento di democrazia nella comunicazione, e una critica pratica del modello televisivo esistente. Ma proprio nei giorni in cui stiamo correggendo le bozze di questo libro, dal ministero delle Comunicazioni arriva l'ordine di sequestro dei materiali di trasmissione di una televisione di strada di Senigallia, Disco Volante, gestita da un gruppo di portatori di handicap con un finanziamento pubblico comunale. E un ordine di sequestro arriva anche a Peccioli, un paese in provincia di Pisa, dove la televisione di strada è finanziata parzialmente dall'ente locale. Siamo all'inizio di un crack-down sulle Telestreet? Mentre si prepara a istituire un Monopolio privato della comunicazione, un vero e proprio Monopolio orwelliano della Verità, il governo Berlusconi si prepara anche a chiudere la bocca con la forza a piccolissime emittenti di quartieri che tentano di sfuggire al suo dominio totalitario? Lo vedremo nei prossimi giorni, nei prossimi mesi.

P.S. Nel frattempo, a oggi 27 ottobre, la proposta di legge di 99 deputati (che alleghiamo a questo comunicato stampa) si è trasformato in un odg approvato dalla Camera il 2 ottobre e il Disco Volante di Senigallia ha avuto l'autorizzazione di riapertura. Qualcosa quindi di positivo si sta muovendo.

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Parma degli Scandali , Alberto Bevilacqua

Mondadori

Un viaggio inedito tra i misteriosi personaggi, gli scandali scabrosi, i seducenti segreti di una città attraverso le pagine di un grande scrittore.

A Parma, illuminata "piccola capitale", colma di fascino e di seduzioni, i personaggi sono straordinariamente vitali. La città è nota nel mondo per il suo culto della musica, la sua tradizione culturale, l'arte della cucina, l'aria di "provincia internazionale".
Oggi, dopo l'eclatante caso Parmalat, ha corso il rischio di diventare anche sinonimo di scandalo e inconfessabili segreti. Alberto Bevilacqua, che alle vicende più misteriose e scabrose dei suoi luoghi natali ha dedicato memorabili pagine di narrativa, aiuta a distinguere e capire.
Il volume, che è un'originale autoantologia dello scrittore, raccoglie brani tratti da diversi romanzi: dal giovanile La polvere sull'erba alla Califfa a Gialloparma. Un'insolita mappa di viaggio che, spaziando da Maria Luigia ai giorni nostri, conduce lungo un inedito itinerario lontano dai luoghi comuni, tra eros e mistero, passione e beffa. Verso i recessi più oscuri e sconosciuti di una delle città più seducenti d'Italia.




Tu che mi ascolti , Alberto Bevilacqua

Mondadori

Queste pagine ripercorrono i momenti di un'umana avventura che vide madre e figlio sempre complici. Lisa resta incinta e per quattro anni, non sposata, difende la vita del figlio dando tutta se stessa in una Parma assediata dalla povertà, da aspre contese ideologiche e da persecuzioni dittatoriali. Per questa lotta Lisa si ammala di depressione ma il figlio le è sempre accanto. Lisa guarisce quando è già avanti negli anni. Torna a manifestarsi allora per come è sempre stata: intelligente e vivace, energica, allegra e spiritosa. Finalmente madre e figlio possono vivere quel rapporto di complicità attiva, di intenso godimento delgi aspetti belli dell'esistenza. La successiva scomparsa di Lisa non interrompe questa fusione estrema, e il figlio dimostra come la fine tangibile di un essere amato può trasformarsi, in chi gli ha portato amore, in una vita sensitiva così possente da equilvalere a un'esistenza rinata. Una madre in pericolo di vita che trova nell'autore l'interprete di tutti i segreti della sua esistenza, in vita e oltre la morte.

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Elogio della globalizzazione , Jaglish Bhagwati

Edizioni Laterza

Globalizzazione sì o globalizzazione no? Questa di Bhagwati, economista di riconosciuto prestigio, è un'analisi imparziale dei pro e dei contro. Da leggere per riflettere. Paul A. Samuelson, Premio Nobel 1970

Un libro brillante sul conflitto tra libertà e giustizia. Ben scritto: provocatorio senza essere arrogante. Si può non essere sempre d'accordo con l'autore, ma il libro è destinato a diventare un classico. Richard Sennet, London School of Economics

Bhagwati è il più incisivo e persuasivo difensore del libero scambio. In questo libro fa due cose importanti: demolisce le classiche false interpretazioni a sostegno del protezionismo e usa le moderne teorie della politica commerciale per suggerire un modello di approccio bilanciato al commercio e alle politiche sociali. Tutto questo in un libro breve, vivace e di piacevole lettura. Robert M. Solow, Premio Nobel 1987

La globalizzazione è una cosa buona, ma non abbastanza: il titolo del terzo capitolo sintetizza bene lo spirito e il messaggio centrale di questo libro, che ci offre un percorso logico, documentato, a volte appassionato, condotto da una mente rigorosa e libera da pregiudizi e alimentato da una coscienza sinceramente liberale. Se l'obiettivo dei governi è promuovere lo sviluppo delle risorse umane, facendo prevalere le forze dell'inclusione su quelle dell'emarginazione dei più deboli, potremmo dire che la globalizzazione è parte della soluzione, non del problema. Fabrizio Onida, Università Bocconi

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Con il cuore e con le palle , Franco Bolelli

Garzanti

«Senza palle»: questa è la condanna senza appello con cui donne e ragazze liquidano oggi molti uomini, magari sensibili, spiritosi, colti ma troppo assoggettati al moderno politically correct. Tuttavia quella stessa fanciulla rifiuterebbe con orrore un partner imprigionato nel maschilismo vecchia maniera. La principessa forse non ha più bisogno del guerriero che venga a salvarla, ma ne ha ancora molta voglia...
Con il cuore e con le palle traccia una nuova possibile identità maschile, in grado di recuperare l’essenza biologica e la forza creativa e allo stesso tempo di affrontare le sfide del nostro tempo. Emerge una visione energetica e adrenalinica dell’esistenza, spaziando tra rock (dai Led Zeppelin ai Red Hot Chili Peppers) e sport (dal basket di Kobe Bryant agli eroi del surf, passando per le arti marziali), cinema (dal Mucchio selvaggio a Kill BilI) e filosofia (Nietzsche, naturalmente). Perché, argomenta Franco Bolelli, non c’è maschile senza il senso dell’impresa, ma il senso dell’impresa e della creazione può e deve funzionare anche all’interno della relazione tra maschile e femminile.

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Sono romano ma non è colpa mia. Dimmi se ci fai e ti dirò chi sei.
Enrico Brignano 

Rizzoli

Dici Brignano, dici Roma. Non c'è suo monologo che non ci cali nell'atmosfera della Capitale e, soprattutto, che non ne ritragga a colori vividi gli abitanti, i Romani de Roma. Perciò, in questo libro, Brignano ha deciso di offrire una guida comica per conoscere davvero la Città Eterna e capire perché i romani sono eternamente gli stessi. Lo spunto è, la propria storia personale, raccontata fin dall'inizio, quando sua madre ebbe le doglie, impantanata nel traffico a bordo della Simca 1000 di zio, ma - siccome spesso, per interpretare l'oggi, è bene risalire alle origini - il racconto prosegue dipanandosi avanti e indietro nel tempo, in un percorso che risale fino al lontano passato di Romolo e Remo. Così, la ricostruzione umoristica dei principali eventi storici e un giro per monumenti in motorino - insostituibile compagno d'avventure nella Capitale - diventano illuminanti chiavi di lettura del modo di essere dei romani, soprattutto quando Brignano li mette a confronto con la cultura popolare degli stornelli - dove sembra che a Roma nun se faccia che magna' -, degli insulti e della colorita parlata del Romano doc, di cui l'autore fornisce anche un indispensabile glossario.

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La casina, la casa, le cose , Alda Bruno

Sellerio Editore

“Il cardinale Richelieu diceva: ‘Datemi due parole scritte dalla mano di un uomo, e ce ne sarà abbastanza da farlo impiccare.' Se scritte da una donna, fa lo stesso?” “Per tutta la vita, Donna Costanza Rubbeni aspettò che la cicas sotto l'Olmo diventasse una grande palma. Non si intendeva ,quanto la sua famiglia materna, di piante ornamentali, né di fiori. Si stupì sempre che la rosa gialla, arrampicata sulla croce della chiesetta, fiorisse in maggio di roselline piccolissime e da giugno in poi di grandi rose gialle, e trasmise questo stupore a tutta la famiglia. Sono cresciuta incantata dalla meravigliosa stranezza di questa pianta, prima di capire che si trattava di un innesto con una rosa cinese rifiorente.

Se non l'infanzia, cosa c'era allora alla casina che adesso non c'è?

C'è sempre il glicine fatato, sosta di gufi notturni, che si attorciglia alle inferriate dei balconi. Ci sono i grandi pini ad ombrello che circondano la casa, piantati alla nascita di un nuovo figlio. C'è l'albero di gelsi vicino alla cucina e le melegrane nel pollaio. E come sempre c'è l'Olmo, nutrito dei soffi della terra, grandissimo, a tre impalcature di fronde, simbolo e orgoglio della casa alla cui ombra aveva giocato mia nonna bambina, mia madre e tutti noi piccoli. E sotto la sua ombra la cicas decrepita era riuscita a sottrarsi alla legge di crescere e moltiplicarsi, che mia nonna – Signora e Domina – dettava alle piante e agli animali.

Era diventata sua la grande casa amata fin dall'infanzia, i granai, le stalle, la vigna, la cantina. Era riuscita ad acquistarla dai suoi irrequieti cugini.

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Helter Skelter. Storia del caso Charles Manson ,Vincent Bugliosi, Curt Gentry

Mondadori

Era tutto così tranquillo, raccontò poi uno degli assassini, che si riusciva quasi a sentire, dalle case in fondo al canyon, il suono del ghiaccio che tintinnava dentro i bicchieri da cocktail.
I canyon che si trovano intorno a Hollywood e Beverly Hills giocano strani scherzi con i suoni. Un rumore perfettamente percepibile a un miglio di distanza può essere indistinguibile da qualche centinaio di metri.
Faceva caldo quella notte, ma non come la notte precedente, quando la temperatura non era mai scesa sotto i 33 gradi centigradi. L'ondata di caldo, durata tre giorni, aveva cominciato a diminuire un paio d'ore prima, verso le dieci di sera di venerdì, con grande sollievo, fisico e psichico, per tutti quegli abitanti di Los Angeles che ancora ricordavano come, proprio in una notte simile, soltanto quattro anni prima, nel sobborgo di Watts fossero esplose gravi violenze. Sebbene la nebbia costiera, proveniente dall'oceano Pacifico, si stesse diffondendo sulla città, il clima rimaneva caldo e soffocante; ma qui, sulle colline al di sopra della metropoli, e di solito anche al di sopra dello smog, c'erano almeno tre gradi e mezzo in meno. Ciononostante, faceva ancora piuttosto caldo, e molti dormivano con le finestre aperte, nella speranza di cogliere qualche isolata ventata di fresco.

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La civiltà islamico-cristiana. Una proposta , Richard W. Bulliet

Laterza Per quanto ne sappia, nessuno usa, o ha mai usato, l'espressione 'civiltà islamico-cristiana'. Di più: azzardo la previsione che molti islamici e molti cristiani si risentiranno alla sola idea che questo termine implica. Mi auguro però che i miei lettori sospendano il giudizio finché non avranno considerato i miei argomenti a sostegno di questa espressione."

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Al-Qaeda. La vera storia , Jason Burke

Feltrinelli

Il libroAl-Qaeda è la parola più utilizzata e fraintesa dai media. In arabo la parola è un sostantivo astratto. Il suo significato include concetti come “schema”, “formula”, “base”. Ma che cos’è esattamente Al-Qaeda? Il catalizzatore di uno scontro tra cultura occidentale e islamica o semplicemente un simbolo?Jason Burke ci mostra come la minaccia del terrorismo islamico non provenga né da un uomo solo né da un gruppo, ma da un ampio movimento con profonde radici nella politica, nelle società e nella storia del mondo islamico. Utilizzando centinaia di interviste e migliaia di documenti, l’autore dimostra quanto Al-Qaeda sia una conveniente etichetta applicata malamente a un esteso, diverso e disorganizzato movimento che ha lo scopo di condurre una battaglia cosmica contro l’Occidente. Osama bin Laden, lungi dall’essere il più pericoloso criminale del mondo, appare in realtà una figura tra le tante nel mondo della militanza neoislamica. I terroristi che appoggiano bin Laden vogliono di fatto realizzare i loro sogni di distruzione. Ma le ragioni che li motivano persistono in tutto il mondo islamico. Continuare a non capirle permetterà al fenomeno Al-Qaeda di continuare a crescere, anche a nostro pericolo.

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E io, che ho le rose fiorite anche d'inverno?
, Aldo Busi

Mondadori

Se la realtà del mondo è che le api stanno con le api e i rinoceronti con i rinoceronti, la domanda da porsi contemplando la propria collezione di bellissime sedie vuote sarà "Ma io con chi?". Chi è stato dappertutto e non per questo ha rinunciato a darsi una mossa al cervello può seguire Aldo Busi in un nuovo percorso dei suoi, che tra vertiginosi andirivieni tra narrazione e pamphlet si distende da una Parigi d'altri tempi e di altri uomini a una Bali in cui l'ultimo esotismo sta nel fare da guida a una guida locale.
Mentre la vera avventura resta in quella casa, la propria, una villetta con adiacente roggia e un piccolo giardino inquieto. Una casa in cui sono molte sedie attorno al tavolo da pranzo, ricchi sono i servizi di piatti, preziosi i candelabri in attesa di una cenetta intima che forse si darà, che si potrebbe dare, che potrebbe essersi data se solo il padrone si fosse accontentato di "un po' di più e un po' di meno, un po' di questo e un po' di quello... un po' di tutto cioè di niente". E invece si affeziona alle assenze, facendo amicizia con un merlo spiritoso e riflettendo sul perché dell'amore negato, stanando le verità nascoste dell'umano sentire.

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Il respiro del deserto, Buticchi Marco

Un coraggioso scrivano. Un eroe dei mari. Una nave in disarmo. E un segreto…

Mongolia, 1227. Qutula, scrivano di Gengis Khan, solo per caso riesce a scampare alla morte… E ora deve fuggire. Solo cambiando vita potrà nascondersi, pur rimanendo sotto gli occhi di tutti. Perché la bellissima Arqai – questo diventa il suo nome – è a conoscenza di un segreto: sa dove si trova la tomba dell’imperatore. E il suo favoloso tesoro.
Aprile 1919, sul piroscafo Zeppelin. L’incontro ha il sapore della storia, ma i due ancora non lo sanno. Double Skinner ha solcato ogni mare sospinto dai venti oceanici, prima di combattere la Grande guerra al solo scopo di saldare il conto con i demoni che gli hanno divorato l’esistenza. Rimpatriando a bordo del piroscafo Zeppelin, incontra Harry Truman, futuro presidente degli Stati Uniti d’America. Tra i due nasce un’amicizia profonda, tanto che Skinner affida proprio a Truman non solo l’appassionante storia della sua vita, ma anche la custodia di un potente segreto, causa di morte e corruzione. Un segreto che risale a molti secoli prima, in Mongolia…
Italia, 2008. Oswald Breil se ne innamora subito, non appena lo vede in disarmo nel porto della Spezia. Lo yacht Williamsburg un tempo era definito «Casa Bianca galleggiante», perché dimora prediletta del trentatreesimo presidente americano: Harry Truman. Breil l’acquista, procurandosi così l’ostilità di un avversario spietato, pronto a tutto pur di impossessarsi del segreto che, forse, è nascosto fra le paratie della nave. Un segreto dalle origini lontane, perse nel soffio impetuoso del vento che spira sul deserto…
Basato su un’accurata ricostruzione storica, Il respiro del deserto è un romanzo dai toni epici, che pagina dopo pagina seduce il lettore e, con l’incalzante susseguirsi dei colpi di scena, lo fa trepidare per ogni avventura vissuta dai suoi indimenticabili protagonisti.

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Le uova del drago , Pietrangelo Buttafuoco

Mondadori

Eughenia Lenbach è giovane e bella. Ed è un soldato ad altissima specializzazione, anzi è considerata addirittura il "primo soldato del Reich". E infine è una spia, scelta personalmente da Hitler. Opera in un ufficio commerciale al porto di New York e non c'è nave che, grazie alle sue segnalazioni, riesca a uscire indenne dagli agguati dei sottomarini tedeschi. Scoperta, viene spostata su tutt'altro fronte, in Sicilia. Siamo all'inizio dell'estate del 1943 e lo sbarco degli alleati è imminente...

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Il codice del quattro , Ian Caldwell - Dustin Thomason

Piemme

Università di Princeton. Due studenti, Tom e Paul stanno lavorando alla Hypnerotomachia Poliphili, misterioso testo del 500 intessuto di immagini oscure e misteriose, che nessuno studioso è mai riuscito a decifrare. Per Tom la ricerca è un modo di riscattare il padre, che a quel testo ha dedicato la vita. Per Paul, invece, l'Hypnerotomachia è un'ossessione, un fine morboso che gli tormenta l'anima.
Attraverso indovinelli, codici e rimandi, Tom e Paul cominciano a capire cosa si nasconde sotto quel testo oscuro: non solo una storia d’amore e erotismo, ma un bizzarro e ingegnoso rebus matematico. E più si avvicinano a sciogliere il mistero finale, più si accorgono che le loro vite sono in pericolo. Sono troppo vicini alla verità e c’è chi ha già ucciso per proteggere il segreto.
Dalla Roma del ‘500 ai campus universitari dei giorni nostri, un thriller ricco e illuminante, dalla suspense quasi insopportabile.

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Il colore del sole

Andrea Camilleri
Mondadori

Ad Andrea Camilleri, recatosi da Roma a Siracusa per assistere alla rappresentazione di una tragedia classica, capitano alcuni avvenimenti strani. Qualcuno gli infila in tasca un biglietto con un numero a cui telefonare, ma da una cabina pubblica. E non è possibile ricostruire chi sia l'utente a cui quel numero corrisponde. L'Andrea Camilleri scrittore di romanzi gialli non può sottrarsi a una serie di misteri via via più fitti e inquietanti. Misteri che lo conducono a un casale sperso nella più remota campagna, dove gli verranno mostrati alcuni curiosi oggetti e un diario incredibile, scritto di suo pugno da un artista di quattro secoli prima. Un artista grandissimo e maledetto: Michelangelo Merisi, il Caravaggio. Le note brevi, secche, disarticolate e visionarie di questo diario - alla cui stesura Camilleri dedica un virtuosismo mimetico capace di restituire tutte le torsioni, le incrinature, i bagliori del più corrusco italiano seicentesco - costituiscono una sorta di anomalo romanzo 'nero', fitto di ombre e di allucinazione, sul periodo trascorso da Caravaggio a Malta e in Sicilia nell'estate del 1607. Questa volta la scrittura di Camilleri si distacca dal saporoso impasto che lo ha reso celebre e si tuffa nel passato per sintonizzarsi, attraverso le aspre e dissonanti note barocche, sulla psicologia torturata dell'artista e indagare le ragioni profonde della sua pittura. Il risultato è un testo che ci restituisce con enorme intensità la voce di un pittore grandissimo e misterioso. L'immedesimazione narrativa di Camilleri riesce così nel miracolo di offrirci uno sguardo nuovo su quell'arte inimitabile delle luci e delle ombre che da secoli ci affascina con la sua potente, straniata suggestione.

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Maruzza Musumeci
, Andrea Camilleri

Sellerio Editore Palermo

La storia comincia a Vigàta nel gennaio del 1890. Gnazio ritorna dall'America dopo 25 anni di assenza. Ci era andato a lavorare giovane perché in paese era rimasto solo. Sapeva solo "arrimunnari "gli alberi, ma alla perfezione tanto da essere assunto a New York come giardiniere. Poi, una brutta caduta da un pino, i soldi dell'assicurazione e il ritorno a Vigàta con un piccolo gruzzolo, sufficiente a comprare un pezzo di terra. Se ne era innamorato subito Gnazio, perché al centro di quella terra, stretta tra ciclo e mare, troneggiava un ulivo secolare, la gente diceva che aveva più di mille anni. La terra era rinata con le sue amorevoli cure, rivoltata e bagnata, popolata di animali, abbellita da una costruzione tirata su pietra su pietra e ora a 45 anni Gnazio era desideroso di farsi una famiglia. È l'esperta di erbe e guarigioni, la vecchia Fina, a trovargli una moglie, Maruzza Musumeci, bella come il sole. Chi sa perché quella ragazza non aveva mai trovato marito. Forse per certe sue stramberie? Le nozze, poi i figli. La famiglia di Gnazio e Maruzza cresce, prima nasce Cola, poi Resina, dalla voce ammaliante, poi Calorio e Ciccina, e cresce anche la casa... Una favola in cui si intrecciano mito e storia, ma anche arte, architettura, astrologia. Una fantasia sconfinata imbrigliata nel racconto di una vita vissuta intensamente.

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La democrazia. Storia di un'ideologia , Luciano Canfora

Laterza

Democrazia: un’idea straordinariamente duttile che ha plasmato il corso della storia europea, dalla Rivoluzione inglese a quella francese, dalla Prima guerra mondiale fino alla guerra fredda e al crollo del Muro. Ripercorrendo le ideologie che l’hanno nutrita e sostenuta, Canfora formula la sua tesi lucida e radicale: il meccanismo elettorale è ben lungi dal rappresentare la democrazia. Oggi, nel mondo ricco, ha vinto la libertà, con tutte le sue immani conseguenze. La democrazia è rinviata ad altre epoche.

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Non si muore tutte le mattine
, Vinicio Capossella

Feltrinelli

Il mondo di Vinicio Capossela, raccontato come una discesa agli inferi e come una continua rinascita. L’epopea dei perdenti, unica razza che ha potuto conoscere la grandezza e la bellezza. Una grande prova di talento narrativo, di violenza immaginativa, di ribellione quasi metafisica contro le finzioni consolatorie di ciò che chiamiamo realtà.

Un romanzo scomponibile, una cassettiera, un condominio in cui si varcano soglie diverse che portano in luoghi inattesi. Si procede in un concertato di scritture, per rotte, capitolazioni, gironi, spurghi e serenate. Assediati, sotto basse luci allo iodio, si intravedono schiere di ussari, ulani in miniatura, cappellerie a cavallo, costruttori, guastatori, farneticatori, rebetici, sollevatori di pesi, macchine morte, riparatori tv, le balene Franche, l’Animale del Chiavicone, le macerie di Sarajevo, Stambul, la piana ipermercata, l’ospitalità tangenziata, i doppi vetri dei motel, l’amicizia virile, la fine della gioventù, lo Sprechen Deutsch, l’onore, l’orrore, la lealtà, un vestito leggero a ciliegie rosse, Goyeneche, Troilo, Tony Castellano, Jeff Buckley, Glenn Gould, Napoleone. Non si muore tutte le mattine è un’opera sull’ambizione, l’impresa, la resa e la grazia.

Una stagione all’inferno. Dove l’inferno è l’io di chi racconta e insieme la scena, metropolitana, suburbana, in cui si muove, di volta in volta accompagnato dall’amico di sempre, Nutless (ma anche Noodless), maniaco dell’Impresa (l’impresa! L’impresa!) che deve lasciare un segno nella materia vivente e dall’amico alcolico e diabolico, Chinaski, demolitore di certezze e sentimenti che non siano compresi fra la parola ubriaca e l’amicizia virile. Si procede per gironi, per sconfitte, per capitolazioni. Si procede muovendo dal centro verso l’esterno, dal chiuso di uno scantinato – in cui arriva filtrata la musica del giorno e della notte – verso il quartiere (il barrio), primo stadio dell’appartenenza, e poi verso l’angoscia delle tangenziali, della piana ipermercata, e ancora verso un surreale interregno – non è più città, non è ancora o non sarà più natura – dove tutto può accadere. Oltre vi è solo il viaggio, un viaggio lungo le strade defraudate di storia e di vita della Balcanìa, verso i confini estremi di Stanbùl, nelle taverne in cui la musica del rebetico riconferma vitalità e sconfitta. Il viaggio in cui s’accende il fantasma gentile e paziente di una presenza femminile, un’accompagnatrice con vestito a ciliegie rosse. Solo in questa "discesa" o esplorazione si può toccare, anche solo sfiorare, l’epopea dell’esistere. Non a caso il libro si apre su Napoleone Bonaparte – con la sua Beresina, con la sua Waterloo – quasi a siglare con una visione impigliata nelle maglie della storia il senso della caduta. Vinicio Capossela racconta, con talento e un senso originalissimo del linguaggio, il suo mondo, un mondo generoso di ossessioni, acceso di visioni, popolato di eroi-perdenti, musicisti, fantasmi dell’anima, compreso fra l’impudicizia della confessione (quella che l’autore assimila allo spurgo) e la ricerca della bellezza, magari nascosta, magari polverizzata ma pronta a tornare a illuminare la notte, a placare l’ansia del giorno assolato.

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Il talento e la passione. Ritratti italiani , Aldo Carboni

Laterza

Un ritratto

MARIANGELA MELATO

«No, non sono di quelle che fin da bambine sanno che da grande faranno l'attrice. Non avevo una vocazione precisa, mi attiravano cose diverse, inseguivo molte suggestioni; non sapevo quel che avrei fatto: ma sapevo bene, molto bene, ciò che non mi piaceva e che perciò non avrei fatto mai». Sorride, Mariangela Melato, sorride e scuote un poco la testa: e la severità verso se stessa, ma non seriosa, allegra piuttosto, che appare subito uno stile, una cifra personale, è per un attimo meno severa. Forse le passano davanti quelle giovanili perplessità, magari le visse con angoscia; il tempo le colora di toni sfumati, indulgenti. Il successo aiuta; sono molti, infatti, a considerare la Melato l'attrice migliore del nostro teatro. Milanese di nascita, quando non è in giro per recite vive a Roma, dalle parti di Piazza Navona; e allora può dare alle sue giornate il ritmo che preferisce, alzarsi presto la mattina, dormire presto la sera, «il buio mi mette di malumore, detesto il tirar tardi di notte: capisco che è un po' buffo, per una che di mestiere fa l'attrice in teatro».
«Ho cominciato per caso. A sedici anni sapevo che non avrei lavorato in banca o fatto, che so, l'ingegnere; mi attirava invece la prospettiva di inventarmi qualcosa, di cavare da me stessa un versante di originalità, ballo, pittura. Ero molto timida, e la tecnica del recitare mi sembrò un modo per vincere questo che consideravo un difetto. Non ero mai entrata prima in un teatro. Mia madre, una donna bellissima, capelli neri, grandi occhi, era la copia di un'attrice americana allora famosa, Loretta Young: aveva avuto delle proposte, ma la sua famiglia non l'aveva la sciata andare, faceva la sarta. Mio padre, vigile urbano, un uomo sensibile, pieno di pudori, pensava che avessi scelto una strada sbagliata, aveva paura per me».
«Io, non ho avuto mai ripensamenti: una volta scelto il palcoscenico, mi sono impegnata con ogni energia, con concentrazione, al 100 per cento. Capita a volte di incontrare persone che frequentavo allora, amici: "Ti amavo, non ho avuto l'animo di dirtelo, eri così presa dal lavoro, si capiva che non avresti dato ascolto", mi ha confessato qualcuno ridendo. "Perché non l'hai fatto, magari la vita avrebbe preso un corso diverso" replico, anche per stare al gioco. Ma so che non è vero, avevo la mia rotta, non avrei deviato. Quando me ne sono andata di casa, i miei hanno pensato che fosse un azzardo, per loro ero troppo fragile, un vaso di vetro in un ambiente di ferro. Alle prime difficoltà, hanno provato - soprattutto mia madre - a farmi tornare indietro. Ero venuta a vivere a Roma, avevo recitato con Visconti, Ronconi, pensavo che le proposte di lavoro non mi sarebbero mancate».

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Astrea e i Titani,
Franco Cardini

Laterza

L'Olimpo occidentale è minacciato. I vecchi dèi – le potenze statali e sovrastatali – non sono più in grado di dominare il mondo. Lo stesso Zeus americano è prigioniero dei Titani che hanno dato l'assalto all'Olimpo, i grandi poteri occulti delle multinazionali che si sono spartiti la terra e la stanno divorando. La loro vittoria coinciderà con la distruzione non solo del mito democratico ma anche dell'ordine giuridico internazionale. Sarebbe (sarà?) la morte di Astrea – la dea della Giustizia – l'avvento del caos, la sparizione della possibilità di controllo dell'esercizio del potere e della partecipazione comunitaria alle decisioni di governo.

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L'amore del bandito, Carlotto Massimo

Dopo sette anni di assenza il romanzo che segna il ritorno dell’Alligatore.

2004. Dall’Istituto di medicina legale di Padova spariscono 44 chili di droga pesante. Criminalità organizzata da un lato e forze dell’ordine dall’altro si scatenano. L’Alligatore riceve pressioni per indagare e scoprire l’identità dei responsabili del furto. L’investigatore senza licenza non ci sta ma a certa gente non basta dire di no…
2006. Due anni più tardi scompare Sylvie, la donna di Beniamino Rossini, la danzatrice del ventre franco-algerina che lui aveva conosciuto anni prima in un night del Nordest. Il vecchio gangster non si dà pace e la cerca ovunque. Ben presto l’Alligatore, Beniamino Rossini e Max la Memoria si ritrovano braccati da un nemico misterioso che li ricatta e li costringe a entrare in un gioco mortale…
2009. La storia non è ancora finita. E l’Alligatore e i suoi amici sono ancora in pericolo e attendono la prossima mossa del loro temibile avversario.
Una storia di malavita un noir dove si intrecciano i destini dei vecchi e nuovi gangster in un mondo dove le regole di un tempo non esistono più. Solo il passato torna sempre a chiedere il conto.

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Il modello islamico , Francesco Castro

Giappichelli

"Alla base del presente volume vi sono oltre cinquant'anni di ricerche e didattica, condotti da Francesco Castro, sul diritto musulmano e gli ordinamenti contemporanei degli stati che affondano le proprie radici nella ininterrotta tradizione giuridica dell'Islam. I grandi e irreversibili cambiamenti avvenuti nel corso dell'ultimo secolo nel mondo arabo-musulmano hanno provocato profondi mutamenti anche nella cultura giuridica dei paesi islamici che si presentano, oggi, in molti settori del diritto, assai prossimi alla "western legal tradition. In altri, invece, come nello statuto personale, la distanza di valori e regole appare incolmabile". "Resta centrale, quindi, la conoscenza della storica dialettica tra "sharì'a" e "siyàsa", tra diritto religioso e potere politico, che è la principale chiave di lettura delle dinamiche giuridiche dell'Islam del passato e del presente. La pretesa supremazia formale della "sharì'a", che appare una costante nell'evoluzione del diritto musulmano, deve nella realtà confrontarsi, a livello operazionale e stato per stato, con la sua traduzione in norme e applicazioni concrete". "Da qui, la molteplicità di ordinamenti e soluzioni legislative differenti che Francesco Castro ci presenta in questo volume in chiave storico-comparatistica."

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Il sangue dell'onore. Storia del duello , Marco Cavina

Edizioni Laterza

Il duello barbarico, giudizio di Dio in cui si coglieva nello
scontro d’armi la sentenza della divinità; il duello in torneo, sospeso fra
gioco, addestramento alle armi e regolamento di conti; il duello d’onore,
giudiziario o clandestino, espressione e privilegio del ceto nobiliare. I
nostri antenati hanno risolto le loro dispute pubbliche e private per più di
mille anni sul filo di una lama, fino a quando la società borghese non ha
condannato questa pratica come brutale e arcaica. Dalla morte in torneo di
Enrico II ai duelli clandestini di Giacomo Casanova, dai duelli del
Baiardo – il cavaliere senza macchia e senza paura – alla sciabola del Duce,
dalla Russia alla Spagna, dall’Inghilterra all’Italia, in un racconto di
episodi rievocati anche nei dialoghi originali, la storia piena di fascino
di una istituzione che, se appare bizzarra o mostruosa al lettore
contemporaneo, resta tuttavia una chiave di volta per la comprensione del
nostro recente passato.

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L'intruso , Carla Cerati

Marsilio

In questo romanzo Carla Cerati affronta, come già in Un matrimonio perfetto e nella Cattiva figlia, un tema importante: quello dei rapporti affettivi e generazionali, spesso intricati e dilanianti, dentro e fuori la famiglia. Il libro ci fa partecipare a un appassionato dialogo tra due amiche sul rapporto di un padre e una figlia che non si sono mai amati. L’intruso del titolo è un quasi centenario che riappare, dopo più di vent’anni di silenzio, nel momento in cui resta vedovo per la seconda volta. Ne esce una storia di ostinata soggezione a un dovere filiale vissuto nel disamore ma praticato come una sorta di missione. Un tema classico affrontato da un punto di vista che lo rende estremamente attuale, oggi che vivere fin oltre i cent’anni non costituisce più un’eccezione. Il romanzo, tra tante domande, ne pone una centrale: quali cambiamenti, quante difficoltà dovrà affrontare una persona non più giovane, poiché tale è la nostra protagonista, che deve sobbarcarsi la cura di qualcuno ancora più avanti negli anni?

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La dimensione interiore , Deepak Chopra

Sperling & Kupfer

Dobbiamo ogni giorno fare una miriade di scelte, dalle più importanti alle più futili, e tutte avranno peso nel determinare il nostro futuro: per questo siamo sempre più ansiosi. Concentrandoci infatti sul successo materiale, ci sfugge la ricchezza e la sapienza che già possediamo dentro di noi, dove anche le più piccole cellule sanno quello che è meglio o che bisogna evitare. È la dimensione interiore: per navigare verso la felicità dobbiamo imparare a "leggerci dentro", trasformando ogni momento difficile in strumento di consapevolezza. Così, potremo relativizzare ciò che ci accade, comprendendo tutto il potenziale di ogni evento e di ogni incontro, scorgendo così l'armonia dell'universo.

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Diario segreto di una strega , Esmé Raji Codell

Edizioni Piemme

Amalia Prodigiosa è una simpatica streghetta ed è anche l'autrice di questo divertente Diario. Possiamo seguire così la sua formazione magica, quella delle sue compagne di scuola e conoscere la più severa prof. che esista, la Signorina Fortuna Funesta, colei che ha consigliato alle sue poco disciplinate alunne di tenere un diario a... futura memoria. Come avviene per ogni ragazzina, le cose che vengono annotate da Amalia riguardano la scuola, la famiglia, i rapporti con le amiche, anche se qui tutto è un po' diverso perché è appunto magico. In che cosa infatti si deve esercitare la nostra protagonista? a materializzare gli oggetti! Dove la porta la zia per distrarla un po'? ad assistere a un maleficio in un castello! Qual è il desiderio più raccapricciante per una streghetta? voler rendere migliore il mondo!
Insomma rovesciamo tutti i parametri del bene e del male e avremo il percorso formativo di Amalia. Anche per lei però la vita è difficile come per ogni ragazzina di questo mondo.

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La ragazza di polvere

Michael Connelly
Piemme

Los Angeles. Metà 2005. Harry Hieronymus Bosch, più vicino ai sessanta che ai cinquanta, invecchia (come tutti, ma non come tutti i personaggi) e non demorde. Dopo la morte della madre a 11 anni, dopo orfanotrofi, affidatari fughe, dopo il solo diploma intermedio e il lungo Vietnam, dopo trenta anni di servizio, dopo altri tre anni di congedo e di private investigazioni è tornato in prova come recluta dell’unità Casi Irrisolti (istituita due anni prima) della Divisione Rapine e Omicidi del Dipartimento di Polizia, neanche dieci agenti per ottomila dossier accumulati in meno di cinquanta anni, forse da riaprire grazie all’evoluzione tecnologica: impronte digitali e perizie balistiche da una parte, DNA disponibile (almeno in duemila casi) dall’altra parte.

L’antica collega Kizmin Rider, nera e lesbica, piccola e grassottella, efficiente e sensibile lo aspetta nella stanza 503. Devono studiare un fascicolo del luglio 1988, quando la studentessa sedicenne Rebecca Verloren fu stordita in casa, portata in un bosco vicino e uccisa con il colpo di una pistola su cui c’era un brandello di pelle. I genitori sono vivi, separati, da allora disperati; la stanza e il letto sono gli stessi.

L’esame del DNA individua il possibile assassino. Le indagini originali mostrano altri punti deboli, forse un tentativo di insabbiamento; c’è di mezzo anche il solito nemico “interno” Irvin S. Irving, alle soglie della pensione. Harry gira fra i guai sempre con il SUV nero della Mercedes, ha la figlia di sei anni con la madre trasferitesi per dodici mesi a Hong Kong, ce la mette tutta, si fa anche tatuare da una vecchia fiamma ancora affine, continua a non fumare, ritrova la missione che non può abbandonare, con pochi errori squarcia le tenebre e arrossisce quando lo applaudono.

Essere un “closer” gli piace proprio. Con qualche inconsueto strappo di sceneggiatura, ecco il nuovo inconfondibile imperdibile undicesimo Bosch di Michael Connelly (nella bella traduzione di Amedeo Romeo): 44 capitoli tutti in prima persona, un individuo giusto e claustrofobico immerso nella società ingiusta e oppressiva. Anche giornalisti e giornalismo sono onni-presenti. Si mangia svelti, solo per discutere, dividendo cibo e notizie, cattivi. Musica migliore, Miles Davis sugli scudi.

Consigliato agli assassini, affinché non uccidano ancora.

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La traccia , Patricia Cornwell

Mondadori

Cinque anni dopo essere stata allontanata dall'autorevole incarico che ricopriva all'Istituto di medicina legale di Richmond, Kay Scarpetta torna in Virginia. Ma non è un ritorno trionfale. L'ha richiamata l'attuale capo dell'istituto, il presuntuoso e incompetente Joel Marcus (ma in realtà è stato costretto a convocarla), e la scena che si presenta davanti agli occhi di Kay è decisamente preoccupante. Gran parte della morgue è in rovina, i laboratori sono nel caos e non c'è più traccia della perfetta organizzazione che lei aveva creato. Il caso da risolvere per Kay è quello di una quattordicenne, inequivocabilmente cadavere, ma di cui non si riesce a stabilire una reale causa di morte. E non si tratta certo di influenza, come la madre continua a sostenere. Accanto a lui il fedele Pete Marino, indimenticabile per la sua stravaganza, per la sua rudezza e timidezza. Accanto a lei, ugualmente, l'affascinante nipote Lucy, a capo di un'agenzia internazionale di investigazioni, un'organizzazione simile a un gruppo paramilitare per organizzazione e tecnologia. Ed è proprio dalle indagini condotte da Lucy su uno strano individuo, che passa il tempo a incidere occhi sulle finestre di casa sua o sulle portiere delle sue due Ferrari, che viene scoperto un impercettibile indizio. È da qui che Kay Scarpetta parte, con la sua abilità di investigatrice e patologa, con la sua geniale capacità di ricostruire da un nonnulla un intero mondo di orrori. Come altri scrittori di thriller, Patricia Cornwell sa inventare precisi colpi a effetto, ma il reale segreto dei suoi romanzi è l'umanità che riesce a infondere a ognuno dei suoi personaggi.

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Dannati e leggeri , Paolo Crepet

Einaudi

Questa è una storia di figli lasciati dai genitori, di figli che scappano, di figli posseduti come un cappotto d'ermellino e presto riposti nel baule della colpa. Le vite, per quella gente, erano di chi se le prendeva, di chi le comprava, di chi ne aveva cura per curare se stesso.
Per me, donna senza radici, l'ascolto delle storie di famiglia somigliava alla magia di leggere i fondi di caffè: tante macchie, alcune persone, tante interpretazioni, alcune vite. Molte impronte. Una magia larga, che andava oltre le parole, i riti, le memorie. Una magia che tracima da una vita in altre vite».

Mirò è una donna bellissima e malinconica. La storia della sua famiglia attraversa tutto il Novecento e tutti gli angoli del Mediterraneo, in una vertigine genealogica. «Gente fuggita: dalla rivoluzione, dal destino, dall'odio, persino dall'amore». Mirò, miscela esplosiva di caratteri russi, africani e balcanici, donna moderna e donna dell'harem, è forse «il crocevia di tutto».

Xenia è la tata di Mirò, la donna che tutto ha guardato e mai giudicato. La donna che tutto ha raccolto, anche, perché dietro la sua voce si nascondono molte voci. Nel suo doppio narrare si affacciano isole di mandorli e viti, case che sanno di cucina, di spezie e gelsomini, di esistenze interrotte. E infiniti personaggi, come Colette, la bisnonna di Mirò, che ha chiuso i suoi giorni in un monastero greco, o come il nonno Selim, grande giocatore di tabli e grande collezionista di donne, nella sua casa piena di tappeti e di vita, impregnata dell'odore di hashish. E poi i misteri di Omar, finito tra i ballerini russi di un piccolo teatro parigino e morto forse senza sepoltura. O di Payaam, inghiottito dal mare in tempesta mentre cercava le sue spugne. O ancora di Rada, regalata da un sultano a un nobile russo poi ucciso dai bolscevichi.

Questo di Crepet è un romanzo in cui si raccontano città, stoffe, magie, profumi d'incenso, amori e odi interminabili, enormi ricchezze e capacità di sciuparle, fughe, segregazioni, uomini meschini e sognatori, donne smemorate e bellissime. Una metafora lunga un secolo dove la Storia è più piccola delle persone che la attraversano. Persone legate dal sangue e da vincoli oscuri: condannate nel tempo a destini simili e capaci di affrontarli con una leggerezza arcana. Un libro di spostamenti, di viaggi, di migrazioni del corpo e del cuore in cerca di un senso profondo del vivere senza compiacimento, l'ultima sostanza della molteplicità stupefacente delle cose.



Voi, noi. Sull'indifferenza di giovani e adulti
, Paolo Crepet

Einaudi

Chi ha rubato i sogni dei ragazzi? Siamo ancora capaci di rabbia, di indignazione? Siamo capaci di dire di noi e del nostro dolore? Qualcuno sa dire a un ragazzo, tra infinite parole, le parole che contano? E che cos'è per un adolescente il diritto di essere visto? Che cosa vuol dire «giocare da soli», invece che nella strada con gli altri? È proprio vero che se hai un papà ricco sei a posto? Ed è giusto che il lavoro, per un giovane, sia cosí tanto flessibile? La frustrazione è solo negativa, e le regole sono solo autoritarie, o sono due cose che possono aiutare a crescere? E il bullismo di chi distrugge una scuola è la stessa cosa dei writers che vogliono colorare con lo spray le nostre città grigie, o no?Queste e molte altre sono le domande che Crepet non si limita a raccogliere, in una serata a Novi Ligure, o in una scuola del Lazio o in un'isola al largo della Sicilia, ma cui offre già embrioni di una risposta. Che resta affidata a chi, tra giovani e adulti, saprà riscoprire la verità piú semplice: forse non sarà il benessere che potrà sconfiggere l'indifferenza, ma sarà - oltre a una seria volontà di rispondere alle esigenze vere della vita dei giovani - la capacità di un semplice gesto, di scoprire e vivere insieme un'emozione, una storia, pelle a pelle, gomito a gomito. Cominciando, quando serve, anche dall'indignazione.

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Postdemocrazia , Colin Crouch
.
Edizioni Laterza

La democrazia rappresentativa è al tramonto. Siamo entrati in una
fase nuova, in cui contano le lobbies, i leader populisti e i sondaggi di
opinione: chiamiamola ‘postdemocrazia’. Come ha scritto Ralf Dahrendorf, «il
libro di Colin Crouch provocherà un vivace dibattito»

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Il male è nelle cose , Maurizio Cucchi

Mondadori

Il protagonista è un giovane colpito da una sindrome che all'inizio si annuncia con piccole anomalie del comportamento per poi diventare sempre più distruttiva e devastante. Pietro compie dei gesti che, con un termine caro alla letteratura esistenzialista, si sarebbero definiti "atti gratuiti", nel senso che nulla li giustifica, mentre, da un punto di vista puramente logico, si tratta di atti che non sono gratuiti per niente. E infatti, quando viene afferrato dalla smania, fredda e premeditata, di colpire, Pietro dice la verità. Quelle verità su noi stessi che nessuno di noi vorrebbe mai sentirsi dire. E queste verità lui comincia a dirle alla ragazza, agli amici dei genitori, agli amici suoi. E le conseguenze sono imprevedibili.

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La fabbrica di cioccolato , Roald Dahl

Salani

In occasione dell'uscita nelle sale del film interpretato da Johnny Depp, diretto da Tim Burton, viene ripresentato in edizione rilegata uno dei libri più conosciuti e amati di Roald Dahl.

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Il peso della farfalla , Erri de Luca  

Feltrinelli

Il re dei camosci è un animale ormai stanco. Solitario e orgoglioso, da anni ha imposto al branco la sua supremazia. Forse è giunto il tempo che le sue corna si arrendano a quelle di un figlio più deciso. E novembre, tempo di duelli: è il tempo delle femmine. Dalla valle sale l'odore dell'uomo, dell'assassino di sua madre. Anche l'uomo, quell'uomo, era in là negli anni, e gran parte della sua vita era passata a cacciare di frodo le bestie in montagna. E anche quell'uomo porta, impropriamente, il nome di "re dei camosci" - per quanti ne aveva uccisi. Ha una Trecento magnum e una pallottola da undici grammi: non lasciava mai la bestia ferita, l'abbatteva con un solo colpo. Erri De Luca spia l'imminenza dello scontro, di un duello che sembra contenere tutti i duelli. Lo fa entrando in due solitudini diverse: quella del grande camoscio fermo sotto l'immensa e protettiva volta del cielo e quella del cacciatore, del ladro di bestiame, che non ha mai avuto una vera storia da raccontare per rapire l'attenzione delle donne, per vincere la sua battaglia con gli altri uomini. "In ogni specie sono i solitari a tentare esperienze nuove," dice De Luca. E qui si racconta, per l'appunto, di questi due animali che si fronteggiano da una distanza sempre meno sensibile, fino alla pietà di un abbraccio mortale.

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Romanzo Criminale , Giancarlo De Cataldo

Einaudi Dai primi Settanta alla fine degli anni Ottanta, attraverso le vicende della banda della Magliana, al centro di ogni traffico illegale di Roma, si ricostruisce la storia di un'Italia segreta e inquietante.

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Psicopatologia del cellulare
, Luciano Di Gregorio

Angeli

Dipendenza e possesso del telefonino
Si può vivere oggi senza cellulare? Entrare in contatto con gli altri in ogni momento della giornata, in qualunque luogo ci troviamo, qualunque cosa stiamo facendo, accresce il nostro campo di azione, o riduce la nostra libertà? E soprattutto quali meccanismi psicologici innesca in ciascuno di noi la riduzione della distanza dagli altri?
Queste sono alcune delle numerose domande che dobbiamo porci quando proviamo a indagare sugli effetti profondi del telefonino sulla vita sociale e di relazione tra gli individui. Superata la fase in cui il possesso del piccolo apparecchio telefonico svolgeva un ruolo di "distinzione", al pari di altri status symbol, oggi il cellulare è divenuto una sorta di protesi psico-tecnica, con la quale le persone si proteggono dai rischi dell'impatto emotivo che una relazione faccia a faccia porta sempre con sé, annullando quasi per magia il sentimento di insicurezza ma riducendo nel contempo la capacità di confrontarsi con la realtà delle cose.
Il confine tra privatezza e socialità è alterato da un nuovo e vuoto narcisismo che il cellulare tende a incentivare, offrendo a molti l'occasione di sciorinare in pubblico i fatti della vita personale: nella società televisiva, che premia trasmissioni del tipo "Grande Fratello", solo l'essere visto e udito nella propria intimità offre alle persone meno provvedute la garanzia della propria esistenza in vita.
Attraverso uno studio attento e approfondito sulle dinamiche attivate dalla presenza di questo nuovo feticcio, il libro ci permette di riflettere sulla qualità delle nostre relazioni sociali, amicali ed affettivi.

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La Bibbia ha (quasi) sempre ragione
, Gioele Dix

Mondadori

Che rivelazione la Bibbia. Uno crede di conoscerla, più per sentito dire che per averla letta veramente. E magari non si è accorto che è anche un bellissimo libro di storie, amori, avventure e di personaggi affascinanti, invidiosi, deboli o irascibili. Insomma molto simili a noi. Dio compreso.
Gioele Dix, comico colto e raffinato, racconta alcune di queste storie con un'ironia che sa solleticare l'intelligenza. Racconta il Dio geniale ma svogliato della creazione, l'Adamo spaesato dei primi giorni nell'Eden. Ma anche le perplessità di Abramo sul "patto" e sulla circoncisione ("Proprio lì? Non si potrebbe fare su un'unghia?"). Per finire con le visioni da poeta psichedelico del profeta Gioele (al quale l'autore, per ovvi motivi, è molto affezionato).
Dopo il successo dell'omonimo spettacolo teatrale, Dix ha dato vita a un libro godibilissimo e originale. Un libro che diverte, rivela aspetti insoliti e stimola a voler sapere qualcosa di più del Testo Sacro.

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La paga dei padroni. L'Italia va a rotoli, ecco chi ci guadagna
Gianni Dragoni, Giorgio Meletti

Chiare Lettere

I numeri fanno impressione. Mentre la Borsa nel 2007 ha perso l’8 per cento circa, gli stipendi dei manager sono saliti del 17 per cento. Idem per il 2006. Lo stipendio di Alessandro Profumo, amministratore delegato dell’Unicredit, è cresciuto del 39 per cento (9 milioni 426mila euro). Il valore di mercato delle azioni Unicredit è sceso del 17 per cento. Perché? Non è demagogia. L’economia italiana è in piena recessione. I salari perdono potere d’acquisto. È sempre più difficile arrivare alla fine del mese. E la colpa di chi sarebbe? Dei dipendenti pubblici, definiti “fannulloni”, dei piccoli imprenditori, tutti evasori, dei lavoratori dipendenti, poco produttivi e troppo sindacalizzati. Manager, banchieri e capitani d’industria restano immuni da responsabilità. Per loro, se c’è qualcosa che non va è a causa della politica o del mercato internazionale. Ma non è così. Basta vedere quanto guadagnano, e come. Questo libro mette insieme gli stipendi e le storie della nostra classe dirigente. Un sistema granitico, di signorie e vassallaggi. I nomi sono sempre gli stessi da anni: Ligresti, Pesenti, Berlusconi, Moratti, Agnelli, Colaninno, Romiti, De Benedetti, Caltagirone, Benetton... E poi c’è Mediobanca, l’epicentro del potere finanziario da sempre, la scatola nera del privilegio. La parola chiave è una sola: fedeltà. Allora lo stipendio milionario è assicurato. Come insegna la saga infinita dei dirigenti pubblici, spostati da una parte all’altra, sempre con buonuscite record, e dopo aver accumulato, molto spesso, perdite disastrose. E quella dei capitalisti senza capitali, che controllano una società con un’altra società, un’altra ancora, un’altra... Così hanno diritto a pochi dividendi, ma il potere è loro, basta una firma ed ecco che scatta il compenso d’oro. La politica si può criticare. Ma guai a criticare gli imprenditori. Guai a criticare Confindustria, oggi governata da Emma Marcegaglia. Eppure almeno una domanda bisogna farla: perché se Confindustria Sicilia decide di espellere chi paga il pizzo lo stesso trattamento non vale per chi ammette di aver pagato tangenti? Nel marzo 2008 Antonio Marcegaglia, numero uno della Marcegaglia Spa, ha patteggiato undici mesi di reclusione, pena sospesa, per corruzione.

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Scienza e società oggi. La tentazione della paura
, Renato Dulbecco

Bompiani

Il rapporto tra scienza e società è sempre stato difficile. La scienza è stata dominio esclusivo di pochi, mentre la società, da parte sua, non ha mai avuto la percezione di un'utilità diretta, concreta, della scienza nella sua vita. Spesso la società ha avuto paura della scienza, del suo linguaggio specialistico, delle sue tecniche oscure. Dulbecco con questo libro vuole invece spiegare, in modo accessibile, alcune delle più discusse questioni scientifiche dei nostri giorni, dal significato del genoma ai cibi geneticamente modificati, dalla clonazione alle cellule staminali.

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Emozioni , Dylan Evans

Laterza

Le emozioni sono tornate di moda. Ma se si pensa di saperne già tutto, ci si sbaglia di grosso. Dylan Evans, brillante ricercatore e divulgatore scientifico, ne disegna in questo libro un quadro magistrale: asciutto, convincente e aggiornatissimo. Un testo illuminante, che non mancherà di sorprendere.
L’amore è un’invenzione dei poeti o una parte ineliminabile della natura umana? Vincere alla lotteria rende davvero felici? Sarà possibile costruire robot dotati di sentimento?
Attingendo a un ampio ventaglio di ricerche scientifiche, che vanno dall’antropologia alla psicologia, alle neuroscienze e all’intelligenza artificiale, Evans accompagna il lettore in un viaggio affascinante nel cuore umano.

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Pochi inutili nascondigli
, Giorgio Faletti
Baldini Castoldi Dalai

Sette racconti, sette storie del mistero nella scia di Poe, Lovecraft e King, che si servono del fantastico per far emergere uno smarrimento nuovo, un panico sconosciuto. Gomme capaci di cancellare case e uomini, prati maledetti, mostri gentili e manichini animati, atmosfere quiete che esplodono all'improvviso mettendoci di fronte a quella particolare forma di orrore che solo l'incomprensibile può suscitare.

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La Forza della ragione
, Oriana Fallaci

Rizzoli

"Stavolta non mi appello alla rabbia, all'orgoglio, alla passione. Mi appello alla Ragione. E insieme a Mastro Cecco che di nuovo sale sul rogo acceso dall'irragionevolezza ti dico: bisogna ritrovare la Forza della Ragione."

La genesi de "La Forza della Ragione" è sorprendente quanto il suo contenuto. Oriana Fallaci voleva darci solo un post-scriptum intitolato "Due anni dopo" cioè una breve appendice alla trentesima edizione de "La Rabbia e l'Orgoglio". (Più d'un milione di copie in Italia e best-seller in tutti i numerosi paesi nei quali è stato tradotto). Ma quando ebbe concluso il lavoro s'accorse d'aver scritto un altro libro.

La Fallaci parte stavolta dagli incivili attacchi e dalle minacce di morte ricevute per "La Rabbia e l'Orgoglio", e, identificandosi in tal Mastro Cecco che a causa d'un libro nel 1328 venne bruciato vivo dall'Inquisizione, si presenta come una Mastra Cecca che eretica irriducibile e recidiva sette secoli dopo fa la stessa fine.

Tra il primo e il secondo rogo, una rigorosissima analisi di ciò che chiama l'Incendio di Troia ossia di un'Europa che a suo giudizio non è più Europa: è ormai Eurabia, colonia dell'Islam. (E l'Italia un caposaldo di tale colonia). Lo fa in chiave storica filosofica morale politica, al solito affrontando temi che nessuno osa affrontare ed usando una logica impeccabile. "La Forza della Ragione" è un inno al raziocinio e alla verità. Il lettore vi troverà un pozzo di idee e di notizie, espresse anche attraverso riferimenti personali. (Indimenticabile il capitolo dove la Fallaci si dichiara atea-cristiana). Vi troverà pure una straordinaria maturità di pensiero e pagine di humour irresistibile. (Vedi ad esempio le "letterine" e la cronaca immaginaria dell'autodafé con cui Mastra Cecca viene bruciata viva).

Ma soprattutto vi troverà il coraggio e la nobiltà animo di cui oggi ve tanto bisogne. La Rizzoli International Publications è fiera di pubblicare questo gran libro di cui la Fallaci dice semplicemente: "Scriverlo era mio dovere".

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Predatori notturni

Joseph Farrell
Mondadori

Protagonista di Predatori notturni è una ragazza, figlia del proprietario della compagnia aerea Aero-Italia di cui faceva parte nel romanzo l’aereo abbattuto. Teresa, la giovane donna, vent’anni prima aveva assistito, per una atroce casualità, al suicidio del padre, umiliato moralmente e rovinato economicamente da una sentenza assurda che incolpava la sua compagnia di una tale incuria nella manutenzione degli aerei da aver provocato l’esplosione in volo del velivolo. La disperazione e il senso di ingiustizia lo avevano ucciso. La figlia non aveva mai dimenticato quel fatto terribile e aveva giurato a se stessa che, diventata adulta avrebbe riabilitato ad ogni costo la memoria del padre. Così, bella e sola, Teresa inizia le sue indagini coinvolgendo anche l’unica persona che ai tempi del processo aveva mostrato dei dubbi sulla sentenza: un giornalista americano del Washington Post, Robert Evans. Quando va nella capitale Usa però, la donna scopre che Evans ha lasciato l’attività di giornalista ed è diventato il portavoce del Presidente americano. Teresa non recede, lo cerca e il feeling tra loro è immediato: insieme iniziano una indagine dai risvolti estremamente pericolosi tanto che sfuggono miracolosamente a molti attentati…
Naturalmente il finale va lasciato al lettore!
Appassionante come un buon thriller, il romanzo coinvolge particolarmente noi italiani che ci sentiamo, anche per fatti recenti, colpiti e indignati davanti a certi comportamenti del grande alleato statunitense. Le modalità narrative di Farrell, incalzanti e piene di colpi di scena, inchiodano il lettore alla pagina, anche se la figura del protagonista maschile fa parte di certi stereotipi americani: fa tutto da solo, è sempre vincente, naturalmente è ricco e affascinante e poi non manca la storia d’amore che può piacere anche a un pubblico femminile...
Ma gli perdoniamo certe debolezze perché il tema è trattato anche con una certa spregiudicatezza e senza grandi concessioni a personaggi in vista (i nomi nella finzione sono inventati, ma il ruolo è reale) dell’establishment del suo Paese.

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L'amore della luna , Elido Fazi

Fazi Editore Agosto 1819. Tormentato dai debiti e ferocemente stroncato dai critici letterari delle più influenti riviste dell'epoca, John Keats si trasferisce con il suo migliore amico Charles Brown nell'isola di Wight, e poi a Salisbury, nel tentativo di completare Iperione, il poema che avrebbe dovuto garantirgli la fama e il successo tanto amati e allo stesso tempo disprezzati. Per concentrarsi sul libro cerca di dimenticare il suo folle e totalizzante amore per l'adorata Fanny. Ma nel giro di poche settimane si ritrova a perdere tutto: l'amore per la poesia, il desiderio di fama e la passione. Non prima però di aver scritto, il 19 settembre, "Ode all'Autunno", una delle più importanti poesie della letteratura inglese di tutti i tempi. Ma cos'è che lo porta al crollo di tutte le sue illusioni e perché dopo "all'Autunno" non riuscirà più a scrivere neanche un verso? L'amore della luna ripercorre in modo appassionato e coinvolgente l'ultimo periodo della vita di Keats, raccontando per la prima volta in forma narrativa il mese che cambiò per sempre il destino di uno dei maggiori poeti della storia.

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I giorni dell'abbandono , Elena Ferrante

E/O

L' autrice descrive con realismo e crudezza la caduta progressiva verso la depressione di una moglie e madre lasciata senza preavviso dal marito con due figli piccoli.
L' asprezza del linguaggio narrativo, la visione lucida del pensiero sullo spartiacque tra realtà e fantasia depressiva, il coraggio con cui la protagonista si aggrappa alla vita e all'aiuto dei figli per non essere inghiottita dal gorgo o risucchio della disperazione senza ritorno, ecco alcuni degli elementi che mi hanno fatto "sentire" la storia da dentro.

Segnalatoci da Nicoletta Bernardelli, docente di scuola superiore, provincia di Cuneo

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Dove sei? Ontologia del telefonino , Maurizio Ferraris

Bompiani

Le prime righe

La domanda “dove sei?” coglie l'essenza della trasformazione indotta da questo strumento che non è semplicemente un fisso a cui abbiamo tolto il filo. Infatti, basta rifletterci un poco e si scopre che il telefonino serve per scrivere molto più che per parlare (si pensi all'esplosione degli sms); diventa una specie di computer (i due strumenti di fatto si sono già unificati: scrivi col telefonino, telefoni col computer); si trasforma addirittura in una carta di credito con cui pagare il conto al supermercato o fare un'offerta per le vittime dello Tsunami. A questo punto, chiedersi che cos'è un telefonino, che tipo di oggetto è (“ontologia” vuol dire questo), diventa filosoficamente interessante. Soprattutto per un motivo che argomenterò estesamente nella prima parte di questo libro: con il telefonino non assistiamo a un trionfo dell'oralità, bensì della scrittura e persino dell'ideogramma, ossia di quello scrivere che non ricopia la voce, ma disegna le cose e i pensieri. Il problema dell'iscrizione, e il suo ruolo nella costruzione della realtà sociale, viene in primo piano, piuttosto paradossalmente, proprio da un telefono, da una macchina per parlare a distanza, che però, come telefonino, sembra diventare un'altra cosa.

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Sudditi. Manifesto contro la democrazia , Massimo Fini

Marsilio

Per la nostra cultura la democrazia è "il migliore dei sistemi possibili", un valore così universale che l'Occidente si ritiene in dovere di esportare, anche con la forza, presso popolazioni che hanno storia, vissuti e istituzioni completamente diversi. Fini demolisce questa radicata convinzione. Il suo attacco però non segue le linee né della critica di sinistra, che addebita alla democrazia liberale di non aver realizzato l'uguaglianza sociale, né di destra che la bolla come governo dei mediocri. La "democrazia reale" è un regime di minoranze organizzate, di oligarchie politiche economiche e criminali che schiaccia e asservisce l'individuo, già frustrato e reso anonimo dal meccanismo produttivo di cui la democrazia è l'involucro legittimante.

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Nelle vene quell'acqua d'argento , Dario Franceschini

Bompiani Aveva sempre confuso il silenzio con il freddo. Nelle notti sudate d'agosto guardava le labbra di Maria che si muovevano, senza un fruscio, inseguendo le parole del libro, e cominciava a tremare sotto le lenzuola ruvide di cotone bianco.
"Così mi fai confondere le righe" diceva Maria sfogliando le pagine che mancavano alla fine. Poi ricominciava a leggere a bassa voce e Primo, intiepidito dal suono delle parole di sua moglie, poteva scivolare nei suoi sogni color ruggine.
Gli era successo per la prima volta da ragazzo, nei giorni delle sigarette del treno merci.
Una mattina di maggio gli abitanti di Cantarana si trovarono sotto i binari della ferrovia a guardare i vagoni rovesciati di due treni che si erano scontrati all'alba. Improvvisamente qualcuno si era messo a urlare:
"Venite qua! È pieno di sigarette! ".
Tutti corsero verso lo sportello aperto del vagone da cui erano rotolati, sull'erba della scarpata ancora bagnata di notte, migliaia di pacchetti di sigarette. Gli uomini si riempirono le tasche delle giacche e dei pantaloni, le loro mogli usarono le sottane come sporte, i loro figli se ne andarono con le borse di scuola colme e pesanti.

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Pensare l'efficacia in Cina e in Occidente , Jullien François

Laterza

Per un occidentale l'efficacia è la capacità di ottenere risultati previsti seguendo la via più breve. Figlia del razionalismo greco e della scienza moderna, la cultura occidentale lega il concetto di efficacia all'azione decisa, frutto di un'attenta pianificazione che prima appronta un buon modello teorico, in grado di plasmare a proprio vantaggio le circostanze, e quindi lo applica con lineare determinazione. Il prototipo occidentale dell'azione efficace è quella eroica, di ascendenza epica. I cinesi, al contrario definiscono efficace un'azione indiretta, lenta, che attende gli sviluppi della situazione anziché cercare di anticiparli e si limita a esaminare lo stato dei fatti per comprendere quale sia la loro "propensione".

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Alla ricerca di un significato della vita , Victor E. Frankl

Mursia

Viktor Frankl, uno psichiatra viennese, affronta in questo libro il problema del significato della vita. All'uomo angosciato e disilluso, a chi vede la sua vita manipolata giorno per giorno, a chi dispera di poter vivere con pienezza la sua «avventura terrena», l'autore offre un messaggio di fiducia e di speranza. La logoterapia gli è da tramite in questo difficile sforzo di riequilibrare e riumanizzare l'uomo, nell'ordine di una libertà e di una verità integrali che sappiano restituire significato e speranza durevoli al suo destino.
Ne risulta un'opera che sarà di stimolo e interesse soprattutto per quanti intendono affidarsi a una guida efficace e sicura che li possa aiutare a risolvere i propri problemi.

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Le cose dell’amore , Umberto Galimberti

Feltrinelli

Non c'è parola più equivoca di "amore" e più intrecciata a tutte quelle altre parole che, per la logica, sono la sua negazione. Nasce dall'idealizzazione della persona amata di cui ci innamoriamo per un incantesimo della fantasia, ma poi il tempo, che gioca a favore della realtà, produce il disincanto e tramuta l'amore in un affetto privo di passione o nell'amarezza della disillusione. Il volume penetra i meandri del sentimento e del desiderio, registrando i mutamenti intervenuti nella modalità di vivere (e patire) le dinamiche dell'attrazione, il patto con l'amato/a, la trama di autenticità e menzogna del rapporto amoroso, i percorsi del piacere.

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Un mondo senza paura , Baltasar Garzòn

Baldini Castoldi Dalai

Questo è il libro di un giudice coraggioso ma  anche il messaggio di un padre ai suoi tre figli e ai giovani del mondo, per affidare loro un sogno: quello di una umanità restituita alla dignità e alla giustizia. Garzón ci parla della sua infanzia nell'Andalusia contadina e di uno zio che gli raccontò della guerra civile, delle ingiustizie e delle sofferenze, storie che si impressero nella sua memoria di bambino e che contribuirono a formare la sua vocazione di uomo di legge. Poi gli studi a Siviglia, la dittatura franchista, la partecipazione alle lotte studentesche, gli scontri con la polizia.
Ma l'autore descrive soprattutto il mondo di oggi attraverso i grandi fatti di cui è stato protagonista, con critiche, riflessioni e proposte sulle difficili questioni della legalità nel mondo: su tutte, quella delle Corti Penali Internazionali per giudicare i crimini di guerra, mai riconosciute dagli Stati Uniti che non accettano alcun limite legale alla loro politica estera.
Su tutto ciò Garzón è chiaro e competente e non teme di schierarsi contro i poteri forti. Critica pesantemente l'amministrazione Bush per una guerra illegale (Iraq), per l'uso della tortura (Abu Graib) e per la violazione dei diritti umani (Guantanamo). E racconta le azioni giudiziarie che l'hanno reso oggi il magistrato più famoso del mondo: dall?arresto di Pinochet alla lotta contro il terrorismo basco, dal processo a Berlusconi alle indagini attuali sul terrorismo di matrice islamica.
Questo libro è anche un appello agli indifferenti, ai quali chiede di essere attivi, di mantenere uno spirito critico nei confronti della politica e dei mezzi di informazione e indica alcune strade per passare dallo smarrimento alla speranza di costruire un mondo senza paura.

«Questo è il mondo che auguro a voi giovani, e questo è il mondo al quale ho dedicato, e continuerò a dedicare, tutti i miei sforzi, senza dimenticare nessuna delle tragedie e degli orrori che siamo stati costretti a subire.»

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Hanno ucciso Lucio Dalla , Daniele G. Genova

Aliberti editore

Hanno ucciso Lucio Dalla , un fantathriller firmato da Daniele Genova e ambientato in un futuro che sa di passato prossimo. Da pochissimo tempo, infatti, è stato riaperto il “caso Tenco” che venne trovato morto proprio da Dalla in una serata maledetta. Suicidio? Omicidio? Il caso, come si dice, almeno per i media e la magistratura, è ancora aperto.
Giunge quindi alla velocità di un proiettile formato cartaceo questo romanzo dello scrittore e giornalista Daniele Genova, un romanzo che porta molte ombre sotto le luci della ribalta.
Siamo a San Remo, anno 2008. Gli organizzatori di un Festival ormai screditato da un'impressionante catena di scandali, corruzione e veleni, decidono di giocare l'ultima carta per ritrovare credibilità. Il nuovo direttore artistico della manifestazione sarà un artista di prestigio assoluto e al di sopra delle parti: Lucio Dalla.
Pochi giorni dopo la nomina succede il fattaccio. Dalla scompare improvvisamente. Nella sua villa, la polizia rileva le chiare tracce di un crimine: sangue dappertutto, una pallottola conficcata nella parete, niente furti e totale mistero sull'accaduto.
È a quel punto che Libero Corti, un investigatore provato come lui stesso si definisce, decide di mettersi a indagare. La sorte di Lucio Dalla non è il solo mistero che deve risolvere. Ce ne sono altri, altrettanto inquietanti: quelli di una società (dello spettacolo) sotto stretto controllo dei media e dove la corruzione politica e delle coscienze dilagano.
E un'ombra sta per emergere da un lontano passato. Un'ombra terribile, che metterà a rischio la sua stessa vita...

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Lo Statista. Il ventennio berlusconiano tra fascismo e populismo , Massimo Giannini

Baldini Castoldi Dalai

Si compie il Ventennio Berlusconiano. Con la legislatura nata doto il 13 aprile 2008, che salvo improbabili intoppi si concluderà nel 2013, il Cavaliere chiude la sua felice e anomala parabola: era noto alla cronaca come affarista, tenta di passare alla storia come statista. E forse ci riesce persino. Complice un Paese che è stanco di passato ma è a corto di futuro, un establishment economico-finanziario che cerca sponde e chiede prebende, una destra che cerca un’identità, sospesa tra populismo, post-fascismo e cattolicismo, una sinistra che non ha più un’identità, sbandata tra un riformismo afono e un radicalismo monotono. Su tutto questo, Silvio Berlusconi galleggia con la forza del consenso, non più solo mediatico ma anche politico, di una nazione che ormai lo percepisce e lo assume come parte della sua stessa biografia.

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Attenti ai buoni
, Mario Giordano

Mondadori

I ricchi fanno la beneficenza, ma anche la beneficenza fa i ricchi." Così diceva G.B. Shaw.
Negli ultimi tempi la carità è diventata una vera e propria moda: dalla Costa Smeralda alle terrazze romane, non c'è festa vip che non si concluda, fra un cocktail e un flash, con l'adeguata e commossa colletta a scopo benefico. Imperversano partite del cuore, concerti di solidarietà, dischi della bontà, trasmissioni televisive che raccolgono fondi per i più svariati motivi.
Ma dove finiscono questi soldi? Chi ci guadagna davvero? È tutto oro quel che luccica nel forziere dei molti che si presentano come buoni? Ecco, cifre alla mano, un viaggio rivelazione dietro le quinte di uno dei maggiori business del nostro tempo. Un viaggio che ci farà divertire e insieme scandalizzare; un viaggio denuncia, amaro e coinvolgente. Dai grandi eventi alla piccola elemosina di strada, dalle istituzioni più illustri alle tante associazioni che nascono dal nulla e nel nulla svaniscono, in questo libro di Mario Giordano verranno svelati i trucchi, le truffe e le bugie che si nascondono dietro la parola "solidarietà". E finalmente cadrà il velo di ipocrisia che copre l'ultimo tabù: la beneficenza non si tocca.

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Onorevoli wanted , Peter Gomez, Marco Travaglio

Editori riuniti A furia di parlare di 'quote rosa', si rischia di trascurare una rappresentanza parlamentare ben piú rappresentativa, o ben piú rappresentata: quella degli eletti nei guai con la giustizia. Le 'quote marron'. Il nuovo Parlamento (italiano ed europeo) conta già 25 condannati definitivi, 8 condannati in primo grado, 17 imputati, 19 indagati, 10 prescritti, piú un pugno di miracolati dall'immunità, da leggi vergogna e da giudici distratti. Il totale è di 82, di cui 65 di centrodestra e 17 di centrosinistra. Il primo contribuente alle quote marron è Forza Italia, con 29 eletti; seguono An con 14, Udc con 10, Lega Nord con 8, e in fondo Dc, Psi e Movimento per l'autonomia con 1 per ciascuno. Nell'Unione svettano Ds e Margherita (6 piú 6), seguiti a distanza da Udeur e Rifondazione (2 piú 2) e Rosa nel pugno (1). Un campionario di reati 'comuni', perlopiú senz'attinenza alcuna con la politica. Vince la classifica dei delitti preferiti dai parlamentari la corruzione (18 casi), tallonata da finanziamento illecito (16), truffa (10), abuso d'ufficio e falso (9), associazione mafiosa (8), bancarotta fraudolenta e turbativa d'asta (7), associazione per delinquere, falso in bilancio e resistenza a pubblico ufficiale (6), attentato alla Costituzione e all'unità dello Stato e costituzione di struttura paramilitare fuorilegge (5), concussione, favoreggiamento e frode fiscale (4), diffamazione, abuso edilizio e lesioni (3); poi, a quota 2, banda armata, corruzione giudiziaria, peculato, estorsione, rivelazione di segreti. Fanalini di coda, con un solo caso per ciascuno: omicidio, associazione sovversiva, favoreggiamento mafioso, aggiotaggio, percosse, istigazione a delinquere, incendio, calunnia, voto di scambio, fabbricazione di esplosivi, plagio e persino adulterazione di vini. Su 900 e rotti parlamentari, i "diversamente onesti" accertati o sospettati sono una novantina. Uno su dieci. Una percentuale di devianza criminale che non si riscontra nemmeno nelle piú disagiate periferie metropolitane. Chi avvistasse un poliziotto di quartiere, è pregato di condurlo al piú presto alla Camera e al Senato.



Se li conosci li eviti
, Marco Travaglio, Peter Gomez

Chiarelettere

Riciclati, imputati, condannati, fannulloni del nuovo Parlamento ». Così recita il sottotitolo di questo nuovo libro di Marco Travaglio e Peter Gomez, un ben documentato e corposo (oltre 500 pagine) Who’s who della politica italiana. Una lettura espressamente dedicata dagli autori, come si legge nelle pagine iniziali, «a chi sogna una politica pulita. Cioè una politica». I personaggi e protagonisti assoluti della scena sono i nostri parlamentari, appartenenti a tutti gli schieramenti: Destra, Centro e Sinistra, nessuno escluso. Di ognuno di loro Gomez e Travaglio tracciano, con lo scrupolo e l’attenzione che da sempre li contraddistingue, un dettagliatissimo identikit con tanto di fedina penale, assenza e frasi celebri.
Il libro si articola in tre parti. La prima riporta le «nostre liste»: quella dei “buoni”, cioè l’elenco dei parlamentari che, durante la scorsa legislatura, secondo gli autori, «si sono meritati la rielezione per avere lavorato bene o avere bocciato leggi canaglia come l’indulto extra-large e il bavaglio mastelliano ai giornalisti» e la lista dei “cattivi” (variamente articolata in Lista Somari, Lista Libera stampa, Lista Monnezza, Lista Casa nostra), cioè «quelli che sarebbe stato meglio non rivedere più in Parlamento.»
Nella seconda parte compaiono invece le “loro liste”, ovvero le liste dei candidati politici, partito per partito. Un repertorio illuminante che racconta luci e ombre, fatti e misfatti, vizi e virtù di oltre 150 politici che parteciperanno alle prossime elezioni. Tra questi, i due giornalisti hanno individuato e segnalato non solo i nomi su cui pendono condanne penali, ma anche «i fannulloni, i voltagabbana, i cambiacasacca, gli ignoranti, i nemici della legalità e della libertà d’informazione, i corresponsabili dello scandalo della monnezza in Campania, gli amici dei ladri e dei mafiosi che non hanno mai valicato i confini del codice penale, quelli che hanno comparto casa a Roma sottocosto grazie al cognome che portano o alla carica che ricoprono» e molto altro ancora.
Infine, nella terza ed ultima parte, trova spazio un confronto tra l’operato dei due ultimi governi e maggioranze, con un resoconto delle loro “leggi vergogna”, e un riassunto dei programmi dei due partiti maggiori: il Partito democratico e il Popolo della Libertà.
Frutto di un lungo e paziente lavoro di recupero informazioni, ricerche d’archivio, verifica delle fonti, questo ricchissimo dossier di Marco Travaglio e Peter Gomez intende essere un vademecum, senza segreti e senza remore, per tutti coloro che vogliono saperne di più sui politici che si propongono come rappresentanti degli italiani tra i banchi di Montecitorio e Palazzo Madama.

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Che cos'è la televisione
, Aldo Grasso, Massimo Scaglioni

Garzanti

La prima guida essenziale e autorevole
per capire cos’è e come funziona
il piccolo schermo

Da mezzo secolo la televisione appartiene alla nostra vita e l’attraversa quotidianamente: costruisce immaginari, riti e piaceri condivisi, contribuisce alla nostra conoscenza del mondo col suo «vedere lontano», ma al contempo definisce un’arena collettiva che ci comprende e ci chiama in causa. In questi cinquant’anni la televisione è stata temuta e deprecata per i mali che gli si sono attribuiti, come se fosse un Grande Fratello in grado di dominare tutto ciò che vede. Più raramente, è stata apprezzata per la sua capacità di abbattere barriere e steccati, coinvolgere le persone e renderle più consapevoli, offrire loro intrattenimento, informazione e compagnia.
Nei decenni più recenti la televisione è diventata anche un oggetto di studio, al crocevia di diverse discipline e interessi: si è cercato di chiarirne il linguaggio e le specificità, l’impatto del suo avvento sulle società e le culture e gli effetti sulle persone, la sua rilevanza economica e la sua invadenza politica, il suo posto all’interno di un sistema di mezzi di comunicazione sempre più esteso, pervasivo, complesso. Nel frattempo il piccolo schermo ha subito importanti trasformazioni: nelle sue funzioni, nel modo di essere concepito e gestito, nei suoi apparati tecnologici, nella sua estetica. Storici e teorici dei media, sociologi della comunicazione e della cultura, semiologi degli audiovisivi, ma anche psicologi, storici, antropologi, economisti e politologi hanno lambito il teleschermo mettendone in risalto aspetti centrali o rilevanti sfumature.
In Che cos’è la televisione Aldo Grasso e Massimo Scaglioni affrontano, per la prima volta in maniera sistematica, gli interrogativi più pressanti che hanno interessato il piccolo schermo, per chiarirne la natura, la storia, il funzionamento, i linguaggi, le influenze; e ne indagano le strutture, le estetiche, le evoluzioni tecnologiche. Ne è nato un volume fondamentale per chi abbia voglia di capire la strana alchimia che continua incessantemente ad attirare la nostra attenzione sul mezzo di comunicazione di massa più potente, diffuso e popolare.

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A misura del mondo , Edoardo Greblo

Il Mulino

Occidente, democrazia, libero mercato: sono tre elementi che nel nostro senso comune si trovano spesso associati in modo univoco. Di qui l'idea di alcuni che l'occidentalizzazione del mondo e l'affermazione di un unico mercato mondiale promosse dalla globalizzazione costituiscano di per sé una vittoria della democrazia e, anzi, favoriscano l'instaurazione di regimi democratici. Altri, per contro, sostengono che la rete sempre più complessa di interconnessioni regionali e globali stia minando i presupposti del pensiero e delle procedure democratiche, perché priverebbe gli stati nazionali del pieno controllo sulle loro vicende interne. In questo libro si afferma che se la globalizzazione economica non implica automaticamente la globalizzazione della democrazia, né la globalizzazione dei diritti, essa, in quanto tale, non costituisce una minaccia per la democrazia: potrebbe invece creare le condizioni per una "democrazia a misura del mondo". Affinché ciò sia possibile, occorre un vocabolario minimo e condiviso, al quale possano ispirarsi idee anche diverse dello sviluppo umano. Muovendo dalla teoria delle capacità di Amartya Sen e Martha C. Nussbaum, Greblo indica una prospettiva in cui gli individui possono liberare e valorizzare i propri piani di vita nel quadro di una cittadinanza universale collegata di volta in volta al contesto di ciascuna specifica cultura.

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Il broker , John Grisham

Mondadori

Joel Backman, "il broker", è esterrefatto: il presidente degli Stati Uniti ha firmato i documenti per la sua liberazione. In carcere per aver tentato di vendere un software capace di neutralizzare il più sofisticato sistema di spionaggio satellitare, alla fine si troverà nel mezzo di una girandola di eventi che coinvolgono la Cia, ma anche i servizi segreti israeliani e quelli sauditi.

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I soldi della guerra
, Giuseppe Guarino

Mondadori

Che cosa ha determinato l'eccezionale crescita USA della seconda metà degli anni Novanta?
E' ipotizzabile che si riproduca negli anni a venire?

Perché da oltre un secolo gli Stati Uniti sono diventati il Paese in assoluto più ricco e potente? Come hanno fatto a trasformarsi nel sistema tramante dell'economia mondiale? Quanto hanno inciso le guerre in questa corsa apparentemente inarrestabile? In quale misura ha pesato la spesa militare nello sviluppo economico internazionale? Come si è determinata l'eccezionale crescita USA a partire dal 1994 e perché si è arrestata nel 2000, con un anno di anticipo sul tragico episodio delle Twin Towers?
Per rispondere a queste domande di crescente attualità - ormai il regime di mercato è accettato dalla maggior parte dei Paesi e non c'è decisione o risultato USA che non si rifletta immediatamente sul resto del mondo -Giuseppe Guarino, uno dei più autorevoli studiosi italiani di diritto costituzionale e amministrativo, esamina i fattori di crescita e il rapporto fra Prodotto interno lordo e spesa militare in quasi due secoli di sviluppo economico degli Stati Uniti.
Ciò che emerge dalla sua indagine - basata su numerose statistiche e sui Reports, i documenti ufficiali contenenti dati e indirizzi di politica economica che ogni presidente americano deve trasmettere annualmente al Congresso - è che spesso sono stati gli acquisti in campo militare e gli stanziamenti di fondi per la ricerca a mettere in moto fondamentali processi di innovazione e trasformazione che hanno interessato l'intera società civile.
Tuttavia Guarino auspica che in futuro il connubio fra innovazione e difesa diventi meno forte perché lo strapotere del complesso militare-industriale americano può portare con il tempo a una parziale deviazione dai principi di mercato e perfino dai valori democratici che da sempre hanno contrassegnato la storia degli Stati Uniti.

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Scritti scelti
, Ernesto Che Guevara

Baldini&castoldi.

Gli scritti pubblici e privati sui maggiori problemi affrontati dal Che nella costruzione di una nuova società rivoluzionaria. La lotta quotidiana contro il burocratismo, gli appelli ai giovani, l'imperativo di esportare la rivoluzione e di trasformare non solo la società e le strutture economiche, ma anche la coscienza degli uomini. Fedele ai suoi ideali fino al sacrificio di sé e all'utopia, il Che non nasconde, nelle lettere che completano questa raccolta, la sua profonda umanità: "Capita che noi rivoluzionari siamo soli e anche i nostri figli ci guardano come se fossimo degli estranei". "Poche volte - forse mai - nella storia", ha scritto Fidel, "una figura, un nome, un esempio sono diventati universali così rapidamente e con forza tanto appassionante. E questo perché il Che incarna nella sua forma più pura e disinteressata lo spirito internazionalista che caratterizza il mondo d'oggi e ancor più caratterizzerà quello di domani.".

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Impero
, Michael Hardt, Antonio Negri

Rizzoli

“Il mondo sorto dopo il crollo del blocco sovietico è il mondo del libero mercato che ha travolto le frontiere dei vecchi stati nazione. La sovranità è passata a una nuova entità , L'impero, che non accetta ne limiti ne confini , non ha centro né periferie ,vuole controllare tutti gli aspetti del corpo e della mente ,superare la storia e porsi come fonte della pace, della legittimità, della giustizia.
L'impero, come stato romano secondo Polibio , è una sintesi delle tre fondamentali forme di governo :la monarchia è impersonata in primo luogo dal monopolio della forza militare da parte degli Stati Uniti e poi dal potere politico del G8,da agenzie militari come la Nato, dagli organismi di controllo dei flussi finanziari come la Banca Mondiale e Il Fondo monetario; l'aristocrazia è quella del denaro: le grandi multinazionali che organizzano la produzione e la distribuzione dei beni, e in generali i detentori del potere economico; la democrazia è costituita dagli organismi che tutelano gli interessi popolari: le organizzazioni non governative , non-profit, per la difesa dei diritti umani sono i moderni tribuni della plebe.
E alla moltitudine, incarnazione moderna del popolo, cioè gli individui che vivono nel mercato globale, ne subiscono le ineguaglianze, sono espropriati del loro lavoro ,della loro vita ,si aprono una rivoluzione dell'ordine mondiale.
E' questa la visione di Impero,il libro di Micheal Hardt e Antonio Negri che è stato salutato dai giornali di tutto il mondo come il più importante tentativo di interpretazione della nostra epoca ,la grande idea che dominerà la scelta culturale del decennio.
E' una profonda riflessione teorica, fondata su strumenti d'indagine di molte discipline ,dalla filosofia alla storia, dall'economia all'antropologia ,dalla sociologia alla politica alla storia alle idee.
E' analisi del presente, storia del passato e utopia rivolta al futuro.

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La festa è finita
, Richard Heinberg

Fazi Editore

Le dinamiche della produzione e del commercio del petrolio, le energie alternative, i possibili “panorami energetici” nei quali ci troveremo nei prossimi decenni.
La produzione mondiale di petrolio raggiungerà un picco nei prossimi anni, poi a partire da non oltre il 2010-2014 (ma secondo alcuni studiosi già dal 2005-2006) decadrà inevitabilmente, con conseguenze epocali per l’economia dei paesi occidentali e del mondo intero. Su questo fatto, descritto dalle ultime revisioni della curva di Hubbert (lo stesso strumento matematico che previde con vent’anni d’anticipo il picco della produzione di petrolio statunitense per il 1970) e colpevolmente trascurato dall’informazione di massa, concordano oggi la gran parte degli studiosi. Non solo: anche il ricorso a energie alternative non potrà consentire alle società industriali di mantenere il loro attuale livello di produzione e di consumi.
La festa è finita del californiano Richard Heinberg tratta del nostro futuro con realismo, dipingendo il ruolo che la corsa al petrolio ha avuto nella storia dell’industrializzazione occidentale, prefigurando scenari di guerra per le risorse in Medio Oriente, Asia Centrale e Sud America e tracciando una strategia globale da assumere di fronte alla crisi. Il mondo si troverà a dover gestire una transizione a una produzione meno frenetica, sostenibile e fondata soprattutto su risorse alternative: capitale sarà allora il ruolo degli Stati Uniti, il maggior consumatore di energia e la maggior potenza militare del mondo, che dovrà accettare di coordinare la propria azione con quella della comunità internazionale. In assenza di questa disponibilità, l’umanità rischia di vivere un regresso profondo verso nuovi secoli bui.
Il libro di Heinberg non è solo, però, un grido d’allarme, ma è ricco di indicazioni positive a vari livelli. La comunità internazionale, le comunità locali, gli individui, ciascuno può e deve fin da oggi compiere passi concreti per affrontare al meglio la “fine della festa”: questo libro spiega quali, con ammirevole onestà e chiarezza.

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Il giardino delle favorite , Katie Hickman
Garzanti Libri

Oxford, Biblioteca di Bodlean, 2007. Elizabeth Stavley non crede ai suoi occhi quando, tra le pagine di un antico libro di astronomia, scopre il frammento di una pergamena vecchia di quattrocento anni. Ha il colore dell'ambra ed è fragile come una foglia d'autunno. Racconta una storia proibita. Una storia rimasta nascosta per secoli che conduce nei quartieri segreti di Istanbul... Costantinopoli (antica Istanbul), 1599. Inglesi, francesi e veneziani competono tra di loro per rafforzare le relazioni diplomatiche e commerciali con il nuovo sultano dell'impero ottomano, Paul Pindar è un ricco mercante, in missione a Costantinopoli per conto della Regina d'Inghilterra. Ha il compito di portare al sultano un magnifico regalo, uno splendido orologio musicale. Ma mentre procedono i negoziati, la sua attenzione viene attirata da una voce sempre più insistente...

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La mano sinistra di Dio , Paul Hoffman

Nord

Non lasciatevi ingannare. Si chiama Santuario dei Redentori, quello in cima a Shotover Scarp, ma è un luogo che non dà nessun rifugio e offre ben poca redenzione. Anzitutto è circondato, a perdita d'occhio, da un'arida boscaglia, è avvolto da una perenne coltre di fuliggine, ed è così grande che è facilissimo perdersi, proprio come ci si perderebbe in una landa desolata. Poi ci vivono più di diecimila ragazzi, tormentati dalla fame e dal gelo, costretti a pregare e a fare penitenza, stremati da punizioni brutali e da un addestramento sfibrante. E tutto perché i Redentori hanno un disperato bisogno di soldati da mandare in guerra contro gli Antagonisti, contro coloro che non credono in nessun Dio. Una guerra che dura ormai da due secoli.
Questa è stata la vita di Cale da quando, dieci anni prima, è stato strappato alla sua famiglia e condotto nel Santuario. Adesso Cale di anni ne ha quattordici: il suo passato è stato cancellato, il suo presente è un inferno e il suo futuro è la morte sul campo di battaglia. La stessa fine di tutti i suoi compagni.
Però Cale non è come gli altri. Non si lamenta, non rimpiange, non protesta. Il suo sguardo è freddo e spietato, il suo cuore è calmo e risoluto, la sua mente è lucida e determinata. Perché Cale ha un piano.
Deve fuggire. Ma non si può sfuggire al destino. Infatti, dopo aver abbandonato il Santuario, Cale si ritroverà in un mondo ancora più crudele e pericoloso. Un mondo in cui bisogna combattere con le armi e con l'astuzia. Un mondo che regala l'amore soltanto per strapparlo via. Un mondo in cui amici e namici hanno lo stesso volto. Un mondo che aspetta e teme colui che forse lo distruggerà: la mano sinistra di Dio...

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Contro il resto del mondo
, Marco Innocenti

Baldini e Castoldi Dalai

«Da ragazzo ero così timido e solitario che non riuscivano neppure a travormi un soprannome. Pensavo di essere un tesoro sommerso e speravo che qualcuno si tuffasse nell'oscurità della mia anima per riportarmi in superficie.» Paolo Tarantini conduce una battaglia tutta sua. Contro il resto del mondo, che sembra non accorgersi di lui, ma soprattutto contro la sua grande timidezza. «A tredici anni, io e il mondo eravamo ancora due estranei. Avevamo rapporti del tutto occasionali», continua la voce narrante del protagonista, che sembra trasfondere il disagio di esistere nell'amarezza di un Woody Allen di provincia. Sue grandi ispirazioni: diventare uno scrittore e riabbracciare Letizia, la ragazza della sua vita. Sua unica arma: l'ironia. Il racconto si snoda attraverso gli incontri con una galleria di personaggi indimenticabili, dallo psicanalista Stecco, così sicuro di sé da sembrare «il frutto di una mutazione genetica, metà uomo e metà pianta, con i piedi piantati come radici nel terreno», all'irresistibile coinquilino Bodoni, l'uomo capace di alternare «abbuffate pantagrueliche a diete inutili». Fino alla resa dei conti con il Gattomaile, un gigantesco felino che simboleggia tutte le debolezze e i timori di Paolo. Il lettore si divertirà e si commuoverà senz'altro ai maldestri tentativi esistenziali del protagonista, si lascerà prendere dal ritmo suadente della narrazione. Che ha una calibratura inconsueta per un'opera prima, per un romanzo giovanile, tanto da rendere una storia comune insolitamente nuova. Insomma, siete pronti per Paolo Tarantini? Marco Innocenti (Pisa, 1966) è copywriter in un'agenzia pubblicitaria tosana. Ha vinto la seconda edizione del Premio letterario Euroclub Linus.

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I Simpson e la filosofia , Irwin, Conard, Skoble

Isbn Edizioni

È possibile che Bart Simpson rappresenti l'incarnazione dell'ideale nichilista di Friedrich Nietzsche? Che il comportamento di Marge sia la realizzazione della classificazione aristotelica della virtù? Che la mentalità di Springfield sia frutto di un approccio decostruzionista al reale? Secondo gli autori, per capire l'epopea dei Simpson è più utile rivolgersi a Kant, Marx o Barthes che non ai sociologi o ai critici televisivi. Diciotto possibili percorsi interpretativi che offrono letture originali dei personaggi, dei linguaggi e della scorrettezza politica della serie. Uno studio che applica le armi della dialettica alla cultura pop, fondendo il rigore espositivo della filosofia all'ironia di un insolito oggetto d'indagine.

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Tom ficcanaso, giornalista detective. Missione balla al balzo , Jacovitti

Stampa Alternativa / Nuovi Equilibri

Un regalo per i figli o per i padri? Forse entrambi troveranno divertente leggere le avventure di questo personaggio nato nel 1957 dalla fantasia del grande disegnatore italiano. Il volume raccoglie cinque storie: Ficcanaso cercaguai, dove il nostro eroe si ritrova in galera accanto a Tony Mandrillo capo banda da lui stesso catturato e che, evidentemente non lo ama moltissimo… Tom e Gionni, in cui sempre il nostro eroe incontra Gionni Galassia, un esperto di extraterrestri e viene rapito con lui da robot che in realtà li fanno viaggiare nel tempo. Tom Ficcanaso e l'Effebiài, alle prese con un caso di spionaggio intricato e talmente segreto da non poterne neppure parlare sui giornali. Tomasito Figuenariz, dove il nostro, in trasferta in Messico per intervistare il famoso torero Pepito Corazon, è dinuovo alle prese con Tony Mandrillo. Infine Tom safari, in cui il giornalista detective viene mandato in Africa per un servizio sulle misteriose formiche giganti, introvabili. Trova invece i cannibali e uno scienziato pazzo!

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Geopolitica dell’ XXI secolo
, Carlo Jean

Laterza

Tra le vittime dell’11 settembre debbono essere annoverate le teorie geopolitiche che hanno dominato dopo la fine della guerra fredda: dal ‘nuovo ordine mondiale’ alla ‘fine della storia’; dalla geopolitica alla geoeconomia; dalla morte dello Stato allo Stato postmoderno; dallo ‘scontro di civiltà’ al ‘nuovo medioevo’. Tutte queste semplificazioni, ottimistiche o pessimistiche che siano, hanno lasciato spazio a una riflessione più moderata.Troppi sono gli attori e i fattori in gioco.Troppo elevata è la rapidità del cambiamento. Jean analizza insieme i fattori geografici e le risorse naturali, le scelte politiche e i fattori culturali, gli aspetti economici e tecnologici del panorama contemporaneo e gli equilibri in gioco.

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Intercettare il mondo
, Patrick Radden Keefe

Einaudi

Questo libro è la storia dei tentativi di capire come funziona Echelon: chi può intercettare e come. Oggi gli Stati Uniti hanno meno di cinquemila spie in azione in tutto il mondo, ma coloro che origliano per conto degli Stati Uniti sono circa trentamila. Ogni tre ore, i satelliti della National Security Agency raccolgono una quantità di informazioni sufficienti a riempire la Library of Congress. Perché gli Stati Uniti sono il socio di maggioranza di una rete segreta che pesca miliardi di telefonate, e-mail, fax e telex quotidiani, poi distribuiti alle parti interessate nei cinque continenti.

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Religione, libertà e democrazia
, Mohammad Khatami

Laterza.

Il presidente della Repubblica Islamica dell'Iran analizza i valori e le idee fondamentali della civiltà islamica a confronto con quella occidentale.
Un documento storico di grande rilievo sull'Islam contemporaneo e le sue spinte riformatrici.

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La deriva Americana
, Paul Krugman

Laterza

Nessuno meglio di Krugman sa fare il punto sulle disastrose scelte economiche, politiche e sociali della presidenza Bush. Questo libro è «una cronaca degli anni in cui tutto ha cominciato a girare storto». L’ottimismo inebriante della fine degli anni Novanta ha lasciato il passo ad un nuovo periodo buio. L’età dell’oro delle grandi multinazionali è stata soffocata dagli scandali societari. Il paese è in guerra con motivazioni poco chiare e risultati molto incerti. Dai retroscena dello scandalo Enron alla dissennata politica fiscale, dallo sfruttamento dell’11 settembre al controllo strisciante sull’informazione, Krugman racconta la scomoda verità sull’amministrazione Bush e sulle sue responsabilità nella crisi americana e mondiale.

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Tu sei bastardo , Gad Lerner

Feltrinelli

Anche Gad Lerner si è ritagliato su misura una nuova identità: la cascina in Monferrato con la vigna; al fianco un cane bastardo che naturalmente si rivelerà il più autentico della messinscena. Perché con la riscoperta delle identità, con il mito delle radici da rintracciare in un passato immaginario, con il bisogno d'appartenenza e con la retorica delle tradizioni, ci stiamo giocando pericolosamente tutti quanti. A tal punto che le troppe identità inautentiche, artefatte, possono essere considerate la sciagura del mondo contemporaneo.
Partendo dunque da sé, ebreo apolide che si ricicla gentiluomo di campagna, l'autore ci conduce con ironia, facendo nomi e cognomi, all'incontro con tanti insospettabili spacciatori d'identità trasformati in altrettanti pessimi pretesti di contrapposizione: le femministe che elogiano Ratzinger in nome della differenza sessuale; gli intellettuali ebrei che coltivano una narcisistica separazione, contraddicendo l'intento emancipatorio del sionismo; i simboli etnici introdotti sui campi di calcio; l'Ulivo disfatto in nome delle identità di partito; la difesa truffaldina dell'italianità delle imprese; il cristianesimo strumentale di chi predica il conflitto fra civiltà; la cittadinanza esclusiva volentieri disposta a relegare nelle discariche umane le vite di scarto.

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Freakeconomics. Il calcolo dell'incalcolabile , Steven Levitt , Stephen J. Dubner

Sperling & Kupfer

Steven Levitt, uno dei più geniali e giovani economisti americani, ha colto al volo un'occasione paradossale: usare la scienza per risolvere problemi che apparentemente non la riguardano. Scardinando i luoghi comuni e sconvolgendo il normale buon senso, l'autore mette in relazione fatti apparentemente lontanissimi fra loro dando risposte logiche ai paradossi del nostro tempo. Il fascino degli incentivi analizzato attraverso i numeri, la pena capitale come pessimo deterrente al crimine, la forza dell'informazione specie se distorta ad arte, cosa devono veramente fare i genitori per invogliare i figlia alla lettura... La morale si limita a dire come il mondo dovrebbe andare, ma è l'economia a dirci come va veramente. E da economista anticonformista, Levitt sottolinea come tutti possano mentire - lui compreso - ma i numeri proprio no.

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Il sogno del genoma umano e altre illusioni della scienza
,
Richard Lewontin

Laterza

«Lewontin è semplicemente l’uomo più intelligente che abbia mai incontrato». Stephen Jay Gould
«Lewontin è il Voltaire dell’era del Gene assoluto». Clifford Geertz
«Le pagine di questo libro, stimolanti e provocatorie, sono di impressionante qualità e importanza». Noam Chomsky
Una volta che avremo a disposizione la mappa completa dei nostri geni, saremo in grado di predire lo sviluppo del nostro corpo, delle malattie, della nostra personalità? Comprenderemo meglio le relazioni sociali? Saremo capaci di creare la vita stessa? Da Darwin alla pecora Dolly, inclusi il determinismo biologico, le eredità della selezione naturale, la psicologia evolutiva, le indagini sociologiche sulle abitudini sessuali, la clonazione e il progetto Genoma umano: le critiche di Lewontin sferzano una falsa scienza e si abbattono sull’eccessivo orgoglio di quanti pretendono di dominare, oggi o in un futuro molto vicino, tutti i segreti della vita.

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La neve se ne frega
, Luciano Ligabue

Feltrinelli

Il mondo è pulito. Le risorse rispettate. I bisogni soddisfatti. Un soffice rigore governa l'esistenza. Tutto secondo i diritti e i doveri del Piano Vidor. Siamo in un altrove temporale e nel migliore dei mondi possibili, sia pur a fronte di un controllo totale. Il Piano Vidor ha a cuore il benessere e la felicità delle coppie e infatti DiFo e Natura sono felici, secondo programma. Lavorano, fanno l'amore, frequentano amici, si lasciano intrattenere dalle forme di spettacolo consentite. Spendono insomma il tempo che è stato dato loro in sorte, con appassionata diligenza. Ma quel tempo, apparentemente così simile al nostro, è segnato da una profonda alterazione socio-biologica che ha a che fare con il mistero del nascere, del venire al mondo. DiFo e Natura sono destinati a imbattersi in quel mistero e ad aprire una fatale contraddizione nel paradiso del Piano Vidor.
La neve se ne frega è un romanzo provocatorio, appassionato, generoso. Dribbla la fantascienza e inventa un mondo che finisce per dar forma a una innamorata nostalgia per l'uomo così com'è, per il mondo come noi lo soffriamo, lo conosciamo e non sappiamo cambiarlo. E' un romanzo d'amore.

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Nemico senza volto
, Charlotte Link

Corbaccio

Una notte tempestosa d'agosto: una barca a vela fa naufragio vicino all'isola di Skye. I proprietari, i tedeschi Livia e Nathan Moor, riescono a salvarsi a fatica e vengono accolti nella casa di vacanza dei coniugi Quentin. Nathan è palesemente attratto da Virginia Quentin, una trentacinquenne in crisi, con frequenti attacchi di panico, che riesce a trovare un po' di tranquillità solo con Kim, la figlioletta di sette anni. Ed è così che cerca di avvicinarla anche dopo il ritorno a casa dei Quentin, a King's Lynn, una cittadina funestata dal ritrovamento dei cadaveri di due bambine del luogo, violentate e uccise. Dopo un iniziale momento di smarrimento, Virginia crede di trovare in Nathan l'uomo che le restituirà la gioia di vivere, lontana da un marito di cui non è innamorata e da un oscuro passato che grava sul suo presente. Ma le cose sono destinate a subire una brusca svolta quando anche la piccola Kim scompare, insinuando nell'animo di Victoria un dubbio angoscioso.

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La mattanza , Carlo Lucarelli

Einaudi

In DVD lo «speciale» di Blu notte. Misteri d'Italia andato in onda per la prima volta, con immenso successo, nell'estate 2003.
Con un libro in cui Lucarelli racconta la mafia, come fosse un romanzo. Ma non lo è.
Il libro: Sulla pagina Lucarelli commenta e narra, scena per scena, le immagini delle due ore di DVD. E il commento, sobrio e appassionato insieme, prende l'andamento e la suggestione di un romanzo giallo. Ma non è un romanzo. È la storia della mafia, e dei suoi misteri. Un libro nuovo e originale di Carlo Lucarelli.
Il DVD: 11 giugno 1969. Si apre il Processo di Bari. In un susseguirsi di flashback, immagini di repertorio, storia presente e ipotesi future, Lucarelli, come in un film, ci conduce davanti a personaggi e situazioni: il giornalista Mario Francese e la sua uccisione, Totò Riina, Leoluca Bagarella e Bernardo Provenzano, Salvo Lima e Vito Ciancimino, Il Sacco di Palermo, Francesca Morvillo e Ninetta Bagarella, La guerra dei Corleonesi, le morti di Boris Giuliano, Cesare Terranova, Pio La Torre, Rocco Chinnici e Carlo Alberto Dalla Chiesa, La strage di Ciaculli, la nascita del Pool antimafia, la stagione dei Pentiti, Il maxiprocesso, Le stragi di Capaci e di via D'Amelio, La reazione dello Stato e il 41 bis, la morte di don Pino Puglisi, fino a giungere alle relazioni tra Mafia e politica.

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Le inchieste di Sarti Antonio , Loriano Macchiavelli

Edizioni Sonda

Esce la nuova edizione della serie poliziesca per ragazzi dedicata alle inchieste del sergente Sarti Antonio. La penna prestigiosa di uno dei maggiori giallisti italiani al servizio dei lettori a partire dagli 11 anni. Dopo il successo della prima edizione e della serie televisiva di Rai Due, Sarti Antonio torna a raccontare le sue avventure ai ragazzi e con una veste grafica completamente rinnovata con le illustrazioni originali di Marco Fantechi. Sonda propone i tre volumi in un elegante cofanetto, regalo ideale per tutti i ragazzi che amano il giallo.

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L'infinito viaggiare , Claudio Magris

Mondadori

Una raccolta di brevi scritti di viaggio, ricordi e appunti che vanno dal 1981 al 2004, interessanti in sé, ma illuminati da una prefazione che crea nel lettore una straordinaria consapevolezza: quella di avere di fronte un testo importante, una chiave di volta per la comprensione non solo dell'autore, ma anche del proprio modo di stare nel mondo e del proprio osservare. Mi soffermo in particolare sulla Prefazione perché gli scritti che compongono il volume assumono particolare significato, come si è detto, proprio grazie alle 28 pagine iniziali.
Importante è il nesso che Magris subito dà al lettore come spunto di riflessione: c'è una stretta connessione tra l'idea di viaggio e la scrittura , soprattutto oggi in cui si sente con maggior forza l'esigenza di un confronto con la realtà. Inoltre scrittura e viaggio significano sempre separarsi da qualcosa per scoprirne un'altra, allontanarsi da una certezza per avvicinarsi a una meta sconosciuta, a un'idea, a se stessi.
Vari sono i modi del viaggiare, ma fondamentale è la distinzione tra quello classico e quello moderno . Nell' Ulisse Joyce mostra l'ultimo esempio del primo: l'andamento è circolare , il ritorno è a casa, anche se proprio quell'esperienza ha modificato il significato che si attribuisce alla casa stessa. Il moderno viaggiare invece ha un andamento rettilineo (“una retta che avanzi pencolando nel nulla”) e diventa un fuggire, un rompere limiti e legami, lo scoprire la precarietà del mondo e quella del viaggiatore stesso e così l'io inizia a disgregare la propria identità e produrre un altro uomo, “un cammino senza ritorno, alla scoperta che non c'è, non può e non deve esserci ritorno”, che non si può e non si deve essere gli uomini di prima: è l'uomo di Musil, è l'”oltre uomo” di Nietzsche, nel significato vero di questa definizione. Quando ci si mette in viaggio si parte con tutto il carico delle proprie idee e delle proprie sicurezze, ma le situazioni, le necessarie digressioni, il nuovo rapporto col proprio corpo, con la precarietà dell'ambiente sempre modificato e modificabile rende il viaggiatore poco assertivo, ben capace di mediare, lo induce a un inibente timore di offendere l'interlocutore (bellissima a questo proposito la pagina dedicata al soggiorno in Iran).
Lo scrittore cerca di capire il mondo: anche il viaggiatore Magris cerca di capire i tanti mondi che gli si propongono , dai noti e familiari Paesi dell'est o del nord europeo, alla Cina, all'Australia, alla vicina Spagna. Viaggio come momento di ricerca, possibilità di un più profondo possesso del presente, libertà dalle piccole grane della quotidianità che imbrigliano l'anima chiudendola all'esperienza degli altri: “Dante sapeva che l'amore per Fiorenza, appreso dall'acqua dell'Arno, doveva condurlo a sentire che la nostra patria è il mondo, come ai pesci il mare”.

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Buongiorno pigrizia , Corinne Maier

Bompiani

Il lavoro nobilita l'uomo? Come molti altri "naufraghi della Storia", l'autrice di questo fortunatissimo libro, che ha fatto il vuoto nelle classifiche francesi e si appresta a rifarlo negli altri principali paesi europei, ritiene che non sia assolutamente vero. Anche se il filosofo-cineasta Guy Debord, come ricorda Corinne Maier, non ci avesse rivolto il suo fondamentale monito: "Non lavorate mai", dovremmo già da tempo esserci resi conto della situazione mondiale, ovvero del fatto che le imprese, passate, presenti e future, non sono altro che "macchine per fare soldi" e che noi, poveri quadri, piccoli dirigenti, manager d'assalto siamo soltanto schiavi nelle loro mani, votati a un'obbedienza cieca che conferma il cinismo totale del Sistema. La soluzione è allora semplice: Disimpegnatevi!, Disilludetevi, Liberatevi della vostra morale da quattro soldi! in altre parole: contribuite anche voi, nel vostro piccolo, al crollo inevitabile del nuovo capitalismo mondiale!
Ecco le parole d'ordine, tra voluta deformazione grottesca e irresistibile paradosso, che l'autrice di questo insolito pamphlet grida a voce spiegata, per metà seriamente e per l'altra metà scherzando con forse simulata amarezza, su una realtà sempre più globale e coinvolgente.
Contro la malafede di chi profetizza nuovi rinascimenti e nuove rivoluzioni culturali, capaci di trasformare un mondo che però, a quanto sembra, rifiuta ogni volta di essere trasformato, si impone per la prima volta una nuova logica: quella della pigrizia perseguita a ogni costo. Che fare, dunque? Accogliere l'invito ed esclamare, con l'autrice, "Quadri di tutto il mondo, unitevi"?

Oltre 300000 copie vendute in Francia. In corso di traduzione in più di 20 paesi.

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Che animale sei? Storia di una pennuta , Paola Mastrocola

Guanda

Lo abbiamo già ricordato recentemente: è ormai una moda diffusa tra gli scrittori quella di affrontare tematiche anche difficili attraverso la scrittura di una favola che può ricalcare in modo più o meno diretto le orme della narrativa tradizionale per bambini, ma che a questa sempre si rifà. Così è anche nel caso del nuovo libro di Paola Mastrocola che pare davvero stare in difficile equilibrio tra il romanzo per adulti e quello per ragazzi. La scrittura è estremamente semplice e la storia sembra essere uscita dalla penna di Andersen, a cui palesemente si ispira, ma anche dalle pagine di La Fontaine, seppur con derive curiose, ironiche e molto moderne che i grandi classici non avrebbero mai neppure pensato immaginabili.
La piccola pennuta protagonista del breve romanzo si trova per volere del fato a vivere i suoi primi giorni in una situazione d'abbandono in cui riesce a sopravvivere solo grazie al calore e alla protezione di una vecchia pantofola gettata accanto a un bidone della spazzatura. Come Konrad Lorenz e le sue anatre ci hanno insegnato, l'imprinting iniziale è quello che crea la personalità e l'affettività dell'animale: ecco dunque la sdrucita pantofola a forma di topolino trasformarsi in una adorata mamma. Che animale sarà la nostra protagonista? Una pantofola, naturalmente. E il dubbio di non esserlo non la sfiorerebbe neppure se non fosse per una conoscenza interessante e costruttiva che la piccola fa dopo qualche giorno con un giovane castoro, molto più esperto di lei in fatto di esistenza e di scelte personali, che, pur assecondandola nel suo desiderio di vivere accanto alla statica madre, le istilla il dubbio: che animale sei?
Sulla sua strada troverà i filosofi e i politici, una famiglia adottiva e un fidanzato traditore, un gruppo di invisibili talpe e un adorabile lupo. Frequenterà luoghi esclusivi e giardinetti periferici, vivrà in lande misere e deserte e in piacevoli dimore, imparerà a volare con le sue ali, in tutti i sensi, e scegliere non in base alle apparenze, ma seguendo la profondità dell'animo che sia di anitra o di lupo poco importa: quella è solo l'inutile, superficiale apparenza.

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L'ultimo repubblichino , Carlo Mazzantini

Marsilio

Con la foga e la rabbia che da allora non si sono più spente Carlo Mazzantini torna ai giorni della sua resa, ne evoca il clima drammatico e violento e ricorda i nobili motivi di una scelta sbagliata opponendoli al calcolo e all’opportunismo di chi invece prese la strada giusta. Ai giudizi sommari non ci sta e rivendica in questa occasione inevitabilmente celebrativa le sue buone ragioni, l’autenticità del sentimento patriottico, la generosità di una passione civile, il coraggio di una granitica fedeltà. Mazzantini pretende che la logica dei vincitori, tanti anni dopo, ceda il passo a una più serena e ragionevole valutazione dei comportamenti individuali che tenga conto del consenso popolare che accompagnò il fascismo lungo la sua storia. "Io c’ero, e non mi sono scordato nulla. Nemmeno una parola un gesto, una smorfia", racconta non senza orgoglio, ricordando quegli anni lontani, quando neppure ventenne decise di difendere l’onore della patria, e insiste: "Non è andata a quel modo", come racconta la storiografia ufficiale. Durante il fascismo il consenso fu largo, larghissimo, se non "generale"; a guerra conclusa, dividere i protagonisti tra "uomini e no" è un’imperdonabile ipocrisia che scarica sui "ragazzi di Salò" responsabilità che non appartengono loro. La patria, in quegli anni è morta davvero come ogni patria d’Europa, ma dividere gli uomini tra eletti e reprobi serve solo a rinnovare l’odio, a impedire che il passato finisca e che il peso della colpa gravi tutto su quei "figli di stronza" che combatterono fieri dalla parte sbagliata. Il 25 aprile può diventare la festa di tutti solo se, ora che "tutti sanno tutto", cesserà di essere soltanto la festa dei vincitori.

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Venuto al mondo , Margaret Mazzantini

Mondadori

Una mattina Gemma lascia sale su un aereo, trascinandosi dietro un figlio di oggi, Pietro, un ragazzo di sedici anni. Destinazione Sarajevo, città-confine tra Occidente e Oriente, ferita da un passato ancora vicino. Ad attenderla all'aeroporto, Gojko, poeta bosniaco, amico fratello, amore mancato, che ai tempi festosi delle Olimpiadi invernali del 1984 traghettò Gemma verso l'amore della sua vita, Diego, il fotografo di pozzanghere. Il romanzo racconta la storia di questo amore, una storia di ragazzi farneticanti che si rincontrano oggi invecchiati in un dopoguerra recente. Una storia d'amore appassionata, imperfetta come gli amori veri. Ma anche la storia di una maternità cercata, negata, risarcita. Il cammino misterioso di una nascita che fa piazza pulita della scienza, della biologia, e si addentra nella placenta preistorica di una guerra che mentre uccide procrea. L'avventura di Gemma e Diego è anche la storia di tutti noi, perché questo è un romanzo contemporaneo. Di pace e di guerra. La pace è l'aridità fumosa di un Occidente flaccido di egoismi, perso nella salamoia del benessere. La guerra è quella di una donna che ingaggia contro la natura una battaglia estrema e oltraggiosa. L'assedio di Sarajevo diventa l'assedio di ogni personaggio di questa vicenda di non eroi scaraventati dalla storia in un destino che sembra in attesa di loro come un tiratore scelto. Un romanzo-mondo, di forte impegno etico, spiazzante come un thriller, emblematico come una parabola.

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Sognavo di correre lontano , Ron Mc Larty

Sperling & Kupfer

Con ancora indosso l'abito scuro del funerale dei genitori, Smithy inforca la bicicletta della sua adolescenza e punta verso Los Angeles, lasciandosi alle spalle il Rhode Island. Lo scopo è attraversare gli Stati Uniti e ritrovare la sfortunata e amatissima sorella Bethany. Lungo il tragitto, non mancheranno incidenti, sparatorie, rapine e insulti: ma Smithy non perderà mai la sua incrollabile fiducia nel prossimo e il suo candore. Riuscirà così a trovare anche chi si prenda cura di lui, malgrado le batoste del destino, e a sua volta aiuterà un malato di AIDS, salverà un bambino disperso in una bufera di neve, entrerà nelle vite di innumerevoli sconosciuti, e altrettanti farà entrare invece nella sua, in un susseguirsi si svolte e fuori programma. Fino all'arrivo a una destinazione non prevista.

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Eclipse
, Stephenie Meyer

Fazi

È il terzo titolo della saga di Stephenie Meyer sulla storia d'amore tra la giovane Bella e il vampiro buono Edward, dopo "Twilight" e "New moon". Mentre Seattle è funestata da una serie di strani omicidi e una vampira spietata continua a darle la caccia, Bella si trova ancora una volta in serio pericolo. È arrivato per lei il momento delle decisioni e dei sacrifici: basterà il fidanzato Edward a farle dimenticare il migliore amico Jacob? Troverà il coraggio necessario a diventare una Cullen? Obbligata a scegliere fra l'amore e l'amicizia, è consapevole che la sua decisione rischia di riaccendere la millenaria lotta fra vampiri e licantropi. Nel frattempo l'esame di maturità è alle porte e per Bella il momento della verità si avvicina...

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Scusa ma ti chiamo amore

Federico Moccia
Rizzoli

“Buongiorno mondo. La tua Niki a rapporto. Aspetta che mi stiracchio un po’. Non ci credo… È stato favoloso! Basta non ci pensare, Niki. Torna normale. Fly down… Piedi per terra. Non tre metri sopra il cielo… Più si sale in alto... e più ci si fa male quando si cade!”

Basta il nome: Federico Moccia, e c'è la sicurezza del bestseller!
Chiaro anche il target dei lettori: giovani e giovanissimi. Proprio per questo il linguaggio dell’autore riproduce le modalità comunicative dei ragazzi e di certo è letto e amato da chi usa quotidianamente parole ed espressioni che qui può ritrovare. Grande merito quindi a questo autore che sa far leggere i ragazzi, che appassiona e incatena a una pagina chi non ne ha forse l’abitudine.

Ecco la storia a grandi linee.
Rispetto ai romanzi precedenti dell'autore, questa volta i protagonisti non sono tutti giovanissimi.
Alex ha quasi trentasette anni (età che solo negli ultimi anni lo fa definire “ragazzo”) ed è stato da poco lasciato dalla sua storica fidanzata Elena. Ha una mamma (a cui non ha il coraggio di parlare dell’abbandono), delle sorelle sposate con figli, amici anch’essi già “sistemati”. È un pubblicitario di un certo successo, ma la sua carriera potrebbe essere messa in pericolo da un giovane e rampante nuovo assunto in azienda.
Conosciamo poi gli altri protagonisti del romanzo, i “ragazzi veri”: altra età, sono tutti intorno ai diciassette, diciotto anni, problemi adolescenziali, dialoghi divertenti e specchio della mentalità e delle abitudini dei più giovani. Tra loro c’è Niki, ha diciassette anni, è davvero bella ed è anche intelligente e spiritosa.
Caso vuole che i due, Alex e Niki, si incontrino: un incidente, per fortuna non grave, in macchina c’è lui, per terra lei caduta dal motorino. Non si è fatta male e così Alex l’accompagna a scuola, lasciandole il suo biglietto da visita per l’assicurazione.
Mentre l’autore segue gli altri personaggi, concentriamo invece l’attenzione sui due protagonisti: i loro incontri, prima amicali e pieni di ironia, poi sempre più intimi... ed è rapidamente amore!
Ma la differenza d’età crea ben presto problemi: sono soprattutto i genitori di Niki a essere preoccupati. Le bugie, le classiche bugie da liceale, i ritardi per cena, le fughe fuori città per un primo bagno, e poi i compiti in classe: problemi che, generazione dopo generazione, tutti hanno vissuto e a cui pensano con affetto anche quelli che hanno superato l'adolescenza da parecchi anni.
Ed ecco che Alex scopre Niki ogni giorni un po’ di più: ora bambina, ora donna, ed è questo che lo affascina, lo attira. E Niki senta per la prima volta nella vita l'intensità di un amore vero, un'attrazione fortissima, un senso di vuoto se lui è assente.
… ma quando Elena, la ex fidanzata, ritorna pentita, quando dice che è pronta a sposarlo, ecco la confusione nella mente di Alex diventa insopportabile. Vorrebbe essere saggio, vorrebbe seguire il buonsenso, attraversa giorni difficili ma la verità, la verità dei sentimenti, alla fine vince.

La maturità è sempre meno questione d’età, sembra dire l'autore, l’adolescenza può non essere legata ai diciassette anni e poi l’amore è quel sentimento che va ben oltre le formalità, che sa superare mille barriere, che non accetta il classico buonsenso, insomma che finisce sempre con il dimostrare e far valere le proprie ragioni.
Un libro leggero, pieno di tenerezza, che scorre con facilità e che non dà mai troppo peso al negativo della vita, insomma una specie di invito all’ottimismo e a seguire gli impulsi dei sentimenti.

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Ma come hai ridotto questo paese? ,
Michael Moore

Mondadori

Quando l'establishment politico statunitense ha cercato di mettere la sordina al diffuso dissenso nei confronti della guerra in Iraq, un uomo è salito sul palco della cerimonia di premiazione degli Oscar e - davanti a un miliardo di persone - ha smascherato George W. Bush, la sua presidenza e la sua guerra. Ora, a pochi mesi di distanza dal successo di Stupid White Men, Michael Moore è tornato più scatenato che mai con un obiettivo semplice e chiaro, per nulla ambizioso: l'uomo che si è intrufolato nella Casa Bianca deve sloggiare.
Ma nell'occhio del ciclone non c'è solo il povero George W.: gli tengono compagnia sulla graticola quei famelici megaboss delle multinazionali, quei legislatori che hanno fatto a pezzi le libertà civili americane, nonché un certo cognato "destrorso" che riesce a rovinare pranzi di famiglia con idiozie ripetute a vanvera.

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Padrona e amante , Anita Nair

Neri Pozza

Prologo

DUNQUE, DA DOVE DEVO INIZIARE?
Dal volto. Sì, iniziarne dal volto, che indica il mutare del cuore. È grazie al volto che decodifichiamo i pensieri, traducendoli in una lingua priva di suoni. Sei perplesso? Ti chiederai come possa esistere una lingua priva di suoni. Non negare. Te la leggo negli occhi questa domanda.
Mi rendo certo conto che conosci molto poco del mondo in cui sto per condurti. Capisco che tu sia preoccupato che tutto questo possa andare oltre la tua comprensione. Ma voglio che tu sappia che fallirei nel mio scopo se non ti trasmettessi almeno una stilla dell'amore che nutro per la mia arte. Quando avrò finito, sono convinto che proverai i miei stessi sentimenti. O almeno, quasi.
Fidati di me. È tutto quello che ti chiedo. Fidati e ascolta. E fidati della tua intelligenza. Non lasciare che siano altri a decidere per te quello che è o non è alla portata della tua comprensione. Sei in grado di assimilare questo e molto di più. Te lo assicuro.
Guardami. Guarda la mia faccia. La faccia nuda, quando è priva di colori e trucco, di lustrini e ornamenti. Che cos'abbiamo qui? La fronte, le sopracciglia, le narici, la bocca, il mento e trentadue muscoli facciali. Sono questi i nostri strumenti ed è con questi che creeremo quella lingua senza parole. I navarasa: amore, scherno, dolore, ira, coraggio, paura, disgusto, meraviglia, pace.
Nella danza, come nella vita, non ci servono più di nove modi di esprimerci. Li puoi definire i nove volti del cuore.
Col tempo, ciascuno l'avrebbe ricordato in modo differente. Ma, per il resto della loro vita, mai sarebbe svanito; il ricordo di quell'istante di grazia. Di luce che scivolava lungo la scala di alluminio, proiettando come ombra un alone bianco; di una brezza che s'era rinfrescata sopra le pozze d'acqua disseminate lungo il letto del fiume. Di Chris in attesa, un'isola di immobilità su quel binario così affollato.
Stava immobile, incurante degli sguardi curiosi dei ragazzini che gli si erano fatti intorno con gli occhi famelici e le mani tese, dei venditori che lo incitavano a comprare la loro mercé. Ignaro del fatto che il suo bagaglio stesse bloccando l'accesso alle scale, strappando mormoni e borbottii alla gente che inciampava nelle sue valigie.
Chris si guardò intorno, mentre spirali di luce rimanevano impigliate nei suoi capelli; il peso di quella che pareva una gigantesca custodia di violino gli piegava il corpo da una parte. Quasi a compensazione, la bocca era tirata a formare una linea storta, dubbiosa.
Rimasero lì per un istante, a osservarlo. Poi lui alzò lo sguardo e li vide fermi in cima alle scale. Un vecchio, una giovane donna e un uomo non giovanissimo. Esitanti, incerti, eclissavano il fascio di luce e rallentavano la fiumana dei passi.
La linea della bocca si addolcì in una curva, un gesto in cui la contentezza era così trasparente e così scevra della consapevolezza di quanto sarebbe accaduto in seguito, che ciascuno ebbe la sensazione che un'ala di farfalla, vellutata ed eterea, avesse sfiorato loro l'anima. Una carezza breve e incantatrice: subito, come fu svanita, ne sentirono la nostalgia.
Tale fu la grazia di quell'istante.
Poi, come volesse accampare un primo diritto, la giovane donna si fece avanti. «Salve, lei deve essere Christopher Stewart», disse. «Io sono Radha. Benvenuto».
Aveva teso la mano verso di lui proprio mentre Chris univa le sue nel riamaste, come la sua guida suggeriva di fare quando si saluta una donna in India.
Radha lasciò cadere la mano, come le fosse stato mosso un rimprovero. Lui le tese la sua, come a chiedere scusa. Con quell'annaspare di gesti, modi e tentativi maldestri, Chris si installò in una nuova terra.
«Salve, io sono Chris. Piacere di conoscerla, Radha». Pronunciò il suo nome attardandosi sulle sillabe, affidandole alla memoria, assaporando ogni gruppo di suoni.
Radha rabbrividì. Radha era un soffio lieve alla base della spina dorsale. Per rompere l'incantesimo, si volse verso l'uomo non giovanissimo. «Questo è Shyam», disse.
Lui sorrise e gli tese la mano.
«Scem», quasi guai Chris, con la sensazione di aver infilato le dita in un mangano. Ma che razza di nome era quello? O, per meglio dire, che tipo di animale era quello? si chiese districando le dita dalla stretta. Nascose le mani dietro la schiena e prese ad aprire e chiudere lentamente le dita intorpidite.
Ignorando il disagio di Chris, l'uomo protestò: « Scemo, non sono uno scemo. E S-h-y-a-m».
Ma Chris si era già diretto verso il vecchio. «E lei, signore», disse lentamente. Gli era stato detto che l'anziano parlava un po' d'inglese. «Lei deve essere Mr. Koman».
L'anziano fece un cenno con la testa. Chris sorrise, incerto. Nei pochi giorni che era stato in India, aveva già avuto a che fare con quel modo di annuire e non riusciva ancora a decifrare se significasse un sì o un no.
Radha si avvicinò al vecchio. «Zio», disse, «questo è Christopher Stewart».
Chris disse lentamente, non del tutto certo di quanto l'uomo lo comprendesse: «II suo amico, Philip Read, mi ha parlato molto di lei. Sono onorato che abbia accettato di incontrarmi».
Il vecchio gli prese le mani tra le sue e sorrise. Il calore del suo sguardo intenso gli si insinuò dentro. Chris esaminò furtivamente il volto del vecchio, alla ricerca di qualche tratto o curva familiare. Vide delle zampe di gallina che increspavano gli occhi sotto le sopracciglia cespugliose. Osservò che gli zigomi alti distendevano la pelle dell'anziano, conferendogli un aspetto quasi giovanile e poi vide la fossetta sul mento e sentì una vampa di luce. Fissò intento le loro mani intrecciate.
Ciao, disse fra sé. Ciao, vecchio al di là del mare. Ciao, padre... forse. Ciao, ciao, ciao...

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Invarianze. La struttura del mondo oggettivo
, Robert Nozick

Fazi Editore

I recenti sviluppi delle scienze naturali e umane - in primo luogo la fisica, la biologia, l'economia e le neuroscienze - lanciano sfide di enorme portata ai concetti filosofici tradizionali. Robert Nozick, uno dei maggiori filosofi del secondo Novecento (scomparso nel 2002), raccoglie il guanto e si confronta in Invariances, il suo ambizioso testamento teoretico, con le più recenti acquisizioni in ciascuna di queste discipline, consegnandoci una delle più innovative ricerche filosofiche degli ultimi anni. Con la sua rara chiarezza e il suo consueto rigore, Nozick esplora coraggiose possibilità teoriche, allontanandosi spesso dai sentieri più battuti, e pone in nuova luce molte delle principali questioni filosofiche tradizionali: il relativismo, la verità, la natura oggettiva della scienza e del progresso scientifico, la possibilità di una teoria fisica unificata della realtà, la natura e le funzioni della coscienza umana, l'insorgenza e gli obiettivi della morale. Alcuni esempi delle sue tesi: la verità dipende dallo spazio-tempo ed è relativa ad esso, non è tuttavia socialmente relativa all'interno della comunità umana. I fatti oggettivi sono invarianti sotto trasformazioni specifiche; i processi di produzione di credenze oggettive coinvolgono sì fattori di distorsione, ma questi hanno in gran parte dei casi una rilevanza trascurabile.

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L'età di mezzo
, Joyce Carol Oates

Mondadori

A Salthill-on-Hudson tutti sono ricchi, bellissimi e, benché sembrino molto più giovani, di mezza età. Ma quando Adam Berendt, un misterioso e carismatico sculture, muore all'improvviso in un azzardato atto di eroismo, l'intera cittadina resta scossa. Chi era Adam? La sua tragica fine e l'emergere di voci incontrollabili sui suoi presunti amori gettano amici e conoscenti nella confusione, nel lutto, in una situazione di incertezza che li spinge a riflettere sulle proprie vite. Tutti finiscono per essere profondamente cambiati dalla sua scomparsa.
L'età di mezzo è un ritratto spietatamente comico, intimo e pieno di partecipazione della classe benestante all'alba del XXI secolo. Incisivo, profondo, irresistibile, è una grande saga americana all'insegna della ricerca di un'identità perduta, della crudele nostalgia di un Eden smarrito.

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Il matematico impertinente , Piergiorgio Odifreddi

Longanesi

Il titolo dà un'idea dello spirito dell'autore: impertinente, in senso letterale, è chi non appartiene. L'occhio del logico osserva i fenomeni e gli uomini: i saggi sono raccolti in sezioni che si aprono con interviste immaginarie a personaggi del passato (Hitler, Gesù, Dante, Aristotele…) e si chiudono con interviste reali a quelli del presente (Chomsky, il Dalai Lama, Saramago, Kripke…).


Le menzogne di Ulisse. L'avventura della logica da Parmenide ad Amartya Sen , Piergiorgio Odifreddi

Longanesi

La logica è lo studio del logos, vale a dire del pensiero e del linguaggio. E poiché le più alte vette del pensiero e gli esiti più raffinati del linguaggio trovano espressione, tra l'altro, nella filosofia e nella matematica, l'autore guida il lettore tra i sentieri ininterrotti di questo paese delle meraviglie che, in un certo senso, sta a mezza strada tra Dio e il Diavolo. Un viaggio fra le trappole del pensiero che non si nega il piacere dell'aneddoto e in cui, attraverso le pieghe e le suggestioni del passato, Odifreddi compie un'analisi critica del presente.




Il matematico impenitente , Piergiorgio Odifreddi

Longanesi

Polemico, brillante, iconoclasta, sempre pronto a schierarsi in difesa della razionalità e dell’intelligenza. Torna Piergiorgio Odifreddi al suo meglio.
Dopo il successo di Il matematico impertinente, con questo nuovo libro Odifreddi ritorna ad attraversare in lungo e in largo i territori della galassia logico-matematica e dei suoi pianeti. Sono saggi e articoli sui temi congeniali all’autore, cui si aggiungono considerazioni sulla religione, l’attualità politica, la lingua e la letteratura. L’occhio del logico e del matematico osserva i fenomeni e gli uomini, ma è un occhio freddo, capace di vedere le cose senza pregiudizi, di osservare (e giudicare) i più svariati eventi del presente e del passato. Nel lungo percorso di questo libro si incontrano Galileo, Einstein, Fermi, Newton, Kant, Dante, gli scacchi, la magia, i computer. Un viaggio di esplorazione attraverso gli enigmi, i misteri (e talvolta le miserie) dell’intelligenza (artificiale e non), nel segno di una logica che viene assunta a paradigma e metafora della corretta igiene mentale.

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Contro il fanatismo
, Amos Oz

Feltrinelli

“Come curare un fanatico? Inseguire un pugno di fanatici su per le montagne dell'Afghanistan è una cosa. Lottare contro il fanatismo è un'altra, completamente diversa. L'attuale crisi mondiale in Medio Oriente o in Israele e Palestina non discende dai valori dell'Islam. Non è da imputarsi, come dicono certi razzisti, alla mentalità araba. Ha invece a che fare con l'antica lotta fra fanatismo e pragmatismo. Fra fanatismo e pluralismo. Fra fanatismo e tolleranza. Il fanatismo nasce molto prima dell'Islam, del cristianesimo, del giudaismo. Viene prima di qualsiasi stato, governo o sistema politico. Prima di qualsiasi ideologia o credo. Disgraziatamente, il fanatismo è una componente sempre presente nella natura umana, è un gene del male." (Amos Oz)



Non dire notte

Amos Oz
Feltrinelli

È il 1990. Theo ha sessant’anni. È un uomo che ha attraversato la vita con intelligenza e coraggio: è stato urbanista di grande valore, ha progettato insediamenti e quartieri modello; ha vissuto le stagioni della guerra e quelle dell'incerta pace nella sua giovane patria, Israele. Ha conosciuto la sua terra e anche il mondo; ha continuato a progettare, a conoscere la natura e le debolezze degli esseri umani, ad amare sbrigativamente tante donne. Poco alla volta ha intuito che nulla è poi così importante, che la vita passa senza quasi lasciare segno. Poi, un giorno, in Venezuela, ha incontrato Noa, una professoressa israeliana più giovane di lui di quindici anni e in un attimo gli è parsa la persona giusta con cui invecchiare, un’anima pura da proteggere amorosamente dalla brutalità dell’esistenza. Così l’ha portata in patria, prima nella chiassosa Tel Aviv e poi in una piccola città israeliana “inventata”, Tel Kadar, spuntata come un fiore polveroso in mezzo al deserto del Negev, il posto giusto dove dimenticare l'insensatezza della vita e invecchiare in pace.

I turbini di sabbia che si sollevano all'alba ai bordi del paese sembrano a Theo l'immagine giusta su cui meditare, molto più vera di ogni presunzione umana e di ogni convulsa volontà. Ma Noa non è una donna arresa alla disillusione, anzi, aspetta solo l'occasione per spendersi totalmente in un impegno profondo. L'occasione per farlo arriva tragicamente quando un suo allievo diciassettenne, Immanuel Orvieto, muore per overdose e il padre del ragazzino le chiede di aprire un centro per giovani tossicodipendenti dedicato al figlio. È l’occasione che Noa aspettava, ma anche il momento per una scelta importante: continuare come sempre o battersi e correre rischi per realizzare qualcosa di diverso? Noa accetta la sfida con tutta la determinazione che possiede perché, ovviamente, nessuno vuole avere drogati sotto casa, nessuno vuole seccature. Anche Theo, compagno fedele e premuroso, la scoraggia col suo mutismo e il suo sguardo impassibile. Il rapporto che già da tempo sembrava essersi sopito, entra in crisi. Due modi opposti di concepire la vita si scontrano: l'entusiasmo contro la saggezza di chi è convinto che tutto sia inutile; la buona volontà contro il nichilismo; l'amore contro il fatalismo.
I due protagonisti si alternano di capitolo in capitolo nella narrazione della vicenda: la forza delle due personalità si mescola alle vite degli abitanti di Tel Kedar, vecchi e nuovi immigrati, persone colpite da tragedie immani, ma anche personaggi buffi e vitali.

Non dire notte è un libro "minore, intimo, una musica da camera" – dice Amos Oz in una recente intervista. "Non è esplicitamente un romanzo politico: non tratta del destino del popolo ebraico, di coloni, di guerra, di Mossad o di conflitto israelo-palestinese, bensì dell’Israele che non appare alla Cnn. È un libro che parla d’amore, gelosia, passione, morte. Di gente che vuole fare qualcosa di buono, fare del bene – tema molto raro in letteratura – e poco importa se lo fa in piccolo", in un paese sperduto nel deserto.

In questo libro più che mai, Amos Oz sa raccontare i limiti e le infinite risorse dell’amore e della tolleranza in questo vortice polveroso che è la vita; sa narrare tutte quelle piccole cose che rimarranno anche quando i grandi eventi saranno dimenticati.

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Neve
, Orhan Pamuk

Einaudi

“Ogni persona doveva avere un suo fiocco di neve, in cui c’era la mappa interna della sua vita. […] Secondo Ka, dietro alla vita di tutti c’erano una mappa e un fiocco di neve di questo tipo, e il fatto che le persone che da lontano si somigliano siano in realtà tanto diverse, strane e incomprensibili, si poteva dimostrare facendo l’analisi del fiocco di neve di ognuno.”

È la neve l’immagine dominante del romanzo di Pamuk. La neve che scende lentamente, la neve che silenziosamente ricopre ogni cosa. Alla sua luce candida e misteriosa sfumano i confini di ogni certezza e la realtà si trasfigura, mentre in essa si proiettano sogni e illusioni, incubi e angosce di un’umanità tormentata e confusa. Così la città di Kars, estrema periferia orientale dell’Anatolia, infine isolata dal resto del Paese a causa delle avverse condizioni atmosferiche, diviene teatro di eventi senza eguali.
Le sue vie affollate, l’atmosfera malinconica e solitaria dei vecchi palazzi russi e armeni, delle abitazioni abbandonate e delle rovine: il palcoscenico della città si trasforma per tre giorni nel terreno di confronto di tutte le anime contraddittorie e vitali che agitano il popolo turco.
Con un piede in Europa e l’altro nel cuore dell’Islam, la Turchia si regge su un equilibrio estremamente precario. Pamuk denuncia lo smarrimento di una Paese afflitto da infinite contraddizioni culturali e lacerato da estremismi ed eccessi di ogni sorta. Emerge con forza l’inevitabile confronto con l’Europa, specchio deformante di paragone, di fronte al quale un’intera civiltà si dibatte fra laicità e religione, fanatismo tradizionale e modernizzazione forzata, fondamentalismo islamico e democrazia occidentale. E nel mezzo le rivendicazioni etniche di curdi, georgiani, armeni e degli stessi turchi.
Tutte queste voci si innalzano nel romanzo polifonico di Pamuk, emblema di una Turchia alla ricerca di un’identità univoca e forte da contrapporre alla fagocitante supremazia occidentale.
Un’unica voce si distacca dalle altre: di ritorno in Turchia dopo un lungo periodo di esilio in Germania, il poeta Ka approda nella remota Kars e si ritrova spettatore involontario di questa esplosione di follia. Più di tutto il caos circostante è però la placida indifferenza della neve a colpire i suoi sensi. Attratto dal suo fascino irresistibile, Ka ne coglie infine l’intimo segreto e la profonda armonia con la natura umana. Così come ogni fiocco di neve nasconde in sé una struttura peculiare e irripetibile, così la vita di ogni uomo possiede una propria esclusiva sinfonia, che rappresenta la felicità in nome della quale vale la pena vivere.
Pur assistendo da vicino agli eventi, Ka non si lascia coinvolgere: egli decide piuttosto di intraprendere una lotta del tutto personale, l’ultima, l’estremo tentativo di afferrare quella felicità che fino ad allora gli era stata sottratta. Un eroe solitario, un Sognatore, a tratti grottesco, che insegue l’amore di una donna per uscire da una profonda crisi esistenziale e spirituale. Annullando tutto il resto, egli proietta nell’unione con Ipek l’ansia di verità della sua vita, per afferrare quell’armonia sublime che può donare all’uomo la placida serenità e la quiete perpetua della neve. Immergendosi in questa felicità promessa e ormai prossima, Ka ritrova persino l’ispirazione e a Kars riesce a scrivere, dopo anni di silenzio, numerose poesie che racchiudono questa nuova acquisita consapevolezza dell’intimo ordine del cosmo.
La vicenda personale di Ka e quella universale del microcosmo Kars si avvolgono l’una all’altra, incrociandosi e allontanandosi nel delirio allucinante del poeta. Il destino finale è però comune. La neve si scioglie, rabbia e follia si placano mentre la città ricade nel suo quotidiano e antico torpore. E Ka, ancora una volta, si lascia sfuggire il suo sogno. La sua vita, di ritorno in Germania, riacquista la monotona disarmonia precedente e la sua sopravvivenza si trascina nel ricordo delle tre giornate cruciali di Kars.
Il disperato tentativo di Ka di raggiungere la propria salvezza, nel mezzo di eventi terribili e sofferenze atroci, rappresenta uno dei punti più sublimi e tragici dell’opera di Pamuk. In lui la recente solitudine dell’esule e quella antica di un popolo sospeso fra due mondi: intrappolato in se stesso e incapace di stabilire un contatto sincero con il mondo esterno egli non riesce neppure ad afferrarsi a Ipek, ultimo appiglio alla realtà della vita.

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Scrivere bene per comunicare con grande efficacia
, Edna Perrotti

Italianova

Un libro da tenere sempre con sé al lavoro, a scuola, a casa. Scrivere bene è il proprio biglietto da visita e un prerequisito sempre più richiesto dalle aziende. In questo corso di scrittura il lettore troverà i migliori strumenti per apprendere a comunicare con grande efficacia ed elaborare testi impeccabili. Il libro insegna a scrivere e imparerai a migliorare la corretta stesura di un testo, ad organizzare le idee e a trasformare le presentazioni, le e-mail e i temi in testi chiari e coerenti, persuasivi, fluenti ed efficaci.

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Tobruk 1940 , Folco Quilici

Mondadori

Il 28 giugno 1940 il trimotore su cui volava Italo Balbo con altre otto persone venne abbattuto dalla contraerea italiana nel cielo di Tobruk, in Libia. Benché ufficialmente archiviato come deplorevole errore, sin dal primo momento, su quell' "incidente" circolò il sospetto di un complotto suggerito da Mussolini per colpire il Maresciallo dell'Aria e gli uomini a lui vicini, avversi a una guerra a fianco della Germania nazista.
A bordo di quell'aereo era anche Nello Quilici, giornalista e storico chiamato in Libia per redigere il diario di una guerra impossibile; e padre di Folco Quilici, che nel libro ripercorre la vicenda che ha segnato la sua vita. Ma la rivisitazione dei luoghi che furono teatro della tragedia.
Per tentare di rispondere, Folco Quilici non si limita a ricostruire gli eventi di quei giorni di guerra e quanto era accaduto. Ma propone interpretazioni e scoperte che gettano una nuova luce sui fatti, come una testimonianza del clamoroso contrasto che Balbo tenne rispetto alla delibera delle leggi razziali.
In Tobruk 1940 Folco Quilici riesce a comunicare il senso di una tragedia alla quale l'Italia non era preparata. Importante completemento è il saggio dello storio dell'Aeronautica Gregory Alegi e il DVD, "Balbo aviatore", film-documentario che Alegi e Quilici propongono come contributo alla comprensione dei fatti.

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Una questione di sangue , Ian Rankin

Longanesi

“La stazione di polizia era una scatola schiacciata, dirimpetto a una chiesa episcopale. Un cartello sul portone avvisava che dalle nove alle cinque dei giorni feriali il pubblico poteva rivolgersi all' “incaricato civile” presente in loco, mentre un secondo cartello spiegava che, nonostante le dicerie in senso contrario, la cittadinanza poteva contare su pattugliamenti 24 ore su 24…”.

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La frattura etica
, Luca Ricolfi

L’ancora del mediterraneo

Dopo che in molti ne avevano decretato la fine, i concetti di destra e sinistra sono prepotentemente tornati al centro del dibattito politico.
Ciò è accaduto in parte sotto la spinta del sistema maggioritario, che ha creato una netta frattura fra gli schieramenti , in parte in virtù di campagne elettorali nelle quali il leader di partito , demonizzando l’avversario, ha trasformato il voto in una scelta di campo morale. Ma le preferenze politiche dei cittadini riflettono effettivamente le loro preferenze morali?
Il saggio mostra la capacità dei principi morali di guidare le scelte politiche, e l’importanza della contrapposizione etica fra individualisti e antiindividualisti: questa frattura fondamentale non corrisponde all’opposizione destra-sinistra, ma la taglia trasversalmente ,costringendo a ripensare le categorie politiche.
Una nuova e convincente interpretazione della sconfitta della sinistra, imputabile alla sua crisi interna e a un effettivo spostamento a destra degli italiani.

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Salvare il mondo senza essere Superman. Gesti di ecologia quotidiana , Roberto Rizzo

Einaudi

Proteggere l'ambiente e porre un freno al consumo intensivo di risorse che mette a repentaglio la qualità dell'aria e delle acque, il clima, la biodiversità, le foreste: in questa sfida ambientale sono gli abitanti dei Paesi industrializzati, ossia i maggiori responsabili dell'inquinamento del pianeta, a doversi impegnare per primi.
La strada da intraprendere per ridurre l'inquinamento in realtà è meno impegnativa di quello che comunemente si crede. Non è necessario essere Superman o fare cose meritevoli del premio Nobel, come Wangari Maathai, prima ambientalista e prima donna africana a ricevere l'onorificenza: basta mettere in pratica alcuni semplici accorgimenti e avere fiducia che anche piccoli gesti possono essere utili.
In questa guida ogni capitolo parte da un caso particolare per poi analizzare i dati di consumo energetico in Italia e nel mondo e soprattutto consigliare alcune buone pratiche da seguire in ogni ambito della vita di tutti i giorni: i trasporti, l'energia elettrica, la casa, i rifiuti, l'acqua, la spesa.

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L'interpretazione della morte

Jed Rubenfeld
Rizzoli

Politica, psicanalisi e corruzione nell’alta società ben mixati in un romanzo storico degno della miglior tradizione.
L’eminente costituzionalista e professore di diritto a Yale Jed Rubenfeld parte da un fatto realmente accaduto ma con lati misteriosi, come la visita fatta nel 1909 da Freud negli USA per tenere una serie di conferenze sulla psicoanalisi, e sviluppa un intrigo emozionante in cui personaggi noti come Freud e i suoi seguaci Ferenczi e Jung, che lo accompagnarono, interagiscono con personaggi di fantasia, ben calibrati per far rivivere l’atmosfera della New York d’inizio secolo, una metropoli sorprendentemente moderna, costellata da un numero crescente di grattacieli e già dotata di metropolitana.

Il dibattito che sta per accendersi attorno alla psicanalisi scatena resistenze moralistiche, soprattutto nelle alte sfere puritane della città, procurando a Freud parecchi grattacapi, fra cui il crescente distacco da Jung che Rubenfeld, per esigenze romanzesche, anticipa al periodo del viaggio americano.

Sulla godibilissima ricostruzione d’ambiente s’innesta una trama gialla ispirata a veri casi clinici freudiani: una giovane donna viene seviziata e uccisa, e la sera dopo un’altra viene sottoposta alle stesse violenze ma sopravvive, seppure preda di amnesia. Un seguace americano di Freud, su suggerimento dello stesso maestro, intraprende un’analisi per guarire la ragazza e arrivare alla verità, in un susseguirsi di colpi di scena che cambiano di continuo la prospettiva dei fatti.
Il racconto si snoda dagli attici dei grattacieli agli abissi sotterranei della città, sempre tenuto con polso fermo e sguardo ironico, fino alla frase finale di Freud: “L’America, temo, è un errore.”

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Le inquietudini dell'uomo onnipotente
, Massimo L. Salvadori

Laterza

"L'uomo ricco ha sempre aspirato ad un ordine che lo protegga dalle minacce, ma, col fatto di dedicare ai più deboli e allo sviluppo dei paesi poveri unicamente le briciole che cadono dalla tavola di epulone, egli semina il disordine, che troppo spesso si è illuso e continua a ad illudersi di poter combattere fornendo armi ai tiranni del mondo e, quando ciò non sortisce gli effetti voluti, usando le armi in prima persona a protezione di un ordine umanamente ingiusto."
Se i concetti di "inquietudine" e di "onnipotenza", presenti nel titolo del saggio, possono apparire contraddittori, Salvadori indica già nella premessa la reale convivenza di questi due opposti sentimenti e la cosa può essere quotidianamente verificata da chiunque osservi la realtà con occhi consapevoli. L'accelerazione portata dal fenomeno della globalizzazione al divario economico tra Paesi, o tra ceti all'interno della stessa nazione, l'espansione della democrazia e il corrispondente svuotarsi di senso di questa stessa, le grandi conquiste della ricerca scientifica non possono non aprire grandi travagli e grandi problemi: "l'uomo sa sempre di più e il sapere genera sempre maggiore potere, ma l'uomo sa dove questo immenso potere lo porta? Dove finisce e dove comincia la sua capacità di controllo?"
Così la tanto decantata libertà che il trionfo del mercato ha concesso al singolo uomo non "poteva e non può essere altro se non quello di rilanciare nelle forme più crude la corsa tra diseguali e di approfondire le differenze di status tra individui, gruppi sociali e paesi".

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Storia dell'intelligenza artificiale
, William Sarns

Garzanti

Le macchine pensanti sono un mito e un'ossessione del nostro tempo. Per alcuni la vittoria di Deep Blue, il calcolatore che ha sconfitto lo scacchista Garry Kasparov, ha segnato una svolta epocale.
Da decenni la controversia sull'intelligenza artificiale che minaccia di superare quella umana alimenta una dura e appassionata polemica, analoga a quella che a suo tempo accompagnò il dibattito sull'evoluzione. La discussione coinvolge studiosi di diverse discipline: informatici e neuroscienziati, matematici e filosofi, questi ultimi impegnati nel difficile compito di definire che cosa sia l'intelligenza. In sei sintetici capitoli, Sam Williams segue le tappe dell'evoluzione delle macchine pensanti e il dibattito che l'ha accompagnata, raccontando le gesta e i dubbi dei protagonisti di questa straordinaria avventura scientifica: matematici come David Hilbert e Alan Turing, il pioniere John McCarthy, fondatore con Marvin Minsky dell'Artificial Intelligence Laboratory del MIT, l'ottimista Ray Kurzweil, il profeta della realtà virtuale Jaron Lanier, e infine Bill Joy, che ha lanciato un appassionato grido d'allarme di fronte alle terribili potenzialità di nano- e biotecnologie.
Accanto a scienziati e tecnici, in una panoramica chiara e sintetica, Sam Williams non dimentica le visioni che hanno plasmato la nostra idea di intelligenza artificiale: quelle immaginate, tra scienza e fantascienza e con l'aiuto di qualche ricercatore, in film come 2001: Odissea nello spazio, Tomb Raider o Terminator.

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Mala Tempora
, Giovanni Sartori

Laterza

«Il nostro è sempre stato, ed è restato, un paese disossato. E un paese disossato, senza vertebre, al momento della prova non reagisce: subisce. È questa la ragione che mi fa perdere tutte le mie battaglie? Sospetto di sì, quantomeno in parte. Dio, può darsi che le mie battaglie non valgano granché. Ma anche ammesso, in ipotesi, che siano invece ben combattute, mi sa che le perderei lo stesso. Le perdo, oltretutto, perché non sono imbrancato. E in un paese senza anticorpi il ‘fuori branco' resta solo: una voce fuori coro e senza coro, senza sostegno. Ma sono ormai troppo vecchio per cambiare. A perdere sono abituato. A sottomettermi, a piegare la schiena, non mi abituerò mai.» Dieci anni di malfare politico nelle analisi lucide e graffianti di Giovanni Sartori.

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Firmino. Avventure di un parassita metropolitano
, Sam Savage
Einaudi

In una Boston fredda e inospitale, popolata da vecchi ubriachi e uomini in cerca di facili passatempi, l’unico rifugio per la giovane e indifesa Flo, è lo scantinato di un affollato negozio. Il tepore che proviene da laggiù calma i suoi tremori, e la carta che contiene in abbondanza placa il suo proverbiale appetito... Flo è la madre di Firmino e dei suoi dodici fratelli. L’unico posto sicuro che ha trovato per mettere al mondo la sua nidiata di topini sono gli scaffali di un’enorme libreria abbandonata, che funge da giaciglio per la notte e anche, sempre più spesso, da prima colazione.
Avevamo già visto il mondo attraverso gli occhi di un topo, soprattutto nei fumetti (non solo quelli destinati ai bambini, un esempio per tutti Maus di Art Spiegelman) così come c’eravamo già imbattuti nelle blattelle divoratrici di libri di Daniel Weiss (Gli scarafaggi non hanno re). Ma stavolta ci troviamo di fronte a una storia molto più complessa: un vero e proprio romanzo di formazione che vede il povero Firmino intento nell’impresa di conoscere il mondo. Ma un topo nato e cresciuto tra i grandi maestri della letteratura mondiale ha un solo strumento per interpretare la realtà, cioè la fantasia. Fuori dalla sua tana, alla scoperta del mondo, Firmino può finalmente mettere la letteratura alla prova dei fatti. Le donne di Lawrence, le paure di Anna Frank, il mondo intero di Oliver Twist si sgretolano di fronte a una realtà difficile e crudele, dove le immagini incantevoli legate alla lettura lasciano il posto agli incubi di una vita di stenti. Firmino osserva e sogna, cercando fuori dagli scaffali tutta la fascinazione che lo ha nutrito durante l’infanzia e trovandosi alla fine al cospetto della più grande fantasmagoria del secolo passato: il cinema.
I protagonisti di questo delicatissimo romanzo di Sam Savage, uno stupefacente autore esordiente, non sono i libri, come potrebbe sembrare, e neanche il cinema, come si direbbe inoltrandosi nella lettura, ma è quel lento, magico processo di nutrimento culturale che, attraverso le parole e le immagini, alimenta il nostro spirito. Una ricerca incessante di senso che riguarda tutti i piccoli curiosi roditori del mondo: voraci come topi, insaziabili, spesso invisibili. Nelle oscure cantine delle nostre città un esercito di piccoli pensatori divora le idee del mondo. Tutti quelli che, come il nostro Firmino, ogni giorno affrontano la prova decisiva con loro stessi, con la loro immagine, con il disincanto e la disillusione. Firmino coglie fino in fondo tutte le occasioni che la vita gli offre, senza rendersi conto, alla fine, di essere diventato per noi lettori come uno dei personaggi letterari che hanno popolato la sua vita.

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Borges
, Fernando Savater

Laterza

«La modernità crede nelle scelte deliberate dell'individuo, nella forza di volontà, nel peso delle influenze storiche e sociali, nelle motivazioni consapevoli e nelle pulsioni istintive… in qualunque cosa meno che nel destino. Ciò che di più simile al fatum siamo disposti ad accettare è la data di nascita e, un po' meno, quella di morte. Ne discende che, quando ci avviciniamo a una qualsiasi biografia, dinanzi a questi due necessari termini cronologici avvertiamo una sorta di spaventata familiarità. Jorge Luis Borges, che al fonte battesimale, e fortunatamente solo lì, venne chiamato Jorge Francisco Isidoro Luis Borges Acevedo, nacque all'840 della calle Tucumán, nella città di Buenos Aires, il 24 agosto 1899...».




La vita eterna, Fernando Savater

Editori Laterza

«La maggior parte dei nostri più imperiosi desideri è destinata a evitare, differire o esorcizzare la morte. Saperci mortali è innanzitutto saperci votati alla perdita. La cosa più grave non è esattamente non durare, ma piuttosto che tutto si perda come se non fosse mai esistito.»
Questo libro parla di religione, o meglio di religioni: cosa significa credere, in che cosa crediamo o non crediamo e che rapporto hanno queste credenze con la più importante di tutte, l’aspirazione all’immortalità. Ma parla anche della verità, della differenza tra credulità e fede, delle vie non dogmatiche dello spirito, delle implicazioni politiche dei fanatismi ortodossi, del ruolo della formazione religiosa nell’educazione delle democrazie laiche. E parla anche – forse soprattutto – di come si può vivere di fronte all’inevitabile, senza concessioni al panico né eccessi di speranza.

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A un passo dal sogno. Il romanzo di 'Amici'

Chicco Sfondrini, Luca Zanforlin
Mondadori

Mattia ha due grandi passioni, due motivi che gli fanno stringere i denti e battere il cuore: la danza e Giada. La danza l'ha scoperta per caso, Billy Elliot della provincia lombarda: "Quando ballo tutto corre a mille, chiudo gli occhi ed è come se nuotassi nell'aria, non penso più a niente, mi vengono idee... rivedo amici d'infanzia... urlo come un pazzo". Giada l'ha conosciuta nella scuola di "Amici", lungo la strada verso lo stesso sogno. L'ha notata che ascoltava l'iPod con la testa appoggiata al finestrino del pullman. Certe volte però è così difficile far uscire allo scoperto i sentimenti, passare dagli SMS alla realtà. E Laura Pausini sembra aver capito tutto mentre canta: "Vivimi senza paura / che sia una vita o che sia un'ora ...". Questa è una storia d'amore e di entusiasmo, batoste e soddisfazioni, amicizia e tradimenti, complicità e paura, fatica, pazzie, slanci. La stessa sostanza di cui sono fatti i vent'anni. E lezione dopo lezione, sfida dopo sfida, Mattia scopre che sta imparando qualcosa, non solo come ballerino. "A un passo dal sogno" è il primo romanzo ispirato a un reality show. La materia prima del racconto è tratta direttamente dalle avventure e dalle emozioni vissute negli anni dai ragazzi del programma di Maria De Filippi. E i fan più affezionati sapranno riconoscere protagonisti ed episodi. È un libro che scorre veloce e intenso, fra sbalzi del cuore e colpi di scena, fino a un epilogo che fa scendere qualche lacrima, di quelle belle però. Un inno pop dedicato a tutti coloro che hanno un sogno da inseguire, una passione vera, qualcosa per cui valga la pena mettercela tutta.

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Il bene comune della Terra , Vandana  Shiva

Feltrinelli

Vandana Shiva è una scienziata ambientalista nota in tutto il mondo, tra gli esponenti di spicco del movimento democratico globale. In Il bene comune della Terra , Shiva fa il punto su quelle battaglie che anche grazie al suo contributo hanno assunto un rilievo internazionale – la lotta contro la privatizzazione delle risorse naturali, i brevetti sul vivente e l'impiego di organismi geneticamente modificati in agricoltura e nella produzione alimentare – riconducendole a un progetto politico, economico e culturale di democratizzazione della globalità.
L'autrice delinea dunque una alternativa alla globalizzazione economica, che giudica responsabile non soltanto della catastrofe ecologica imminente, ma anche dell'avvento dei fondamentalismi politici e religiosi.
Vandana Shiva considera i brevetti sul vivente e la privatizzazione delle risorse naturali come l'ultima frontiera di un colonialismo che aveva cominciato a manifestarsi già nel Sedicesimo secolo con la recinzione delle terre comuni britanniche. La privatizzazione delle risorse comuni, insieme alla progressiva erosione dei beni e dei servizi pubblici e all'indebolimento dei meccanismi democratici di controllo dell'economia, costituiscono una grave minaccia in termini di sostenibilità ecologica e di sopravvivenza sociale. Il declino della biodiversità avviene di pari passo con l'affermazione di una monocultura neoliberista che disprezza le diversità culturali e produce povertà ed emarginazione, innescando dei cicli di violenza che mettono a repentaglio la vita di milioni di individui.

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Caligula , Maria Grazia Siliato

Mondadori

Nel piccolo lago di Nemi, poco distante da Roma, furono scoperte negli anni venti due gigantesche navi romane.Chi le aveva fatte costruire e perché? Una verità storica soppressa da due millenni che soltanto un archeologo - non uno storico - poteva scoprire. Così Maria Grazia Siliato ha svelato che fu Caligola, l'imperatore romano morto nel 41 d.C., ad avere costruito e affondato quelle due straordinarie navi. Così facendo, Maria Grazia Siliato ha anche messo le basi per la riscrittura della vita di Caligola, imperatore che venne tramandato per pazzo, ma pazzo non era.In questo avvincente romanzo sulla vita del giovane romano - in Germania, in Egitto e poi imperatore a Roma - vengono cancellati venti secoli di ingiurie e vengono raccontati i sentimenti di un eroe sensibilissimo, anche se ossessionato da un progetto quasi impossibile che, come sappiamo, si scontrò contro la volontà del Senato. Un sera di gennaio del 41 d.C. finisce così un'avventura affascinante che soltanto ora noi conosciamo e finisce nel sangue dello stesso Caligola, dell'amata moglie Milonia - trucidata accanto a lui - e della loro piccola figlioletta.Con quell'uomo viene sepolto anche il mistero di quelle navi, decorate con marmi e ori, ma troppo maestose per navigare in un lago così piccolo. Grande mistero e formidabile accuratezza di fonti storiche fanno di questo romanzo una lettura irrinunciabile.

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Romanzi Vol.1 , Georges Simenon

Adelphi

Il volume, ricalcando l'edizione della Pléiade che ha celebrato il centenario della nascita di Simenon, presenta una raccolta di dieci romanzi, fra cui uno inedito. Fra essi, tutti pubblicati fra il 1931 e il 1947, due appartengono alla serie delle inchieste del commissario Maigret, gli altri otto a quella dei "romanzi-romanzi", compreso l'inedito "La casa sul canale". La raccolta presenta, quindi,: "Il cavallante della 'Providence'", "Il caso Saint-Fiacre", "Il fidanzamento del signor Hire", "Colpo di luna", "La casa sul canale", "L'uomo che guardava passare i treni", "Il borgomastro di Furnes", "Gli intrusi", "La vedova Couderc" e "Lettera al mio giudice".Primo di due libri che raccolgono complessivamente ventun titoli fra i centonovanta dell’intera opera di Georges Simenon, questo elegante volume racchiuso in un cofanetto propone una scelta di romanzi scritti dall’autore nel corso degli anni Trenta e Quaranta.
Alcuni appartengono al genere poliziesco, altri, invece, sono storie noir, “romanzi duri” o “romanzi di crisi”, che raccontano vicende cupe e di forte tensione con epiloghi drammatici. I protagonisti sono quasi sempre personaggi caratterizzati da un forte travaglio interiore, spesso figure equivoche o individui affetti da devianza, che Simenon descrive con raffinata capacità di indagine psicologica. A volte si tratta di personaggi anonimi, solitari o segnati da segrete ferite, le cui vite sono sconvolte da un evento improvviso, una variabile impazzita del destino, che determina un’insanabile rottura nei confronti del mondo e della vita precedente. Come nel caso di Kees Popinga, protagonista di L’uomo che guardava passare i treni, procuratore in una ditta di forniture navali olandesi, la cui tranquilla esistenza degenera a poco a poco in una dimensione estranea, segnata dal sangue, dalle donne, dal gioco, l’imbroglio e la fuga; un personaggio paradigmatico dell’universo narrativo dello scrittore belga, che dimostra come la normalità sia illusoria, sempre pronta ad essere sconvolta. Così come accade in Lettera al mio giudice, racconto epistolare in prima persona in cui il medico borghese Charles Alavoine, rievoca la passione ossessiva e assoluta per la giovane amante Martine, che finirà per sconvolgere la sua mente fino a un punto di non ritorno. Anche il grottesco e commovente Fidanzamento del signor Hire fa rivivere gli effetti nefasti di un amore ossessivo, questa volta attraverso l’amara vicenda di un uomo vittima del suo aspetto sgradevole.
Tra i romanzi della raccolta non mancano due polizieschi della serie di Maigret, Il cavallante della “Providence”, scritto sull’Ostrogoth, il battello su cui Simenon visse due anni navigando tra Francia, Germania e Olanda, e Il caso Saint-Fiacre, in cui si attribuiscono un passato e un’infanzia al commissario parigino; una storia anomala perché Maigret, di fronte a un’inchiesta difficile e all’emozione dei ricordi, si smarrisce e lascia la responsabilità di risolvere il caso al principale sospetto. Il volume propone anche un romanzo del 1933 inedito in Italia, La casa sul canale, una storia di grande intensità che racconta come la vita di una famiglia contadina olandese sia sconvolta dalla morte del padre e dall’arrivo di una lontana cugina adolescente che esercita la sua attrazione seduttiva sui due fratelli con inarrestabili conseguenze.
Oltre che per il suo contenuto narrativo, l’edizione si distingue per il ricchissimo apparato critico che comprende note al testo dettagliate per ogni romanzo e un’ampia introduzione sull’opera letteraria dello scrittore belga, con approfondimenti sull’immaginario e le fonti, sullo stile e le modalità di creazione dei romanzi, sulla loro traiettoria editoriale e sul mondo letterario francese dell’epoca, sulla creazione della figura di Maigret e sul suo successo letterario.

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DIVIDE ET IMPERA
, Alessandro Spaventa e Fabrizio Saulini

Fazi Editori

Un saggio-pamphlet, graffiante e documentato, sul timore che gli Usa hanno di un'Europa unita, politicamente forte, economicamente competitiva.
Stati Uniti ed Europa si sono confrontati spesso, a volte fino a raggiungere lo scontro vero e proprio, su temi diversi, da questioni di carattere economico e commerciale ad altre di natura strategica. Ma con l'avvento dell'euro e della presidenza Bush il quadro è ancora mutato. L'azione degli Stati Uniti fa un salto di qualità e passa da una politica di contenimento dell'Europa a una di contrapposizione. L'Europa sta divenendo troppo unita e può cominciare a creare dei problemi al progetto egemonico americano: prende così corpo una strategia che punta a creare divisioni all'interno dell'Unione. L'obiettivo è quello di indebolire e possibilmente spezzare l'asse franco-tedesco, e gli alleati non mancano: l'Inghilterra di Blair, la Spagna di Aznar, l'Italia di Berlusconi, i paesi dell'Est, la Turchia. E il momento non potrebbe essere migliore. L'Europa sta vivendo un momento delicatissimo che ne definirà il futuro per lungo tempo a venire. L'allargamento e la definizione di una "Magna Charta" europea potrebbero risolversi nel rafforzamento o nell'annacquamento del progetto partito con il Trattato di Roma. Ma l'azione degli Stati Uniti incontra alcuni ostacoli: la nascita di un movimento di massa europeo contrario all'intervento in Iraq, il progressivo indebolimento di Berlusconi, l'appannarsi della figura di Aznar, lo scandalo dei dossier che minaccia di travolgere Blair. La partita è aperta. Si chiuderà nel 2004. Per stabilire chi la vincerà sarà importante anche quanto accadrà nel corso del semestre italiano di presidenza.

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La casta. Così i politici italiani sono diventati intoccabili

Gian Antonio Stella, Sergio Rizzo

Rizzoli

Aerei di Stato che volano 37 ore al giorno, pronti al decollo per portare Sua Eccellenza anche a una festa a Parigi. Palazzi parlamentari presi in affitto a peso d'oro da scuderie di cavalli. Finanziamenti pubblici quadruplicati rispetto a quando furono aboliti dal referendum. "Rimborsi" elettorali 180 volte più alti delle spese sostenute. Organici di presidenza nelle regioni più "virtuose" moltiplicati per tredici volte in venti anni. Spese di rappresentanza dei governatori fino a dodici volte più alte di quelle del presidente della Repubblica tedesco. Province che continuano ad aumentare nonostante da decenni siano considerate inutili. Indennità impazzite al punto che il sindaco di un paese aostano di 91 abitanti può guadagnare quanto il collega di una città di 249mila. Candidati "trombati" consolati con 5 buste paga. Presidenti di circoscrizione con l'autoblu. La denuncia di come una certa politica, o meglio la sua caricatura obesa e ingorda, sia diventata una oligarchia insaziabile e abbia allagato l'intera società italiana. Storie stupefacenti, numeri da bancarotta, aneddoti nel reportage di due famosi giornalisti.

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Il tempo invecchia in fretta, Tabucchi Antonio

Nove storie esemplari che intrecciano il tempo reale con il tempo della storia e con il tempo interiore.

Dopo l'epoca salazarista di Sostiene Pereira e quella fascista di Tristano muore, Tabucchi sposta il cursore verso l'Est, gli anni del blocco comunista e la caduta del Muro di Berlino.
Dal passato emergono fantasmi beffardi che costringono i protagonisti dei racconti a confrontarsi col tempo della memoria e col tempo della coscienza. Una spia tedesca, che per anni ha spiato Bertolt Brecht, un ufficiale italiano che in Kosovo ha subito le radiazioni dell'uranio impoverito, un sopravvissuto alla dittatura di Ceausescu, un ex ufficiale ungherese che lottò per il suo paese contro l'invasione sovietica di Budapest... ma anche gli inganni della solitudine e il tempo che esala come l'aria da un palloncino.
Storie straordinarie che entrano in modo indelebile nel nostro immaginario, anche se non appartengono al piano dell'immaginario, ma a una realtà di cui forse abbiamo perso il codice. Sono le storie di Antonio Tabucchi.

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L'insonne
, Cinzia Tani

Edizioni Mondatori

Il romanzo inizia a Berlino nel 1927 con la nascita di Max Krieger per seguire poi un lungo percorso itinerante insieme a Max e agli altri due personaggi, Sophie e Thomas , a Monaco di Baviera e a Roma, terminando nel 1960 a Parigi, dove il figlio del medico nazista, la ragazza ebrea e il giovane zingaro si rincontrano per un capriccio del destino.
Un indizio per mettere a fuoco il dottor Martin Krieger, padre di Max: quando, durante il difficoltoso parto della moglie ventenne, gli viene chiesto di scegliere tra la vita di lei e quella del bambino, la sua risposta è immediata - sceglie il figlio. Non ci è lecito dunque dubitare del suo amore per il bambino (anche i comandanti dei campi di sterminio erano padri affettuosi, dopotutto) e, in una maniera distorta, voleva veramente fare il suo bene educandolo a regolare il sonno, ricompensandolo con regali o attività piacevoli quando lo svegliava nella notte: quante cose in più si possono concludere, dormendo di meno! Ben diverse sono le finalità e i mezzi che Martin Krieger usa per i suoi esperimenti durante la guerra: il suo sadismo è a servizio dell'esercito, perché è provato che il comportamento dei soldati privati del sonno è molto più aggressivo. E così, in un padiglione di vetro nel parco della grande casa nel Grünewald, il dottor Krieger tortura i bambini tenendoli svegli - luci accecanti sempre accese, scosse elettriche, cerotti per tenere sollevate le palpebre, punizioni per chi vacilla. Può considerarsi fortunata per essere stata scelta la tredicenne Sophie , che sarebbe morta per il programma eutanasia perché epilettica? Dovrebbe essere contento di trovarsi lì Thomas , invece di essere finito in un campo di concentramento con gli altri zingari? Nel 1945 Berlino veniva invasa dall'Armata Rossa e si separano le strade dei tre personaggi, dopo avvenimenti drammatici come l'incendio della casa dei Krieger e la lotta per la sopravvivenza giornaliera tra le macerie di quella che era la capitale del Reich. Ne seguiremo le vicende e le trasformazioni della personalità - Max diventa psichiatra, Sophie fa l'attrice, Thomas è cavallerizzo-acrobata-suonatore di violino in un circo - collegate da una scia di delitti con la stessa “firma” in luoghi in cui tutti e tre erano al momento casualmente presenti: le vittime non hanno più gli occhi. La scoperta del colpevole, alla fine, non giunge come una sorpresa, ma poco importa al lettore che si è trovato coinvolto nei rivoli delle storie dei tre personaggi e delle loro famiglie, in legami di amore, odio, fedeltà ed amicizia, tutti marchiati da un passato allucinato e allucinante.

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Toghe rotte. La giustizia raccontata da chi la fa, Bruno Tinti

Chiarelettere

Il cittadino che abbia voglia di capire perché molte persone condannate per reati finanziari le ritroviamo coinvolte in
scandali successivi; perché perfino i reati più comuni (rapine, estorsioni, sequestri di persona, omicidi, ecc.) spesso sono commessi da gente che è già stata condannata per altri reati; perché il processo termina, nel 95% dei casi, con una sentenza di non doversi procedere per prescrizione. Per capire perché accade tutto questo, è necessario sapere che cosa succede nelle aule dei tribunali e come si lavora nelle Procure. Ecco un libro che finalmente lo racconta. Se si supera lo choc di queste testimonianze offerte da vari magistrati e avvocati, sarà poi più facile valutare le esternazioni in materia di giustizia che provengono dal politico di turno, di volta in volta imputato, legislatore, opinion maker, e spesso contemporaneamente tutte queste cose. Accompagna le testimonianze un testo illustrativo ad uso dei cittadini, per capire come funziona la giustizia (la pena, i gradi di giudizio, le indagini, il processo ecc.). La prefazione al libro è di Marco Travaglio. Bruno Tinti è procuratore aggiunto presso la Procura di Torino. "Uno di quelli che prende ordini dal procuratore capo e non ne può dare ai sostituti." Si occupa di reati finanziari: falsi in bilancio, aggiotaggio, frode fiscale, bancarotta.

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Alla morte di Don Chisciotte , Andrés Trapiello

Neri Pozza

La governante, che era andata in cucina preparare del gazpacho, sentì quel sospiro profondissimo, mollò i tegami e tornò allarmata dagli altri. Abbracciò la nipote e proruppe in un penoso pianto.
Atonia voleva piangere, per non stonare in quel frangente, ma non ci riuscì e dovette accontentarsi della tristezza, anche se invidiò le lacrime della domestica. L'ombra di un pensiero cupo le passò fugace sulla fronte: “Perché la domestica, per cui lui non è niente, riesce a piangere, e io, che sono del suo stesso sangue, non ho lacrime? Dovrei essere io a piangere e non lei.”

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Il meglio che possa capitare a una brioche
, Pablo Tusset

Feltrinelli

Cosa succede quando Pablo Baloo Miralles, trentenne disadattato e arrogante, fannullone, misogino, puttaniere, oltre che pecora nera e noto filosofo della Rete, si trova coinvolto in un mistero nel quartiere più "figo" di Barcellona? A bordo di un coupé con aria da pantera Bagheera e con un senso dell'umorismo brillante, originale e pungente, Pablo ci guida nei meandri di una storia ricca di allegri sprazzi alcolici, divagazioni veneree e pagine web dal dubbio contenuto, sulle tracce di suo fratello Sebastián, detto The First, presidente della Miralles & Miralles, la prospera azienda di famiglia. Una fuga con l'amante? La vendetta di qualche impostore della concorrenza? Un rapimento? L'agitazione dei familiari costringe Pablo a improvvisarsi detective. Proiettato in un'esilarante avventura al fianco dell'amica Fina, eroina naïf, si ritroverà prigioniero nei labirinti di un'inquietante Fortezza, cittadella invisibile, celata nelle viscere di un'inedita Barcellona dalle mille meraviglie.

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Nei boschi eterni

Fred Vargas
Einaudi

Sapete, secondo me, qual è il segreto di Fred Vargas? La capacità di farci entrare in una squadra.
La maggior parte degli autori di romanzi polizieschi mettono al centro delle indagini un ispettore e/o un detective che prende la scena tutta per sé e diventa il fulcro dell'interesse, l'unico personaggio, a parte i colpevoli e a volte le vittime, a essere tratteggiato con attenzione, catalizzando la simpatia del lettore, che in seguito gradirà ritrovarlo in altre storie. Fred Vargas non si discosta del tutto da questa linea, ma ha anche ripreso la strada segnata da Simenon che, pensateci bene, ha sì creato l'indimenticabile, lo straordinario Maigret, ma mettendolo al centro di una squadra, che non viene trascurata. Sappiamo così molte cose di Janvier o di Lucas e degli altri, romanzo dopo romanzo ne conosciamo i limiti, i difetti (quella sigaretta sempre in bocca, ad esempio o quella tendenza a imitare il capo...) e ci sembra importante che restino tutti insieme, un gruppo compatto e vincente.

È la chiave che regge anche alcuni dei serial televisivi di successo di questi anni: da CSI al dottor House, passando da E.R. Che le indagini siano poliziesche o mediche non importa: l'essenziale è che ci affezioniamo a una squadra, al cui centro compare una figura principale ma che ha senso solo nel suo insieme.
I romanzi della Vargas sono principalmente divisi in due filoni: quello in cui gli investigatori sono tre studiosi di storia - e qui è evidente che ci troviamo di fronte a romanzi con più protagonisti (dalla Preistoria di Mathias al Medioevo di Marc - anche Fred Vargas, detto per inciso, è medievalista - per finire alla Prima guerra mondiale - tempo di trincee - di Lucien) - e quello in cui le indagini sono guidate dal commissario Jean-Baptiste Adamsberg, un ironico "spalatore di nuvole" che organizza le sue ricerche con una buona dose di "fiuto" e irrazionalità.
Accanto a lui però troviamo il suo razionalissimo vice Danglard, colto e intelligente, che ha il debole di nascondere il vino in cantina, il tenente Violette Retancourt ("da ragazza, Retancourt era già massiccia come una colonna, e aveva scelto come motto che il disfattismo l'avrebbe protetta dalla speranza. Tutto il contrario del tenente Froissy, che immaginava che l'amore fosse felice, aspettandolo a ogni cantone, e in base a questo rpincipio aveva accumulato una vagonata di dispiaceri vari"), lo scettico Veyrenc, il Nuovo, da poche settimane entrato a far parte dell'Anticrimine di Parigi guidata da Adamsberg, compositore di versi...

E poi altri personaggi che collaborano all'inchiesta, in questo caso particolarmente misteriosa e complessa, o fanno parte della vita quotidiana della squadra. Come Ariane Lagarde, il medico legale, incaricata dell'autopsia dei due cadaveri che innescano questa storia: una donna che ricompare dal passato di Adamsberg. O la sua compagna Camille, e il piccolo Thomas. E gli amici del bar, con cui discutere di montagne, animali e della rivalità gfra valligiani di valli differenti.
I due cadaveri si scopriranno legati alla profanazione della tomba di una donna e alla uccisione sanguinaria di cervi nei boschi normanni, ma non solo, in un grande quadro d'insieme assolutamente invisibile all'inizio, che si ricompone tassello dopo tassello, tra esoterismo e fantasmi, nell'abile scrittura di Fred Vargas.

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Il segreto del viandante
, Marcello Veneziani

Mondadori

Questo non è un saggio, non è un romanzo, non è un diario, non è un trattato, non è un reportage, anche se di tutti questi generi partecipa. È un tentativo di pensare attraverso la vita quotidiana, di calare le idee in mezzo alle cose, ai corpi, alle biografie, ai viaggi e ai paesaggi, alle storie vissute e alle vicende minute, restituendo la parola ai sentimenti, senza pudori, per far venire allo scoperto affetti, angosce e legami rimossi. E' un itinerario di memorie e pensieri, esperienze e ritratti, visioni del mondo e tracce d'infanzia, storie e abitudini, soprattutto del Sud, in un dialogo tra varie generazioni, tra passato e presente."
Marcello Veneziani descrive così questo suo libro intenso e coinvolgente, dove gli affetti, i fatti piccoli e grandi dell'esistenza sono osservati ora con uno humour malizioso e benevolo (la pigra e meridionalissima "controra"), ora con civile indignazione (le brutture edilizie che sfigurano il paesaggio, la disumanità di certe pratiche della genetica), ora con una pietas profonda (i ritratti degli anziani, il ricordo della madre).
Oggi che la capacità di commuoversi va scomparendo e la cultura è spesso esibita ma di rado condivisa, questo è un libro dove l'una e l'altra diventano segno della comune umanità e strumento di una partecipe, dolente poesia.





I  vinti , Marcello Veneziani

Mondadori

Il saggio di Marcello Veneziani percorre l'altra faccia del presente. I vinti non sono gli sconfitti del passato ma quelli del presente. Cattolici e meridionali, fascisti e comunisti, conservatori e rivoluzionari: i vinti d'oggi sono quanti vivono a disagio la globalizzazione, i suoi imperativi e il suo culto dei vincenti; e sono legati a valori passati, futuri o trascendenti. Il principe degli sconfitti è il Papa, un perdente di successo mondiale insieme al cristianesimo, dimenticato dalla vita e dalla costituzione europea. Ma anche gli islamici per vincere il paradiso cercano la disfatta in terra. Un viaggio nell'emisfero in ombra del nostro tempo che si conclude con un elogio dei vinti.





Contro i barbari. La civiltà e i suoi nemici, interni ed esterni

Marcello Veneziani
Mondadori

Secondo Marcello Veneziani la nostra civiltà, oggi, ha due nemici: uno, esterno e aggressivo, è il fanatismo islamico; l'altro, interno e dissolutivo, è il degrado della società occidentale, la nostra comune tentazione a lasciarci vivere. Un pericolo vorrebbe annientarci, l'altro vorrebbe consegnarci al Niente. Da una parte orde di fanatici, dall'altra "incivili di ritorno" in preda al piacere di dissolvere. Per salvare la civiltà non basta però indicare un nemico assoluto o, al contrario, negare che esso esista, bisogna piuttosto "riconoscere in positivo" le nostre radici, la nostra storia e la nostra anima. Una risposta, questa, sia al bellicismo di Oriana Fallaci per la quale il nemico è tutto l'Islam (immigrati inclusi), dimenticando i mali endogeni dell'Occidente, sia al pacifismo degli "europei" che pensano di poter fermare la guerra e il terrore con virtuosi sermoni e variopinti cortei.

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Un'Italia diversa. Viaggio nella rivoluzione silenziosa
, Bruno Vespa

Mondadori

UN LIBRO DI DENUNCIA E LA SOLUZIONE PER RINASCERE. Con le elezioni del 13 aprile, la scomparsa di sei partiti significativi nel giro di trentasei ore e l'ascesa al Campidoglio di un sindaco di destra è cambiata infatti la storia d'Italia. E nel modo più radicale, forse, dalla fine del fascismo. Non solo perché, se porterà a termine la legislatura, Berlusconi avrà governato più di ogni altro capo di governo democratico nei centocinquant¿anni dell'unità d'Italia. O perché, mai, dopo il 1948, gli elettori avevano fatto una scelta più netta. Ma perché gli italiani sembrano aver avvertito, all'improvviso, la gravità della malattia che paralizza il nostro paese. Si sono sentiti più poveri e più insicuri, hanno maturato un rancore fortissimo nei confronti di una classe politica incapace di decidere e hanno affidato a Berlusconi la guida dell'ultimo treno per rincorrere il tempo perduto. Vespa racconta i retroscena di questa storica stagione politica: la drammatica caduta del governo Prodi, l'avvitamento dell'Unione che ha portato al disastro elettorale, la rottura della sinistra radicale con Veltroni, e di Casini con il Cavaliere, i primi cento giorni del nuovo governo, e così via. A cui, però, affianca questa volta un'accurata analisi sul campo delle drammatiche emergenze italiane: dai rifiuti di Napoli all'Alitalia, dalla paralisi delle piccole e grandi opere pubbliche provocata dai veti incrociati all'evasione fiscale che impoverisce il paese, al problema della sicurezza che ha fatto esplodere i consensi per la Lega Nord e determinato la vittoria di Alemanno a Roma. Vespa si è recato nei campi nomadi da smantellare e tra le comunità che bloccano la Tav e i termovalorizzatori, ha seguito l'eterno viaggio delle pratiche presso «conferenze di servizi» che non si riuniscono mai, e si è messo sulle tracce dei «fannulloni» del pubblico impiego che finora non rischiavano il posto. È andato alla Caritas per incontrare quelli che un giorno erano borghesi e oggi sono alla fame, e ha aspettato la fine dei mercati per vedere chi raccoglie i rifiuti.




Vincitori e vinti. Le stagioni dell'odio. Dalle leggi razziali a Prodi e Berlusconi , Bruno Vespa

Mondatori Una lunga cavalcata attraverso le lotte che hanno diviso l'Italia negli ultimi settant'anni fino alla profonda frattura attuale tra destra e sinistra. Il volume pubblica in appendice la Dichiarazione sulla razza del Gran Consiglio del fascismo, la nuova legge elettorale proporzionale e il testo della riforma costituzionale con la ‘devolution'.

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Creazione , Gore Vidal

Fazieditore

Socrate, Buddha, Confucio, protagonisti degli splendori culturali dell'antichità classica, rivivono grazie alla magistrale penna di Vidal in tutta la loro grandezza umana, morale e intellettuale. Ciro Spitama, discendente diretto del sacerdote Zoroastro profeta dell'Unico Dio, ambasciatore del re di Persia ad Atene, ormai giunto al crepuscolo dei suoi anni detta le proprie memorie al nipote Democrito. Ecco i Grandi della storia che, con l'anziano ambasciatore, hanno avuto a che fare con lui come un loro pari: Serse, grande amico dai tempi della comune educazione alla corte di Susa, destinato a sedere sul trono di Persia; la regina Atossa, che ammalia con i suoi racconti, scrigno di tutti i segreti dell'Impero; Buddha, che Ciro Spitama incontra nel folto di un bosco indiano, e Confucio, conosciuto sulle sponde del Fiume Giallo in Catai. Ha viaggiato e visto, Ciro Spitama, al servizio della corte persiana, fino all'approdo ad Atene, allora al massimo del suo fulgore. Ed ecco, ad Atene, Pericle di cui si guadagna la stima, Anassagora compagno di desco ed Erodoto avversario in schermaglie polemiche. Un giovane e brillante carpentiere di nome Socrate gli ripara il muro della villa con vista sull'Acropoli, e con lui discute di filosofia. E in ogni luogo, ad ogni incontro, sono sempre gli stessi interrogativi immortali, nati assieme all'uomo, che dominano la conversazione: com'è stato creato l'universo, e perché? E perché il male è stato creato insieme al bene? Vidal affronta tali temi senza che la sua sensibilità contemporanea interferisca col rigore storico, offrendoci così un efficacissimo spaccato del pensiero del tempo.

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Dopo la lunga e penosa malattia , Andrea Vitali

Garzanti libri

Sono le tre di notte del 4 novembre. Il dottor Carlo Lonati viene chiamato d'urgenza, sotto una pioggia micronizzata attraversa i cinquecento metri che lo separano dalla casa del notaio Luciano Galimberti, suo antico compagno di bagordi. Quando arriva può solo constatarne la morte per infarto. Ma c'è qualcosa che non lo convince. E nelle ore successive arrivano altri indizi, e i sospetti crescono. Il dottor Lonati non può fare a meno di indagare: vuole a tutti i costi sapere la verità sulla morte del suo vecchio amico. Per farlo, dovrà però conquistare la fiducia della moglie e della figlia di Lonati. E scoprire che la verità si trova forse sull'altra sponda del lago di Como.



Olive comprese , Andrea Vitali

Garzanti

Un esilarante intreccio ambientato in pieno fascismo, sempre sullo sfondo della cittadina di Bellano, e pieno di personaggi irresistibili: il Crociati, un esperto cacciatore che non ne becca più uno. C'è Luigina Piovati, meglio nota come l'Uselànda (ovvero l'ornitologa...). C'è Eufrasia Sofistrà, in grado di leggere il destino suo e quello degli altri. C'è persino una vecchina svanita che suona al pianoforte l'Internazionale mentre il Duce conquista il suo Impero africano...

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Il Giorno in più
, Fabio Volo

Mondadori

Sveglia, caffè, tram, ufficio, palestra, pizza-cine-letto. Giornate sempre uguali, scandite da appuntamenti che, alla fine, si assomigliano tutti, persi nel cielo grigio di una metropoli che non sa più sorridere. È la vita di Giacomo, uno che non si è mai fatto troppe domande, che è andato incontro agli avvenimenti rimanendo sempre in superficie. Un giorno, però, Giacomo incontra sul tram una sconosciuta, e se la ritrova davanti il giorno dopo, e quello dopo ancora. Per mesi. E così, quelle tre fermate lungo il tragitto per andare in ufficio diventano un appuntamento importante della giornata. O meglio, diventano "l'appuntamento". Ma la sconosciuta ha un destino che la porterà lontano, in un'altra città. E Giacomo? Lui per la prima volta nella vita decide di non rimanere in superficie, di prendersi anche il rischio di diventare ridicolo, e parte all'inseguimento di un sogno. È l'inizio di un gioco, incredibile e coinvolgente, che improvvisamente sarà interrotto, e che porterà i due fino a un punto di non ritorno, per scoprire se vale la pena, nella vita, di giocare fino in fondo. L'amore, l'amicizia, il viaggio, i dubbi, le scelte, più una dose di gioco e sana incoscienza, una miscela dei tutti i grandi temi e le piccole sfumature care a Volo e ai suoi lettori.

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Infedeli. 638-2003: il lungo conflitto fra cristianesimo e islam ,
Andrew Wheatcroft

Laterza

Lo scontro di civiltà affonda le sue radici nel passato. Un giorno della primavera del 638 il patriarca ortodosso di Gerusalemme definì la presenza del califfo musulmano nella chiesa del Santo Sepolcro «un abominio agli occhi di Dio». Inizia qui questa storia di odio tra cristiani e musulmani, raccontata in maniera appassionante da Andrew Wheatcroft. Un odio alimentato nel corso dei secoli attraverso discorsi e testi letterari, dipinti, e oggi con giornali e internet. Una lunga e drammatica storia che pesa sul presente e che è bene conoscere per evitare il peggio nel futuro.

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La grande casa di Monirrieh , Bijan Zarmandili

Feltrinelli

Le vicissitudini di una donna in cui sembra incarnarsi il destino di un paese e di una cultura. La storia della bellissima Zahra, dagli anni trenta al conflitto Iraq-Iran. L’amore contrastato per un giovane ebreo, il matrimonio, la maternità, la sfida dentro le mura della "grande casa di Monirrieh". L’Iran che guarda all’Occidente, l’Iran che torna alle sue radici, l’Iran che sul corpo di Zahra incide il segno di una radicale contraddizione.

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L'uomo è ciò che guarda , Stefano Zecchi

Mondadori

Spesso si guarda la televisione non per soddisfare un reale interesse, per vedere un determinato programma, ma semplicemente perché non abbiamo niente di meglio da fare, per colmare un vuoto che cerchiamo di riempire con "quello che c'è". È così che il piccolo schermo si impadronisce della nostra attenzione e del nostro tempo, e finisce per condizionarci, nel bene e nel male: a volte ci incuriosisce, ci informa, ci diverte, a volte ci annoia, ci irrita, ci disgusta.
Stefano Zecchi, un filosofo che non ha mai temuto di misurarsi con le platee dei talk show e con le regole ferree della comunicazione televisiva, analizza la fenomenologia di alcuni programmi emblematici della televisione degli ultimi decenni e denuncia implacabilmente sia la deriva trash dei reality show e di numerose trasmissioni di intrattenimento, sia l'incontenibile dilagare della volgarità.
E, con fine ironia, sferza tutti quei colleghi che, sottraendosi per snobismo culturale al dovere di "sviluppare una critica interna al mondo televisivo", rifiutano il ruolo di "intellettuale nazionalpopolare" e rinunciano a un'etica della responsabilità, che dovrebbe indurre tutti a preoccuparsi delle conseguenze talvolta nefaste del potere esercitato dalla televisione sui telespettatori, soprattutto i più giovani, e sulla loro formazione.

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