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INDICE PER AUTORE
| A |
Agnello Hornby Simonetta
Allende Isabel
Altamore Giuseppe
Angela Piero
Asimov Isaac |
| B |
Barbacetto
Gianni, Travaglio Marco, Gomez Peter
Barel Luca
Baricco Alessandro
Baumann Zygmunt
Benetazzo Eugenio
Benni Stefano
Berardi Franco
Berardi Franco, Jacquemet Marco, Vitali
Gianmarco
Bevilacqua Alberto
Bhagwathi Jaglish
Bolelli Franco
Brignano Enrico
Bruno Alda
Bugliosi Vincent, Gentry Curt
Bulliet Richard W.
Burke Jason
Busi Aldo
Buticchi Marco
Buttafuoco Pietrangelo |
| C |
Caldwell Ian, Thomason Dustin
Camilleri Andrea
Canfora Luciano
Capossella Vinicio
Carboni Aldo
Cardini Franco
Carlotto Massimo
Castro Francesco
Cavina Marco
Cerati Carla
Codell Esmé Raji
Chopra Deepak
Connelly Michael
Cornwell Patricia
Crepet Paolo
Crouch Colin
Cucchi Maurizio |
D |
Dahl Roald
De Cataldo Giancarlo
De Luca Erri
Di Gregorio Luciano
Dix Gioele
Dragoni Gianni, Meletti Giorgio
Dulbecco Renato |
E |
Evans Dylan |
| F |
Faletti Giorgio
Fallaci Oriana
Farrell Joseph
Fazi Elido
Ferrante Elena
Ferraris Maurizio
Fini Massimo
Franceschini Dario
François Jullien
Frankl Victor E. |
G |
Galimberti Umberto
Garzòn Baltasar
Genova Daniele G.
Giannini Massimo
Giordano Mario
Gomez Peter, Travaglio Marco
Grasso Aldo, Scaglioni
Massimo
Grebio Edoardo
Grisham John
Guarino Giuseppe
Guevara Ernesto |
| H |
Hardt Michael, Negri Antonio
Heinberg Richard
Hickman Katie
Hoffman Paul |
| I |
Innocenti Marco
Irwin William, Conard Mark T., Skoble
Aeon J.
|
J |
Jacovitti
Jean Carlo |
| K |
Keefe Patrick Radden
Khatami Mohammad
Krugman Paul |
| L |
Lerner Gad
Levitt Steven, Dubner Stephen J.
Lewontin Richard
Ligabue Luciano
Link Charlotte
Lucarelli Carlo |
| M |
Machiavelli Loriano
Magris Claudio
Maier Corinne
Mastrocola Paolo
Mazzantini Carlo
Mazzantini Margaret
Meyer Stephenie
Mc Larty Ron
Moccia Federico
Moore Michael |
N |
Nair Anita
Nozick Robert |
O |
Oates Joyce Carol Odifreddi
Piergiorgio Oz Amos |
| P |
Pamuk Orhan
Perrotti Edna |
Q |
Quilici Folco |
R |
Rankin Ian
Ricolfi Luca
Rizzo Roberto
Rubenfeld Jed
|
| S |
Salvadori Massimo L.
Sarns William
Sartori Giovanni
Savage Sam
Savater Fernando
Sfondrini Chicco, Zanforlin Luca
Shiva Vandana
Silato Maria Grazia
Simenon Georges
Spaventa Alessandro, Saulini Fabrizio
Stella Gian Antonio, Rizzo Sergio |
| T |
Tabucchi Antonio
Tani Cinzia
Tinti Bruno
Trapiello Andres
Tusset Pablo |
U |
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| V |
Vargas Fred
Veneziani Marcello
Vespa Bruno
Vidal Gore
Vitali Andrea
Volo Fabio |
| W |
Wheatcroft Andrew |
| X |
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| Y |
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Z |
Zarmandili Bijan Zecchi
Stefano |
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Boccamurata
Simonetta Agnello Hornby
Feltrinelli
Chi è stata la madre di Tito? Una poco di buono, come
dicono certe voci cattive? O una signora di buona famiglia
costretta a "sparire", come ha sempre detto il padre
Gaspare? Tito è alla guida di un pastificio, fonte
non solo di ricchezza ma anche di conflitti, tensioni e invidie
in seno a una famiglia allo sbando. È soltanto la sua
autorità a tenerla insieme, a volerla unita, con il
sostegno forte della mite presenza di una vecchia zia: zia
Rachele ha vegliato su Tito e poi sui figli di lui e non ha
perso la capacità di intuire anche quello che le si
vorrebbe tener nascosto, ma nel suo sguardo cominciano ad
affiorare a poco a poco ricordi confusi e brandelli di segreti
custoditi tenacemente per più di mezzo secolo. A smuovere
ulteriormente le acque torbide, insieme alla bellissima Irina,
spregiudicata e intraprendente, arriva all'improvviso Dante,
figlio di una ex compagna di collegio della zia. E c'è
chi sospetta oscuri moventi. Quanto più la storia si
apre a inattesi sviluppi nel presente, tanto più il
passato viene folgorato da una nuova luce e il mistero che
nascondeva si dischiude lentamente con la forza di una grande
storia d'amore. Ancora una volta, sono al centro della scrittura
di Simonetta Agnello Hornby la famiglia come covo di sentimenti
innominabili, la lotta per la roba, la sensualità di
uomini e donne. Sullo sfondo, una Sicilia modernissima e viva,
colta nel declinare di valori assodati.
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La somma dei giorni , Isabel Allende
Feltrinelli
Sono gli anni che seguono la morte della figlia Paula. Isabel
Allende adotta la forma "diario" per fare la cronaca
della famiglia, faticosamente riunita in California dal 1992
al 2006. I ricordi si intrecciano alle riflessioni sulla vita,
sulla sua opera e sul mondo contemporaneo. Due leitmotiv danno
coesione all'insieme: la relazione amorosa con il secondo
marito Willie e l'ansia di costituire e difendere una grande
tribù familiare. Con intelligenza e autoironia Isabel
ci mostra le difficoltà di tenere insieme un clan variegatissimo
e di dominarlo; in una sorta di messa a nudo delle proprie
inclinazioni, ci dice che un'innata generosità può
facilmente travalicare in esercizio di potere e controllo
nelle altrui vite per modificarne il corso. Gli episodi teneri,
burleschi si intrecciano a quelli tragicomici o drammatici
e la narratrice esibisce una tolleranza imperturbabile per
le passioni e un'intolleranza viscerale nei confronti dell'ingiustizia.
Non mancano le acute riflessioni sull'incombere della terza
età, sulle proprie debolezze, sulla fatica di sbagliare.
Si esce dalla lettura con la sensazione di aver attraversato
una grande galleria di ritratti familiari, di aver vissuto
una cronaca di affetti che ci riguarda da vicino.
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I predoni dell'acqua , Giuseppe Altamore
San Paolo
Questo libro vi racconterà da dove proviene l'acqua
che beviamo. Vi spiegherà quali minacce incombono
sulla più vitale delle risorse. La desertificazione
di un terzo del territorio italiano. Lo sfruttamento eccessivo
delle falde e delle sorgenti. Migliaia di pozzi abusivi.
Gli agricoltori che quasi non pagano l'acqua per irrigare
i campi. Le grandi aziende del settore elettrico che hanno
prosciugato i corsi d'acqua delle nostre Alpi per produrre
energia. Le dighe costruite al Sud e mai ultimate che hanno
macinato milioni di euro.
Ma la più grave delle minacce è costituita
dall'inquinamento. Pesticidi, idrocarburi e tantissime altre
sostanze tossiche stanno lentamente avvelenando le nostre
fonti, con il paradosso che anche nella Pianura Padana,
così ricca di acqua, si rischia di non poter avere
più acqua buona da bere.
Vi porteremo all'interno di un grande impianto di trattamento
a Firenze, una fabbrica dell'acqua che depura l'Arno per
dissetare i fiorentini. Leggendo questa inchiesta potrete
scoprire che cosa vi fanno bere, come hanno trattato l'acqua
prima di farla scorrere nei vostri rubinetti.
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Acqua S.p.A. Dall'oro nero all'oro blu
Giuseppe Altamore
Mondadori
Un'inchiesta a tutto tondo sull'acqua e sui mille scandali che
le ruotano attorno, in Italia e non solo: dalla presunta miglior
qualità delle acque in bottiglia al losco affare della
privatizzazione delle risorse idriche, con uno sguardo sulla
realtà europea e sulla situazione mondiale, con il preoccupante
profilarsi di uno scenario in cui proprio l'accesso alle risorse
idriche marcherà ancora di più il solco che divide
ricchi e poveri. |
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I padroni delle notizie. Come la pubblicità
occulta uccide l'informazione
Giuseppe Altamore
Bruno Mondadori
Dopo il calcio potrebbe essere la volta del giornalismo.
Redattori corrotti e direttori compiacenti hanno tradito i
lettori. I giornali sono zeppi di pubblicità clandestina.
Si pensa di leggere un innocuo articolo di costume e invece
ci si ritrova una serie di consigli per gli acquisti. Si cerca
qualche idea per investire i risparmi e invece si sta per
cascare in una trappola. Si inseguono le ultime novità
della medicina e non si sa che il giornalista è stato
invitato in una località esotica, coccolato e pagato
per divulgare un nuovo farmaco. Insomma, quotidiani, settimanali
e mensili per non parlare dei notiziari di radio e televisione
sono controllati dagli inserzionisti che dettano legge in
redazione, perché sono loro che possono decidere la
vita o la morte di un organo di stampa, grazie alla complicità
dei giornalisti il cui livello etico sembra sprofondato. In
questo libro vengono riportati fatti e circostanze a supporto
di queste ipotesi.
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Ti amerò per sempre. La scienza dell'amore , Piero Angela
Mondadori
'amore sboccia, cresce e sfiorisce proprio come una pianta.
L'innamoramento, l'amore, la crisi, sono fenomeni biologici,
spiegabili e spiegati dalla scienza moderna. Piero Angela
affronta con questo libro il tema più fertile e sentito
della storia, l'amore, con il suo carattestico approccio razionale
e rigoroso e con il contributo delle teorie più recenti
nel campo della neurofisiologia, della biochimica, della sociologia
e della psicologia.
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La fine dell'eternità, Isaac Asimov
Mondadori
Probabilmente il miglior romanzo di Asimov e uno dei testi
fondamentali della fantascienza che tratta del tema dei paradossi
temporali. Un libro attualissimo, un Asimov al suo massimo.
Oltre alle numerosi chiavi di lettura a cui questo romanzo
si presta occorre sottolineare la neppure troppo sottile vena
di inquietudine che attraversa tutta la narrazione. Lessi
"La fine dell'eternità" per la prima volta
all'età di dieci anni e rimasi colpito particolarmente
da questo romanzo, in particolare per due "incidenti"
del protagonista, veramente inquietanti, pur nella loro apparente
semplicità, ma non voglio spiegare nulla per lasciare
a chi lo deve ancora leggere tutto il piacere di scoprirlo.
Buona lettura.
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Mani Sporche, Gianni Barbacetto, Marco Travaglio
e Peter Gomez
Chiarelettere
Quindici anni dopo il biennio magico di Mani Pulite, l'Italia
delle mani sporche ha perfezionato i metodi per rendersi
più invisibile e invulnerabile. Prima sotto accusa
erano i politici e il mondo industriale. Ora le parti sembrano
invertite: sotto accusa sono soprattutto i magistrati. Ecco
che cosa è successo negli ultimi anni, dal 2001 al
2007. Dal governo del cavalier Berlusconi e dell'ingegner
Castelli a quello del professor Prodi e del ras di Ceppaloni,
Mastella. La musica non cambia: è tutta colpa dei
magistrati. Quei pochi che resistono, combattono da soli,
spesso abbandonati dallo stesso Csm, vessati dalla stampa,
criticati dalle altre istituzioni. Le leggi vergogna varate
da Berlusconi dovevano essere subito smantellate dal centro
sinistra. Invece sono ancora in vigore. A quelle se ne sono
aggiunte altre come l'indulto per svuotare le carceri (di
nuovo piene), le intercettazioni e il bavaglio alla stampa,
l'ordinamento giudiziario Mastella: tutto in barba alle
promesse elettorali dell'Unione. Prima era necessario corrompere,
ora i soldi i partiti se li danno da soli, il controllato
e il controllore sono sempre la stessa persona.
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Maneggiare con cura , Luca Barel
Hasta Edizioni
Il libro racconta di Peter Vainer che, a causa di un lutto
famigliare, affronta un viaggio fisico che si trasforma
ben presto in un viaggio introspettivo; Peter (forse personaggio
di fantasia oppure una persona reale, forse rappresentazione
della natura umana e delle reazioni più profonde
che la maggior parte degli uomini ha dentro di sé
e che vengono più o meno inconsciamente soffocate)
è una persona dalle grandi qualità che non
ha trovato spazio a causa del nepotismo dello “spettacolino”.
Il personaggio ha un carattere forte, frutto dell’ipocrisia
di un mondo nepotistico, in cui, anche chi ha più
qualità di altri, deve arrendersi dopo anni di tentativi
per affermarsi,e soccombere di fronte alla legge della “raccomandazione”
che riesce ad elevare ad élite persone che non hanno
nulla in più della “gente comune” (élite
che permea tutta la società senza differenza alcuna).
Le sue capacità artistiche vengono alla fine riconosciute,
ma egli perde, però, altre realtà che scopre
essere ugualmente importanti. Si trascina, diventando a
tratti un personaggio molto negativo, in bilico tra sesso
e amore, bene e male, arte, morte e malattia mentale, il
tutto accompagnato da psicotiche digressioni sull’umano
sentire e sul fatto sociale.
Peter, nel libro è anche poeta e musicista (le sue
poesie costituiscono infatti un’opera nell’opera….).
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Questa storia , Alessandro Baricco
Fandango Libri
All'inizio del secolo scorso il mondo assiste alla
nascita di una delle invenzioni destinate a cambiare la storia:
l'automobile. Testimone di questa svolta epocale per l'umanità
è Ultimo Parri, il figlio di un contadino piemontese
lungimirante e un po' azzardato, che apre una carrozzeria
quando le automobili sono ancora prototipi rari e poco diffusi.
È lui il protagonista del nuovo atteso romanzo di Alessandro
Baricco, che esce in libreria con quattro diverse copertine
dai suggestivi disegni di Gianluigi Toccafondo.
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Amore Liquido , Zygmunt Baumann
Laterza
«La solitudine genera insicurezza, ma altrettanto
fa la relazione sentimentale. In una relazione, puoi sentirti
insicuro quanto saresti senza di essa, o anche peggio. Cambiano
solo i nomi che dai alla tua ansia».
I protagonisti di questo libro sono gli uomini e le donne
nostri contemporanei, che anelano la sicurezza dell’aggregazione
e una mano su cui poter contare nel momento del bisogno.
Eppure sono gli stessi che hanno paura di restare impigliati
in relazioni stabili e temono che un legame stretto comporti
oneri che non vogliono né pensano di poter sopportare.
Il nuovo, originale libro di uno dei più influenti
sociologi del nostro tempo.
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La società sotto assedio , Zygmunt Baumann
Laterza
La società è sotto assedio: per controllare
gli individui si sono rotti tutti i legami che li tenevano
uniti, rendendoli sempre più soli e sempre più
insicuri.
Il nuovo magistrale libro di Zygmunt Baumann, uno dei più
noti sociologi al mondo.
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Vite di scarto , Zygmunt Baumann
Laterza
La modernizzazione è la più prolifica e meno
controllata ‘linea di produzione’ di rifiuti e di esseri
umani di scarto. La sua diffusione globale ha sprigionato
e messo in moto quantità enormi e sempre crescenti
di persone private dei loro modi e mezzi di sopravvivenza.
I reietti, i rifugiati, gli sfollati, i richiedenti asilo
sono i rifiuti della globalizzazione. Ma non sono i soli
rifiuti: vi sono anche le scorie che hanno accompagnato
fin dall’inizio la produzione. L’ultima, lucida analisi
di Bauman.
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Duri e puri. Aspettando un nuovo 1929 - Come salvare i propri risparmi e sopravvivere ad un mutamento di scenario epocale senza precedenti
Eugenio Benetazzo
MACRO EDIZIONI
Mentre l’economia italiana sta colando a picco, quale genere di conforto possono offrire le pagine di un libro? Nessuno, tanto meno se l’autore è Eugenio Benetazzo, operatore di borsa indipendente e trader professionista, le cui drammatiche previsioni sul futuro del nostro paese stanno puntualmente trovando conferma nella realtà dei fatti. Ma non sarà la solita tesi rassicurante a tenerci a galla, quanto piuttosto la consapevolezza di come realmente stanno le cose. E su questo Benetazzo non sbaglia. In quali pericolose acque stiamo navigando? Quali sono gli effettivi rischi che stiamo correndo? Ma soprattutto quali strategie ci trarranno in salvo? Paragonando l’Italia all’incauto Titanic, l’autore profetizza l’inabissamento economico del nostro paese: una pesante correzione degli indici azionari, rischio di bolla immobiliare, incognita petrolio, crisi dei mutui, default del dollaro americano e rialzo dei tassi porteranno nei prossimi anni a un crash finanziario paragonabile a quello che investì nel 1929 Stati Uniti ed Europa. E visto che le scialuppe sembrano già tutte riservate, Benetazzo lancia ai lettori un’ultima ancora di salvataggio, offrendo in questo saggio informazioni, indicazioni e consigli determinanti per le scelte future di ogni attento risparmiatore.
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La grammatica di Dio. Storie di solitudine e allegria,
Stefano Benni
Feltrinelli
Un narratore apprezzato dal pubblico e dalla critica, che
non smette mai di stupire per la lucidità e la sagacia
con cui dipinge il reale, mascherandolo. Le pennellate vivide
di Bar Sport e gli acquerelli de Il bar sotto il mare, ritornano
e si mescolano in questa raccolta di racconti. La grammatica
di Dio è un Vangelo laico e popolare, come quello di
Matteo. Parla la lingua del mondo e contiene una serie di
parabole in cui al Cristo e alla sua etica cattolica si sostituisce
l’uomo e la sua etica mondana. I personaggi sono quelli tipici
di Stefano Benni - un nonnino, uno scienziato, un terzino
sinistro – e vivono nella sua realtà sommersa, fatta
di mezzi toni e pensieri sommessi.
Un libro che si legge come se si osservasse attraverso il
vetro di un acquario, con distacco e meraviglia. Si seguono
le traiettorie e le evoluzioni di quel pesciolino, ma poi,
distratti dal granchio sul fondale, si passa ad osservare
un nuovo microcosmo. E così ci si ritrova a saltellare
da una piccola storia all’altra, rapiti dalla sensazione di
aver visto qualcosa di nuovo per la prima volta, qualcosa
che in realtà stava lì da sempre. La magia di
Stefano Benni sta senza dubbio nel linguaggio. Una prosa che
utilizza il lessico come se fosse materiale di scarto, contorcendolo,
forzandolo, trasformandolo in qualcos’altro. Uno scrittore
che materialmente si serve della parola (la rende serva) per
concentrare in un istante, in una sillaba, la complessità
del reale, attraverso un processo induttivo - dall’universale
al particolare – ma anche attraverso un’affascinante serie
di associazioni libere. Il risultato è la meraviglia,
la scoperta della Grammatica di Dio, l’intuizione di un ordine
che travalica la mancanza di senso, capace di scremare il
flusso confuso di informazioni tipico della contemporaneità.
Un processo che si compie attraverso la commistione di una
serie di personaggi che fanno sorridere e riflettere, con
la loro piccola umanità. In questo caso, però,
si tratta del sorriso di colui che osserva una scena buffa
o commovente e ricerca la complicità dell’amico che
ha accanto, senza parlare, senza ridere: Benni trasmette ironia
solo gettando il suo sguardo.
Ridere poco e in buona compagnia – si diceva – ma in questa
raccolta la compagnia dei giocatori di “Pallastrada”, o degli
avventori del Bar, non c’è più. Ogni personaggio
è solo, per un motivo o per un altro. I casi sono tutti
emblematici e riflettono la varietà del mondo, dal
vedovo al frate, dalla ragazzina ribelle all’imprenditore.
Una umanità multiforme che continua a dilatarsi man
mano che ci si inoltra nella lettura e che, inevitabilmente,
finisce in qualche modo per comprendere anche noi. Il nostro
istante di solitudine nel mondo, oppure la nostra vita quotidiana
scandita da pause tra un “da fare” e un altro. Un libro che
celebra quel momento magico in cui troviamo il tempo di voltare
un’altra pagina, un tempo in cui scopriamo la grammatica del
mondo, il Dio laico e umano incarnato nella parola.
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La fabbrica dell'infelicità , Franco Berardi
Map.
La diffusione delle tecnologie informatiche e bioetiche
ha determinato un'innovazione reale e irreversibile nella
produzione sociale. I lavoro cognitivi ,coloro che lavorano
nei cicli ad alta tecnologia ,sono appagati e felici , e
dunque complici dell'opera di sfruttamento e di esclusione
che è inerente alla globalizzazione capitalistica.
Oppure il ciclo di produzione virtuale produce infelicità
anche e prima di tutto per i suoi attori ,e dunque è
possibile cercare proprio nel lavoro cognitivo le energie
per un cambiamento profondo?
Queste domande si intrecciano a un'analisi del nuovo movimento
internazionale di contestazione che ha avuto il suo battesimo
a Seattle, nel novembre 1999.
In quel movimento ,nella sua intelligenza e nelle sue lotte
Berardi intravede la possibilità di invertire la
tendenza al collasso generalizzato del pianeta e la costruzione
di una radicale alternativa di governo economico e sociale.
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Telestreet , Berardi, Jacquemet , Vitali
Baldini Castoldi Dalai editore.
Mentre questo libro va in stampa non possiamo ancora sapere
come andrà a finire la storia che qui abbiamo raccontato.
Nel Parlamento italiano va infatti in discussione una legge
(denominata legge Gasparri) che ha l'intenzione trasparente
di annullare definitivamente il pluralismo e la libertà
di comunicazione, consegnando tutto il potere mediatico
nelle mani di un gruppo finanziario, che è anche
il gruppo che gestisce il potere politico. Se questa legge
passerà, una vera e propria dittatura mediatico-populista
si sarà consolidata in Italia. Un tipo di dittatura
nuova, per molti aspetti, forse più pericolosa delle
dittature di tipo fascista che conobbe il XX secolo, perché
punta a prevenire la formazione di un'opinione libera, ancor
più che a reprimere l'opinione libera. C'è
un'altra cosa che non possiamo sapere mentre questo libro
va in stampa. Ed è il destino delle Telestreet. Le
televisioni di strada sono un fenomeno recente, che nel
giro di un anno ha proliferato in molte città italiane:
un esperimento di democrazia nella comunicazione, e una
critica pratica del modello televisivo esistente. Ma proprio
nei giorni in cui stiamo correggendo le bozze di questo
libro, dal ministero delle Comunicazioni arriva l'ordine
di sequestro dei materiali di trasmissione di una televisione
di strada di Senigallia, Disco Volante, gestita da un gruppo
di portatori di handicap con un finanziamento pubblico comunale.
E un ordine di sequestro arriva anche a Peccioli, un paese
in provincia di Pisa, dove la televisione di strada è
finanziata parzialmente dall'ente locale. Siamo all'inizio
di un crack-down sulle Telestreet? Mentre si prepara a istituire
un Monopolio privato della comunicazione, un vero e proprio
Monopolio orwelliano della Verità, il governo Berlusconi
si prepara anche a chiudere la bocca con la forza a piccolissime
emittenti di quartieri che tentano di sfuggire al suo dominio
totalitario? Lo vedremo nei prossimi giorni, nei prossimi
mesi.
P.S. Nel frattempo, a oggi 27 ottobre, la proposta di
legge di 99 deputati (che alleghiamo a questo comunicato
stampa) si è trasformato in un odg approvato dalla
Camera il 2 ottobre e il Disco Volante di Senigallia ha
avuto l'autorizzazione di riapertura. Qualcosa quindi di
positivo si sta muovendo.
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Parma degli Scandali , Alberto Bevilacqua
Mondadori
Un viaggio inedito tra i misteriosi personaggi, gli scandali
scabrosi, i seducenti segreti di una città attraverso
le pagine di un grande scrittore.
A Parma, illuminata "piccola capitale", colma
di fascino e di seduzioni, i personaggi sono straordinariamente
vitali. La città è nota nel mondo per il suo
culto della musica, la sua tradizione culturale, l'arte
della cucina, l'aria di "provincia internazionale".
Oggi, dopo l'eclatante caso Parmalat, ha corso il rischio
di diventare anche sinonimo di scandalo e inconfessabili
segreti. Alberto Bevilacqua, che alle vicende più
misteriose e scabrose dei suoi luoghi natali ha dedicato
memorabili pagine di narrativa, aiuta a distinguere e capire.
Il volume, che è un'originale autoantologia dello
scrittore, raccoglie brani tratti da diversi romanzi: dal
giovanile La polvere sull'erba alla Califfa a Gialloparma.
Un'insolita mappa di viaggio che, spaziando da Maria Luigia
ai giorni nostri, conduce lungo un inedito itinerario lontano
dai luoghi comuni, tra eros e mistero, passione e beffa.
Verso i recessi più oscuri e sconosciuti di una delle
città più seducenti d'Italia.
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Tu che mi ascolti , Alberto Bevilacqua
Mondadori
Queste pagine ripercorrono i momenti di un'umana avventura
che vide madre e figlio sempre complici. Lisa resta incinta
e per quattro anni, non sposata, difende la vita del figlio
dando tutta se stessa in una Parma assediata dalla povertà,
da aspre contese ideologiche e da persecuzioni dittatoriali.
Per questa lotta Lisa si ammala di depressione ma il figlio
le è sempre accanto. Lisa guarisce quando è
già avanti negli anni. Torna a manifestarsi allora
per come è sempre stata: intelligente e vivace, energica,
allegra e spiritosa. Finalmente madre e figlio possono vivere
quel rapporto di complicità attiva, di intenso godimento
delgi aspetti belli dell'esistenza. La successiva scomparsa
di Lisa non interrompe questa fusione estrema, e il figlio
dimostra come la fine tangibile di un essere amato può
trasformarsi, in chi gli ha portato amore, in una vita sensitiva
così possente da equilvalere a un'esistenza rinata.
Una madre in pericolo di vita che trova nell'autore l'interprete
di tutti i segreti della sua esistenza, in vita e oltre
la morte.
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Elogio della globalizzazione , Jaglish Bhagwati
Edizioni Laterza
Globalizzazione sì o globalizzazione no? Questa di
Bhagwati, economista di riconosciuto prestigio, è un'analisi
imparziale dei pro e dei contro. Da leggere per riflettere.
Paul A. Samuelson, Premio Nobel 1970
Un libro brillante sul conflitto tra libertà e giustizia.
Ben scritto: provocatorio senza essere arrogante. Si può
non essere sempre d'accordo con l'autore, ma il libro è
destinato a diventare un classico. Richard Sennet, London
School of Economics
Bhagwati è il più incisivo e persuasivo difensore
del libero scambio. In questo libro fa due cose importanti:
demolisce le classiche false interpretazioni a sostegno del
protezionismo e usa le moderne teorie della politica commerciale
per suggerire un modello di approccio bilanciato al commercio
e alle politiche sociali. Tutto questo in un libro breve,
vivace e di piacevole lettura. Robert M. Solow, Premio Nobel
1987
La globalizzazione è una cosa buona, ma non abbastanza:
il titolo del terzo capitolo sintetizza bene lo spirito e
il messaggio centrale di questo libro, che ci offre un percorso
logico, documentato, a volte appassionato, condotto da una
mente rigorosa e libera da pregiudizi e alimentato da una
coscienza sinceramente liberale. Se l'obiettivo dei governi
è promuovere lo sviluppo delle risorse umane, facendo
prevalere le forze dell'inclusione su quelle dell'emarginazione
dei più deboli, potremmo dire che la globalizzazione
è parte della soluzione, non del problema. Fabrizio
Onida, Università Bocconi
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Con il cuore e con le palle , Franco Bolelli
Garzanti
«Senza palle»: questa è la condanna senza
appello con cui donne e ragazze liquidano oggi molti uomini,
magari sensibili, spiritosi, colti ma troppo assoggettati
al moderno politically correct. Tuttavia quella stessa fanciulla
rifiuterebbe con orrore un partner imprigionato nel maschilismo
vecchia maniera. La principessa forse non ha più bisogno
del guerriero che venga a salvarla, ma ne ha ancora molta
voglia...
Con il cuore e con le palle traccia una nuova possibile identità
maschile, in grado di recuperare l’essenza biologica e la
forza creativa e allo stesso tempo di affrontare le sfide
del nostro tempo. Emerge una visione energetica e adrenalinica
dell’esistenza, spaziando tra rock (dai Led Zeppelin ai Red
Hot Chili Peppers) e sport (dal basket di Kobe Bryant agli
eroi del surf, passando per le arti marziali), cinema (dal
Mucchio selvaggio a Kill BilI) e filosofia (Nietzsche, naturalmente).
Perché, argomenta Franco Bolelli, non c’è maschile
senza il senso dell’impresa, ma il senso dell’impresa e della
creazione può e deve funzionare anche all’interno della
relazione tra maschile e femminile.
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Sono romano ma non è colpa mia. Dimmi se ci fai e ti dirò chi sei.
Enrico Brignano
Rizzoli
Dici Brignano, dici Roma. Non c'è suo monologo che non ci cali nell'atmosfera della Capitale e, soprattutto, che non ne ritragga a colori vividi gli abitanti, i Romani de Roma. Perciò, in questo libro, Brignano ha deciso di offrire una guida comica per conoscere davvero la Città Eterna e capire perché i romani sono eternamente gli stessi. Lo spunto è, la propria storia personale, raccontata fin dall'inizio, quando sua madre ebbe le doglie, impantanata nel traffico a bordo della Simca 1000 di zio, ma - siccome spesso, per interpretare l'oggi, è bene risalire alle origini - il racconto prosegue dipanandosi avanti e indietro nel tempo, in un percorso che risale fino al lontano passato di Romolo e Remo. Così, la ricostruzione umoristica dei principali eventi storici e un giro per monumenti in motorino - insostituibile compagno d'avventure nella Capitale - diventano illuminanti chiavi di lettura del modo di essere dei romani, soprattutto quando Brignano li mette a confronto con la cultura popolare degli stornelli - dove sembra che a Roma nun se faccia che magna' -, degli insulti e della colorita parlata del Romano doc, di cui l'autore fornisce anche un indispensabile glossario.
Indice
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La casina, la casa, le cose ,
Alda Bruno
Sellerio Editore
“Il cardinale Richelieu diceva: ‘Datemi due parole scritte
dalla mano di un uomo, e ce ne sarà abbastanza da
farlo impiccare.' Se scritte da una donna, fa lo stesso?”
“Per tutta la vita, Donna Costanza Rubbeni aspettò
che la cicas sotto l'Olmo diventasse una grande palma. Non
si intendeva ,quanto la sua famiglia materna, di piante
ornamentali, né di fiori. Si stupì sempre
che la rosa gialla, arrampicata sulla croce della chiesetta,
fiorisse in maggio di roselline piccolissime e da giugno
in poi di grandi rose gialle, e trasmise questo stupore
a tutta la famiglia. Sono cresciuta incantata dalla meravigliosa
stranezza di questa pianta, prima di capire che si trattava
di un innesto con una rosa cinese rifiorente.
Se non l'infanzia, cosa c'era allora alla casina che adesso
non c'è?
C'è sempre il glicine fatato, sosta di gufi notturni,
che si attorciglia alle inferriate dei balconi. Ci sono
i grandi pini ad ombrello che circondano la casa, piantati
alla nascita di un nuovo figlio. C'è l'albero di
gelsi vicino alla cucina e le melegrane nel pollaio. E come
sempre c'è l'Olmo, nutrito dei soffi della terra,
grandissimo, a tre impalcature di fronde, simbolo e orgoglio
della casa alla cui ombra aveva giocato mia nonna bambina,
mia madre e tutti noi piccoli. E sotto la sua ombra la cicas
decrepita era riuscita a sottrarsi alla legge di crescere
e moltiplicarsi, che mia nonna – Signora e Domina – dettava
alle piante e agli animali.
Era diventata sua la grande casa amata fin dall'infanzia,
i granai, le stalle, la vigna, la cantina. Era riuscita
ad acquistarla dai suoi irrequieti cugini.
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Helter Skelter. Storia del caso Charles
Manson ,Vincent Bugliosi, Curt Gentry
Mondadori
Era tutto così tranquillo, raccontò poi uno
degli assassini, che si riusciva quasi a sentire, dalle case
in fondo al canyon, il suono del ghiaccio che tintinnava dentro
i bicchieri da cocktail.
I canyon che si trovano intorno a Hollywood e Beverly Hills
giocano strani scherzi con i suoni. Un rumore perfettamente
percepibile a un miglio di distanza può essere indistinguibile
da qualche centinaio di metri.
Faceva caldo quella notte, ma non come la notte precedente,
quando la temperatura non era mai scesa sotto i 33 gradi centigradi.
L'ondata di caldo, durata tre giorni, aveva cominciato a diminuire
un paio d'ore prima, verso le dieci di sera di venerdì,
con grande sollievo, fisico e psichico, per tutti quegli abitanti
di Los Angeles che ancora ricordavano come, proprio in una
notte simile, soltanto quattro anni prima, nel sobborgo di
Watts fossero esplose gravi violenze. Sebbene la nebbia costiera,
proveniente dall'oceano Pacifico, si stesse diffondendo sulla
città, il clima rimaneva caldo e soffocante; ma qui,
sulle colline al di sopra della metropoli, e di solito anche
al di sopra dello smog, c'erano almeno tre gradi e mezzo in
meno. Ciononostante, faceva ancora piuttosto caldo, e molti
dormivano con le finestre aperte, nella speranza di cogliere
qualche isolata ventata di fresco.
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La civiltà islamico-cristiana. Una proposta
, Richard W. Bulliet
Laterza Per quanto ne sappia, nessuno usa, o ha mai usato,
l'espressione 'civiltà islamico-cristiana'. Di più:
azzardo la previsione che molti islamici e molti cristiani
si risentiranno alla sola idea che questo termine implica.
Mi auguro però che i miei lettori sospendano il giudizio
finché non avranno considerato i miei argomenti a
sostegno di questa espressione."
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Al-Qaeda. La vera storia , Jason Burke
Feltrinelli
Il libroAl-Qaeda è la parola più utilizzata
e fraintesa dai media. In arabo la parola è un sostantivo
astratto. Il suo significato include concetti come “schema”,
“formula”, “base”. Ma che cos’è
esattamente Al-Qaeda? Il catalizzatore di uno scontro tra
cultura occidentale e islamica o semplicemente un simbolo?Jason
Burke ci mostra come la minaccia del terrorismo islamico
non provenga né da un uomo solo né da un gruppo,
ma da un ampio movimento con profonde radici nella politica,
nelle società e nella storia del mondo islamico.
Utilizzando centinaia di interviste e migliaia di documenti,
l’autore dimostra quanto Al-Qaeda sia una conveniente
etichetta applicata malamente a un esteso, diverso e disorganizzato
movimento che ha lo scopo di condurre una battaglia cosmica
contro l’Occidente. Osama bin Laden, lungi dall’essere
il più pericoloso criminale del mondo, appare in
realtà una figura tra le tante nel mondo della militanza
neoislamica. I terroristi che appoggiano bin Laden vogliono
di fatto realizzare i loro sogni di distruzione. Ma le ragioni
che li motivano persistono in tutto il mondo islamico. Continuare
a non capirle permetterà al fenomeno Al-Qaeda di
continuare a crescere, anche a nostro pericolo.
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E io, che ho le rose fiorite anche d'inverno? , Aldo
Busi
Mondadori
Se la realtà del mondo è che le api stanno
con le api e i rinoceronti con i rinoceronti, la domanda
da porsi contemplando la propria collezione di bellissime
sedie vuote sarà "Ma io con chi?". Chi
è stato dappertutto e non per questo ha rinunciato
a darsi una mossa al cervello può seguire Aldo Busi
in un nuovo percorso dei suoi, che tra vertiginosi andirivieni
tra narrazione e pamphlet si distende da una Parigi d'altri
tempi e di altri uomini a una Bali in cui l'ultimo esotismo
sta nel fare da guida a una guida locale.
Mentre la vera avventura resta in quella casa, la propria,
una villetta con adiacente roggia e un piccolo giardino
inquieto. Una casa in cui sono molte sedie attorno al tavolo
da pranzo, ricchi sono i servizi di piatti, preziosi i candelabri
in attesa di una cenetta intima che forse si darà,
che si potrebbe dare, che potrebbe essersi data se solo
il padrone si fosse accontentato di "un po' di più
e un po' di meno, un po' di questo e un po' di quello...
un po' di tutto cioè di niente". E invece si
affeziona alle assenze, facendo amicizia con un merlo spiritoso
e riflettendo sul perché dell'amore negato, stanando
le verità nascoste dell'umano sentire.
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Il respiro del deserto, Buticchi Marco
Un coraggioso scrivano. Un eroe dei mari. Una nave in disarmo. E un segreto…
Mongolia, 1227. Qutula, scrivano di Gengis Khan, solo per caso riesce a scampare alla morte… E ora deve fuggire. Solo cambiando vita potrà nascondersi, pur rimanendo sotto gli occhi di tutti. Perché la bellissima Arqai – questo diventa il suo nome – è a conoscenza di un segreto: sa dove si trova la tomba dell’imperatore. E il suo favoloso tesoro.
Aprile 1919, sul piroscafo Zeppelin. L’incontro ha il sapore della storia, ma i due ancora non lo sanno. Double Skinner ha solcato ogni mare sospinto dai venti oceanici, prima di combattere la Grande guerra al solo scopo di saldare il conto con i demoni che gli hanno divorato l’esistenza. Rimpatriando a bordo del piroscafo Zeppelin, incontra Harry Truman, futuro presidente degli Stati Uniti d’America. Tra i due nasce un’amicizia profonda, tanto che Skinner affida proprio a Truman non solo l’appassionante storia della sua vita, ma anche la custodia di un potente segreto, causa di morte e corruzione. Un segreto che risale a molti secoli prima, in Mongolia…
Italia, 2008. Oswald Breil se ne innamora subito, non appena lo vede in disarmo nel porto della Spezia. Lo yacht Williamsburg un tempo era definito «Casa Bianca galleggiante», perché dimora prediletta del trentatreesimo presidente americano: Harry Truman. Breil l’acquista, procurandosi così l’ostilità di un avversario spietato, pronto a tutto pur di impossessarsi del segreto che, forse, è nascosto fra le paratie della nave. Un segreto dalle origini lontane, perse nel soffio impetuoso del vento che spira sul deserto…
Basato su un’accurata ricostruzione storica, Il respiro del deserto è un romanzo dai toni epici, che pagina dopo pagina seduce il lettore e, con l’incalzante susseguirsi dei colpi di scena, lo fa trepidare per ogni avventura vissuta dai suoi indimenticabili protagonisti.
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Le uova del drago , Pietrangelo Buttafuoco
Mondadori
Eughenia Lenbach è giovane e bella. Ed è un
soldato ad altissima specializzazione, anzi è considerata
addirittura il "primo soldato del Reich". E infine
è una spia, scelta personalmente da Hitler. Opera in
un ufficio commerciale al porto di New York e non c'è
nave che, grazie alle sue segnalazioni, riesca a uscire indenne
dagli agguati dei sottomarini tedeschi. Scoperta, viene spostata
su tutt'altro fronte, in Sicilia. Siamo all'inizio dell'estate
del 1943 e lo sbarco degli alleati è imminente...
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Il codice del quattro , Ian Caldwell -
Dustin Thomason
Piemme
Università di Princeton. Due studenti, Tom e Paul
stanno lavorando alla Hypnerotomachia Poliphili, misterioso
testo del 500 intessuto di immagini oscure e misteriose,
che nessuno studioso è mai riuscito a decifrare.
Per Tom la ricerca è un modo di riscattare il padre,
che a quel testo ha dedicato la vita. Per Paul, invece,
l'Hypnerotomachia è un'ossessione, un fine morboso
che gli tormenta l'anima.
Attraverso indovinelli, codici e rimandi, Tom e Paul cominciano
a capire cosa si nasconde sotto quel testo oscuro: non solo
una storia d’amore e erotismo, ma un bizzarro e ingegnoso
rebus matematico. E più si avvicinano a sciogliere
il mistero finale, più si accorgono che le loro vite
sono in pericolo. Sono troppo vicini alla verità
e c’è chi ha già ucciso per proteggere
il segreto.
Dalla Roma del ‘500 ai campus universitari dei giorni
nostri, un thriller ricco e illuminante, dalla suspense
quasi insopportabile.
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Il colore del sole
Andrea Camilleri
Mondadori
Ad Andrea Camilleri, recatosi da Roma a Siracusa per assistere
alla rappresentazione di una tragedia classica, capitano
alcuni avvenimenti strani. Qualcuno gli infila in tasca
un biglietto con un numero a cui telefonare, ma da una cabina
pubblica. E non è possibile ricostruire chi sia l'utente
a cui quel numero corrisponde. L'Andrea Camilleri scrittore
di romanzi gialli non può sottrarsi a una serie di
misteri via via più fitti e inquietanti. Misteri
che lo conducono a un casale sperso nella più remota
campagna, dove gli verranno mostrati alcuni curiosi oggetti
e un diario incredibile, scritto di suo pugno da un artista
di quattro secoli prima. Un artista grandissimo e maledetto:
Michelangelo Merisi, il Caravaggio. Le note brevi, secche,
disarticolate e visionarie di questo diario - alla cui stesura
Camilleri dedica un virtuosismo mimetico capace di restituire
tutte le torsioni, le incrinature, i bagliori del più
corrusco italiano seicentesco - costituiscono una sorta
di anomalo romanzo 'nero', fitto di ombre e di allucinazione,
sul periodo trascorso da Caravaggio a Malta e in Sicilia
nell'estate del 1607. Questa volta la scrittura di Camilleri
si distacca dal saporoso impasto che lo ha reso celebre
e si tuffa nel passato per sintonizzarsi, attraverso le
aspre e dissonanti note barocche, sulla psicologia torturata
dell'artista e indagare le ragioni profonde della sua pittura.
Il risultato è un testo che ci restituisce con enorme
intensità la voce di un pittore grandissimo e misterioso.
L'immedesimazione narrativa di Camilleri riesce così
nel miracolo di offrirci uno sguardo nuovo su quell'arte
inimitabile delle luci e delle ombre che da secoli ci affascina
con la sua potente, straniata suggestione.
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Maruzza Musumeci, Andrea Camilleri
Sellerio Editore Palermo
La storia comincia a Vigàta nel gennaio del 1890.
Gnazio ritorna dall'America dopo 25 anni di assenza. Ci
era andato a lavorare giovane perché in paese era
rimasto solo. Sapeva solo "arrimunnari "gli alberi,
ma alla perfezione tanto da essere assunto a New York come
giardiniere. Poi, una brutta caduta da un pino, i soldi
dell'assicurazione e il ritorno a Vigàta con un piccolo
gruzzolo, sufficiente a comprare un pezzo di terra. Se ne
era innamorato subito Gnazio, perché al centro di
quella terra, stretta tra ciclo e mare, troneggiava un ulivo
secolare, la gente diceva che aveva più di mille
anni. La terra era rinata con le sue amorevoli cure, rivoltata
e bagnata, popolata di animali, abbellita da una costruzione
tirata su pietra su pietra e ora a 45 anni Gnazio era desideroso
di farsi una famiglia. È l'esperta di erbe e guarigioni,
la vecchia Fina, a trovargli una moglie, Maruzza Musumeci,
bella come il sole. Chi sa perché quella ragazza
non aveva mai trovato marito. Forse per certe sue stramberie?
Le nozze, poi i figli. La famiglia di Gnazio e Maruzza cresce,
prima nasce Cola, poi Resina, dalla voce ammaliante, poi
Calorio e Ciccina, e cresce anche la casa... Una favola
in cui si intrecciano mito e storia, ma anche arte, architettura,
astrologia. Una fantasia sconfinata imbrigliata nel racconto
di una vita vissuta intensamente.
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La democrazia. Storia di un'ideologia , Luciano
Canfora
Laterza
Democrazia: un’idea straordinariamente duttile che ha
plasmato il corso della storia europea, dalla Rivoluzione
inglese a quella francese, dalla Prima guerra mondiale fino
alla guerra fredda e al crollo del Muro. Ripercorrendo le
ideologie che l’hanno nutrita e sostenuta, Canfora formula
la sua tesi lucida e radicale: il meccanismo elettorale è
ben lungi dal rappresentare la democrazia. Oggi, nel mondo
ricco, ha vinto la libertà, con tutte le sue immani
conseguenze. La democrazia è rinviata ad altre epoche.
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Non si muore tutte le mattine , Vinicio Capossella
Feltrinelli
Il mondo di Vinicio Capossela, raccontato come una discesa
agli inferi e come una continua rinascita. L’epopea
dei perdenti, unica razza che ha potuto conoscere la grandezza
e la bellezza. Una grande prova di talento narrativo, di
violenza immaginativa, di ribellione quasi metafisica contro
le finzioni consolatorie di ciò che chiamiamo realtà.
Un romanzo scomponibile, una cassettiera, un condominio
in cui si varcano soglie diverse che portano in luoghi inattesi.
Si procede in un concertato di scritture, per rotte, capitolazioni,
gironi, spurghi e serenate. Assediati, sotto basse luci
allo iodio, si intravedono schiere di ussari, ulani in miniatura,
cappellerie a cavallo, costruttori, guastatori, farneticatori,
rebetici, sollevatori di pesi, macchine morte, riparatori
tv, le balene Franche, l’Animale del Chiavicone, le
macerie di Sarajevo, Stambul, la piana ipermercata, l’ospitalità
tangenziata, i doppi vetri dei motel, l’amicizia virile,
la fine della gioventù, lo Sprechen Deutsch, l’onore,
l’orrore, la lealtà, un vestito leggero a ciliegie
rosse, Goyeneche, Troilo, Tony Castellano, Jeff Buckley,
Glenn Gould, Napoleone. Non si muore tutte le mattine è
un’opera sull’ambizione, l’impresa, la
resa e la grazia.
Una stagione all’inferno. Dove l’inferno è
l’io di chi racconta e insieme la scena, metropolitana,
suburbana, in cui si muove, di volta in volta accompagnato
dall’amico di sempre, Nutless (ma anche Noodless),
maniaco dell’Impresa (l’impresa! L’impresa!)
che deve lasciare un segno nella materia vivente e dall’amico
alcolico e diabolico, Chinaski, demolitore di certezze e
sentimenti che non siano compresi fra la parola ubriaca
e l’amicizia virile. Si procede per gironi, per sconfitte,
per capitolazioni. Si procede muovendo dal centro verso
l’esterno, dal chiuso di uno scantinato – in
cui arriva filtrata la musica del giorno e della notte –
verso il quartiere (il barrio), primo stadio dell’appartenenza,
e poi verso l’angoscia delle tangenziali, della piana
ipermercata, e ancora verso un surreale interregno –
non è più città, non è ancora
o non sarà più natura – dove tutto può
accadere. Oltre vi è solo il viaggio, un viaggio
lungo le strade defraudate di storia e di vita della Balcanìa,
verso i confini estremi di Stanbùl, nelle taverne
in cui la musica del rebetico riconferma vitalità
e sconfitta. Il viaggio in cui s’accende il fantasma
gentile e paziente di una presenza femminile, un’accompagnatrice
con vestito a ciliegie rosse. Solo in questa "discesa"
o esplorazione si può toccare, anche solo sfiorare,
l’epopea dell’esistere. Non a caso il libro
si apre su Napoleone Bonaparte – con la sua Beresina,
con la sua Waterloo – quasi a siglare con una visione
impigliata nelle maglie della storia il senso della caduta.
Vinicio Capossela racconta, con talento e un senso originalissimo
del linguaggio, il suo mondo, un mondo generoso di ossessioni,
acceso di visioni, popolato di eroi-perdenti, musicisti,
fantasmi dell’anima, compreso fra l’impudicizia
della confessione (quella che l’autore assimila allo
spurgo) e la ricerca della bellezza, magari nascosta, magari
polverizzata ma pronta a tornare a illuminare la notte,
a placare l’ansia del giorno assolato.
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Il talento e la passione. Ritratti italiani ,
Aldo Carboni
Laterza
Un ritratto
MARIANGELA MELATO
«No, non sono di quelle che fin da bambine sanno che
da grande faranno l'attrice. Non avevo una vocazione precisa,
mi attiravano cose diverse, inseguivo molte suggestioni; non
sapevo quel che avrei fatto: ma sapevo bene, molto bene, ciò
che non mi piaceva e che perciò non avrei fatto mai».
Sorride, Mariangela Melato, sorride e scuote un poco la testa:
e la severità verso se stessa, ma non seriosa, allegra
piuttosto, che appare subito uno stile, una cifra personale,
è per un attimo meno severa. Forse le passano davanti
quelle giovanili perplessità, magari le visse con angoscia;
il tempo le colora di toni sfumati, indulgenti. Il successo
aiuta; sono molti, infatti, a considerare la Melato l'attrice
migliore del nostro teatro. Milanese di nascita, quando non
è in giro per recite vive a Roma, dalle parti di Piazza
Navona; e allora può dare alle sue giornate il ritmo
che preferisce, alzarsi presto la mattina, dormire presto
la sera, «il buio mi mette di malumore, detesto il tirar
tardi di notte: capisco che è un po' buffo, per una
che di mestiere fa l'attrice in teatro».
«Ho cominciato per caso. A sedici anni sapevo che non
avrei lavorato in banca o fatto, che so, l'ingegnere; mi attirava
invece la prospettiva di inventarmi qualcosa, di cavare da
me stessa un versante di originalità, ballo, pittura.
Ero molto timida, e la tecnica del recitare mi sembrò
un modo per vincere questo che consideravo un difetto. Non
ero mai entrata prima in un teatro. Mia madre, una donna bellissima,
capelli neri, grandi occhi, era la copia di un'attrice americana
allora famosa, Loretta Young: aveva avuto delle proposte,
ma la sua famiglia non l'aveva la sciata andare, faceva la
sarta. Mio padre, vigile urbano, un uomo sensibile, pieno
di pudori, pensava che avessi scelto una strada sbagliata,
aveva paura per me».
«Io, non ho avuto mai ripensamenti: una volta scelto
il palcoscenico, mi sono impegnata con ogni energia, con concentrazione,
al 100 per cento. Capita a volte di incontrare persone che
frequentavo allora, amici: "Ti amavo, non ho avuto l'animo
di dirtelo, eri così presa dal lavoro, si capiva che
non avresti dato ascolto", mi ha confessato qualcuno
ridendo. "Perché non l'hai fatto, magari la vita
avrebbe preso un corso diverso" replico, anche per stare
al gioco. Ma so che non è vero, avevo la mia rotta,
non avrei deviato. Quando me ne sono andata di casa, i miei
hanno pensato che fosse un azzardo, per loro ero troppo fragile,
un vaso di vetro in un ambiente di ferro. Alle prime difficoltà,
hanno provato - soprattutto mia madre - a farmi tornare indietro.
Ero venuta a vivere a Roma, avevo recitato con Visconti, Ronconi,
pensavo che le proposte di lavoro non mi sarebbero mancate».
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Astrea e i Titani, Franco Cardini
Laterza
L'Olimpo occidentale è minacciato. I vecchi dèi
– le potenze statali e sovrastatali – non sono più
in grado di dominare il mondo. Lo stesso Zeus americano
è prigioniero dei Titani che hanno dato l'assalto
all'Olimpo, i grandi poteri occulti delle multinazionali
che si sono spartiti la terra e la stanno divorando. La
loro vittoria coinciderà con la distruzione non solo
del mito democratico ma anche dell'ordine giuridico internazionale.
Sarebbe (sarà?) la morte di Astrea – la dea della
Giustizia – l'avvento del caos, la sparizione della possibilità
di controllo dell'esercizio del potere e della partecipazione
comunitaria alle decisioni di governo.
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L'amore del bandito, Carlotto Massimo
Dopo sette anni di assenza il romanzo che segna il ritorno dell’Alligatore.
2004. Dall’Istituto di medicina legale di Padova spariscono 44 chili di droga pesante. Criminalità organizzata da un lato e forze dell’ordine dall’altro si scatenano. L’Alligatore riceve pressioni per indagare e scoprire l’identità dei responsabili del furto. L’investigatore senza licenza non ci sta ma a certa gente non basta dire di no…
2006. Due anni più tardi scompare Sylvie, la donna di Beniamino Rossini, la danzatrice del ventre franco-algerina che lui aveva conosciuto anni prima in un night del Nordest. Il vecchio gangster non si dà pace e la cerca ovunque. Ben presto l’Alligatore, Beniamino Rossini e Max la Memoria si ritrovano braccati da un nemico misterioso che li ricatta e li costringe a entrare in un gioco mortale…
2009. La storia non è ancora finita. E l’Alligatore e i suoi amici sono ancora in pericolo e attendono la prossima mossa del loro temibile avversario.
Una storia di malavita un noir dove si intrecciano i destini dei vecchi e nuovi gangster in un mondo dove le regole di un tempo non esistono più. Solo il passato torna sempre a chiedere il conto.
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Il modello islamico , Francesco Castro
Giappichelli
"Alla base del presente volume vi sono oltre cinquant'anni
di ricerche e didattica, condotti da Francesco Castro, sul
diritto musulmano e gli ordinamenti contemporanei degli stati
che affondano le proprie radici nella ininterrotta tradizione
giuridica dell'Islam. I grandi e irreversibili cambiamenti
avvenuti nel corso dell'ultimo secolo nel mondo arabo-musulmano
hanno provocato profondi mutamenti anche nella cultura giuridica
dei paesi islamici che si presentano, oggi, in molti settori
del diritto, assai prossimi alla "western legal tradition.
In altri, invece, come nello statuto personale, la distanza
di valori e regole appare incolmabile". "Resta centrale,
quindi, la conoscenza della storica dialettica tra "sharì'a"
e "siyàsa", tra diritto religioso e potere
politico, che è la principale chiave di lettura delle
dinamiche giuridiche dell'Islam del passato e del presente.
La pretesa supremazia formale della "sharì'a",
che appare una costante nell'evoluzione del diritto musulmano,
deve nella realtà confrontarsi, a livello operazionale
e stato per stato, con la sua traduzione in norme e applicazioni
concrete". "Da qui, la molteplicità di ordinamenti
e soluzioni legislative differenti che Francesco Castro ci
presenta in questo volume in chiave storico-comparatistica."
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Il sangue dell'onore. Storia del duello
, Marco Cavina
Edizioni Laterza
Il duello barbarico, giudizio di Dio in cui si coglieva
nello
scontro d’armi la sentenza della divinità; il duello
in torneo, sospeso fra
gioco, addestramento alle armi e regolamento di conti; il
duello d’onore,
giudiziario o clandestino, espressione e privilegio del
ceto nobiliare. I
nostri antenati hanno risolto le loro dispute pubbliche
e private per più di
mille anni sul filo di una lama, fino a quando la società
borghese non ha
condannato questa pratica come brutale e arcaica. Dalla
morte in torneo di
Enrico II ai duelli clandestini di Giacomo Casanova, dai
duelli del
Baiardo – il cavaliere senza macchia e senza paura – alla
sciabola del Duce,
dalla Russia alla Spagna, dall’Inghilterra all’Italia, in
un racconto di
episodi rievocati anche nei dialoghi originali, la storia
piena di fascino
di una istituzione che, se appare bizzarra o mostruosa al
lettore
contemporaneo, resta tuttavia una chiave di volta per la
comprensione del
nostro recente passato.
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L'intruso , Carla Cerati
Marsilio
In questo romanzo Carla Cerati affronta, come già in
Un matrimonio perfetto e nella Cattiva figlia, un tema importante:
quello dei rapporti affettivi e generazionali, spesso intricati
e dilanianti, dentro e fuori la famiglia. Il libro ci fa partecipare
a un appassionato dialogo tra due amiche sul rapporto di un
padre e una figlia che non si sono mai amati. L’intruso
del titolo è un quasi centenario che riappare, dopo
più di vent’anni di silenzio, nel momento in
cui resta vedovo per la seconda volta. Ne esce una storia
di ostinata soggezione a un dovere filiale vissuto nel disamore
ma praticato come una sorta di missione. Un tema classico
affrontato da un punto di vista che lo rende estremamente
attuale, oggi che vivere fin oltre i cent’anni non costituisce
più un’eccezione. Il romanzo, tra tante domande,
ne pone una centrale: quali cambiamenti, quante difficoltà
dovrà affrontare una persona non più giovane,
poiché tale è la nostra protagonista, che deve
sobbarcarsi la cura di qualcuno ancora più avanti negli
anni?
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La dimensione interiore , Deepak Chopra
Sperling & Kupfer
Dobbiamo ogni giorno fare una miriade di scelte, dalle più
importanti alle più futili, e tutte avranno peso nel
determinare il nostro futuro: per questo siamo sempre più
ansiosi. Concentrandoci infatti sul successo materiale, ci
sfugge la ricchezza e la sapienza che già possediamo
dentro di noi, dove anche le più piccole cellule sanno
quello che è meglio o che bisogna evitare. È
la dimensione interiore: per navigare verso la felicità
dobbiamo imparare a "leggerci dentro", trasformando
ogni momento difficile in strumento di consapevolezza. Così,
potremo relativizzare ciò che ci accade, comprendendo
tutto il potenziale di ogni evento e di ogni incontro, scorgendo
così l'armonia dell'universo.
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Diario segreto di una strega , Esmé
Raji Codell
Edizioni Piemme
Amalia Prodigiosa è una simpatica streghetta ed
è anche l'autrice di questo divertente Diario. Possiamo
seguire così la sua formazione magica, quella delle
sue compagne di scuola e conoscere la più severa
prof. che esista, la Signorina Fortuna Funesta, colei che
ha consigliato alle sue poco disciplinate alunne di tenere
un diario a... futura memoria. Come avviene per ogni ragazzina,
le cose che vengono annotate da Amalia riguardano la scuola,
la famiglia, i rapporti con le amiche, anche se qui tutto
è un po' diverso perché è appunto magico.
In che cosa infatti si deve esercitare la nostra protagonista?
a materializzare gli oggetti! Dove la porta la zia per distrarla
un po'? ad assistere a un maleficio in un castello! Qual
è il desiderio più raccapricciante per una
streghetta? voler rendere migliore il mondo!
Insomma rovesciamo tutti i parametri del bene e del male
e avremo il percorso formativo di Amalia. Anche per lei
però la vita è difficile come per ogni ragazzina
di questo mondo.
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La ragazza di polvere
Michael Connelly
Piemme
Los Angeles. Metà 2005. Harry Hieronymus Bosch,
più vicino ai sessanta che ai cinquanta, invecchia
(come tutti, ma non come tutti i personaggi) e non demorde.
Dopo la morte della madre a 11 anni, dopo orfanotrofi, affidatari
fughe, dopo il solo diploma intermedio e il lungo Vietnam,
dopo trenta anni di servizio, dopo altri tre anni di congedo
e di private investigazioni è tornato in prova come
recluta dell’unità Casi Irrisolti (istituita due
anni prima) della Divisione Rapine e Omicidi del Dipartimento
di Polizia, neanche dieci agenti per ottomila dossier accumulati
in meno di cinquanta anni, forse da riaprire grazie all’evoluzione
tecnologica: impronte digitali e perizie balistiche da una
parte, DNA disponibile (almeno in duemila casi) dall’altra
parte.
L’antica collega Kizmin Rider, nera e lesbica, piccola
e grassottella, efficiente e sensibile lo aspetta nella
stanza 503. Devono studiare un fascicolo del luglio 1988,
quando la studentessa sedicenne Rebecca Verloren fu stordita
in casa, portata in un bosco vicino e uccisa con il colpo
di una pistola su cui c’era un brandello di pelle. I genitori
sono vivi, separati, da allora disperati; la stanza e il
letto sono gli stessi.
L’esame del DNA individua il possibile assassino. Le indagini
originali mostrano altri punti deboli, forse un tentativo
di insabbiamento; c’è di mezzo anche il solito nemico
“interno” Irvin S. Irving, alle soglie della pensione. Harry
gira fra i guai sempre con il SUV nero della Mercedes, ha
la figlia di sei anni con la madre trasferitesi per dodici
mesi a Hong Kong, ce la mette tutta, si fa anche tatuare
da una vecchia fiamma ancora affine, continua a non fumare,
ritrova la missione che non può abbandonare, con
pochi errori squarcia le tenebre e arrossisce quando lo
applaudono.
Essere un “closer” gli piace proprio. Con qualche inconsueto
strappo di sceneggiatura, ecco il nuovo inconfondibile imperdibile
undicesimo Bosch di Michael Connelly (nella bella traduzione
di Amedeo Romeo): 44 capitoli tutti in prima persona, un
individuo giusto e claustrofobico immerso nella società
ingiusta e oppressiva. Anche giornalisti e giornalismo sono
onni-presenti. Si mangia svelti, solo per discutere, dividendo
cibo e notizie, cattivi. Musica migliore, Miles Davis sugli
scudi.
Consigliato agli assassini, affinché non uccidano
ancora.
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La traccia , Patricia Cornwell
Mondadori
Cinque anni dopo essere stata allontanata dall'autorevole
incarico che ricopriva all'Istituto di medicina legale di
Richmond, Kay Scarpetta torna in Virginia. Ma non è
un ritorno trionfale. L'ha richiamata l'attuale capo dell'istituto,
il presuntuoso e incompetente Joel Marcus (ma in realtà
è stato costretto a convocarla), e la scena che si
presenta davanti agli occhi di Kay è decisamente preoccupante.
Gran parte della morgue è in rovina, i laboratori sono
nel caos e non c'è più traccia della perfetta
organizzazione che lei aveva creato. Il caso da risolvere
per Kay è quello di una quattordicenne, inequivocabilmente
cadavere, ma di cui non si riesce a stabilire una reale causa
di morte. E non si tratta certo di influenza, come la madre
continua a sostenere. Accanto a lui il fedele Pete Marino,
indimenticabile per la sua stravaganza, per la sua rudezza
e timidezza. Accanto a lei, ugualmente, l'affascinante nipote
Lucy, a capo di un'agenzia internazionale di investigazioni,
un'organizzazione simile a un gruppo paramilitare per organizzazione
e tecnologia. Ed è proprio dalle indagini condotte
da Lucy su uno strano individuo, che passa il tempo a incidere
occhi sulle finestre di casa sua o sulle portiere delle sue
due Ferrari, che viene scoperto un impercettibile indizio.
È da qui che Kay Scarpetta parte, con la sua abilità
di investigatrice e patologa, con la sua geniale capacità
di ricostruire da un nonnulla un intero mondo di orrori. Come
altri scrittori di thriller, Patricia Cornwell sa inventare
precisi colpi a effetto, ma il reale segreto dei suoi romanzi
è l'umanità che riesce a infondere a ognuno
dei suoi personaggi.
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Dannati e leggeri , Paolo Crepet
Einaudi
Questa è una storia di figli lasciati dai genitori,
di figli che scappano, di figli posseduti come un cappotto
d'ermellino e presto riposti nel baule della colpa. Le vite,
per quella gente, erano di chi se le prendeva, di chi le
comprava, di chi ne aveva cura per curare se stesso.
Per me, donna senza radici, l'ascolto delle storie di famiglia
somigliava alla magia di leggere i fondi di caffè:
tante macchie, alcune persone, tante interpretazioni, alcune
vite. Molte impronte. Una magia larga, che andava oltre
le parole, i riti, le memorie. Una magia che tracima da
una vita in altre vite».
Mirò è una donna bellissima e malinconica.
La storia della sua famiglia attraversa tutto il Novecento
e tutti gli angoli del Mediterraneo, in una vertigine genealogica.
«Gente fuggita: dalla rivoluzione, dal destino, dall'odio,
persino dall'amore». Mirò, miscela esplosiva
di caratteri russi, africani e balcanici, donna moderna
e donna dell'harem, è forse «il crocevia di
tutto».
Xenia è la tata di Mirò, la donna che tutto
ha guardato e mai giudicato. La donna che tutto ha raccolto,
anche, perché dietro la sua voce si nascondono molte
voci. Nel suo doppio narrare si affacciano isole di mandorli
e viti, case che sanno di cucina, di spezie e gelsomini,
di esistenze interrotte. E infiniti personaggi, come Colette,
la bisnonna di Mirò, che ha chiuso i suoi giorni
in un monastero greco, o come il nonno Selim, grande giocatore
di tabli e grande collezionista di donne, nella sua casa
piena di tappeti e di vita, impregnata dell'odore di hashish.
E poi i misteri di Omar, finito tra i ballerini russi di
un piccolo teatro parigino e morto forse senza sepoltura.
O di Payaam, inghiottito dal mare in tempesta mentre cercava
le sue spugne. O ancora di Rada, regalata da un sultano
a un nobile russo poi ucciso dai bolscevichi.
Questo di Crepet è un romanzo in cui si raccontano
città, stoffe, magie, profumi d'incenso, amori e
odi interminabili, enormi ricchezze e capacità di
sciuparle, fughe, segregazioni, uomini meschini e sognatori,
donne smemorate e bellissime. Una metafora lunga un secolo
dove la Storia è più piccola delle persone
che la attraversano. Persone legate dal sangue e da vincoli
oscuri: condannate nel tempo a destini simili e capaci di
affrontarli con una leggerezza arcana. Un libro di spostamenti,
di viaggi, di migrazioni del corpo e del cuore in cerca
di un senso profondo del vivere senza compiacimento, l'ultima
sostanza della molteplicità stupefacente delle cose.
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Voi, noi. Sull'indifferenza di giovani e adulti , Paolo
Crepet
Einaudi
Chi ha rubato i sogni dei ragazzi? Siamo ancora capaci di
rabbia, di indignazione? Siamo capaci di dire di noi e del
nostro dolore? Qualcuno sa dire a un ragazzo, tra infinite
parole, le parole che contano? E che cos'è per un
adolescente il diritto di essere visto? Che cosa vuol dire
«giocare da soli», invece che nella strada con
gli altri? È proprio vero che se hai un papà
ricco sei a posto? Ed è giusto che il lavoro, per
un giovane, sia cosí tanto flessibile? La frustrazione
è solo negativa, e le regole sono solo autoritarie,
o sono due cose che possono aiutare a crescere? E il bullismo
di chi distrugge una scuola è la stessa cosa dei
writers che vogliono colorare con lo spray le nostre città
grigie, o no?Queste e molte altre sono le domande che Crepet
non si limita a raccogliere, in una serata a Novi Ligure,
o in una scuola del Lazio o in un'isola al largo della Sicilia,
ma cui offre già embrioni di una risposta. Che resta
affidata a chi, tra giovani e adulti, saprà riscoprire
la verità piú semplice: forse non sarà
il benessere che potrà sconfiggere l'indifferenza,
ma sarà - oltre a una seria volontà di rispondere
alle esigenze vere della vita dei giovani - la capacità
di un semplice gesto, di scoprire e vivere insieme un'emozione,
una storia, pelle a pelle, gomito a gomito. Cominciando,
quando serve, anche dall'indignazione.
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Postdemocrazia , Colin Crouch
.
Edizioni Laterza
La democrazia rappresentativa è al tramonto. Siamo
entrati in una
fase nuova, in cui contano le lobbies, i leader populisti
e i sondaggi di
opinione: chiamiamola ‘postdemocrazia’. Come ha scritto Ralf
Dahrendorf, «il
libro di Colin Crouch provocherà un vivace dibattito»
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Il male è nelle cose , Maurizio Cucchi
Mondadori
Il protagonista è un giovane colpito da una sindrome
che all'inizio si annuncia con piccole anomalie del comportamento
per poi diventare sempre più distruttiva e devastante.
Pietro compie dei gesti che, con un termine caro alla letteratura
esistenzialista, si sarebbero definiti "atti gratuiti",
nel senso che nulla li giustifica, mentre, da un punto di
vista puramente logico, si tratta di atti che non sono gratuiti
per niente. E infatti, quando viene afferrato dalla smania,
fredda e premeditata, di colpire, Pietro dice la verità.
Quelle verità su noi stessi che nessuno di noi vorrebbe
mai sentirsi dire. E queste verità lui comincia a dirle
alla ragazza, agli amici dei genitori, agli amici suoi. E
le conseguenze sono imprevedibili.
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La fabbrica di cioccolato , Roald Dahl
Salani
In occasione dell'uscita nelle sale del film interpretato
da Johnny Depp, diretto da Tim Burton, viene ripresentato
in edizione rilegata uno dei libri più conosciuti e
amati di Roald Dahl.
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Il peso della farfalla , Erri de Luca
Feltrinelli
Il re dei camosci è un animale ormai stanco. Solitario e orgoglioso, da anni ha imposto al branco la sua supremazia. Forse è giunto il tempo che le sue corna si arrendano a quelle di un figlio più deciso. E novembre, tempo di duelli: è il tempo delle femmine. Dalla valle sale l'odore dell'uomo, dell'assassino di sua madre. Anche l'uomo, quell'uomo, era in là negli anni, e gran parte della sua vita era passata a cacciare di frodo le bestie in montagna. E anche quell'uomo porta, impropriamente, il nome di "re dei camosci" - per quanti ne aveva uccisi. Ha una Trecento magnum e una pallottola da undici grammi: non lasciava mai la bestia ferita, l'abbatteva con un solo colpo. Erri De Luca spia l'imminenza dello scontro, di un duello che sembra contenere tutti i duelli. Lo fa entrando in due solitudini diverse: quella del grande camoscio fermo sotto l'immensa e protettiva volta del cielo e quella del cacciatore, del ladro di bestiame, che non ha mai avuto una vera storia da raccontare per rapire l'attenzione delle donne, per vincere la sua battaglia con gli altri uomini. "In ogni specie sono i solitari a tentare esperienze nuove," dice De Luca. E qui si racconta, per l'appunto, di questi due animali che si fronteggiano da una distanza sempre meno sensibile, fino alla pietà di un abbraccio mortale.
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Romanzo Criminale , Giancarlo De Cataldo
Einaudi Dai primi Settanta alla fine degli anni Ottanta,
attraverso le vicende della banda della Magliana, al centro
di ogni traffico illegale di Roma, si ricostruisce la storia
di un'Italia segreta e inquietante.
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Psicopatologia del cellulare , Luciano Di Gregorio
Angeli
Dipendenza e possesso del telefonino
Si può vivere oggi senza cellulare? Entrare in contatto
con gli altri in ogni momento della giornata, in qualunque
luogo ci troviamo, qualunque cosa stiamo facendo, accresce
il nostro campo di azione, o riduce la nostra libertà?
E soprattutto quali meccanismi psicologici innesca in ciascuno
di noi la riduzione della distanza dagli altri?
Queste sono alcune delle numerose domande che dobbiamo porci
quando proviamo a indagare sugli effetti profondi del telefonino
sulla vita sociale e di relazione tra gli individui. Superata
la fase in cui il possesso del piccolo apparecchio telefonico
svolgeva un ruolo di "distinzione", al pari di
altri status symbol, oggi il cellulare è divenuto
una sorta di protesi psico-tecnica, con la quale le persone
si proteggono dai rischi dell'impatto emotivo che una relazione
faccia a faccia porta sempre con sé, annullando quasi
per magia il sentimento di insicurezza ma riducendo nel
contempo la capacità di confrontarsi con la realtà
delle cose.
Il confine tra privatezza e socialità è alterato
da un nuovo e vuoto narcisismo che il cellulare tende a
incentivare, offrendo a molti l'occasione di sciorinare
in pubblico i fatti della vita personale: nella società
televisiva, che premia trasmissioni del tipo "Grande
Fratello", solo l'essere visto e udito nella propria
intimità offre alle persone meno provvedute la garanzia
della propria esistenza in vita.
Attraverso uno studio attento e approfondito sulle dinamiche
attivate dalla presenza di questo nuovo feticcio, il libro
ci permette di riflettere sulla qualità delle nostre
relazioni sociali, amicali ed affettivi.
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La Bibbia ha (quasi) sempre ragione , Gioele Dix
Mondadori
Che rivelazione la Bibbia. Uno crede di conoscerla, più
per sentito dire che per averla letta veramente. E magari
non si è accorto che è anche un bellissimo
libro di storie, amori, avventure e di personaggi affascinanti,
invidiosi, deboli o irascibili. Insomma molto simili a noi.
Dio compreso.
Gioele Dix, comico colto e raffinato, racconta alcune di
queste storie con un'ironia che sa solleticare l'intelligenza.
Racconta il Dio geniale ma svogliato della creazione, l'Adamo
spaesato dei primi giorni nell'Eden. Ma anche le perplessità
di Abramo sul "patto" e sulla circoncisione ("Proprio
lì? Non si potrebbe fare su un'unghia?"). Per
finire con le visioni da poeta psichedelico del profeta
Gioele (al quale l'autore, per ovvi motivi, è molto
affezionato).
Dopo il successo dell'omonimo spettacolo teatrale, Dix ha
dato vita a un libro godibilissimo e originale. Un libro
che diverte, rivela aspetti insoliti e stimola a voler sapere
qualcosa di più del Testo Sacro.
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La paga dei padroni. L'Italia va a rotoli, ecco chi ci guadagna
Gianni Dragoni, Giorgio Meletti
Chiare Lettere
I numeri fanno impressione. Mentre la Borsa nel 2007 ha perso l’8 per cento circa, gli stipendi dei manager sono saliti del 17 per cento. Idem per il 2006. Lo stipendio di Alessandro Profumo, amministratore delegato dell’Unicredit, è cresciuto del 39 per cento (9 milioni 426mila euro). Il valore di mercato delle azioni Unicredit è sceso del 17 per cento. Perché? Non è demagogia. L’economia italiana è in piena recessione. I salari perdono potere d’acquisto. È sempre più difficile arrivare alla fine del mese. E la colpa di chi sarebbe? Dei dipendenti pubblici, definiti “fannulloni”, dei piccoli imprenditori, tutti evasori, dei lavoratori dipendenti, poco produttivi e troppo sindacalizzati. Manager, banchieri e capitani d’industria restano immuni da responsabilità. Per loro, se c’è qualcosa che non va è a causa della politica o del mercato internazionale. Ma non è così. Basta vedere quanto guadagnano, e come. Questo libro mette insieme gli stipendi e le storie della nostra classe dirigente. Un sistema granitico, di signorie e vassallaggi. I nomi sono sempre gli stessi da anni: Ligresti, Pesenti, Berlusconi, Moratti, Agnelli, Colaninno, Romiti, De Benedetti, Caltagirone, Benetton... E poi c’è Mediobanca, l’epicentro del potere finanziario da sempre, la scatola nera del privilegio. La parola chiave è una sola: fedeltà. Allora lo stipendio milionario è assicurato. Come insegna la saga infinita dei dirigenti pubblici, spostati da una parte all’altra, sempre con buonuscite record, e dopo aver accumulato, molto spesso, perdite disastrose. E quella dei capitalisti senza capitali, che controllano una società con un’altra società, un’altra ancora, un’altra... Così hanno diritto a pochi dividendi, ma il potere è loro, basta una firma ed ecco che scatta il compenso d’oro. La politica si può criticare. Ma guai a criticare gli imprenditori. Guai a criticare Confindustria, oggi governata da Emma Marcegaglia. Eppure almeno una domanda bisogna farla: perché se Confindustria Sicilia decide di espellere chi paga il pizzo lo stesso trattamento non vale per chi ammette di aver pagato tangenti? Nel marzo 2008 Antonio Marcegaglia, numero uno della Marcegaglia Spa, ha patteggiato undici mesi di reclusione, pena sospesa, per corruzione.
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Scienza e società oggi. La tentazione della paura
, Renato Dulbecco
Bompiani
Il rapporto tra scienza e società è
sempre stato difficile. La scienza è stata dominio
esclusivo di pochi, mentre la società, da parte sua,
non ha mai avuto la percezione di un'utilità diretta,
concreta, della scienza nella sua vita. Spesso la società
ha avuto paura della scienza, del suo linguaggio specialistico,
delle sue tecniche oscure. Dulbecco con questo libro vuole
invece spiegare, in modo accessibile, alcune delle più
discusse questioni scientifiche dei nostri giorni, dal significato
del genoma ai cibi geneticamente modificati, dalla clonazione
alle cellule staminali.
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Emozioni
, Dylan Evans
Laterza
Le emozioni sono tornate di moda. Ma se si pensa di saperne
già tutto, ci si sbaglia di grosso. Dylan Evans, brillante
ricercatore e divulgatore scientifico, ne disegna in questo
libro un quadro magistrale: asciutto, convincente e aggiornatissimo.
Un testo illuminante, che non mancherà di sorprendere.
L’amore è un’invenzione dei poeti o una
parte ineliminabile della natura umana? Vincere alla lotteria
rende davvero felici? Sarà possibile costruire robot
dotati di sentimento?
Attingendo a un ampio ventaglio di ricerche scientifiche,
che vanno dall’antropologia alla psicologia, alle neuroscienze
e all’intelligenza artificiale, Evans accompagna il
lettore in un viaggio affascinante nel cuore umano.
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Pochi inutili nascondigli , Giorgio Faletti
Baldini Castoldi Dalai
Sette racconti, sette storie del mistero nella scia
di Poe, Lovecraft e King, che si servono del fantastico per
far emergere uno smarrimento nuovo, un panico sconosciuto.
Gomme capaci di cancellare case e uomini, prati maledetti,
mostri gentili e manichini animati, atmosfere quiete che esplodono
all'improvviso mettendoci di fronte a quella particolare forma
di orrore che solo l'incomprensibile può suscitare.
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La Forza della ragione , Oriana Fallaci
Rizzoli
"Stavolta non mi appello alla rabbia, all'orgoglio,
alla passione. Mi appello alla Ragione. E insieme a Mastro
Cecco che di nuovo sale sul rogo acceso dall'irragionevolezza
ti dico: bisogna ritrovare la Forza della Ragione."
La genesi de "La Forza della Ragione" è
sorprendente quanto il suo contenuto. Oriana Fallaci voleva
darci solo un post-scriptum intitolato "Due anni dopo"
cioè una breve appendice alla trentesima edizione
de "La Rabbia e l'Orgoglio". (Più d'un
milione di copie in Italia e best-seller in tutti i numerosi
paesi nei quali è stato tradotto). Ma quando ebbe
concluso il lavoro s'accorse d'aver scritto un altro libro.
La Fallaci parte stavolta dagli incivili attacchi e dalle
minacce di morte ricevute per "La Rabbia e l'Orgoglio",
e, identificandosi in tal Mastro Cecco che a causa d'un
libro nel 1328 venne bruciato vivo dall'Inquisizione, si
presenta come una Mastra Cecca che eretica irriducibile
e recidiva sette secoli dopo fa la stessa fine.
Tra il primo e il secondo rogo, una rigorosissima analisi
di ciò che chiama l'Incendio di Troia ossia di un'Europa
che a suo giudizio non è più Europa: è
ormai Eurabia, colonia dell'Islam. (E l'Italia un caposaldo
di tale colonia). Lo fa in chiave storica filosofica morale
politica, al solito affrontando temi che nessuno osa affrontare
ed usando una logica impeccabile. "La Forza della Ragione"
è un inno al raziocinio e alla verità. Il
lettore vi troverà un pozzo di idee e di notizie,
espresse anche attraverso riferimenti personali. (Indimenticabile
il capitolo dove la Fallaci si dichiara atea-cristiana).
Vi troverà pure una straordinaria maturità
di pensiero e pagine di humour irresistibile. (Vedi ad esempio
le "letterine" e la cronaca immaginaria dell'autodafé
con cui Mastra Cecca viene bruciata viva).
Ma soprattutto vi troverà il coraggio e la nobiltà
animo di cui oggi ve tanto bisogne. La Rizzoli International
Publications è fiera di pubblicare questo gran libro
di cui la Fallaci dice semplicemente: "Scriverlo era
mio dovere".
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Predatori notturni
Joseph Farrell
Mondadori
Protagonista di Predatori notturni è una ragazza,
figlia del proprietario della compagnia aerea Aero-Italia
di cui faceva parte nel romanzo l’aereo abbattuto. Teresa,
la giovane donna, vent’anni prima aveva assistito, per una
atroce casualità, al suicidio del padre, umiliato moralmente
e rovinato economicamente da una sentenza assurda che incolpava
la sua compagnia di una tale incuria nella manutenzione degli
aerei da aver provocato l’esplosione in volo del velivolo.
La disperazione e il senso di ingiustizia lo avevano ucciso.
La figlia non aveva mai dimenticato quel fatto terribile e
aveva giurato a se stessa che, diventata adulta avrebbe riabilitato
ad ogni costo la memoria del padre. Così, bella e sola,
Teresa inizia le sue indagini coinvolgendo anche l’unica persona
che ai tempi del processo aveva mostrato dei dubbi sulla sentenza:
un giornalista americano del Washington Post, Robert Evans.
Quando va nella capitale Usa però, la donna scopre
che Evans ha lasciato l’attività di giornalista ed
è diventato il portavoce del Presidente americano.
Teresa non recede, lo cerca e il feeling tra loro è
immediato: insieme iniziano una indagine dai risvolti estremamente
pericolosi tanto che sfuggono miracolosamente a molti attentati…
Naturalmente il finale va lasciato al lettore!
Appassionante come un buon thriller, il romanzo coinvolge
particolarmente noi italiani che ci sentiamo, anche per fatti
recenti, colpiti e indignati davanti a certi comportamenti
del grande alleato statunitense. Le modalità narrative
di Farrell, incalzanti e piene di colpi di scena, inchiodano
il lettore alla pagina, anche se la figura del protagonista
maschile fa parte di certi stereotipi americani: fa tutto
da solo, è sempre vincente, naturalmente è ricco
e affascinante e poi non manca la storia d’amore che può
piacere anche a un pubblico femminile...
Ma gli perdoniamo certe debolezze perché il tema è
trattato anche con una certa spregiudicatezza e senza grandi
concessioni a personaggi in vista (i nomi nella finzione sono
inventati, ma il ruolo è reale) dell’establishment
del suo Paese.
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L'amore della luna , Elido Fazi
Fazi Editore Agosto 1819. Tormentato dai debiti e ferocemente
stroncato dai critici letterari delle più influenti
riviste dell'epoca, John Keats si trasferisce con il suo
migliore amico Charles Brown nell'isola di Wight, e poi
a Salisbury, nel tentativo di completare Iperione, il poema
che avrebbe dovuto garantirgli la fama e il successo tanto
amati e allo stesso tempo disprezzati. Per concentrarsi
sul libro cerca di dimenticare il suo folle e totalizzante
amore per l'adorata Fanny. Ma nel giro di poche settimane
si ritrova a perdere tutto: l'amore per la poesia, il desiderio
di fama e la passione. Non prima però di aver scritto,
il 19 settembre, "Ode all'Autunno", una delle
più importanti poesie della letteratura inglese di
tutti i tempi. Ma cos'è che lo porta al crollo di
tutte le sue illusioni e perché dopo "all'Autunno"
non riuscirà più a scrivere neanche un verso?
L'amore della luna ripercorre in modo appassionato e coinvolgente
l'ultimo periodo della vita di Keats, raccontando per la
prima volta in forma narrativa il mese che cambiò
per sempre il destino di uno dei maggiori poeti della storia.
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I giorni dell'abbandono
, Elena Ferrante
E/O
L' autrice descrive con realismo e crudezza la caduta progressiva
verso la depressione di una moglie e madre lasciata senza preavviso
dal marito con due figli piccoli.
L' asprezza del linguaggio narrativo, la visione lucida del
pensiero sullo spartiacque tra realtà e fantasia depressiva,
il coraggio con cui la protagonista si aggrappa alla vita e
all'aiuto dei figli per non essere inghiottita dal gorgo o risucchio
della disperazione senza ritorno, ecco alcuni degli elementi
che mi hanno fatto "sentire" la storia da dentro.
Segnalatoci da Nicoletta Bernardelli, docente di scuola superiore,
provincia di Cuneo
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Dove sei? Ontologia del telefonino , Maurizio
Ferraris
Bompiani
Le prime righe
La domanda “dove sei?” coglie l'essenza della trasformazione
indotta da questo strumento che non è semplicemente
un fisso a cui abbiamo tolto il filo. Infatti, basta rifletterci
un poco e si scopre che il telefonino serve per scrivere molto
più che per parlare (si pensi all'esplosione degli
sms); diventa una specie di computer (i due strumenti di fatto
si sono già unificati: scrivi col telefonino, telefoni
col computer); si trasforma addirittura in una carta di credito
con cui pagare il conto al supermercato o fare un'offerta
per le vittime dello Tsunami. A questo punto, chiedersi che
cos'è un telefonino, che tipo di oggetto è (“ontologia”
vuol dire questo), diventa filosoficamente interessante. Soprattutto
per un motivo che argomenterò estesamente nella prima
parte di questo libro: con il telefonino non assistiamo a
un trionfo dell'oralità, bensì della scrittura
e persino dell'ideogramma, ossia di quello scrivere che non
ricopia la voce, ma disegna le cose e i pensieri. Il problema
dell'iscrizione, e il suo ruolo nella costruzione della realtà
sociale, viene in primo piano, piuttosto paradossalmente,
proprio da un telefono, da una macchina per parlare a distanza,
che però, come telefonino, sembra diventare un'altra
cosa.
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Sudditi. Manifesto contro la democrazia ,
Massimo Fini
Marsilio
Per la nostra cultura la democrazia è "il migliore
dei sistemi possibili", un valore così universale
che l'Occidente si ritiene in dovere di esportare, anche con
la forza, presso popolazioni che hanno storia, vissuti e istituzioni
completamente diversi. Fini demolisce questa radicata convinzione.
Il suo attacco però non segue le linee né della
critica di sinistra, che addebita alla democrazia liberale
di non aver realizzato l'uguaglianza sociale, né di
destra che la bolla come governo dei mediocri. La "democrazia
reale" è un regime di minoranze organizzate, di
oligarchie politiche economiche e criminali che schiaccia
e asservisce l'individuo, già frustrato e reso anonimo
dal meccanismo produttivo di cui la democrazia è l'involucro
legittimante.
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Nelle vene quell'acqua d'argento
, Dario Franceschini
Bompiani Aveva sempre confuso il silenzio
con il freddo. Nelle notti sudate d'agosto guardava le labbra
di Maria che si muovevano, senza un fruscio, inseguendo
le parole del libro, e cominciava a tremare sotto le lenzuola
ruvide di cotone bianco.
"Così mi fai confondere le righe" diceva
Maria sfogliando le pagine che mancavano alla fine. Poi
ricominciava a leggere a bassa voce e Primo, intiepidito
dal suono delle parole di sua moglie, poteva scivolare nei
suoi sogni color ruggine.
Gli era successo per la prima volta da ragazzo, nei giorni
delle sigarette del treno merci.
Una mattina di maggio gli abitanti di Cantarana si trovarono
sotto i binari della ferrovia a guardare i vagoni rovesciati
di due treni che si erano scontrati all'alba. Improvvisamente
qualcuno si era messo a urlare:
"Venite qua! È pieno di sigarette! ".
Tutti corsero verso lo sportello aperto del vagone da cui
erano rotolati, sull'erba della scarpata ancora bagnata
di notte, migliaia di pacchetti di sigarette. Gli uomini
si riempirono le tasche delle giacche e dei pantaloni, le
loro mogli usarono le sottane come sporte, i loro figli
se ne andarono con le borse di scuola colme e pesanti.
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Pensare l'efficacia in Cina e in Occidente
, Jullien François
Laterza
Per un occidentale l'efficacia è la capacità
di ottenere risultati previsti seguendo la via più
breve. Figlia del razionalismo greco e della scienza moderna,
la cultura occidentale lega il concetto di efficacia all'azione
decisa, frutto di un'attenta pianificazione che prima appronta
un buon modello teorico, in grado di plasmare a proprio vantaggio
le circostanze, e quindi lo applica con lineare determinazione.
Il prototipo occidentale dell'azione efficace è quella
eroica, di ascendenza epica. I cinesi, al contrario definiscono
efficace un'azione indiretta, lenta, che attende gli sviluppi
della situazione anziché cercare di anticiparli e si
limita a esaminare lo stato dei fatti per comprendere quale
sia la loro "propensione".
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Alla ricerca di un significato
della vita , Victor E. Frankl
Mursia
Viktor Frankl, uno psichiatra viennese, affronta in questo
libro il problema del significato della vita. All'uomo angosciato
e disilluso, a chi vede la sua vita manipolata giorno per
giorno, a chi dispera di poter vivere con pienezza la sua
«avventura terrena», l'autore offre un messaggio
di fiducia e di speranza. La logoterapia gli è da tramite
in questo difficile sforzo di riequilibrare e riumanizzare
l'uomo, nell'ordine di una libertà e di una verità
integrali che sappiano restituire significato e speranza durevoli
al suo destino.
Ne risulta un'opera che sarà di stimolo e interesse
soprattutto per quanti intendono affidarsi a una guida efficace
e sicura che li possa aiutare a risolvere i propri problemi.
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Le cose dell’amore , Umberto Galimberti
Feltrinelli
Non c'è parola più equivoca di "amore"
e più intrecciata a tutte quelle altre parole che,
per la logica, sono la sua negazione. Nasce dall'idealizzazione
della persona amata di cui ci innamoriamo per un incantesimo
della fantasia, ma poi il tempo, che gioca a favore della
realtà, produce il disincanto e tramuta l'amore in
un affetto privo di passione o nell'amarezza della disillusione.
Il volume penetra i meandri del sentimento e del desiderio,
registrando i mutamenti intervenuti nella modalità
di vivere (e patire) le dinamiche dell'attrazione, il patto
con l'amato/a, la trama di autenticità e menzogna
del rapporto amoroso, i percorsi del piacere.
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Un mondo senza paura , Baltasar Garzòn
Baldini Castoldi Dalai
Questo è il libro di un giudice coraggioso ma
anche il messaggio di un padre ai suoi tre figli e ai giovani
del mondo, per affidare loro un sogno: quello di una umanità
restituita alla dignità e alla giustizia. Garzón
ci parla della sua infanzia nell'Andalusia contadina e di
uno zio che gli raccontò della guerra civile, delle
ingiustizie e delle sofferenze, storie che si impressero nella
sua memoria di bambino e che contribuirono a formare la sua
vocazione di uomo di legge. Poi gli studi a Siviglia, la dittatura
franchista, la partecipazione alle lotte studentesche, gli
scontri con la polizia.
Ma l'autore descrive soprattutto il mondo di oggi attraverso
i grandi fatti di cui è stato protagonista, con critiche,
riflessioni e proposte sulle difficili questioni della legalità
nel mondo: su tutte, quella delle Corti Penali Internazionali
per giudicare i crimini di guerra, mai riconosciute dagli
Stati Uniti che non accettano alcun limite legale alla loro
politica estera.
Su tutto ciò Garzón è chiaro e competente
e non teme di schierarsi contro i poteri forti. Critica pesantemente
l'amministrazione Bush per una guerra illegale (Iraq), per
l'uso della tortura (Abu Graib) e per la violazione dei diritti
umani (Guantanamo). E racconta le azioni giudiziarie che l'hanno
reso oggi il magistrato più famoso del mondo: dall?arresto
di Pinochet alla lotta contro il terrorismo basco, dal processo
a Berlusconi alle indagini attuali sul terrorismo di matrice
islamica.
Questo libro è anche un appello agli indifferenti,
ai quali chiede di essere attivi, di mantenere uno spirito
critico nei confronti della politica e dei mezzi di informazione
e indica alcune strade per passare dallo smarrimento alla
speranza di costruire un mondo senza paura.
«Questo è il mondo che auguro a voi giovani,
e questo è il mondo al quale ho dedicato, e continuerò
a dedicare, tutti i miei sforzi, senza dimenticare nessuna
delle tragedie e degli orrori che siamo stati costretti a
subire.»
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Hanno ucciso Lucio Dalla , Daniele G. Genova
Aliberti editore
Hanno ucciso Lucio Dalla , un fantathriller firmato
da Daniele Genova e ambientato in un futuro che sa di passato
prossimo. Da pochissimo tempo, infatti, è stato riaperto
il “caso Tenco” che venne trovato morto proprio da Dalla in
una serata maledetta. Suicidio? Omicidio? Il caso, come si
dice, almeno per i media e la magistratura, è ancora
aperto.
Giunge quindi alla velocità di un proiettile formato
cartaceo questo romanzo dello scrittore e giornalista Daniele
Genova, un romanzo che porta molte ombre sotto le luci della
ribalta.
Siamo a San Remo, anno 2008. Gli organizzatori di un Festival
ormai screditato da un'impressionante catena di scandali,
corruzione e veleni, decidono di giocare l'ultima carta per
ritrovare credibilità. Il nuovo direttore artistico
della manifestazione sarà un artista di prestigio assoluto
e al di sopra delle parti: Lucio Dalla.
Pochi giorni dopo la nomina succede il fattaccio. Dalla scompare
improvvisamente. Nella sua villa, la polizia rileva le chiare
tracce di un crimine: sangue dappertutto, una pallottola conficcata
nella parete, niente furti e totale mistero sull'accaduto.
È a quel punto che Libero Corti, un investigatore
provato come lui stesso si definisce, decide di mettersi
a indagare. La sorte di Lucio Dalla non è il solo mistero
che deve risolvere. Ce ne sono altri, altrettanto inquietanti:
quelli di una società (dello spettacolo) sotto stretto
controllo dei media e dove la corruzione politica e delle
coscienze dilagano.
E un'ombra sta per emergere da un lontano passato. Un'ombra
terribile, che metterà a rischio la sua stessa vita...
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Lo Statista. Il ventennio berlusconiano tra fascismo e populismo , Massimo Giannini
Baldini Castoldi Dalai
Si compie il Ventennio Berlusconiano. Con la legislatura nata doto il 13 aprile 2008, che salvo improbabili intoppi si concluderà nel 2013, il Cavaliere chiude la sua felice e anomala parabola: era noto alla cronaca come affarista, tenta di passare alla storia come statista. E forse ci riesce persino. Complice un Paese che è stanco di passato ma è a corto di futuro, un establishment economico-finanziario che cerca sponde e chiede prebende, una destra che cerca un’identità, sospesa tra populismo, post-fascismo e cattolicismo, una sinistra che non ha più un’identità, sbandata tra un riformismo afono e un radicalismo monotono. Su tutto questo, Silvio Berlusconi galleggia con la forza del consenso, non più solo mediatico ma anche politico, di una nazione che ormai lo percepisce e lo assume come parte della sua stessa biografia.
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Attenti ai buoni , Mario Giordano
Mondadori
I ricchi fanno la beneficenza, ma anche la beneficenza fa
i ricchi." Così diceva G.B. Shaw.
Negli ultimi tempi la carità è diventata una
vera e propria moda: dalla Costa Smeralda alle terrazze
romane, non c'è festa vip che non si concluda, fra
un cocktail e un flash, con l'adeguata e commossa colletta
a scopo benefico. Imperversano partite del cuore, concerti
di solidarietà, dischi della bontà, trasmissioni
televisive che raccolgono fondi per i più svariati
motivi.
Ma dove finiscono questi soldi? Chi ci guadagna davvero?
È tutto oro quel che luccica nel forziere dei molti
che si presentano come buoni? Ecco, cifre alla mano, un
viaggio rivelazione dietro le quinte di uno dei maggiori
business del nostro tempo. Un viaggio che ci farà
divertire e insieme scandalizzare; un viaggio denuncia,
amaro e coinvolgente. Dai grandi eventi alla piccola elemosina
di strada, dalle istituzioni più illustri alle tante
associazioni che nascono dal nulla e nel nulla svaniscono,
in questo libro di Mario Giordano verranno svelati i trucchi,
le truffe e le bugie che si nascondono dietro la parola
"solidarietà". E finalmente cadrà
il velo di ipocrisia che copre l'ultimo tabù: la
beneficenza non si tocca.
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Onorevoli wanted ,
Peter Gomez, Marco Travaglio
Editori riuniti A furia di parlare di 'quote rosa', si rischia
di trascurare una rappresentanza parlamentare ben piú
rappresentativa, o ben piú rappresentata: quella
degli eletti nei guai con la giustizia. Le 'quote marron'.
Il nuovo Parlamento (italiano ed europeo) conta già
25 condannati definitivi, 8 condannati in primo grado, 17
imputati, 19 indagati, 10 prescritti, piú un pugno
di miracolati dall'immunità, da leggi vergogna e
da giudici distratti. Il totale è di 82, di cui 65
di centrodestra e 17 di centrosinistra. Il primo contribuente
alle quote marron è Forza Italia, con 29 eletti;
seguono An con 14, Udc con 10, Lega Nord con 8, e in fondo
Dc, Psi e Movimento per l'autonomia con 1 per ciascuno.
Nell'Unione svettano Ds e Margherita (6 piú 6), seguiti
a distanza da Udeur e Rifondazione (2 piú 2) e Rosa
nel pugno (1). Un campionario di reati 'comuni', perlopiú
senz'attinenza alcuna con la politica. Vince la classifica
dei delitti preferiti dai parlamentari la corruzione (18
casi), tallonata da finanziamento illecito (16), truffa
(10), abuso d'ufficio e falso (9), associazione mafiosa
(8), bancarotta fraudolenta e turbativa d'asta (7), associazione
per delinquere, falso in bilancio e resistenza a pubblico
ufficiale (6), attentato alla Costituzione e all'unità
dello Stato e costituzione di struttura paramilitare fuorilegge
(5), concussione, favoreggiamento e frode fiscale (4), diffamazione,
abuso edilizio e lesioni (3); poi, a quota 2, banda armata,
corruzione giudiziaria, peculato, estorsione, rivelazione
di segreti. Fanalini di coda, con un solo caso per ciascuno:
omicidio, associazione sovversiva, favoreggiamento mafioso,
aggiotaggio, percosse, istigazione a delinquere, incendio,
calunnia, voto di scambio, fabbricazione di esplosivi, plagio
e persino adulterazione di vini. Su 900 e rotti parlamentari,
i "diversamente onesti" accertati o sospettati
sono una novantina. Uno su dieci. Una percentuale di devianza
criminale che non si riscontra nemmeno nelle piú
disagiate periferie metropolitane. Chi avvistasse un poliziotto
di quartiere, è pregato di condurlo al piú
presto alla Camera e al Senato.
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Se li conosci li eviti , Marco Travaglio, Peter Gomez
Chiarelettere
Riciclati, imputati, condannati, fannulloni del nuovo Parlamento
». Così recita il sottotitolo di questo nuovo
libro di Marco Travaglio e Peter Gomez, un ben documentato
e corposo (oltre 500 pagine) Who’s who della politica italiana.
Una lettura espressamente dedicata dagli autori, come si legge
nelle pagine iniziali, «a chi sogna una politica pulita.
Cioè una politica». I personaggi e protagonisti
assoluti della scena sono i nostri parlamentari, appartenenti
a tutti gli schieramenti: Destra, Centro e Sinistra, nessuno
escluso. Di ognuno di loro Gomez e Travaglio tracciano, con
lo scrupolo e l’attenzione che da sempre li contraddistingue,
un dettagliatissimo identikit con tanto di fedina penale,
assenza e frasi celebri.
Il libro si articola in tre parti. La prima riporta le «nostre
liste»: quella dei “buoni”, cioè l’elenco dei
parlamentari che, durante la scorsa legislatura, secondo gli
autori, «si sono meritati la rielezione per avere lavorato
bene o avere bocciato leggi canaglia come l’indulto extra-large
e il bavaglio mastelliano ai giornalisti» e la lista
dei “cattivi” (variamente articolata in Lista Somari, Lista
Libera stampa, Lista Monnezza, Lista Casa nostra), cioè
«quelli che sarebbe stato meglio non rivedere più
in Parlamento.»
Nella seconda parte compaiono invece le “loro liste”, ovvero
le liste dei candidati politici, partito per partito. Un repertorio
illuminante che racconta luci e ombre, fatti e misfatti, vizi
e virtù di oltre 150 politici che parteciperanno alle
prossime elezioni. Tra questi, i due giornalisti hanno individuato
e segnalato non solo i nomi su cui pendono condanne penali,
ma anche «i fannulloni, i voltagabbana, i cambiacasacca,
gli ignoranti, i nemici della legalità e della libertà
d’informazione, i corresponsabili dello scandalo della monnezza
in Campania, gli amici dei ladri e dei mafiosi che non hanno
mai valicato i confini del codice penale, quelli che hanno
comparto casa a Roma sottocosto grazie al cognome che portano
o alla carica che ricoprono» e molto altro ancora.
Infine, nella terza ed ultima parte, trova spazio un confronto
tra l’operato dei due ultimi governi e maggioranze, con un
resoconto delle loro “leggi vergogna”, e un riassunto dei
programmi dei due partiti maggiori: il Partito democratico
e il Popolo della Libertà.
Frutto di un lungo e paziente lavoro di recupero informazioni,
ricerche d’archivio, verifica delle fonti, questo ricchissimo
dossier di Marco Travaglio e Peter Gomez intende essere un
vademecum, senza segreti e senza remore, per tutti coloro
che vogliono saperne di più sui politici che si propongono
come rappresentanti degli italiani tra i banchi di Montecitorio
e Palazzo Madama.
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Che cos'è la televisione , Aldo Grasso, Massimo
Scaglioni
Garzanti
La prima guida essenziale e autorevole
per capire cos’è e come funziona
il piccolo schermo
Da mezzo secolo la televisione appartiene alla nostra vita
e l’attraversa quotidianamente: costruisce immaginari, riti
e piaceri condivisi, contribuisce alla nostra conoscenza
del mondo col suo «vedere lontano», ma al contempo
definisce un’arena collettiva che ci comprende e ci chiama
in causa. In questi cinquant’anni la televisione è
stata temuta e deprecata per i mali che gli si sono attribuiti,
come se fosse un Grande Fratello in grado di dominare tutto
ciò che vede. Più raramente, è stata
apprezzata per la sua capacità di abbattere barriere
e steccati, coinvolgere le persone e renderle più
consapevoli, offrire loro intrattenimento, informazione
e compagnia.
Nei decenni più recenti la televisione è diventata
anche un oggetto di studio, al crocevia di diverse discipline
e interessi: si è cercato di chiarirne il linguaggio
e le specificità, l’impatto del suo avvento sulle
società e le culture e gli effetti sulle persone,
la sua rilevanza economica e la sua invadenza politica,
il suo posto all’interno di un sistema di mezzi di comunicazione
sempre più esteso, pervasivo, complesso. Nel frattempo
il piccolo schermo ha subito importanti trasformazioni:
nelle sue funzioni, nel modo di essere concepito e gestito,
nei suoi apparati tecnologici, nella sua estetica. Storici
e teorici dei media, sociologi della comunicazione e della
cultura, semiologi degli audiovisivi, ma anche psicologi,
storici, antropologi, economisti e politologi hanno lambito
il teleschermo mettendone in risalto aspetti centrali o
rilevanti sfumature.
In Che cos’è la televisione Aldo Grasso e Massimo
Scaglioni affrontano, per la prima volta in maniera sistematica,
gli interrogativi più pressanti che hanno interessato
il piccolo schermo, per chiarirne la natura, la storia,
il funzionamento, i linguaggi, le influenze; e ne indagano
le strutture, le estetiche, le evoluzioni tecnologiche.
Ne è nato un volume fondamentale per chi abbia voglia
di capire la strana alchimia che continua incessantemente
ad attirare la nostra attenzione sul mezzo di comunicazione
di massa più potente, diffuso e popolare.
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A misura del mondo , Edoardo
Greblo
Il Mulino Occidente, democrazia, libero mercato: sono
tre elementi che nel nostro senso comune si trovano spesso
associati in modo univoco. Di qui l'idea di alcuni che l'occidentalizzazione
del mondo e l'affermazione di un unico mercato mondiale promosse
dalla globalizzazione costituiscano di per sé una vittoria
della democrazia e, anzi, favoriscano l'instaurazione di regimi
democratici. Altri, per contro, sostengono che la rete sempre
più complessa di interconnessioni regionali e globali
stia minando i presupposti del pensiero e delle procedure
democratiche, perché priverebbe gli stati nazionali
del pieno controllo sulle loro vicende interne. In questo
libro si afferma che se la globalizzazione economica non implica
automaticamente la globalizzazione della democrazia, né
la globalizzazione dei diritti, essa, in quanto tale, non
costituisce una minaccia per la democrazia: potrebbe invece
creare le condizioni per una "democrazia a misura del
mondo". Affinché ciò sia possibile, occorre
un vocabolario minimo e condiviso, al quale possano ispirarsi
idee anche diverse dello sviluppo umano. Muovendo dalla teoria
delle capacità di Amartya Sen e Martha C. Nussbaum,
Greblo indica una prospettiva in cui gli individui possono
liberare e valorizzare i propri piani di vita nel quadro di
una cittadinanza universale collegata di volta in volta al
contesto di ciascuna specifica cultura.
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Il broker , John Grisham
Mondadori
Joel Backman, "il broker", è esterrefatto:
il presidente degli Stati Uniti ha firmato i documenti per
la sua liberazione. In carcere per aver tentato di vendere
un software capace di neutralizzare il più sofisticato
sistema di spionaggio satellitare, alla fine si troverà
nel mezzo di una girandola di eventi che coinvolgono la Cia,
ma anche i servizi segreti israeliani e quelli sauditi.
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I soldi della guerra , Giuseppe Guarino
Mondadori
Che cosa ha determinato l'eccezionale crescita USA della seconda
metà degli anni Novanta?
E' ipotizzabile che si riproduca negli anni a venire?
Perché da oltre un secolo gli Stati Uniti sono diventati
il Paese in assoluto più ricco e potente? Come hanno
fatto a trasformarsi nel sistema tramante dell'economia
mondiale? Quanto hanno inciso le guerre in questa corsa
apparentemente inarrestabile? In quale misura ha pesato
la spesa militare nello sviluppo economico internazionale?
Come si è determinata l'eccezionale crescita USA
a partire dal 1994 e perché si è arrestata
nel 2000, con un anno di anticipo sul tragico episodio delle
Twin Towers?
Per rispondere a queste domande di crescente attualità
- ormai il regime di mercato è accettato dalla maggior
parte dei Paesi e non c'è decisione o risultato USA
che non si rifletta immediatamente sul resto del mondo -Giuseppe
Guarino, uno dei più autorevoli studiosi italiani
di diritto costituzionale e amministrativo, esamina i fattori
di crescita e il rapporto fra Prodotto interno lordo e spesa
militare in quasi due secoli di sviluppo economico degli
Stati Uniti.
Ciò che emerge dalla sua indagine - basata su numerose
statistiche e sui Reports, i documenti ufficiali contenenti
dati e indirizzi di politica economica che ogni presidente
americano deve trasmettere annualmente al Congresso - è
che spesso sono stati gli acquisti in campo militare e gli
stanziamenti di fondi per la ricerca a mettere in moto fondamentali
processi di innovazione e trasformazione che hanno interessato
l'intera società civile.
Tuttavia Guarino auspica che in futuro il connubio fra innovazione
e difesa diventi meno forte perché lo strapotere
del complesso militare-industriale americano può
portare con il tempo a una parziale deviazione dai principi
di mercato e perfino dai valori democratici che da sempre
hanno contrassegnato la storia degli Stati Uniti.
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Scritti scelti , Ernesto Che Guevara
Baldini&castoldi.
Gli scritti pubblici e privati sui maggiori problemi affrontati
dal Che nella costruzione di una nuova società rivoluzionaria.
La lotta quotidiana contro il burocratismo, gli appelli
ai giovani, l'imperativo di esportare la rivoluzione e di
trasformare non solo la società e le strutture economiche,
ma anche la coscienza degli uomini. Fedele ai suoi ideali
fino al sacrificio di sé e all'utopia, il Che non
nasconde, nelle lettere che completano questa raccolta,
la sua profonda umanità: "Capita che noi rivoluzionari
siamo soli e anche i nostri figli ci guardano come se fossimo
degli estranei". "Poche volte - forse mai - nella
storia", ha scritto Fidel, "una figura, un nome,
un esempio sono diventati universali così rapidamente
e con forza tanto appassionante. E questo perché
il Che incarna nella sua forma più pura e disinteressata
lo spirito internazionalista che caratterizza il mondo d'oggi
e ancor più caratterizzerà quello di domani.".
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Impero , Michael Hardt, Antonio Negri
Rizzoli
“Il mondo sorto dopo il crollo del blocco sovietico è
il mondo del libero mercato che ha travolto le frontiere
dei vecchi stati nazione. La sovranità è passata
a una nuova entità , L'impero, che non accetta ne
limiti ne confini , non ha centro né periferie ,vuole
controllare tutti gli aspetti del corpo e della mente ,superare
la storia e porsi come fonte della pace, della legittimità,
della giustizia.
L'impero, come stato romano secondo Polibio , è una
sintesi delle tre fondamentali forme di governo :la monarchia
è impersonata in primo luogo dal monopolio della
forza militare da parte degli Stati Uniti e poi dal potere
politico del G8,da agenzie militari come la Nato, dagli
organismi di controllo dei flussi finanziari come la Banca
Mondiale e Il Fondo monetario; l'aristocrazia è quella
del denaro: le grandi multinazionali che organizzano la
produzione e la distribuzione dei beni, e in generali i
detentori del potere economico; la democrazia è costituita
dagli organismi che tutelano gli interessi popolari: le
organizzazioni non governative , non-profit, per la difesa
dei diritti umani sono i moderni tribuni della plebe.
E alla moltitudine, incarnazione moderna del popolo, cioè
gli individui che vivono nel mercato globale, ne subiscono
le ineguaglianze, sono espropriati del loro lavoro ,della
loro vita ,si aprono una rivoluzione dell'ordine mondiale.
E' questa la visione di Impero,il libro di Micheal Hardt
e Antonio Negri che è stato salutato dai giornali
di tutto il mondo come il più importante tentativo
di interpretazione della nostra epoca ,la grande idea che
dominerà la scelta culturale del decennio.
E' una profonda riflessione teorica, fondata su strumenti
d'indagine di molte discipline ,dalla filosofia alla storia,
dall'economia all'antropologia ,dalla sociologia alla politica
alla storia alle idee.
E' analisi del presente, storia del passato e utopia rivolta
al futuro.
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La festa è finita , Richard Heinberg
Fazi Editore
Le dinamiche della produzione e del commercio del petrolio,
le energie alternative, i possibili “panorami energetici”
nei quali ci troveremo nei prossimi decenni.
La produzione mondiale di petrolio raggiungerà un
picco nei prossimi anni, poi a partire da non oltre il 2010-2014
(ma secondo alcuni studiosi già dal 2005-2006) decadrà
inevitabilmente, con conseguenze epocali per l’economia
dei paesi occidentali e del mondo intero. Su questo fatto,
descritto dalle ultime revisioni della curva di Hubbert
(lo stesso strumento matematico che previde con vent’anni
d’anticipo il picco della produzione di petrolio statunitense
per il 1970) e colpevolmente trascurato dall’informazione
di massa, concordano oggi la gran parte degli studiosi.
Non solo: anche il ricorso a energie alternative non potrà
consentire alle società industriali di mantenere
il loro attuale livello di produzione e di consumi.
La festa è finita del californiano Richard Heinberg
tratta del nostro futuro con realismo, dipingendo il ruolo
che la corsa al petrolio ha avuto nella storia dell’industrializzazione
occidentale, prefigurando scenari di guerra per le risorse
in Medio Oriente, Asia Centrale e Sud America e tracciando
una strategia globale da assumere di fronte alla crisi.
Il mondo si troverà a dover gestire una transizione
a una produzione meno frenetica, sostenibile e fondata soprattutto
su risorse alternative: capitale sarà allora il ruolo
degli Stati Uniti, il maggior consumatore di energia e la
maggior potenza militare del mondo, che dovrà accettare
di coordinare la propria azione con quella della comunità
internazionale. In assenza di questa disponibilità,
l’umanità rischia di vivere un regresso profondo
verso nuovi secoli bui.
Il libro di Heinberg non è solo, però, un
grido d’allarme, ma è ricco di indicazioni
positive a vari livelli. La comunità internazionale,
le comunità locali, gli individui, ciascuno può
e deve fin da oggi compiere passi concreti per affrontare
al meglio la “fine della festa”: questo libro
spiega quali, con ammirevole onestà e chiarezza.
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Il giardino delle favorite , Katie Hickman
Garzanti Libri
Oxford, Biblioteca di Bodlean, 2007. Elizabeth Stavley non
crede ai suoi occhi quando, tra le pagine di un antico libro
di astronomia, scopre il frammento di una pergamena vecchia
di quattrocento anni. Ha il colore dell'ambra ed è
fragile come una foglia d'autunno. Racconta una storia proibita.
Una storia rimasta nascosta per secoli che conduce nei quartieri
segreti di Istanbul... Costantinopoli (antica Istanbul), 1599.
Inglesi, francesi e veneziani competono tra di loro per rafforzare
le relazioni diplomatiche e commerciali con il nuovo sultano
dell'impero ottomano, Paul Pindar è un ricco mercante,
in missione a Costantinopoli per conto della Regina d'Inghilterra.
Ha il compito di portare al sultano un magnifico regalo, uno
splendido orologio musicale. Ma mentre procedono i negoziati,
la sua attenzione viene attirata da una voce sempre più
insistente...
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La mano sinistra di Dio , Paul Hoffman
Nord
Non lasciatevi ingannare. Si chiama Santuario dei Redentori, quello in cima a Shotover Scarp, ma è un luogo che non dà nessun rifugio e offre ben poca redenzione. Anzitutto è circondato, a perdita d'occhio, da un'arida boscaglia, è avvolto da una perenne coltre di fuliggine, ed è così grande che è facilissimo perdersi, proprio come ci si perderebbe in una landa desolata. Poi ci vivono più di diecimila ragazzi, tormentati dalla fame e dal gelo, costretti a pregare e a fare penitenza, stremati da punizioni brutali e da un addestramento sfibrante. E tutto perché i Redentori hanno un disperato bisogno di soldati da mandare in guerra contro gli Antagonisti, contro coloro che non credono in nessun Dio. Una guerra che dura ormai da due secoli.
Questa è stata la vita di Cale da quando, dieci anni prima, è stato strappato alla sua famiglia e condotto nel Santuario. Adesso Cale di anni ne ha quattordici: il suo passato è stato cancellato, il suo presente è un inferno e il suo futuro è la morte sul campo di battaglia. La stessa fine di tutti i suoi compagni.
Però Cale non è come gli altri. Non si lamenta, non rimpiange, non protesta. Il suo sguardo è freddo e spietato, il suo cuore è calmo e risoluto, la sua mente è lucida e determinata. Perché Cale ha un piano.
Deve fuggire. Ma non si può sfuggire al destino. Infatti, dopo aver abbandonato il Santuario, Cale si ritroverà in un mondo ancora più crudele e pericoloso. Un mondo in cui bisogna combattere con le armi e con l'astuzia. Un mondo che regala l'amore soltanto per strapparlo via. Un mondo in cui amici e namici hanno lo stesso volto. Un mondo che aspetta e teme colui che forse lo distruggerà: la mano sinistra di Dio...
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Contro il resto del mondo , Marco Innocenti
Baldini e Castoldi Dalai
«Da ragazzo ero così timido e solitario che
non riuscivano neppure a travormi un soprannome. Pensavo
di essere un tesoro sommerso e speravo che qualcuno si tuffasse
nell'oscurità della mia anima per riportarmi in superficie.»
Paolo Tarantini conduce una battaglia tutta sua. Contro
il resto del mondo, che sembra non accorgersi di lui, ma
soprattutto contro la sua grande timidezza. «A tredici
anni, io e il mondo eravamo ancora due estranei. Avevamo
rapporti del tutto occasionali», continua la voce
narrante del protagonista, che sembra trasfondere il disagio
di esistere nell'amarezza di un Woody Allen di provincia.
Sue grandi ispirazioni: diventare uno scrittore e riabbracciare
Letizia, la ragazza della sua vita. Sua unica arma: l'ironia.
Il racconto si snoda attraverso gli incontri con una galleria
di personaggi indimenticabili, dallo psicanalista Stecco,
così sicuro di sé da sembrare «il frutto
di una mutazione genetica, metà uomo e metà
pianta, con i piedi piantati come radici nel terreno»,
all'irresistibile coinquilino Bodoni, l'uomo capace di alternare
«abbuffate pantagrueliche a diete inutili».
Fino alla resa dei conti con il Gattomaile, un gigantesco
felino che simboleggia tutte le debolezze e i timori di
Paolo. Il lettore si divertirà e si commuoverà
senz'altro ai maldestri tentativi esistenziali del protagonista,
si lascerà prendere dal ritmo suadente della narrazione.
Che ha una calibratura inconsueta per un'opera prima, per
un romanzo giovanile, tanto da rendere una storia comune
insolitamente nuova. Insomma, siete pronti per Paolo Tarantini?
Marco Innocenti (Pisa, 1966) è copywriter in un'agenzia
pubblicitaria tosana. Ha vinto la seconda edizione del Premio
letterario Euroclub Linus.
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I Simpson e la filosofia , Irwin, Conard,
Skoble
Isbn Edizioni
È possibile che Bart Simpson rappresenti l'incarnazione
dell'ideale nichilista di Friedrich Nietzsche? Che il comportamento
di Marge sia la realizzazione della classificazione aristotelica
della virtù? Che la mentalità di Springfield
sia frutto di un approccio decostruzionista al reale? Secondo
gli autori, per capire l'epopea dei Simpson è più
utile rivolgersi a Kant, Marx o Barthes che non ai sociologi
o ai critici televisivi. Diciotto possibili percorsi interpretativi
che offrono letture originali dei personaggi, dei linguaggi
e della scorrettezza politica della serie. Uno studio che
applica le armi della dialettica alla cultura pop, fondendo
il rigore espositivo della filosofia all'ironia di un insolito
oggetto d'indagine.
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Tom ficcanaso, giornalista detective. Missione balla
al balzo , Jacovitti
Stampa Alternativa / Nuovi Equilibri
Un regalo per i figli o per i padri? Forse entrambi troveranno
divertente leggere le avventure di questo personaggio nato
nel 1957 dalla fantasia del grande disegnatore italiano. Il
volume raccoglie cinque storie: Ficcanaso cercaguai,
dove il nostro eroe si ritrova in galera accanto a Tony Mandrillo
capo banda da lui stesso catturato e che, evidentemente non
lo ama moltissimo… Tom e Gionni, in cui sempre il
nostro eroe incontra Gionni Galassia, un esperto di extraterrestri
e viene rapito con lui da robot che in realtà li fanno
viaggiare nel tempo. Tom Ficcanaso e l'Effebiài,
alle prese con un caso di spionaggio intricato e talmente
segreto da non poterne neppure parlare sui giornali. Tomasito
Figuenariz, dove il nostro, in trasferta in Messico
per intervistare il famoso torero Pepito Corazon, è
dinuovo alle prese con Tony Mandrillo. Infine Tom safari,
in cui il giornalista detective viene mandato in Africa per
un servizio sulle misteriose formiche giganti, introvabili.
Trova invece i cannibali e uno scienziato pazzo!
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Geopolitica dell’ XXI secolo , Carlo Jean
Laterza
Tra le vittime dell’11 settembre debbono essere annoverate
le teorie geopolitiche che hanno dominato dopo la fine della
guerra fredda: dal ‘nuovo ordine mondiale’ alla
‘fine della storia’; dalla geopolitica alla
geoeconomia; dalla morte dello Stato allo Stato postmoderno;
dallo ‘scontro di civiltà’ al ‘nuovo
medioevo’. Tutte queste semplificazioni, ottimistiche
o pessimistiche che siano, hanno lasciato spazio a una riflessione
più moderata.Troppi sono gli attori e i fattori in
gioco.Troppo elevata è la rapidità del cambiamento.
Jean analizza insieme i fattori geografici e le risorse
naturali, le scelte politiche e i fattori culturali, gli
aspetti economici e tecnologici del panorama contemporaneo
e gli equilibri in gioco.
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Intercettare il mondo , Patrick Radden Keefe
Einaudi
Questo libro è la storia dei tentativi di capire come
funziona Echelon: chi può intercettare e come. Oggi
gli Stati Uniti hanno meno di cinquemila spie in azione in
tutto il mondo, ma coloro che origliano per conto degli Stati
Uniti sono circa trentamila. Ogni tre ore, i satelliti della
National Security Agency raccolgono una quantità di
informazioni sufficienti a riempire la Library of Congress.
Perché gli Stati Uniti sono il socio di maggioranza
di una rete segreta che pesca miliardi di telefonate, e-mail,
fax e telex quotidiani, poi distribuiti alle parti interessate
nei cinque continenti.
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Religione, libertà e democrazia , Mohammad Khatami
Laterza.
Il presidente della Repubblica Islamica dell'Iran analizza
i valori e le idee fondamentali della civiltà islamica
a confronto con quella occidentale.
Un documento storico di grande rilievo sull'Islam contemporaneo
e le sue spinte riformatrici.
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La deriva Americana , Paul Krugman
Laterza
Nessuno meglio di Krugman sa fare
il punto sulle disastrose scelte economiche, politiche e
sociali della presidenza Bush. Questo libro è «una
cronaca degli anni in cui tutto ha cominciato a girare storto».
L’ottimismo inebriante della fine degli anni Novanta
ha lasciato il passo ad un nuovo periodo buio. L’età
dell’oro delle grandi multinazionali è stata
soffocata dagli scandali societari. Il paese è in
guerra con motivazioni poco chiare e risultati molto incerti.
Dai retroscena dello scandalo Enron alla dissennata politica
fiscale, dallo sfruttamento dell’11 settembre al controllo
strisciante sull’informazione, Krugman racconta la
scomoda verità sull’amministrazione Bush e
sulle sue responsabilità nella crisi americana e
mondiale.
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Tu sei bastardo , Gad Lerner
Feltrinelli
Anche Gad Lerner si è ritagliato su misura una nuova
identità: la cascina in Monferrato con la vigna; al
fianco un cane bastardo che naturalmente si rivelerà
il più autentico della messinscena. Perché con
la riscoperta delle identità, con il mito delle radici
da rintracciare in un passato immaginario, con il bisogno
d'appartenenza e con la retorica delle tradizioni, ci stiamo
giocando pericolosamente tutti quanti. A tal punto che le
troppe identità inautentiche, artefatte, possono essere
considerate la sciagura del mondo contemporaneo.
Partendo dunque da sé, ebreo apolide che si ricicla
gentiluomo di campagna, l'autore ci conduce con ironia, facendo
nomi e cognomi, all'incontro con tanti insospettabili spacciatori
d'identità trasformati in altrettanti pessimi pretesti
di contrapposizione: le femministe che elogiano Ratzinger
in nome della differenza sessuale; gli intellettuali ebrei
che coltivano una narcisistica separazione, contraddicendo
l'intento emancipatorio del sionismo; i simboli etnici introdotti
sui campi di calcio; l'Ulivo disfatto in nome delle identità
di partito; la difesa truffaldina dell'italianità delle
imprese; il cristianesimo strumentale di chi predica il conflitto
fra civiltà; la cittadinanza esclusiva volentieri disposta
a relegare nelle discariche umane le vite di scarto.
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Freakeconomics. Il calcolo dell'incalcolabile
, Steven Levitt , Stephen J. Dubner
Sperling & Kupfer
Steven Levitt, uno dei più geniali e giovani economisti
americani, ha colto al volo un'occasione paradossale: usare
la scienza per risolvere problemi che apparentemente non la
riguardano. Scardinando i luoghi comuni e sconvolgendo il
normale buon senso, l'autore mette in relazione fatti apparentemente
lontanissimi fra loro dando risposte logiche ai paradossi
del nostro tempo. Il fascino degli incentivi analizzato attraverso
i numeri, la pena capitale come pessimo deterrente al crimine,
la forza dell'informazione specie se distorta ad arte, cosa
devono veramente fare i genitori per invogliare i figlia alla
lettura... La morale si limita a dire come il mondo dovrebbe
andare, ma è l'economia a dirci come va veramente.
E da economista anticonformista, Levitt sottolinea come tutti
possano mentire - lui compreso - ma i numeri proprio no.
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Il sogno del genoma umano e altre illusioni della scienza
,
Richard Lewontin
Laterza
«Lewontin è semplicemente l’uomo più
intelligente che abbia mai incontrato». Stephen
Jay Gould
«Lewontin è il Voltaire dell’era del
Gene assoluto». Clifford Geertz
«Le pagine di questo libro, stimolanti e provocatorie,
sono di impressionante qualità e importanza».
Noam Chomsky
Una volta che avremo a disposizione la mappa completa dei
nostri geni, saremo in grado di predire lo sviluppo del
nostro corpo, delle malattie, della nostra personalità?
Comprenderemo meglio le relazioni sociali? Saremo capaci
di creare la vita stessa? Da Darwin alla pecora Dolly, inclusi
il determinismo biologico, le eredità della selezione
naturale, la psicologia evolutiva, le indagini sociologiche
sulle abitudini sessuali, la clonazione e il progetto Genoma
umano: le critiche di Lewontin sferzano una falsa scienza
e si abbattono sull’eccessivo orgoglio di quanti pretendono
di dominare, oggi o in un futuro molto vicino, tutti i segreti
della vita.
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La neve se ne frega , Luciano Ligabue
Feltrinelli
Il mondo è pulito. Le risorse rispettate. I bisogni
soddisfatti. Un soffice rigore governa l'esistenza. Tutto
secondo i diritti e i doveri del Piano Vidor. Siamo in un
altrove temporale e nel migliore dei mondi possibili, sia
pur a fronte di un controllo totale. Il Piano Vidor ha a
cuore il benessere e la felicità delle coppie e infatti
DiFo e Natura sono felici, secondo programma. Lavorano,
fanno l'amore, frequentano amici, si lasciano intrattenere
dalle forme di spettacolo consentite. Spendono insomma il
tempo che è stato dato loro in sorte, con appassionata
diligenza. Ma quel tempo, apparentemente così simile
al nostro, è segnato da una profonda alterazione
socio-biologica che ha a che fare con il mistero del nascere,
del venire al mondo. DiFo e Natura sono destinati a imbattersi
in quel mistero e ad aprire una fatale contraddizione nel
paradiso del Piano Vidor.
La neve se ne frega è un romanzo provocatorio, appassionato,
generoso. Dribbla la fantascienza e inventa un mondo che
finisce per dar forma a una innamorata nostalgia per l'uomo
così com'è, per il mondo come noi lo soffriamo,
lo conosciamo e non sappiamo cambiarlo. E' un romanzo d'amore.
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Nemico senza volto , Charlotte Link
Corbaccio
Una notte tempestosa d'agosto: una barca a vela fa naufragio
vicino all'isola di Skye. I proprietari, i tedeschi Livia
e Nathan Moor, riescono a salvarsi a fatica e vengono accolti
nella casa di vacanza dei coniugi Quentin. Nathan è
palesemente attratto da Virginia Quentin, una trentacinquenne
in crisi, con frequenti attacchi di panico, che riesce a
trovare un po' di tranquillità solo con Kim, la figlioletta
di sette anni. Ed è così che cerca di avvicinarla
anche dopo il ritorno a casa dei Quentin, a King's Lynn,
una cittadina funestata dal ritrovamento dei cadaveri di
due bambine del luogo, violentate e uccise. Dopo un iniziale
momento di smarrimento, Virginia crede di trovare in Nathan
l'uomo che le restituirà la gioia di vivere, lontana
da un marito di cui non è innamorata e da un oscuro
passato che grava sul suo presente. Ma le cose sono destinate
a subire una brusca svolta quando anche la piccola Kim scompare,
insinuando nell'animo di Victoria un dubbio angoscioso.
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La mattanza , Carlo Lucarelli
Einaudi
In DVD lo «speciale» di Blu notte. Misteri d'Italia
andato in onda per la prima volta, con immenso successo, nell'estate
2003.
Con un libro in cui Lucarelli racconta la mafia, come fosse
un romanzo. Ma non lo è.
Il libro: Sulla pagina Lucarelli commenta e narra, scena per
scena, le immagini delle due ore di DVD. E il commento, sobrio
e appassionato insieme, prende l'andamento e la suggestione
di un romanzo giallo. Ma non è un romanzo. È
la storia della mafia, e dei suoi misteri. Un libro nuovo
e originale di Carlo Lucarelli.
Il DVD: 11 giugno 1969. Si apre il Processo di Bari. In un
susseguirsi di flashback, immagini di repertorio, storia presente
e ipotesi future, Lucarelli, come in un film, ci conduce davanti
a personaggi e situazioni: il giornalista Mario Francese e
la sua uccisione, Totò Riina, Leoluca Bagarella e Bernardo
Provenzano, Salvo Lima e Vito Ciancimino, Il Sacco di Palermo,
Francesca Morvillo e Ninetta Bagarella, La guerra dei Corleonesi,
le morti di Boris Giuliano, Cesare Terranova, Pio La Torre,
Rocco Chinnici e Carlo Alberto Dalla Chiesa, La strage di
Ciaculli, la nascita del Pool antimafia, la stagione dei Pentiti,
Il maxiprocesso, Le stragi di Capaci e di via D'Amelio, La
reazione dello Stato e il 41 bis, la morte di don Pino Puglisi,
fino a giungere alle relazioni tra Mafia e politica.
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Le inchieste di Sarti Antonio , Loriano Macchiavelli
Edizioni Sonda
Esce la nuova edizione della serie poliziesca per ragazzi
dedicata alle inchieste del sergente Sarti Antonio. La penna
prestigiosa di uno dei maggiori giallisti italiani al servizio
dei lettori a partire dagli 11 anni. Dopo il successo della
prima edizione e della serie televisiva di Rai Due, Sarti
Antonio torna a raccontare le sue avventure ai ragazzi e con
una veste grafica completamente rinnovata con le illustrazioni
originali di Marco Fantechi. Sonda propone i tre volumi in
un elegante cofanetto, regalo ideale per tutti i ragazzi che
amano il giallo.
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L'infinito viaggiare , Claudio Magris
Mondadori
Una raccolta di brevi scritti di viaggio, ricordi e appunti
che vanno dal 1981 al 2004, interessanti in sé, ma
illuminati da una prefazione che crea nel lettore una straordinaria
consapevolezza: quella di avere di fronte un testo importante,
una chiave di volta per la comprensione non solo dell'autore,
ma anche del proprio modo di stare nel mondo e del proprio
osservare. Mi soffermo in particolare sulla Prefazione
perché gli scritti che compongono il volume assumono
particolare significato, come si è detto, proprio grazie
alle 28 pagine iniziali.
Importante è il nesso che Magris subito dà al
lettore come spunto di riflessione: c'è una stretta
connessione tra l'idea di viaggio e la scrittura , soprattutto
oggi in cui si sente con maggior forza l'esigenza di un confronto
con la realtà. Inoltre scrittura e viaggio significano
sempre separarsi da qualcosa per scoprirne un'altra, allontanarsi
da una certezza per avvicinarsi a una meta sconosciuta, a
un'idea, a se stessi.
Vari sono i modi del viaggiare, ma fondamentale è la
distinzione tra quello classico e quello moderno . Nell' Ulisse
Joyce mostra l'ultimo esempio del primo: l'andamento
è circolare , il ritorno è a casa, anche se
proprio quell'esperienza ha modificato il significato che
si attribuisce alla casa stessa. Il moderno viaggiare invece
ha un andamento rettilineo (“una retta che avanzi pencolando
nel nulla”) e diventa un fuggire, un rompere limiti e legami,
lo scoprire la precarietà del mondo e quella del viaggiatore
stesso e così l'io inizia a disgregare la propria identità
e produrre un altro uomo, “un cammino senza ritorno, alla
scoperta che non c'è, non può e non deve esserci
ritorno”, che non si può e non si deve essere gli uomini
di prima: è l'uomo di Musil, è l'”oltre uomo”
di Nietzsche, nel significato vero di questa definizione.
Quando ci si mette in viaggio si parte con tutto il carico
delle proprie idee e delle proprie sicurezze, ma le situazioni,
le necessarie digressioni, il nuovo rapporto col proprio corpo,
con la precarietà dell'ambiente sempre modificato e
modificabile rende il viaggiatore poco assertivo, ben capace
di mediare, lo induce a un inibente timore di offendere l'interlocutore
(bellissima a questo proposito la pagina dedicata al soggiorno
in Iran).
Lo scrittore cerca di capire il mondo: anche il viaggiatore
Magris cerca di capire i tanti mondi che gli si propongono
, dai noti e familiari Paesi dell'est o del nord europeo,
alla Cina, all'Australia, alla vicina Spagna. Viaggio come
momento di ricerca, possibilità di un più profondo
possesso del presente, libertà dalle piccole grane
della quotidianità che imbrigliano l'anima chiudendola
all'esperienza degli altri: “Dante sapeva che l'amore per
Fiorenza, appreso dall'acqua dell'Arno, doveva condurlo a
sentire che la nostra patria è il mondo, come ai pesci
il mare”.
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Buongiorno pigrizia , Corinne Maier
Bompiani
Il lavoro nobilita l'uomo? Come molti altri "naufraghi
della Storia", l'autrice di questo fortunatissimo libro,
che ha fatto il vuoto nelle classifiche francesi e si appresta
a rifarlo negli altri principali paesi europei, ritiene che
non sia assolutamente vero. Anche se il filosofo-cineasta
Guy Debord, come ricorda Corinne Maier, non ci avesse rivolto
il suo fondamentale monito: "Non lavorate mai",
dovremmo già da tempo esserci resi conto della situazione
mondiale, ovvero del fatto che le imprese, passate, presenti
e future, non sono altro che "macchine per fare soldi"
e che noi, poveri quadri, piccoli dirigenti, manager d'assalto
siamo soltanto schiavi nelle loro mani, votati a un'obbedienza
cieca che conferma il cinismo totale del Sistema. La soluzione
è allora semplice: Disimpegnatevi!, Disilludetevi,
Liberatevi della vostra morale da quattro soldi! in altre
parole: contribuite anche voi, nel vostro piccolo, al crollo
inevitabile del nuovo capitalismo mondiale!
Ecco le parole d'ordine, tra voluta deformazione grottesca
e irresistibile paradosso, che l'autrice di questo insolito
pamphlet grida a voce spiegata, per metà seriamente
e per l'altra metà scherzando con forse simulata amarezza,
su una realtà sempre più globale e coinvolgente.
Contro la malafede di chi profetizza nuovi rinascimenti e
nuove rivoluzioni culturali, capaci di trasformare un mondo
che però, a quanto sembra, rifiuta ogni volta di essere
trasformato, si impone per la prima volta una nuova logica:
quella della pigrizia perseguita a ogni costo. Che fare, dunque?
Accogliere l'invito ed esclamare, con l'autrice, "Quadri
di tutto il mondo, unitevi"?
Oltre 300000 copie vendute in Francia. In corso di traduzione
in più di 20 paesi.
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Che animale sei? Storia di una pennuta ,
Paola Mastrocola
Guanda
Lo abbiamo già ricordato recentemente: è ormai
una moda diffusa tra gli scrittori quella di affrontare tematiche
anche difficili attraverso la scrittura di una favola che
può ricalcare in modo più o meno diretto le
orme della narrativa tradizionale per bambini, ma che a questa
sempre si rifà. Così è anche nel caso
del nuovo libro di Paola Mastrocola che pare davvero stare
in difficile equilibrio tra il romanzo per adulti e quello
per ragazzi. La scrittura è estremamente semplice e
la storia sembra essere uscita dalla penna di Andersen, a
cui palesemente si ispira, ma anche dalle pagine di La Fontaine,
seppur con derive curiose, ironiche e molto moderne che i
grandi classici non avrebbero mai neppure pensato immaginabili.
La piccola pennuta protagonista del breve romanzo si trova
per volere del fato a vivere i suoi primi giorni in una situazione
d'abbandono in cui riesce a sopravvivere solo grazie al calore
e alla protezione di una vecchia pantofola gettata accanto
a un bidone della spazzatura. Come Konrad Lorenz e le sue
anatre ci hanno insegnato, l'imprinting iniziale è
quello che crea la personalità e l'affettività
dell'animale: ecco dunque la sdrucita pantofola a forma di
topolino trasformarsi in una adorata mamma. Che animale sarà
la nostra protagonista? Una pantofola, naturalmente. E il
dubbio di non esserlo non la sfiorerebbe neppure se non fosse
per una conoscenza interessante e costruttiva che la piccola
fa dopo qualche giorno con un giovane castoro, molto più
esperto di lei in fatto di esistenza e di scelte personali,
che, pur assecondandola nel suo desiderio di vivere accanto
alla statica madre, le istilla il dubbio: che animale sei?
Sulla sua strada troverà i filosofi e i politici, una
famiglia adottiva e un fidanzato traditore, un gruppo di invisibili
talpe e un adorabile lupo. Frequenterà luoghi esclusivi
e giardinetti periferici, vivrà in lande misere e deserte
e in piacevoli dimore, imparerà a volare con le sue
ali, in tutti i sensi, e scegliere non in base alle apparenze,
ma seguendo la profondità dell'animo che sia di anitra
o di lupo poco importa: quella è solo l'inutile, superficiale
apparenza.
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L'ultimo repubblichino , Carlo Mazzantini
Marsilio
Con la foga e la rabbia che da allora non si sono più
spente Carlo Mazzantini torna ai giorni della sua resa, ne
evoca il clima drammatico e violento e ricorda i nobili motivi
di una scelta sbagliata opponendoli al calcolo e all’opportunismo
di chi invece prese la strada giusta. Ai giudizi sommari non
ci sta e rivendica in questa occasione inevitabilmente celebrativa
le sue buone ragioni, l’autenticità del sentimento
patriottico, la generosità di una passione civile,
il coraggio di una granitica fedeltà. Mazzantini pretende
che la logica dei vincitori, tanti anni dopo, ceda il passo
a una più serena e ragionevole valutazione dei comportamenti
individuali che tenga conto del consenso popolare che accompagnò
il fascismo lungo la sua storia. "Io c’ero, e non mi
sono scordato nulla. Nemmeno una parola un gesto, una smorfia",
racconta non senza orgoglio, ricordando quegli anni lontani,
quando neppure ventenne decise di difendere l’onore della
patria, e insiste: "Non è andata a quel modo",
come racconta la storiografia ufficiale. Durante il fascismo
il consenso fu largo, larghissimo, se non "generale";
a guerra conclusa, dividere i protagonisti tra "uomini
e no" è un’imperdonabile ipocrisia che scarica
sui "ragazzi di Salò" responsabilità
che non appartengono loro. La patria, in quegli anni è
morta davvero come ogni patria d’Europa, ma dividere gli uomini
tra eletti e reprobi serve solo a rinnovare l’odio, a impedire
che il passato finisca e che il peso della colpa gravi tutto
su quei "figli di stronza" che combatterono fieri
dalla parte sbagliata. Il 25 aprile può diventare la
festa di tutti solo se, ora che "tutti sanno tutto",
cesserà di essere soltanto la festa dei vincitori.
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Venuto al mondo , Margaret Mazzantini
Mondadori
Una mattina Gemma lascia sale su un aereo, trascinandosi dietro un figlio di oggi, Pietro, un ragazzo di sedici anni. Destinazione Sarajevo, città-confine tra Occidente e Oriente, ferita da un passato ancora vicino. Ad attenderla all'aeroporto, Gojko, poeta bosniaco, amico fratello, amore mancato, che ai tempi festosi delle Olimpiadi invernali del 1984 traghettò Gemma verso l'amore della sua vita, Diego, il fotografo di pozzanghere. Il romanzo racconta la storia di questo amore, una storia di ragazzi farneticanti che si rincontrano oggi invecchiati in un dopoguerra recente. Una storia d'amore appassionata, imperfetta come gli amori veri. Ma anche la storia di una maternità cercata, negata, risarcita. Il cammino misterioso di una nascita che fa piazza pulita della scienza, della biologia, e si addentra nella placenta preistorica di una guerra che mentre uccide procrea. L'avventura di Gemma e Diego è anche la storia di tutti noi, perché questo è un romanzo contemporaneo. Di pace e di guerra. La pace è l'aridità fumosa di un Occidente flaccido di egoismi, perso nella salamoia del benessere. La guerra è quella di una donna che ingaggia contro la natura una battaglia estrema e oltraggiosa. L'assedio di Sarajevo diventa l'assedio di ogni personaggio di questa vicenda di non eroi scaraventati dalla storia in un destino che sembra in attesa di loro come un tiratore scelto. Un romanzo-mondo, di forte impegno etico, spiazzante come un thriller, emblematico come una parabola.
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Sognavo di correre lontano , Ron Mc Larty
Sperling & Kupfer
Con ancora indosso l'abito scuro del funerale dei genitori,
Smithy inforca la bicicletta della sua adolescenza e punta
verso Los Angeles, lasciandosi alle spalle il Rhode Island.
Lo scopo è attraversare gli Stati Uniti e ritrovare
la sfortunata e amatissima sorella Bethany. Lungo il tragitto,
non mancheranno incidenti, sparatorie, rapine e insulti:
ma Smithy non perderà mai la sua incrollabile fiducia
nel prossimo e il suo candore. Riuscirà così
a trovare anche chi si prenda cura di lui, malgrado le batoste
del destino, e a sua volta aiuterà un malato di AIDS,
salverà un bambino disperso in una bufera di neve,
entrerà nelle vite di innumerevoli sconosciuti, e
altrettanti farà entrare invece nella sua, in un
susseguirsi si svolte e fuori programma. Fino all'arrivo
a una destinazione non prevista.
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Eclipse, Stephenie Meyer
Fazi
È il terzo titolo della saga di Stephenie Meyer sulla
storia d'amore tra la giovane Bella e il vampiro buono Edward,
dopo "Twilight" e "New moon". Mentre Seattle
è funestata da una serie di strani omicidi e una vampira
spietata continua a darle la caccia, Bella si trova ancora
una volta in serio pericolo. È arrivato per lei il
momento delle decisioni e dei sacrifici: basterà il
fidanzato Edward a farle dimenticare il migliore amico Jacob?
Troverà il coraggio necessario a diventare una Cullen?
Obbligata a scegliere fra l'amore e l'amicizia, è consapevole
che la sua decisione rischia di riaccendere la millenaria
lotta fra vampiri e licantropi. Nel frattempo l'esame di maturità
è alle porte e per Bella il momento della verità
si avvicina...
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Scusa ma ti chiamo amore
Federico Moccia
Rizzoli
“Buongiorno mondo. La tua Niki a rapporto. Aspetta che
mi stiracchio un po’. Non ci credo… È stato favoloso!
Basta non ci pensare, Niki. Torna normale. Fly down… Piedi
per terra. Non tre metri sopra il cielo… Più si sale
in alto... e più ci si fa male quando si cade!”
Basta il nome: Federico Moccia, e c'è la sicurezza
del bestseller!
Chiaro anche il target dei lettori: giovani e giovanissimi.
Proprio per questo il linguaggio dell’autore riproduce le
modalità comunicative dei ragazzi e di certo è
letto e amato da chi usa quotidianamente parole ed espressioni
che qui può ritrovare. Grande merito quindi a questo
autore che sa far leggere i ragazzi, che appassiona e incatena
a una pagina chi non ne ha forse l’abitudine.
Ecco la storia a grandi linee.
Rispetto ai romanzi precedenti dell'autore, questa volta
i protagonisti non sono tutti giovanissimi.
Alex ha quasi trentasette anni (età che solo negli
ultimi anni lo fa definire “ragazzo”) ed è stato
da poco lasciato dalla sua storica fidanzata Elena. Ha una
mamma (a cui non ha il coraggio di parlare dell’abbandono),
delle sorelle sposate con figli, amici anch’essi già
“sistemati”. È un pubblicitario di un certo successo,
ma la sua carriera potrebbe essere messa in pericolo da
un giovane e rampante nuovo assunto in azienda.
Conosciamo poi gli altri protagonisti del romanzo, i “ragazzi
veri”: altra età, sono tutti intorno ai diciassette,
diciotto anni, problemi adolescenziali, dialoghi divertenti
e specchio della mentalità e delle abitudini dei
più giovani. Tra loro c’è Niki, ha diciassette
anni, è davvero bella ed è anche intelligente
e spiritosa.
Caso vuole che i due, Alex e Niki, si incontrino: un incidente,
per fortuna non grave, in macchina c’è lui, per terra
lei caduta dal motorino. Non si è fatta male e così
Alex l’accompagna a scuola, lasciandole il suo biglietto
da visita per l’assicurazione.
Mentre l’autore segue gli altri personaggi, concentriamo
invece l’attenzione sui due protagonisti: i loro incontri,
prima amicali e pieni di ironia, poi sempre più intimi...
ed è rapidamente amore!
Ma la differenza d’età crea ben presto problemi:
sono soprattutto i genitori di Niki a essere preoccupati.
Le bugie, le classiche bugie da liceale, i ritardi per cena,
le fughe fuori città per un primo bagno, e poi i
compiti in classe: problemi che, generazione dopo generazione,
tutti hanno vissuto e a cui pensano con affetto anche quelli
che hanno superato l'adolescenza da parecchi anni.
Ed ecco che Alex scopre Niki ogni giorni un po’ di più:
ora bambina, ora donna, ed è questo che lo affascina,
lo attira. E Niki senta per la prima volta nella vita l'intensità
di un amore vero, un'attrazione fortissima, un senso di
vuoto se lui è assente.
… ma quando Elena, la ex fidanzata, ritorna pentita, quando
dice che è pronta a sposarlo, ecco la confusione
nella mente di Alex diventa insopportabile. Vorrebbe essere
saggio, vorrebbe seguire il buonsenso, attraversa giorni
difficili ma la verità, la verità dei sentimenti,
alla fine vince.
La maturità è sempre meno questione d’età,
sembra dire l'autore, l’adolescenza può non essere
legata ai diciassette anni e poi l’amore è quel sentimento
che va ben oltre le formalità, che sa superare mille
barriere, che non accetta il classico buonsenso, insomma
che finisce sempre con il dimostrare e far valere le proprie
ragioni.
Un libro leggero, pieno di tenerezza, che scorre con facilità
e che non dà mai troppo peso al negativo della vita,
insomma una specie di invito all’ottimismo e a seguire gli
impulsi dei sentimenti.
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Ma come hai ridotto questo paese? , Michael Moore
Mondadori
Quando l'establishment politico statunitense ha cercato
di mettere la sordina al diffuso dissenso nei confronti
della guerra in Iraq, un uomo è salito sul palco
della cerimonia di premiazione degli Oscar e - davanti a
un miliardo di persone - ha smascherato George W. Bush,
la sua presidenza e la sua guerra. Ora, a pochi mesi di
distanza dal successo di Stupid White Men, Michael Moore
è tornato più scatenato che mai con un obiettivo
semplice e chiaro, per nulla ambizioso: l'uomo che si è
intrufolato nella Casa Bianca deve sloggiare.
Ma nell'occhio del ciclone non c'è solo il povero
George W.: gli tengono compagnia sulla graticola quei famelici
megaboss delle multinazionali, quei legislatori che hanno
fatto a pezzi le libertà civili americane, nonché
un certo cognato "destrorso" che riesce a rovinare
pranzi di famiglia con idiozie ripetute a vanvera.
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Padrona e amante ,
Anita Nair
Neri Pozza
Prologo
DUNQUE, DA DOVE DEVO INIZIARE?
Dal volto. Sì, iniziarne dal volto, che indica il
mutare del cuore. È grazie al volto che decodifichiamo
i pensieri, traducendoli in una lingua priva di suoni. Sei
perplesso? Ti chiederai come possa esistere una lingua priva
di suoni. Non negare. Te la leggo negli occhi questa domanda.
Mi rendo certo conto che conosci molto poco del mondo in
cui sto per condurti. Capisco che tu sia preoccupato che
tutto questo possa andare oltre la tua comprensione. Ma
voglio che tu sappia che fallirei nel mio scopo se non ti
trasmettessi almeno una stilla dell'amore che nutro per
la mia arte. Quando avrò finito, sono convinto che
proverai i miei stessi sentimenti. O almeno, quasi.
Fidati di me. È tutto quello che ti chiedo. Fidati
e ascolta. E fidati della tua intelligenza. Non lasciare
che siano altri a decidere per te quello che è o
non è alla portata della tua comprensione. Sei in
grado di assimilare questo e molto di più. Te lo
assicuro.
Guardami. Guarda la mia faccia. La faccia nuda, quando è
priva di colori e trucco, di lustrini e ornamenti. Che cos'abbiamo
qui? La fronte, le sopracciglia, le narici, la bocca, il
mento e trentadue muscoli facciali. Sono questi i nostri
strumenti ed è con questi che creeremo quella lingua
senza parole. I navarasa: amore, scherno, dolore,
ira, coraggio, paura, disgusto, meraviglia, pace.
Nella danza, come nella vita, non ci servono più
di nove modi di esprimerci. Li puoi definire i nove volti
del cuore.
Col tempo, ciascuno l'avrebbe ricordato in modo differente.
Ma, per il resto della loro vita, mai sarebbe svanito; il
ricordo di quell'istante di grazia. Di luce che scivolava
lungo la scala di alluminio, proiettando come ombra un alone
bianco; di una brezza che s'era rinfrescata sopra le pozze
d'acqua disseminate lungo il letto del fiume. Di Chris in
attesa, un'isola di immobilità su quel binario così
affollato.
Stava immobile, incurante degli sguardi curiosi dei ragazzini
che gli si erano fatti intorno con gli occhi famelici e
le mani tese, dei venditori che lo incitavano a comprare
la loro mercé. Ignaro del fatto che il suo bagaglio
stesse bloccando l'accesso alle scale, strappando mormoni
e borbottii alla gente che inciampava nelle sue valigie.
Chris si guardò intorno, mentre spirali di luce rimanevano
impigliate nei suoi capelli; il peso di quella che pareva
una gigantesca custodia di violino gli piegava il corpo
da una parte. Quasi a compensazione, la bocca era tirata
a formare una linea storta, dubbiosa.
Rimasero lì per un istante, a osservarlo. Poi lui
alzò lo sguardo e li vide fermi in cima alle scale.
Un vecchio, una giovane donna e un uomo non giovanissimo.
Esitanti, incerti, eclissavano il fascio di luce e rallentavano
la fiumana dei passi.
La linea della bocca si addolcì in una curva, un
gesto in cui la contentezza era così trasparente
e così scevra della consapevolezza di quanto sarebbe
accaduto in seguito, che ciascuno ebbe la sensazione che
un'ala di farfalla, vellutata ed eterea, avesse sfiorato
loro l'anima. Una carezza breve e incantatrice: subito,
come fu svanita, ne sentirono la nostalgia.
Tale fu la grazia di quell'istante.
Poi, come volesse accampare un primo diritto, la giovane
donna si fece avanti. «Salve, lei deve essere Christopher
Stewart», disse. «Io sono Radha. Benvenuto».
Aveva teso la mano verso di lui proprio mentre Chris univa
le sue nel riamaste, come la sua guida suggeriva
di fare quando si saluta una donna in India.
Radha lasciò cadere la mano, come le fosse stato
mosso un rimprovero. Lui le tese la sua, come a chiedere
scusa. Con quell'annaspare di gesti, modi e tentativi maldestri,
Chris si installò in una nuova terra.
«Salve, io sono Chris. Piacere di conoscerla, Radha».
Pronunciò il suo nome attardandosi sulle sillabe,
affidandole alla memoria, assaporando ogni gruppo di suoni.
Radha rabbrividì. Radha era un soffio lieve alla
base della spina dorsale. Per rompere l'incantesimo, si
volse verso l'uomo non giovanissimo. «Questo è
Shyam», disse.
Lui sorrise e gli tese la mano.
«Scem», quasi guai Chris, con la sensazione
di aver infilato le dita in un mangano. Ma che razza di
nome era quello? O, per meglio dire, che tipo di animale
era quello? si chiese districando le dita dalla stretta.
Nascose le mani dietro la schiena e prese ad aprire e chiudere
lentamente le dita intorpidite.
Ignorando il disagio di Chris, l'uomo protestò: «
Scemo, non sono uno scemo. E S-h-y-a-m».
Ma Chris si era già diretto verso il vecchio. «E
lei, signore», disse lentamente. Gli era stato detto
che l'anziano parlava un po' d'inglese. «Lei deve
essere Mr. Koman».
L'anziano fece un cenno con la testa. Chris sorrise, incerto.
Nei pochi giorni che era stato in India, aveva già
avuto a che fare con quel modo di annuire e non riusciva
ancora a decifrare se significasse un sì o un no.
Radha si avvicinò al vecchio. «Zio»,
disse, «questo è Christopher Stewart».
Chris disse lentamente, non del tutto certo di quanto l'uomo
lo comprendesse: «II suo amico, Philip Read, mi ha
parlato molto di lei. Sono onorato che abbia accettato di
incontrarmi».
Il vecchio gli prese le mani tra le sue e sorrise. Il calore
del suo sguardo intenso gli si insinuò dentro. Chris
esaminò furtivamente il volto del vecchio, alla ricerca
di qualche tratto o curva familiare. Vide delle zampe di
gallina che increspavano gli occhi sotto le sopracciglia
cespugliose. Osservò che gli zigomi alti distendevano
la pelle dell'anziano, conferendogli un aspetto quasi giovanile
e poi vide la fossetta sul mento e sentì una vampa
di luce. Fissò intento le loro mani intrecciate.
Ciao, disse fra sé. Ciao, vecchio al di là
del mare. Ciao, padre... forse. Ciao, ciao, ciao...
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Invarianze. La struttura del mondo oggettivo , Robert
Nozick
Fazi Editore
I recenti sviluppi delle scienze naturali e umane - in primo
luogo la fisica, la biologia, l'economia e le neuroscienze
- lanciano sfide di enorme portata ai concetti filosofici
tradizionali. Robert Nozick, uno dei maggiori filosofi del
secondo Novecento (scomparso nel 2002), raccoglie il guanto
e si confronta in Invariances, il suo ambizioso testamento
teoretico, con le più recenti acquisizioni in ciascuna
di queste discipline, consegnandoci una delle più
innovative ricerche filosofiche degli ultimi anni. Con la
sua rara chiarezza e il suo consueto rigore, Nozick esplora
coraggiose possibilità teoriche, allontanandosi spesso
dai sentieri più battuti, e pone in nuova luce molte
delle principali questioni filosofiche tradizionali: il
relativismo, la verità, la natura oggettiva della
scienza e del progresso scientifico, la possibilità
di una teoria fisica unificata della realtà, la natura
e le funzioni della coscienza umana, l'insorgenza e gli
obiettivi della morale. Alcuni esempi delle sue tesi: la
verità dipende dallo spazio-tempo ed è relativa
ad esso, non è tuttavia socialmente relativa all'interno
della comunità umana. I fatti oggettivi sono invarianti
sotto trasformazioni specifiche; i processi di produzione
di credenze oggettive coinvolgono sì fattori di distorsione,
ma questi hanno in gran parte dei casi una rilevanza trascurabile.
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L'età di mezzo , Joyce Carol Oates
Mondadori
A Salthill-on-Hudson tutti sono ricchi, bellissimi e, benché
sembrino molto più giovani, di mezza età.
Ma quando Adam Berendt, un misterioso e carismatico sculture,
muore all'improvviso in un azzardato atto di eroismo, l'intera
cittadina resta scossa. Chi era Adam? La sua tragica fine
e l'emergere di voci incontrollabili sui suoi presunti amori
gettano amici e conoscenti nella confusione, nel lutto,
in una situazione di incertezza che li spinge a riflettere
sulle proprie vite. Tutti finiscono per essere profondamente
cambiati dalla sua scomparsa.
L'età di mezzo è un ritratto spietatamente
comico, intimo e pieno di partecipazione della classe benestante
all'alba del XXI secolo. Incisivo, profondo, irresistibile,
è una grande saga americana all'insegna della ricerca
di un'identità perduta, della crudele nostalgia di
un Eden smarrito.
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Il matematico impertinente , Piergiorgio
Odifreddi
Longanesi
Il titolo dà un'idea dello spirito dell'autore: impertinente,
in senso letterale, è chi non appartiene.
L'occhio del logico osserva i fenomeni e gli uomini: i saggi
sono raccolti in sezioni che si aprono con interviste immaginarie
a personaggi del passato (Hitler, Gesù, Dante, Aristotele…)
e si chiudono con interviste reali a quelli del presente (Chomsky,
il Dalai Lama, Saramago, Kripke…). |
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Le menzogne di Ulisse. L'avventura della logica
da Parmenide ad Amartya Sen , Piergiorgio Odifreddi
Longanesi
La logica è lo studio del logos, vale a dire del
pensiero e del linguaggio. E poiché le più
alte vette del pensiero e gli esiti più raffinati
del linguaggio trovano espressione, tra l'altro, nella filosofia
e nella matematica, l'autore guida il lettore tra i sentieri
ininterrotti di questo paese delle meraviglie che, in un
certo senso, sta a mezza strada tra Dio e il Diavolo. Un
viaggio fra le trappole del pensiero che non si nega il
piacere dell'aneddoto e in cui, attraverso le pieghe e le
suggestioni del passato, Odifreddi compie un'analisi critica
del presente.
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Il matematico impenitente , Piergiorgio Odifreddi
Longanesi
Polemico, brillante, iconoclasta, sempre pronto a schierarsi
in difesa della razionalità e dell’intelligenza. Torna
Piergiorgio Odifreddi al suo meglio.
Dopo il successo di Il matematico impertinente, con questo
nuovo libro Odifreddi ritorna ad attraversare in lungo e in
largo i territori della galassia logico-matematica e dei suoi
pianeti. Sono saggi e articoli sui temi congeniali all’autore,
cui si aggiungono considerazioni sulla religione, l’attualità
politica, la lingua e la letteratura. L’occhio del logico
e del matematico osserva i fenomeni e gli uomini, ma è
un occhio freddo, capace di vedere le cose senza pregiudizi,
di osservare (e giudicare) i più svariati eventi del
presente e del passato. Nel lungo percorso di questo libro
si incontrano Galileo, Einstein, Fermi, Newton, Kant, Dante,
gli scacchi, la magia, i computer. Un viaggio di esplorazione
attraverso gli enigmi, i misteri (e talvolta le miserie) dell’intelligenza
(artificiale e non), nel segno di una logica che viene assunta
a paradigma e metafora della corretta igiene mentale.
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Contro il fanatismo , Amos Oz
Feltrinelli
“Come curare un fanatico? Inseguire un pugno di fanatici
su per le montagne dell'Afghanistan è una cosa. Lottare
contro il fanatismo è un'altra, completamente diversa.
L'attuale crisi mondiale in Medio Oriente o in Israele e Palestina
non discende dai valori dell'Islam. Non è da imputarsi,
come dicono certi razzisti, alla mentalità araba. Ha
invece a che fare con l'antica lotta fra fanatismo e pragmatismo.
Fra fanatismo e pluralismo. Fra fanatismo e tolleranza. Il
fanatismo nasce molto prima dell'Islam, del cristianesimo,
del giudaismo. Viene prima di qualsiasi stato, governo o sistema
politico. Prima di qualsiasi ideologia o credo. Disgraziatamente,
il fanatismo è una componente sempre presente nella
natura umana, è un gene del male." (Amos Oz) |
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Non dire notte
Amos Oz
Feltrinelli
È il 1990. Theo ha sessant’anni. È un uomo
che ha attraversato la vita con intelligenza e coraggio: è
stato urbanista di grande valore, ha progettato insediamenti
e quartieri modello; ha vissuto le stagioni della guerra e
quelle dell'incerta pace nella sua giovane patria, Israele.
Ha conosciuto la sua terra e anche il mondo; ha continuato
a progettare, a conoscere la natura e le debolezze degli esseri
umani, ad amare sbrigativamente tante donne. Poco alla volta
ha intuito che nulla è poi così importante,
che la vita passa senza quasi lasciare segno. Poi, un giorno,
in Venezuela, ha incontrato Noa, una professoressa israeliana
più giovane di lui di quindici anni e in un attimo
gli è parsa la persona giusta con cui invecchiare,
un’anima pura da proteggere amorosamente dalla brutalità
dell’esistenza. Così l’ha portata in patria, prima
nella chiassosa Tel Aviv e poi in una piccola città
israeliana “inventata”, Tel Kadar, spuntata come un fiore
polveroso in mezzo al deserto del Negev, il posto giusto dove
dimenticare l'insensatezza della vita e invecchiare in pace.
I turbini di sabbia che si sollevano all'alba ai bordi del
paese sembrano a Theo l'immagine giusta su cui meditare, molto
più vera di ogni presunzione umana e di ogni convulsa
volontà. Ma Noa non è una donna arresa alla
disillusione, anzi, aspetta solo l'occasione per spendersi
totalmente in un impegno profondo. L'occasione per farlo arriva
tragicamente quando un suo allievo diciassettenne, Immanuel
Orvieto, muore per overdose e il padre del ragazzino le chiede
di aprire un centro per giovani tossicodipendenti dedicato
al figlio. È l’occasione che Noa aspettava, ma anche
il momento per una scelta importante: continuare come sempre
o battersi e correre rischi per realizzare qualcosa di diverso?
Noa accetta la sfida con tutta la determinazione che possiede
perché, ovviamente, nessuno vuole avere drogati sotto
casa, nessuno vuole seccature. Anche Theo, compagno fedele
e premuroso, la scoraggia col suo mutismo e il suo sguardo
impassibile. Il rapporto che già da tempo sembrava
essersi sopito, entra in crisi. Due modi opposti di concepire
la vita si scontrano: l'entusiasmo contro la saggezza di chi
è convinto che tutto sia inutile; la buona volontà
contro il nichilismo; l'amore contro il fatalismo.
I due protagonisti si alternano di capitolo in capitolo nella
narrazione della vicenda: la forza delle due personalità
si mescola alle vite degli abitanti di Tel Kedar, vecchi e
nuovi immigrati, persone colpite da tragedie immani, ma anche
personaggi buffi e vitali.
Non dire notte è un libro "minore, intimo, una
musica da camera" – dice Amos Oz in una recente intervista.
"Non è esplicitamente un romanzo politico: non
tratta del destino del popolo ebraico, di coloni, di guerra,
di Mossad o di conflitto israelo-palestinese, bensì
dell’Israele che non appare alla Cnn. È un libro che
parla d’amore, gelosia, passione, morte. Di gente che vuole
fare qualcosa di buono, fare del bene – tema molto raro in
letteratura – e poco importa se lo fa in piccolo", in
un paese sperduto nel deserto.
In questo libro più che mai, Amos Oz sa raccontare
i limiti e le infinite risorse dell’amore e della tolleranza
in questo vortice polveroso che è la vita; sa narrare
tutte quelle piccole cose che rimarranno anche quando i grandi
eventi saranno dimenticati.
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Neve , Orhan Pamuk
Einaudi
“Ogni persona doveva avere un suo fiocco di neve, in
cui c’era la mappa interna della sua vita. […]
Secondo Ka, dietro alla vita di tutti c’erano una mappa
e un fiocco di neve di questo tipo, e il fatto che le persone
che da lontano si somigliano siano in realtà tanto
diverse, strane e incomprensibili, si poteva dimostrare facendo
l’analisi del fiocco di neve di ognuno.”
È la neve l’immagine dominante
del romanzo di Pamuk. La neve che scende lentamente, la neve
che silenziosamente ricopre ogni cosa. Alla sua luce candida
e misteriosa sfumano i confini di ogni certezza e la realtà
si trasfigura, mentre in essa si proiettano sogni e illusioni,
incubi e angosce di un’umanità tormentata e confusa.
Così la città di Kars, estrema periferia orientale
dell’Anatolia, infine isolata dal resto del Paese a
causa delle avverse condizioni atmosferiche, diviene teatro
di eventi senza eguali.
Le sue vie affollate, l’atmosfera malinconica e solitaria
dei vecchi palazzi russi e armeni, delle abitazioni abbandonate
e delle rovine: il palcoscenico della città si trasforma
per tre giorni nel terreno di confronto di tutte le anime
contraddittorie e vitali che agitano il popolo turco.
Con un piede in Europa e l’altro nel cuore dell’Islam,
la Turchia si regge su un equilibrio estremamente precario.
Pamuk denuncia lo smarrimento di una Paese afflitto da infinite
contraddizioni culturali e lacerato da estremismi ed eccessi
di ogni sorta. Emerge con forza l’inevitabile confronto
con l’Europa, specchio deformante di paragone, di fronte
al quale un’intera civiltà si dibatte fra laicità
e religione, fanatismo tradizionale e modernizzazione forzata,
fondamentalismo islamico e democrazia occidentale. E nel mezzo
le rivendicazioni etniche di curdi, georgiani, armeni e degli
stessi turchi.
Tutte queste voci si innalzano nel romanzo polifonico di Pamuk,
emblema di una Turchia alla ricerca di un’identità
univoca e forte da contrapporre alla fagocitante supremazia
occidentale.
Un’unica voce si distacca dalle altre: di ritorno in
Turchia dopo un lungo periodo di esilio in Germania, il poeta
Ka approda nella remota Kars e si ritrova spettatore involontario
di questa esplosione di follia. Più di tutto il caos
circostante è però la placida indifferenza della
neve a colpire i suoi sensi. Attratto dal suo fascino irresistibile,
Ka ne coglie infine l’intimo segreto e la profonda armonia
con la natura umana. Così come ogni fiocco di neve
nasconde in sé una struttura peculiare e irripetibile,
così la vita di ogni uomo possiede una propria esclusiva
sinfonia, che rappresenta la felicità in nome della
quale vale la pena vivere.
Pur assistendo da vicino agli eventi, Ka non si lascia coinvolgere:
egli decide piuttosto di intraprendere una lotta del tutto
personale, l’ultima, l’estremo tentativo di afferrare
quella felicità che fino ad allora gli era stata sottratta.
Un eroe solitario, un Sognatore, a tratti grottesco, che insegue
l’amore di una donna per uscire da una profonda crisi
esistenziale e spirituale. Annullando tutto il resto, egli
proietta nell’unione con Ipek l’ansia di verità
della sua vita, per afferrare quell’armonia sublime
che può donare all’uomo la placida serenità
e la quiete perpetua della neve. Immergendosi in questa felicità
promessa e ormai prossima, Ka ritrova persino l’ispirazione
e a Kars riesce a scrivere, dopo anni di silenzio, numerose
poesie che racchiudono questa nuova acquisita consapevolezza
dell’intimo ordine del cosmo.
La vicenda personale di Ka e quella universale del microcosmo
Kars si avvolgono l’una all’altra, incrociandosi
e allontanandosi nel delirio allucinante del poeta. Il destino
finale è però comune. La neve si scioglie, rabbia
e follia si placano mentre la città ricade nel suo
quotidiano e antico torpore. E Ka, ancora una volta, si lascia
sfuggire il suo sogno. La sua vita, di ritorno in Germania,
riacquista la monotona disarmonia precedente e la sua sopravvivenza
si trascina nel ricordo delle tre giornate cruciali di Kars.
Il disperato tentativo di Ka di raggiungere la propria salvezza,
nel mezzo di eventi terribili e sofferenze atroci, rappresenta
uno dei punti più sublimi e tragici dell’opera
di Pamuk. In lui la recente solitudine dell’esule e
quella antica di un popolo sospeso fra due mondi: intrappolato
in se stesso e incapace di stabilire un contatto sincero con
il mondo esterno egli non riesce neppure ad afferrarsi a Ipek,
ultimo appiglio alla realtà della vita.
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Scrivere bene per comunicare con grande efficacia
, Edna Perrotti
Italianova
Un libro da tenere sempre con sé al lavoro, a scuola,
a casa. Scrivere bene è il proprio biglietto da visita
e un prerequisito sempre più richiesto dalle aziende.
In questo corso di scrittura il lettore troverà i
migliori strumenti per apprendere a comunicare con grande
efficacia ed elaborare testi impeccabili. Il libro insegna
a scrivere e imparerai a migliorare la corretta stesura
di un testo, ad organizzare le idee e a trasformare le presentazioni,
le e-mail e i temi in testi chiari e coerenti, persuasivi,
fluenti ed efficaci.
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Tobruk 1940 , Folco Quilici
Mondadori
Il 28 giugno 1940 il trimotore su cui volava Italo Balbo
con altre otto persone venne abbattuto dalla contraerea
italiana nel cielo di Tobruk, in Libia. Benché ufficialmente
archiviato come deplorevole errore, sin dal primo momento,
su quell' "incidente" circolò il sospetto
di un complotto suggerito da Mussolini per colpire il Maresciallo
dell'Aria e gli uomini a lui vicini, avversi a una guerra
a fianco della Germania nazista.
A bordo di quell'aereo era anche Nello Quilici, giornalista
e storico chiamato in Libia per redigere il diario di una
guerra impossibile; e padre di Folco Quilici, che nel libro
ripercorre la vicenda che ha segnato la sua vita. Ma la
rivisitazione dei luoghi che furono teatro della tragedia.
Per tentare di rispondere, Folco Quilici non si limita a
ricostruire gli eventi di quei giorni di guerra e quanto
era accaduto. Ma propone interpretazioni e scoperte che
gettano una nuova luce sui fatti, come una testimonianza
del clamoroso contrasto che Balbo tenne rispetto alla delibera
delle leggi razziali.
In Tobruk 1940 Folco Quilici riesce a comunicare il senso
di una tragedia alla quale l'Italia non era preparata. Importante
completemento è il saggio dello storio dell'Aeronautica
Gregory Alegi e il DVD, "Balbo aviatore", film-documentario
che Alegi e Quilici propongono come contributo alla comprensione
dei fatti.
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Una questione di sangue , Ian Rankin
Longanesi
“La stazione di polizia era una scatola schiacciata, dirimpetto
a una chiesa episcopale. Un cartello sul portone avvisava
che dalle nove alle cinque dei giorni feriali il pubblico
poteva rivolgersi all' “incaricato civile” presente in loco,
mentre un secondo cartello spiegava che, nonostante le dicerie
in senso contrario, la cittadinanza poteva contare su pattugliamenti
24 ore su 24…”.
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La frattura etica , Luca Ricolfi
L’ancora del mediterraneo
Dopo che in molti ne avevano decretato la fine, i concetti
di destra e sinistra sono prepotentemente tornati al centro
del dibattito politico.
Ciò è accaduto in parte sotto la spinta del
sistema maggioritario, che ha creato una netta frattura
fra gli schieramenti , in parte in virtù di campagne
elettorali nelle quali il leader di partito , demonizzando
l’avversario, ha trasformato il voto in una scelta
di campo morale. Ma le preferenze politiche dei cittadini
riflettono effettivamente le loro preferenze morali?
Il saggio mostra la capacità dei principi morali
di guidare le scelte politiche, e l’importanza della
contrapposizione etica fra individualisti e antiindividualisti:
questa frattura fondamentale non corrisponde all’opposizione
destra-sinistra, ma la taglia trasversalmente ,costringendo
a ripensare le categorie politiche.
Una nuova e convincente interpretazione della sconfitta
della sinistra, imputabile alla sua crisi interna e a un
effettivo spostamento a destra degli italiani.
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Salvare il mondo senza essere Superman. Gesti di
ecologia quotidiana , Roberto Rizzo
Einaudi
Proteggere l'ambiente e porre un freno al consumo intensivo
di risorse che mette a repentaglio la qualità dell'aria
e delle acque, il clima, la biodiversità, le foreste:
in questa sfida ambientale sono gli abitanti dei Paesi industrializzati,
ossia i maggiori responsabili dell'inquinamento del pianeta,
a doversi impegnare per primi.
La strada da intraprendere per ridurre l'inquinamento in
realtà è meno impegnativa di quello che comunemente
si crede. Non è necessario essere Superman o fare
cose meritevoli del premio Nobel, come Wangari Maathai,
prima ambientalista e prima donna africana a ricevere l'onorificenza:
basta mettere in pratica alcuni semplici accorgimenti e
avere fiducia che anche piccoli gesti possono essere utili.
In questa guida ogni capitolo parte da un caso particolare
per poi analizzare i dati di consumo energetico in Italia
e nel mondo e soprattutto consigliare alcune buone pratiche
da seguire in ogni ambito della vita di tutti i giorni:
i trasporti, l'energia elettrica, la casa, i rifiuti, l'acqua,
la spesa.
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L'interpretazione della morte
Jed Rubenfeld
Rizzoli
Politica, psicanalisi e corruzione nell’alta società
ben mixati in un romanzo storico degno della miglior tradizione.
L’eminente costituzionalista e professore di diritto a Yale
Jed Rubenfeld parte da un fatto realmente accaduto ma con
lati misteriosi, come la visita fatta nel 1909 da Freud negli
USA per tenere una serie di conferenze sulla psicoanalisi,
e sviluppa un intrigo emozionante in cui personaggi noti come
Freud e i suoi seguaci Ferenczi e Jung, che lo accompagnarono,
interagiscono con personaggi di fantasia, ben calibrati per
far rivivere l’atmosfera della New York d’inizio secolo, una
metropoli sorprendentemente moderna, costellata da un numero
crescente di grattacieli e già dotata di metropolitana.
Il dibattito che sta per accendersi attorno alla psicanalisi
scatena resistenze moralistiche, soprattutto nelle alte sfere
puritane della città, procurando a Freud parecchi grattacapi,
fra cui il crescente distacco da Jung che Rubenfeld, per esigenze
romanzesche, anticipa al periodo del viaggio americano.
Sulla godibilissima ricostruzione d’ambiente s’innesta una
trama gialla ispirata a veri casi clinici freudiani: una giovane
donna viene seviziata e uccisa, e la sera dopo un’altra viene
sottoposta alle stesse violenze ma sopravvive, seppure preda
di amnesia. Un seguace americano di Freud, su suggerimento
dello stesso maestro, intraprende un’analisi per guarire la
ragazza e arrivare alla verità, in un susseguirsi di
colpi di scena che cambiano di continuo la prospettiva dei
fatti.
Il racconto si snoda dagli attici dei grattacieli agli abissi
sotterranei della città, sempre tenuto con polso fermo
e sguardo ironico, fino alla frase finale di Freud: “L’America,
temo, è un errore.”
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Le inquietudini dell'uomo onnipotente , Massimo L. Salvadori
Laterza
"L'uomo ricco ha sempre aspirato ad un ordine che lo
protegga dalle minacce, ma, col fatto di dedicare ai più
deboli e allo sviluppo dei paesi poveri unicamente le briciole
che cadono dalla tavola di epulone, egli semina il disordine,
che troppo spesso si è illuso e continua a ad illudersi
di poter combattere fornendo armi ai tiranni del mondo e,
quando ciò non sortisce gli effetti voluti, usando
le armi in prima persona a protezione di un ordine umanamente
ingiusto."
Se i concetti di "inquietudine" e di "onnipotenza",
presenti nel titolo del saggio, possono apparire contraddittori,
Salvadori indica già nella premessa la reale convivenza
di questi due opposti sentimenti e la cosa può essere
quotidianamente verificata da chiunque osservi la realtà
con occhi consapevoli. L'accelerazione portata dal fenomeno
della globalizzazione al divario economico tra Paesi, o
tra ceti all'interno della stessa nazione, l'espansione
della democrazia e il corrispondente svuotarsi di senso
di questa stessa, le grandi conquiste della ricerca scientifica
non possono non aprire grandi travagli e grandi problemi:
"l'uomo sa sempre di più e il sapere genera
sempre maggiore potere, ma l'uomo sa dove questo immenso
potere lo porta? Dove finisce e dove comincia la sua capacità
di controllo?"
Così la tanto decantata libertà che il trionfo
del mercato ha concesso al singolo uomo non "poteva
e non può essere altro se non quello di rilanciare
nelle forme più crude la corsa tra diseguali e di
approfondire le differenze di status tra individui, gruppi
sociali e paesi".
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Storia dell'intelligenza artificiale , William Sarns
Garzanti
Le macchine pensanti sono un mito e un'ossessione del nostro
tempo. Per alcuni la vittoria di Deep Blue, il calcolatore
che ha sconfitto lo scacchista Garry Kasparov, ha segnato
una svolta epocale.
Da decenni la controversia sull'intelligenza artificiale
che minaccia di superare quella umana alimenta una dura
e appassionata polemica, analoga a quella che a suo tempo
accompagnò il dibattito sull'evoluzione. La discussione
coinvolge studiosi di diverse discipline: informatici e
neuroscienziati, matematici e filosofi, questi ultimi impegnati
nel difficile compito di definire che cosa sia l'intelligenza.
In sei sintetici capitoli, Sam Williams segue le tappe dell'evoluzione
delle macchine pensanti e il dibattito che l'ha accompagnata,
raccontando le gesta e i dubbi dei protagonisti di questa
straordinaria avventura scientifica: matematici come David
Hilbert e Alan Turing, il pioniere John McCarthy, fondatore
con Marvin Minsky dell'Artificial Intelligence Laboratory
del MIT, l'ottimista Ray Kurzweil, il profeta della realtà
virtuale Jaron Lanier, e infine Bill Joy, che ha lanciato
un appassionato grido d'allarme di fronte alle terribili
potenzialità di nano- e biotecnologie.
Accanto a scienziati e tecnici, in una panoramica chiara
e sintetica, Sam Williams non dimentica le visioni che hanno
plasmato la nostra idea di intelligenza artificiale: quelle
immaginate, tra scienza e fantascienza e con l'aiuto di
qualche ricercatore, in film come 2001: Odissea nello spazio,
Tomb Raider o Terminator.
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Mala Tempora , Giovanni Sartori
Laterza
«Il nostro è sempre stato, ed è restato,
un paese disossato. E un paese disossato, senza vertebre,
al momento della prova non reagisce: subisce. È questa
la ragione che mi fa perdere tutte le mie battaglie? Sospetto
di sì, quantomeno in parte. Dio, può darsi
che le mie battaglie non valgano granché. Ma anche
ammesso, in ipotesi, che siano invece ben combattute, mi
sa che le perderei lo stesso. Le perdo, oltretutto, perché
non sono imbrancato. E in un paese senza anticorpi il ‘fuori
branco' resta solo: una voce fuori coro e senza coro, senza
sostegno. Ma sono ormai troppo vecchio per cambiare. A perdere
sono abituato. A sottomettermi, a piegare la schiena, non
mi abituerò mai.» Dieci anni di malfare politico
nelle analisi lucide e graffianti di Giovanni Sartori.
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Firmino. Avventure di un parassita metropolitano
, Sam Savage
Einaudi
In una Boston fredda e inospitale, popolata da vecchi ubriachi
e uomini in cerca di facili passatempi, l’unico rifugio
per la giovane e indifesa Flo, è lo scantinato di
un affollato negozio. Il tepore che proviene da laggiù
calma i suoi tremori, e la carta che contiene in abbondanza
placa il suo proverbiale appetito... Flo è la madre
di Firmino e dei suoi dodici fratelli. L’unico posto sicuro
che ha trovato per mettere al mondo la sua nidiata di topini
sono gli scaffali di un’enorme libreria abbandonata, che
funge da giaciglio per la notte e anche, sempre più
spesso, da prima colazione.
Avevamo già visto il mondo attraverso gli occhi di
un topo, soprattutto nei fumetti (non solo quelli destinati
ai bambini, un esempio per tutti Maus di Art Spiegelman)
così come c’eravamo già imbattuti nelle blattelle
divoratrici di libri di Daniel Weiss (Gli scarafaggi non
hanno re). Ma stavolta ci troviamo di fronte a una storia
molto più complessa: un vero e proprio romanzo di
formazione che vede il povero Firmino intento nell’impresa
di conoscere il mondo. Ma un topo nato e cresciuto tra i
grandi maestri della letteratura mondiale ha un solo strumento
per interpretare la realtà, cioè la fantasia.
Fuori dalla sua tana, alla scoperta del mondo, Firmino può
finalmente mettere la letteratura alla prova dei fatti.
Le donne di Lawrence, le paure di Anna Frank, il mondo intero
di Oliver Twist si sgretolano di fronte a una realtà
difficile e crudele, dove le immagini incantevoli legate
alla lettura lasciano il posto agli incubi di una vita di
stenti. Firmino osserva e sogna, cercando fuori dagli scaffali
tutta la fascinazione che lo ha nutrito durante l’infanzia
e trovandosi alla fine al cospetto della più grande
fantasmagoria del secolo passato: il cinema.
I protagonisti di questo delicatissimo romanzo di Sam Savage,
uno stupefacente autore esordiente, non sono i libri, come
potrebbe sembrare, e neanche il cinema, come si direbbe
inoltrandosi nella lettura, ma è quel lento, magico
processo di nutrimento culturale che, attraverso le parole
e le immagini, alimenta il nostro spirito. Una ricerca incessante
di senso che riguarda tutti i piccoli curiosi roditori del
mondo: voraci come topi, insaziabili, spesso invisibili.
Nelle oscure cantine delle nostre città un esercito
di piccoli pensatori divora le idee del mondo. Tutti quelli
che, come il nostro Firmino, ogni giorno affrontano la prova
decisiva con loro stessi, con la loro immagine, con il disincanto
e la disillusione. Firmino coglie fino in fondo tutte le
occasioni che la vita gli offre, senza rendersi conto, alla
fine, di essere diventato per noi lettori come uno dei personaggi
letterari che hanno popolato la sua vita.
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Borges , Fernando Savater
Laterza
«La modernità crede nelle scelte deliberate
dell'individuo, nella forza di volontà, nel peso
delle influenze storiche e sociali, nelle motivazioni consapevoli
e nelle pulsioni istintive… in qualunque cosa meno che nel
destino. Ciò che di più simile al fatum siamo
disposti ad accettare è la data di nascita e, un
po' meno, quella di morte. Ne discende che, quando ci avviciniamo
a una qualsiasi biografia, dinanzi a questi due necessari
termini cronologici avvertiamo una sorta di spaventata familiarità.
Jorge Luis Borges, che al fonte battesimale, e fortunatamente
solo lì, venne chiamato Jorge Francisco Isidoro Luis
Borges Acevedo, nacque all'840 della calle Tucumán,
nella città di Buenos Aires, il 24 agosto 1899...».
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La vita eterna, Fernando Savater
Editori Laterza
«La maggior parte dei nostri più imperiosi desideri
è destinata a evitare, differire o esorcizzare la morte.
Saperci mortali è innanzitutto saperci votati alla
perdita. La cosa più grave non è esattamente
non durare, ma piuttosto che tutto si perda come se non fosse
mai esistito.»
Questo libro parla di religione, o meglio di religioni: cosa
significa credere, in che cosa crediamo o non crediamo e che
rapporto hanno queste credenze con la più importante
di tutte, l’aspirazione all’immortalità. Ma parla anche
della verità, della differenza tra credulità
e fede, delle vie non dogmatiche dello spirito, delle implicazioni
politiche dei fanatismi ortodossi, del ruolo della formazione
religiosa nell’educazione delle democrazie laiche. E parla
anche – forse soprattutto – di come si può vivere di
fronte all’inevitabile, senza concessioni al panico né
eccessi di speranza.
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A un passo dal sogno. Il romanzo di 'Amici'
Chicco Sfondrini, Luca Zanforlin
Mondadori
Mattia ha due grandi passioni, due motivi che gli fanno stringere
i denti e battere il cuore: la danza e Giada. La danza l'ha
scoperta per caso, Billy Elliot della provincia lombarda:
"Quando ballo tutto corre a mille, chiudo gli occhi ed
è come se nuotassi nell'aria, non penso più
a niente, mi vengono idee... rivedo amici d'infanzia... urlo
come un pazzo". Giada l'ha conosciuta nella scuola di
"Amici", lungo la strada verso lo stesso sogno.
L'ha notata che ascoltava l'iPod con la testa appoggiata al
finestrino del pullman. Certe volte però è così
difficile far uscire allo scoperto i sentimenti, passare dagli
SMS alla realtà. E Laura Pausini sembra aver capito
tutto mentre canta: "Vivimi senza paura / che sia una
vita o che sia un'ora ...". Questa è una storia
d'amore e di entusiasmo, batoste e soddisfazioni, amicizia
e tradimenti, complicità e paura, fatica, pazzie, slanci.
La stessa sostanza di cui sono fatti i vent'anni. E lezione
dopo lezione, sfida dopo sfida, Mattia scopre che sta imparando
qualcosa, non solo come ballerino. "A un passo dal sogno"
è il primo romanzo ispirato a un reality show. La materia
prima del racconto è tratta direttamente dalle avventure
e dalle emozioni vissute negli anni dai ragazzi del programma
di Maria De Filippi. E i fan più affezionati sapranno
riconoscere protagonisti ed episodi. È un libro che
scorre veloce e intenso, fra sbalzi del cuore e colpi di scena,
fino a un epilogo che fa scendere qualche lacrima, di quelle
belle però. Un inno pop dedicato a tutti coloro che
hanno un sogno da inseguire, una passione vera, qualcosa per
cui valga la pena mettercela tutta.
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Il bene comune della Terra , Vandana
Shiva
Feltrinelli
Vandana Shiva è una scienziata ambientalista nota
in tutto il mondo, tra gli esponenti di spicco del movimento
democratico globale. In Il bene comune della Terra ,
Shiva fa il punto su quelle battaglie che anche grazie al
suo contributo hanno assunto un rilievo internazionale –
la lotta contro la privatizzazione delle risorse naturali,
i brevetti sul vivente e l'impiego di organismi geneticamente
modificati in agricoltura e nella produzione alimentare
– riconducendole a un progetto politico, economico e culturale
di democratizzazione della globalità.
L'autrice delinea dunque una alternativa alla globalizzazione
economica, che giudica responsabile non soltanto della catastrofe
ecologica imminente, ma anche dell'avvento dei fondamentalismi
politici e religiosi.
Vandana Shiva considera i brevetti sul vivente e la privatizzazione
delle risorse naturali come l'ultima frontiera di un colonialismo
che aveva cominciato a manifestarsi già nel Sedicesimo
secolo con la recinzione delle terre comuni britanniche.
La privatizzazione delle risorse comuni, insieme alla progressiva
erosione dei beni e dei servizi pubblici e all'indebolimento
dei meccanismi democratici di controllo dell'economia, costituiscono
una grave minaccia in termini di sostenibilità ecologica
e di sopravvivenza sociale. Il declino della biodiversità
avviene di pari passo con l'affermazione di una monocultura
neoliberista che disprezza le diversità culturali
e produce povertà ed emarginazione, innescando dei
cicli di violenza che mettono a repentaglio la vita di milioni
di individui.
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Caligula , Maria Grazia Siliato
Mondadori
Nel piccolo lago di Nemi, poco distante da Roma, furono scoperte
negli anni venti due gigantesche navi romane.Chi le aveva
fatte costruire e perché? Una verità storica
soppressa da due millenni che soltanto un archeologo - non
uno storico - poteva scoprire. Così Maria Grazia Siliato
ha svelato che fu Caligola, l'imperatore romano morto nel
41 d.C., ad avere costruito e affondato quelle due straordinarie
navi. Così facendo, Maria Grazia Siliato ha anche messo
le basi per la riscrittura della vita di Caligola, imperatore
che venne tramandato per pazzo, ma pazzo non era.In questo
avvincente romanzo sulla vita del giovane romano - in Germania,
in Egitto e poi imperatore a Roma - vengono cancellati venti
secoli di ingiurie e vengono raccontati i sentimenti di un
eroe sensibilissimo, anche se ossessionato da un progetto
quasi impossibile che, come sappiamo, si scontrò contro
la volontà del Senato. Un sera di gennaio del 41 d.C.
finisce così un'avventura affascinante che soltanto
ora noi conosciamo e finisce nel sangue dello stesso Caligola,
dell'amata moglie Milonia - trucidata accanto a lui - e della
loro piccola figlioletta.Con quell'uomo viene sepolto anche
il mistero di quelle navi, decorate con marmi e ori, ma troppo
maestose per navigare in un lago così piccolo. Grande
mistero e formidabile accuratezza di fonti storiche fanno
di questo romanzo una lettura irrinunciabile.
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Romanzi Vol.1 , Georges Simenon
Adelphi
Il volume, ricalcando l'edizione della Pléiade che
ha celebrato il centenario della nascita di Simenon, presenta
una raccolta di dieci romanzi, fra cui uno inedito. Fra essi,
tutti pubblicati fra il 1931 e il 1947, due appartengono alla
serie delle inchieste del commissario Maigret, gli altri otto
a quella dei "romanzi-romanzi", compreso l'inedito
"La casa sul canale". La raccolta presenta, quindi,:
"Il cavallante della 'Providence'", "Il caso
Saint-Fiacre", "Il fidanzamento del signor Hire",
"Colpo di luna", "La casa sul canale",
"L'uomo che guardava passare i treni", "Il
borgomastro di Furnes", "Gli intrusi", "La
vedova Couderc" e "Lettera al mio giudice".Primo
di due libri che raccolgono complessivamente ventun titoli
fra i centonovanta dell’intera opera di Georges Simenon,
questo elegante volume racchiuso in un cofanetto propone una
scelta di romanzi scritti dall’autore nel corso degli
anni Trenta e Quaranta.
Alcuni appartengono al genere poliziesco, altri, invece, sono
storie noir, “romanzi duri” o “romanzi di
crisi”, che raccontano vicende cupe e di forte tensione
con epiloghi drammatici. I protagonisti sono quasi sempre
personaggi caratterizzati da un forte travaglio interiore,
spesso figure equivoche o individui affetti da devianza, che
Simenon descrive con raffinata capacità di indagine
psicologica. A volte si tratta di personaggi anonimi, solitari
o segnati da segrete ferite, le cui vite sono sconvolte da
un evento improvviso, una variabile impazzita del destino,
che determina un’insanabile rottura nei confronti del
mondo e della vita precedente. Come nel caso di Kees Popinga,
protagonista di L’uomo che guardava passare i treni,
procuratore in una ditta di forniture navali olandesi, la
cui tranquilla esistenza degenera a poco a poco in una dimensione
estranea, segnata dal sangue, dalle donne, dal gioco, l’imbroglio
e la fuga; un personaggio paradigmatico dell’universo
narrativo dello scrittore belga, che dimostra come la normalità
sia illusoria, sempre pronta ad essere sconvolta. Così
come accade in Lettera al mio giudice, racconto epistolare
in prima persona in cui il medico borghese Charles Alavoine,
rievoca la passione ossessiva e assoluta per la giovane amante
Martine, che finirà per sconvolgere la sua mente fino
a un punto di non ritorno. Anche il grottesco e commovente
Fidanzamento del signor Hire fa rivivere gli effetti nefasti
di un amore ossessivo, questa volta attraverso l’amara
vicenda di un uomo vittima del suo aspetto sgradevole.
Tra i romanzi della raccolta non mancano due polizieschi della
serie di Maigret, Il cavallante della “Providence”,
scritto sull’Ostrogoth, il battello su cui Simenon visse
due anni navigando tra Francia, Germania e Olanda, e Il caso
Saint-Fiacre, in cui si attribuiscono un passato e un’infanzia
al commissario parigino; una storia anomala perché
Maigret, di fronte a un’inchiesta difficile e all’emozione
dei ricordi, si smarrisce e lascia la responsabilità
di risolvere il caso al principale sospetto. Il volume propone
anche un romanzo del 1933 inedito in Italia, La casa sul canale,
una storia di grande intensità che racconta come la
vita di una famiglia contadina olandese sia sconvolta dalla
morte del padre e dall’arrivo di una lontana cugina
adolescente che esercita la sua attrazione seduttiva sui due
fratelli con inarrestabili conseguenze.
Oltre che per il suo contenuto narrativo, l’edizione
si distingue per il ricchissimo apparato critico che comprende
note al testo dettagliate per ogni romanzo e un’ampia
introduzione sull’opera letteraria dello scrittore belga,
con approfondimenti sull’immaginario e le fonti, sullo
stile e le modalità di creazione dei romanzi, sulla
loro traiettoria editoriale e sul mondo letterario francese
dell’epoca, sulla creazione della figura di Maigret
e sul suo successo letterario.
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DIVIDE ET IMPERA , Alessandro Spaventa e Fabrizio Saulini
Fazi Editori
Un saggio-pamphlet, graffiante e documentato, sul timore
che gli Usa hanno di un'Europa unita, politicamente forte,
economicamente competitiva.
Stati Uniti ed Europa si sono confrontati spesso, a volte
fino a raggiungere lo scontro vero e proprio, su temi diversi,
da questioni di carattere economico e commerciale ad altre
di natura strategica. Ma con l'avvento dell'euro e della
presidenza Bush il quadro è ancora mutato. L'azione
degli Stati Uniti fa un salto di qualità e passa
da una politica di contenimento dell'Europa a una di contrapposizione.
L'Europa sta divenendo troppo unita e può cominciare
a creare dei problemi al progetto egemonico americano: prende
così corpo una strategia che punta a creare divisioni
all'interno dell'Unione. L'obiettivo è quello di
indebolire e possibilmente spezzare l'asse franco-tedesco,
e gli alleati non mancano: l'Inghilterra di Blair, la Spagna
di Aznar, l'Italia di Berlusconi, i paesi dell'Est, la Turchia.
E il momento non potrebbe essere migliore. L'Europa sta
vivendo un momento delicatissimo che ne definirà
il futuro per lungo tempo a venire. L'allargamento e la
definizione di una "Magna Charta" europea potrebbero
risolversi nel rafforzamento o nell'annacquamento del progetto
partito con il Trattato di Roma. Ma l'azione degli Stati
Uniti incontra alcuni ostacoli: la nascita di un movimento
di massa europeo contrario all'intervento in Iraq, il progressivo
indebolimento di Berlusconi, l'appannarsi della figura di
Aznar, lo scandalo dei dossier che minaccia di travolgere
Blair. La partita è aperta. Si chiuderà nel
2004. Per stabilire chi la vincerà sarà importante
anche quanto accadrà nel corso del semestre italiano
di presidenza.
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La casta. Così i politici italiani sono diventati
intoccabili
Gian Antonio Stella, Sergio Rizzo
Rizzoli
Aerei di Stato che volano 37 ore al giorno, pronti al decollo
per portare Sua Eccellenza anche a una festa a Parigi. Palazzi
parlamentari presi in affitto a peso d'oro da scuderie di
cavalli. Finanziamenti pubblici quadruplicati rispetto a
quando furono aboliti dal referendum. "Rimborsi"
elettorali 180 volte più alti delle spese sostenute.
Organici di presidenza nelle regioni più "virtuose"
moltiplicati per tredici volte in venti anni. Spese di rappresentanza
dei governatori fino a dodici volte più alte di quelle
del presidente della Repubblica tedesco. Province che continuano
ad aumentare nonostante da decenni siano considerate inutili.
Indennità impazzite al punto che il sindaco di un
paese aostano di 91 abitanti può guadagnare quanto
il collega di una città di 249mila. Candidati "trombati"
consolati con 5 buste paga. Presidenti di circoscrizione
con l'autoblu. La denuncia di come una certa politica, o
meglio la sua caricatura obesa e ingorda, sia diventata
una oligarchia insaziabile e abbia allagato l'intera società
italiana. Storie stupefacenti, numeri da bancarotta, aneddoti
nel reportage di due famosi giornalisti.
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Il tempo invecchia in fretta, Tabucchi Antonio
Nove storie esemplari che intrecciano il tempo reale con il tempo della storia e con il tempo interiore.
Dopo l'epoca salazarista di Sostiene Pereira e quella fascista di Tristano muore, Tabucchi sposta il cursore verso l'Est, gli anni del blocco comunista e la caduta del Muro di Berlino.
Dal passato emergono fantasmi beffardi che costringono i protagonisti dei racconti a confrontarsi col tempo della memoria e col tempo della coscienza. Una spia tedesca, che per anni ha spiato Bertolt Brecht, un ufficiale italiano che in Kosovo ha subito le radiazioni dell'uranio impoverito, un sopravvissuto alla dittatura di Ceausescu, un ex ufficiale ungherese che lottò per il suo paese contro l'invasione sovietica di Budapest... ma anche gli inganni della solitudine e il tempo che esala come l'aria da un palloncino.
Storie straordinarie che entrano in modo indelebile nel nostro immaginario, anche se non appartengono al piano dell'immaginario, ma a una realtà di cui forse abbiamo perso il codice. Sono le storie di Antonio Tabucchi.
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L'insonne , Cinzia Tani
Edizioni Mondatori
Il romanzo inizia a Berlino nel 1927 con la nascita di
Max Krieger per seguire poi un lungo percorso itinerante
insieme a Max e agli altri due personaggi, Sophie e Thomas
, a Monaco di Baviera e a Roma, terminando nel 1960 a Parigi,
dove il figlio del medico nazista, la ragazza ebrea e il
giovane zingaro si rincontrano per un capriccio del destino.
Un indizio per mettere a fuoco il dottor Martin Krieger,
padre di Max: quando, durante il difficoltoso parto della
moglie ventenne, gli viene chiesto di scegliere tra la vita
di lei e quella del bambino, la sua risposta è immediata
- sceglie il figlio. Non ci è lecito dunque dubitare
del suo amore per il bambino (anche i comandanti dei campi
di sterminio erano padri affettuosi, dopotutto) e, in una
maniera distorta, voleva veramente fare il suo bene educandolo
a regolare il sonno, ricompensandolo con regali o attività
piacevoli quando lo svegliava nella notte: quante cose in
più si possono concludere, dormendo di meno! Ben
diverse sono le finalità e i mezzi che Martin Krieger
usa per i suoi esperimenti durante la guerra: il suo sadismo
è a servizio dell'esercito, perché è
provato che il comportamento dei soldati privati del sonno
è molto più aggressivo. E così, in
un padiglione di vetro nel parco della grande casa nel Grünewald,
il dottor Krieger tortura i bambini tenendoli svegli - luci
accecanti sempre accese, scosse elettriche, cerotti per
tenere sollevate le palpebre, punizioni per chi vacilla.
Può considerarsi fortunata per essere stata scelta
la tredicenne Sophie , che sarebbe morta per il programma
eutanasia perché epilettica? Dovrebbe essere contento
di trovarsi lì Thomas , invece di essere finito in
un campo di concentramento con gli altri zingari? Nel 1945
Berlino veniva invasa dall'Armata Rossa e si separano le
strade dei tre personaggi, dopo avvenimenti drammatici come
l'incendio della casa dei Krieger e la lotta per la sopravvivenza
giornaliera tra le macerie di quella che era la capitale
del Reich. Ne seguiremo le vicende e le trasformazioni della
personalità - Max diventa psichiatra, Sophie fa l'attrice,
Thomas è cavallerizzo-acrobata-suonatore di violino
in un circo - collegate da una scia di delitti con la stessa
“firma” in luoghi in cui tutti e tre erano al momento casualmente
presenti: le vittime non hanno più gli occhi. La
scoperta del colpevole, alla fine, non giunge come una sorpresa,
ma poco importa al lettore che si è trovato coinvolto
nei rivoli delle storie dei tre personaggi e delle loro
famiglie, in legami di amore, odio, fedeltà ed amicizia,
tutti marchiati da un passato allucinato e allucinante.
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Toghe rotte. La giustizia raccontata da chi la fa,
Bruno Tinti
Chiarelettere
Il cittadino che abbia voglia di capire perché molte
persone condannate per reati finanziari le ritroviamo coinvolte
in
scandali successivi; perché perfino i reati più
comuni (rapine, estorsioni, sequestri di persona, omicidi,
ecc.) spesso sono commessi da gente che è già
stata condannata per altri reati; perché il processo
termina, nel 95% dei casi, con una sentenza di non doversi
procedere per prescrizione. Per capire perché accade
tutto questo, è necessario sapere che cosa succede
nelle aule dei tribunali e come si lavora nelle Procure. Ecco
un libro che finalmente lo racconta. Se si supera lo choc
di queste testimonianze offerte da vari magistrati e avvocati,
sarà poi più facile valutare le esternazioni
in materia di giustizia che provengono dal politico di turno,
di volta in volta imputato, legislatore, opinion maker, e
spesso contemporaneamente tutte queste cose. Accompagna le
testimonianze un testo illustrativo ad uso dei cittadini,
per capire come funziona la giustizia (la pena, i gradi di
giudizio, le indagini, il processo ecc.). La prefazione al
libro è di Marco Travaglio. Bruno Tinti è procuratore
aggiunto presso la Procura di Torino. "Uno di quelli
che prende ordini dal procuratore capo e non ne può
dare ai sostituti." Si occupa di reati finanziari: falsi
in bilancio, aggiotaggio, frode fiscale, bancarotta.
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Alla morte di Don Chisciotte , Andrés
Trapiello
Neri Pozza
La governante, che era andata in cucina preparare del gazpacho,
sentì quel sospiro profondissimo, mollò i tegami
e tornò allarmata dagli altri. Abbracciò la
nipote e proruppe in un penoso pianto.
Atonia voleva piangere, per non stonare in quel frangente,
ma non ci riuscì e dovette accontentarsi della tristezza,
anche se invidiò le lacrime della domestica. L'ombra
di un pensiero cupo le passò fugace sulla fronte: “Perché
la domestica, per cui lui non è niente, riesce a piangere,
e io, che sono del suo stesso sangue, non ho lacrime? Dovrei
essere io a piangere e non lei.”
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Il meglio che possa capitare a una brioche , Pablo Tusset
Feltrinelli
Cosa succede quando Pablo Baloo Miralles, trentenne disadattato
e arrogante, fannullone, misogino, puttaniere, oltre che
pecora nera e noto filosofo della Rete, si trova coinvolto
in un mistero nel quartiere più "figo"
di Barcellona? A bordo di un coupé con aria da pantera
Bagheera e con un senso dell'umorismo brillante, originale
e pungente, Pablo ci guida nei meandri di una storia ricca
di allegri sprazzi alcolici, divagazioni veneree e pagine
web dal dubbio contenuto, sulle tracce di suo fratello Sebastián,
detto The First, presidente della Miralles & Miralles,
la prospera azienda di famiglia. Una fuga con l'amante?
La vendetta di qualche impostore della concorrenza? Un rapimento?
L'agitazione dei familiari costringe Pablo a improvvisarsi
detective. Proiettato in un'esilarante avventura al fianco
dell'amica Fina, eroina naïf, si ritroverà prigioniero
nei labirinti di un'inquietante Fortezza, cittadella invisibile,
celata nelle viscere di un'inedita Barcellona dalle mille
meraviglie.
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Nei boschi eterni
Fred Vargas
Einaudi
Sapete, secondo me, qual è il segreto di Fred Vargas?
La capacità di farci entrare in una squadra.
La maggior parte degli autori di romanzi polizieschi mettono
al centro delle indagini un ispettore e/o un detective che
prende la scena tutta per sé e diventa il fulcro dell'interesse,
l'unico personaggio, a parte i colpevoli e a volte le vittime,
a essere tratteggiato con attenzione, catalizzando la simpatia
del lettore, che in seguito gradirà ritrovarlo in altre
storie. Fred Vargas non si discosta del tutto da questa linea,
ma ha anche ripreso la strada segnata da Simenon che, pensateci
bene, ha sì creato l'indimenticabile, lo straordinario
Maigret, ma mettendolo al centro di una squadra, che non viene
trascurata. Sappiamo così molte cose di Janvier o di
Lucas e degli altri, romanzo dopo romanzo ne conosciamo i
limiti, i difetti (quella sigaretta sempre in bocca, ad esempio
o quella tendenza a imitare il capo...) e ci sembra importante
che restino tutti insieme, un gruppo compatto e vincente.
È la chiave che regge anche alcuni dei serial televisivi
di successo di questi anni: da CSI al dottor House, passando
da E.R. Che le indagini siano poliziesche o mediche non importa:
l'essenziale è che ci affezioniamo a una squadra, al
cui centro compare una figura principale ma che ha senso solo
nel suo insieme.
I romanzi della Vargas sono principalmente divisi in due filoni:
quello in cui gli investigatori sono tre studiosi di storia
- e qui è evidente che ci troviamo di fronte a romanzi
con più protagonisti (dalla Preistoria di Mathias al
Medioevo di Marc - anche Fred Vargas, detto per inciso, è
medievalista - per finire alla Prima guerra mondiale - tempo
di trincee - di Lucien) - e quello in cui le indagini sono
guidate dal commissario Jean-Baptiste Adamsberg, un ironico
"spalatore di nuvole" che organizza le sue ricerche
con una buona dose di "fiuto" e irrazionalità.
Accanto a lui però troviamo il suo razionalissimo vice
Danglard, colto e intelligente, che ha il debole di nascondere
il vino in cantina, il tenente Violette Retancourt ("da
ragazza, Retancourt era già massiccia come una colonna,
e aveva scelto come motto che il disfattismo l'avrebbe protetta
dalla speranza. Tutto il contrario del tenente Froissy, che
immaginava che l'amore fosse felice, aspettandolo a ogni cantone,
e in base a questo rpincipio aveva accumulato una vagonata
di dispiaceri vari"), lo scettico Veyrenc, il Nuovo,
da poche settimane entrato a far parte dell'Anticrimine di
Parigi guidata da Adamsberg, compositore di versi...
E poi altri personaggi che collaborano all'inchiesta, in
questo caso particolarmente misteriosa e complessa, o fanno
parte della vita quotidiana della squadra. Come Ariane Lagarde,
il medico legale, incaricata dell'autopsia dei due cadaveri
che innescano questa storia: una donna che ricompare dal passato
di Adamsberg. O la sua compagna Camille, e il piccolo Thomas.
E gli amici del bar, con cui discutere di montagne, animali
e della rivalità gfra valligiani di valli differenti.
I due cadaveri si scopriranno legati alla profanazione della
tomba di una donna e alla uccisione sanguinaria di cervi nei
boschi normanni, ma non solo, in un grande quadro d'insieme
assolutamente invisibile all'inizio, che si ricompone tassello
dopo tassello, tra esoterismo e fantasmi, nell'abile scrittura
di Fred Vargas.
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Il segreto del viandante , Marcello Veneziani
Mondadori
Questo non è un saggio, non è un romanzo,
non è un diario, non è un trattato, non è
un reportage, anche se di tutti questi generi partecipa.
È un tentativo di pensare attraverso la vita quotidiana,
di calare le idee in mezzo alle cose, ai corpi, alle biografie,
ai viaggi e ai paesaggi, alle storie vissute e alle vicende
minute, restituendo la parola ai sentimenti, senza pudori,
per far venire allo scoperto affetti, angosce e legami rimossi.
E' un itinerario di memorie e pensieri, esperienze e ritratti,
visioni del mondo e tracce d'infanzia, storie e abitudini,
soprattutto del Sud, in un dialogo tra varie generazioni,
tra passato e presente."
Marcello Veneziani descrive così questo suo libro
intenso e coinvolgente, dove gli affetti, i fatti piccoli
e grandi dell'esistenza sono osservati ora con uno humour
malizioso e benevolo (la pigra e meridionalissima "controra"),
ora con civile indignazione (le brutture edilizie che sfigurano
il paesaggio, la disumanità di certe pratiche della
genetica), ora con una pietas profonda (i ritratti degli
anziani, il ricordo della madre).
Oggi che la capacità di commuoversi va scomparendo
e la cultura è spesso esibita ma di rado condivisa,
questo è un libro dove l'una e l'altra diventano
segno della comune umanità e strumento di una partecipe,
dolente poesia.
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I vinti , Marcello Veneziani
Mondadori
Il saggio di Marcello Veneziani percorre l'altra faccia
del presente. I vinti non sono gli sconfitti del passato
ma quelli del presente. Cattolici e meridionali, fascisti
e comunisti, conservatori e rivoluzionari: i vinti d'oggi
sono quanti vivono a disagio la globalizzazione, i suoi
imperativi e il suo culto dei vincenti; e sono legati a
valori passati, futuri o trascendenti. Il principe degli
sconfitti è il Papa, un perdente di successo mondiale
insieme al cristianesimo, dimenticato dalla vita e dalla
costituzione europea. Ma anche gli islamici per vincere
il paradiso cercano la disfatta in terra. Un viaggio nell'emisfero
in ombra del nostro tempo che si conclude con un elogio
dei vinti.
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Contro i barbari. La civiltà e i suoi nemici,
interni ed esterni
Marcello Veneziani
Mondadori
Secondo Marcello Veneziani la nostra civiltà, oggi,
ha due nemici: uno, esterno e aggressivo, è il fanatismo
islamico; l'altro, interno e dissolutivo, è il degrado
della società occidentale, la nostra comune tentazione
a lasciarci vivere. Un pericolo vorrebbe annientarci, l'altro
vorrebbe consegnarci al Niente. Da una parte orde di fanatici,
dall'altra "incivili di ritorno" in preda al piacere
di dissolvere. Per salvare la civiltà non basta però
indicare un nemico assoluto o, al contrario, negare che
esso esista, bisogna piuttosto "riconoscere in positivo"
le nostre radici, la nostra storia e la nostra anima. Una
risposta, questa, sia al bellicismo di Oriana Fallaci per
la quale il nemico è tutto l'Islam (immigrati inclusi),
dimenticando i mali endogeni dell'Occidente, sia al pacifismo
degli "europei" che pensano di poter fermare la
guerra e il terrore con virtuosi sermoni e variopinti cortei.
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Un'Italia diversa. Viaggio nella rivoluzione silenziosa , Bruno Vespa
Mondadori
UN LIBRO DI DENUNCIA E LA SOLUZIONE PER RINASCERE. Con le elezioni del 13 aprile, la scomparsa di sei partiti significativi nel giro di trentasei ore e l'ascesa al Campidoglio di un sindaco di destra è cambiata infatti la storia d'Italia. E nel modo più radicale, forse, dalla fine del fascismo. Non solo perché, se porterà a termine la legislatura, Berlusconi avrà governato più di ogni altro capo di governo democratico nei centocinquant¿anni dell'unità d'Italia. O perché, mai, dopo il 1948, gli elettori avevano fatto una scelta più netta. Ma perché gli italiani sembrano aver avvertito, all'improvviso, la gravità della malattia che paralizza il nostro paese. Si sono sentiti più poveri e più insicuri, hanno maturato un rancore fortissimo nei confronti di una classe politica incapace di decidere e hanno affidato a Berlusconi la guida dell'ultimo treno per rincorrere il tempo perduto. Vespa racconta i retroscena di questa storica stagione politica: la drammatica caduta del governo Prodi, l'avvitamento dell'Unione che ha portato al disastro elettorale, la rottura della sinistra radicale con Veltroni, e di Casini con il Cavaliere, i primi cento giorni del nuovo governo, e così via. A cui, però, affianca questa volta un'accurata analisi sul campo delle drammatiche emergenze italiane: dai rifiuti di Napoli all'Alitalia, dalla paralisi delle piccole e grandi opere pubbliche provocata dai veti incrociati all'evasione fiscale che impoverisce il paese, al problema della sicurezza che ha fatto esplodere i consensi per la Lega Nord e determinato la vittoria di Alemanno a Roma. Vespa si è recato nei campi nomadi da smantellare e tra le comunità che bloccano la Tav e i termovalorizzatori, ha seguito l'eterno viaggio delle pratiche presso «conferenze di servizi» che non si riuniscono mai, e si è messo sulle tracce dei «fannulloni» del pubblico impiego che finora non rischiavano il posto. È andato alla Caritas per incontrare quelli che un giorno erano borghesi e oggi sono alla fame, e ha aspettato la fine dei mercati per vedere chi raccoglie i rifiuti.
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Vincitori e vinti. Le stagioni dell'odio.
Dalle leggi razziali a Prodi e Berlusconi ,
Bruno Vespa
Mondatori Una lunga cavalcata attraverso le lotte che hanno
diviso l'Italia negli ultimi settant'anni fino alla profonda
frattura attuale tra destra e sinistra. Il volume pubblica
in appendice la Dichiarazione sulla razza del Gran Consiglio
del fascismo, la nuova legge elettorale proporzionale e
il testo della riforma costituzionale con la ‘devolution'.
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Creazione , Gore Vidal
Fazieditore
Socrate, Buddha, Confucio, protagonisti degli splendori culturali
dell'antichità classica, rivivono grazie alla magistrale
penna di Vidal in tutta la loro grandezza umana, morale e
intellettuale. Ciro Spitama, discendente diretto del sacerdote
Zoroastro profeta dell'Unico Dio, ambasciatore del re di Persia
ad Atene, ormai giunto al crepuscolo dei suoi anni detta le
proprie memorie al nipote Democrito. Ecco i Grandi della storia
che, con l'anziano ambasciatore, hanno avuto a che fare con
lui come un loro pari: Serse, grande amico dai tempi della
comune educazione alla corte di Susa, destinato a sedere sul
trono di Persia; la regina Atossa, che ammalia con i suoi
racconti, scrigno di tutti i segreti dell'Impero; Buddha,
che Ciro Spitama incontra nel folto di un bosco indiano, e
Confucio, conosciuto sulle sponde del Fiume Giallo in Catai.
Ha viaggiato e visto, Ciro Spitama, al servizio della corte
persiana, fino all'approdo ad Atene, allora al massimo del
suo fulgore. Ed ecco, ad Atene, Pericle di cui si guadagna
la stima, Anassagora compagno di desco ed Erodoto avversario
in schermaglie polemiche. Un giovane e brillante carpentiere
di nome Socrate gli ripara il muro della villa con vista sull'Acropoli,
e con lui discute di filosofia. E in ogni luogo, ad ogni incontro,
sono sempre gli stessi interrogativi immortali, nati assieme
all'uomo, che dominano la conversazione: com'è stato
creato l'universo, e perché? E perché il male
è stato creato insieme al bene? Vidal affronta tali
temi senza che la sua sensibilità contemporanea interferisca
col rigore storico, offrendoci così un efficacissimo
spaccato del pensiero del tempo.
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Dopo la lunga e penosa malattia , Andrea Vitali
Garzanti libri
Sono le tre di notte del 4 novembre. Il dottor Carlo Lonati viene chiamato d'urgenza, sotto una pioggia micronizzata attraversa i cinquecento metri che lo separano dalla casa del notaio Luciano Galimberti, suo antico compagno di bagordi. Quando arriva può solo constatarne la morte per infarto. Ma c'è qualcosa che non lo convince. E nelle ore successive arrivano altri indizi, e i sospetti crescono. Il dottor Lonati non può fare a meno di indagare: vuole a tutti i costi sapere la verità sulla morte del suo vecchio amico. Per farlo, dovrà però conquistare la fiducia della moglie e della figlia di Lonati. E scoprire che la verità si trova forse sull'altra sponda del lago di Como. |
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Olive comprese , Andrea Vitali
Garzanti
Un esilarante intreccio ambientato in pieno fascismo, sempre
sullo sfondo della cittadina di Bellano, e pieno di personaggi
irresistibili: il Crociati, un esperto cacciatore che non
ne becca più uno. C'è Luigina Piovati, meglio
nota come l'Uselànda (ovvero l'ornitologa...). C'è
Eufrasia Sofistrà, in grado di leggere il destino suo
e quello degli altri. C'è persino una vecchina svanita
che suona al pianoforte l'Internazionale mentre il Duce conquista
il suo Impero africano...
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Il Giorno in più, Fabio Volo
Mondadori
Sveglia, caffè, tram, ufficio, palestra, pizza-cine-letto.
Giornate sempre uguali, scandite da appuntamenti che, alla
fine, si assomigliano tutti, persi nel cielo grigio di una
metropoli che non sa più sorridere. È la vita
di Giacomo, uno che non si è mai fatto troppe domande,
che è andato incontro agli avvenimenti rimanendo sempre
in superficie. Un giorno, però, Giacomo incontra sul
tram una sconosciuta, e se la ritrova davanti il giorno dopo,
e quello dopo ancora. Per mesi. E così, quelle tre
fermate lungo il tragitto per andare in ufficio diventano
un appuntamento importante della giornata. O meglio, diventano
"l'appuntamento". Ma la sconosciuta ha un destino
che la porterà lontano, in un'altra città. E
Giacomo? Lui per la prima volta nella vita decide di non rimanere
in superficie, di prendersi anche il rischio di diventare
ridicolo, e parte all'inseguimento di un sogno. È l'inizio
di un gioco, incredibile e coinvolgente, che improvvisamente
sarà interrotto, e che porterà i due fino a
un punto di non ritorno, per scoprire se vale la pena, nella
vita, di giocare fino in fondo. L'amore, l'amicizia, il viaggio,
i dubbi, le scelte, più una dose di gioco e sana incoscienza,
una miscela dei tutti i grandi temi e le piccole sfumature
care a Volo e ai suoi lettori.
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Infedeli. 638-2003: il lungo conflitto fra cristianesimo
e islam ,
Andrew Wheatcroft
Laterza
Lo scontro di civiltà affonda le sue radici nel passato.
Un giorno della primavera del 638 il patriarca ortodosso di
Gerusalemme definì la presenza del califfo musulmano
nella chiesa del Santo Sepolcro «un abominio agli occhi
di Dio». Inizia qui questa storia di odio tra cristiani
e musulmani, raccontata in maniera appassionante da Andrew
Wheatcroft. Un odio alimentato nel corso dei secoli attraverso
discorsi e testi letterari, dipinti, e oggi con giornali e
internet. Una lunga e drammatica storia che pesa sul presente
e che è bene conoscere per evitare il peggio nel futuro.
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La grande casa di Monirrieh , Bijan Zarmandili
Feltrinelli
Le vicissitudini di una donna in cui sembra
incarnarsi il destino di un paese e di una cultura. La storia
della bellissima Zahra, dagli anni trenta al conflitto Iraq-Iran.
L’amore contrastato per un giovane ebreo, il matrimonio,
la maternità, la sfida dentro le mura della "grande
casa di Monirrieh". L’Iran che guarda all’Occidente,
l’Iran che torna alle sue radici, l’Iran che
sul corpo di Zahra incide il segno di una radicale contraddizione.
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L'uomo è ciò che guarda ,
Stefano Zecchi
Mondadori
Spesso si guarda la televisione non per soddisfare
un reale interesse, per vedere un determinato programma,
ma semplicemente perché non abbiamo niente di meglio
da fare, per colmare un vuoto che cerchiamo di riempire
con "quello che c'è". È così
che il piccolo schermo si impadronisce della nostra attenzione
e del nostro tempo, e finisce per condizionarci, nel bene
e nel male: a volte ci incuriosisce, ci informa, ci diverte,
a volte ci annoia, ci irrita, ci disgusta.
Stefano Zecchi, un filosofo che non ha mai temuto di misurarsi
con le platee dei talk show e con le regole ferree della
comunicazione televisiva, analizza la fenomenologia di alcuni
programmi emblematici della televisione degli ultimi decenni
e denuncia implacabilmente sia la deriva trash dei reality
show e di numerose trasmissioni di intrattenimento, sia
l'incontenibile dilagare della volgarità.
E, con fine ironia, sferza tutti quei colleghi che, sottraendosi
per snobismo culturale al dovere di "sviluppare una
critica interna al mondo televisivo", rifiutano il
ruolo di "intellettuale nazionalpopolare" e rinunciano
a un'etica della responsabilità, che dovrebbe indurre
tutti a preoccuparsi delle conseguenze talvolta nefaste
del potere esercitato dalla televisione sui telespettatori,
soprattutto i più giovani, e sulla loro formazione.
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