|Carlo Gaiero|


Carlo Gaiero - 10/12/2003

Dal 1959, la famiglia Gaiero è a Casale Monferrato, dove il padre Sebastiano ha trasferito da Alba la propria azienda.
Carlo, con un carattere molto espansivo ed aperto, si è lasciato coinvolgere a tal punto (dopo la delusione della impossibilità di diventare pilota militare) nella azienda che, fin dal suo ingresso ufficiale, primi anni ’70, ne assume il ruolo di Responsabile commerciale. Questa appassionante attività, permette a Carlo di “scoprire” il mondo. Carlo è fondatore, oltretutto, con altri colleghi, del primo Gruppo di Acquisto Prodotti Siderurgici in Italia ed in Europa: Sidercenter.
E’ talmente forte l’impegno per la propria azienda e la Cooperativa che, Carlo ininterrottamente per oltre 25 anni cresce a pane e commercio siderurgico, non dimenticando mai la sua vecchia ed inesplorata passione aeronautica a causa della quale nel 1985 crea la soc. Avianord 85 Aeroservizi (inizialmente per fare manutenzione aeronautica ai piccoli aeromobili civili).
A metà degli anni 80, Carlo per ragioni siderurgiche ma soprattutto per sua “scelta” di opportunità future, scopre il Paese Polonia (quando il “muro” di Berlino era ancora molto solido) Crea relazioni eccellenti con alcuni cittadini di tale Paese, al punto di “anticipare” quello che sarebbe successo. Immediatamente, con la caduta del muro, il mondo è cambiato. Carlo con i suoi rapporti ottimi con tale Paese, ha opportunità straordinarie per sviluppare le proprie aspirazioni imprenditoriali. Purtroppo, la diversa mentalità e carattere dei fratelli soci nella azienda di famiglia, non permettono a Carlo di fare ciò che il padre Sebastiano aveva fatto negli anni 50 ( spostare l’attività da Alba a Casale Monferrato su un nuovo mercato ) e cogliere la possibilità di sviluppare in tale Paese la distribuzione siderurgica.
Deluso da tale impedimento ma, vincolato alla attività siderurgica tanto “vissuta”, rimane in azienda ma, nello stesso tempo avendo conosciuto l’industria aeronautica polacca ( produttore del più grande aeroplano “agricolo” al mondo ), nel 1993 decide di cambiare l’indirizzo di Avianord, da ditta di manutenzione a ditta di Lavoro Aereo (Difesa Ambientale – Lavoro Agricolo).
Avendo perso la possibilità di andare all’estero a fare l’imprenditore nel proprio settore (ormai erano arrivati i grandi gruppi tedeschi) e, considerando ormai saturo il settore siderurgico in un Paese non più in espansione industriale, come l’Italia, Carlo esce dall’azienda di famiglia, cede la società Idroelettrica ed impegna tutte le proprie energie e risorse nella soc. Avianord , per contribuire a difendere il Paese dal problema degli incendi boschivi pensando di poter crescere e creare opportunità ai propri figli e ad oltre un centinaio di nuovi possibili occupati…… Dopo dieci anni di delusioni, senza aver commesso errori, Carlo….. sta pensando cose brutte !.



D) Carlo, quali sono i brutti pensieri a cui questa drammatica vicenda l’ha condotta ?

R) Sono i pensieri che in modo spontaneo sorgono nella mente di un “ uomo - imprenditore” che, dopo anni di concretezza, dopo anni di lavoro, dopo anni di impegno e sacrifici, improvvisamente, senza una ragione, senza una risposta da parte delle Istituzioni centrali dello Stato (mio unico interlocutore), questa persona viene considerata : “inutile” !
(sacrifici ed umiliazioni subiti, non solo a titolo personale ma, e questo è l’aspetto più inaccettabile per me, fatti vivere e fatti pagare ai propri figli, alla propria famiglia: … dalle stelle alle stalle).
Dopo anni di stima, di rispetto, di considerazione da parte di tutti in ogni occasione, per colpa delle Istituzioni oggi sono considerato un emarginato, un fallito, un incapace: aveva una bella azienda siderurgica ha voluto “giocare” con gli aeroplani e… si è rovinato.
Quando per anni tocchi con mano, che il “buon senso”, non fa più parte del vivere quotidiano in un Paese volutamente condizionato dalle Istituzioni con lacci e lacciuoli (da parte di altre Istituzioni dello stesso Paese (Procure) lacci e laccioli chiamati con il loro vero nome “associazione a delinquere”) vedi quotidiano “Libero” 17/10/2003 - “Panorama” 27/09/2001 , è spontanea ed evidente una domanda:
cosa ci sto ancora a fare in un Paese come questo ?

D) Quali varchi e quali prospettive si intravedono per uscire definitivamente da queste sabbie mobili che impediscono a una risorsa utilissima per l’ambiente di essere utilizzata ?

R) Per Legge dello Stato (Legge 353/2000 e D.L. 112/1998) la competenza dello “spegnimento” con mezzi aerei degli incendi boschivi: è dello Stato! Competenza confermata da specifica sentenza della Corte Costituzionale ed annualmente ribadita da Ordinanze e Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri in carica.
Sarebbe sufficiente che una Istituzione dello Stato in qualsiasi modo coinvolta dal problema incendi boschivi (Ministero Agricoltura C.f.S…. Ministero dell’Ambiente … Dipartimento della Protezione Civile… Ministero del Tesoro… ) al di là delle dichiarazioni di rito quando l’Italia sta bruciando, formalizzasse prima che l’Italia cominci nuovamente a bruciare, un contratto pluriennale di prevenzione e spegnimento incendi boschivi per una o alcune specifiche aree / Regioni del Paese, per assicurare la “copertura di quel territorio”, come noi abbiamo già dimostrato allo Stato di “saper fare” con i risultati documentati da Relazioni Ministeriali di: meno ettari bruciati, risparmi finanziari per lo Stato, salvaguardia di Beni Ambientali e con la creazione di nuovi posti di lavoro!

D) Lei in questi anni ha dimostrato tenacia, coraggio, e grinta da vendere nella sua determinazione a non arrendersi davanti a ostacoli apparentemente insormontabili. Che messaggio vuole dare a dei giovani che possano trarre insegnamento dalla sua ammirevole battaglia ?

R) E’ una domanda che mi crea un grosso dubbio, in quanto la mia risposta è condizionata dalla risposta che le Istituzioni debbono comunque dare a tutta questa vicenda. Se la risposta sarà positiva e cioè, di “riprendere” il mio cammino di imprenditore impegnato, con i miei figli, nel collaborare con le Istituzioni dello Stato nella Difesa dell’Ambiente, nella salvaguardia di aree importanti del Paese, con la creazione di nuovi posti di lavoro: allora non potrò far altro che stimolare i giovani (quelli che vogliono dedicarsi ad una vita “imprenditoriale” ) a resistere a qualsiasi avversità.
Se invece la risposta delle Istituzioni sarà negativa o peggio, come sta avvenendo dal 1999, non ci sarà nessuna risposta e nessuna motivazione, nonostante : “…dei cinquanta incendi sviluppatisi in giornata, ventinove sono stati spenti, su dieci gli interventi sono in corso… sui restanti undici l’intervento aereo non ha potuto avere luogo per la indisponibilità di ulteriori mezzi aerei…
comunicato stampa : 17 Luglio 2003
firmato : Dipartimento della Protezione Civile

allora, il messaggio che vorrei dare a dei giovani, come di fatto ho cercato di dare ai miei figli, è quello di fare (prima possibil ) la scelta se accettate di essere un “buon” impiegato, operaio, dipendente di qualsiasi istituzione pubblica o privata in questo Paese, oppure se avete le ambizioni e le caratteristiche per voler essere “Imprenditori” (non: affaristi, speculatori, opportunisti, giocatori in borsa, come oggi purtroppo vengono erroneamente classificati con il termine “imprenditori” alcuni individui).
Nel primo caso, è sufficiente che mettiate in pratica quanto scritto da un interessante scrittore inglese ( William Hurrell Mallock 1849-1923 ): “ Se non potete essere una strada maestra, siate soltanto un sentiero ; Se non potete essere il sole, siate soltanto una stella; Perché non è con la misura che vincete o fallite : Siate il meglio di qualunque cosa siate”. Ma, nella ipotesi che abbiate il coraggio di credere nel vostro intuito, nella vostra razionalità, nel vostro spirito intraprendente, allora vi dico… tenete una valigia sempre pronta o meglio, partite subito per altri Paesi, per altri “spazi” a poche ore di aereo da casa vostra. Questo Paese, alcuni decenni fa ha deciso che la classe imprenditoriale (attenzione al significato) diventasse una specie in via di estinzione e le scelte che le Istituzioni hanno conseguentemente intrapreso, sono state tutte indirizzate ad accelerare questo processo. In una epoca in cui si vuole la globalizzazione dei prodotti, la libera circolazione delle merci, non è immaginabile un imprenditore che non veda il mondo intero, quale suo spazio naturale di vita. Era ed è ancora ciò che vedrei per i miei prossimi anni ma, le Istituzioni mi hanno letteralmente : “tagliato le ali”.

D) Quali sono le letture che l’hanno segnata nella sua gioventù, quali consiglierebbe a dei giovani in formazione ?

R) La mia formazione è stata segnata dalla frequentazione di ambienti cattolici: la famiglia praticante, l’oratorio, gruppi parrocchiali / sociali... Ho avuto la fortuna di incontrare e frequentare amici / educatori straordinari e crescere con una attenzione concreta al “sociale”. Il ruolo dell’Imprenditore è un ruolo sociale! Una specifica lettura : “ La misura dell’uomo “ di Martin Luther King , è stata la traccia di tutta la mia vita; in quella lettura c’era, espressa in termini molto più profondi, la “filosofia paterna” di mio padre Sebastiano che, per tutta la vita, per ogni mia idea, per ogni mio progetto mi ha sempre ricordato che : …nella vita non servono solo cavalli da corsa, servono anche cavalli da tiro: sono utili e necessari tutti e due! L’importante è fare una scelta e quando l’hai fatta, comportarsi di conseguenza. Mi piaceva molto leggere ma, il mio impegno “mentale” nella ricerca di idee e progetti imprenditoriali, mi ha molto condizionato e limitato nelle letture. A dei giovani, in funzione della scelta che pensano di fare della loro vita, potrei suggerire due ipotesi di letture. Se sceglieranno di essere “attori, comparse” nel film della loro vita, direi di leggere Topolino; se invece, avranno il coraggio di scegliere di diventare “registi” della loro vita dico a loro la tipologia di libri che ho letto e quando posso continuo a leggere io : “La fine del lavoro” di Jeremy Rifkin - ”Una giustizia senza scorta” di Achille Serra – “L’Europa necessaria” di Vittorio Chiusano – “La sconfitta delle idee” di Marcello Veneziani…non dimenticando che, come per i cavalli, anche per un bel film della propria vita, occorrono attori e regista. Quindi: rispettando sempre e comunque qualsiasi scelta uno faccia .