|Livio Cepollina|


Livio Cepollina è nato a Torino nel 1965. Piccolo imprenditore ma anche musicista, compositore e scrittore, è un personaggio poliedrico e assolutamente anticonformista che fa parte ormai da tempo dello scenario artistico piemontese. Qual’è il Cepollina Pensiero, ironico docente immaginario di Pensologia, che sicuramente ha qualcosa di importante da insegnare a tutti noi? La vita è, per sua stessa ammissione, “una fonte inesauribile di caos senza controllo: l'unico modo per tenerle testa, è cercare di tenere tutto sotto un'osservazione metodica, che non lasci scampo”. E solo attraverso uno sguardo sarcastico si è in grado di sdrammatizzare le proprie fissazioni e vivere indubbiamente meglio. Pensando a lui e al suo lavoro viene in mente una massima di Daniel Pennac, che lo riassume alla perfezione: “L’umorismo, irriducibile espressione dell’etica”. E di umorismo, sano e gustosissimo, ne troviamo quanto vogliamo nel suo libro “Battute e raccontini”, edito dalla Improbabili editori.
Altre informazioni sul suo conto e stralci del suo lavoro li potete trovare in rete, a questo indirizzo: http://ilpensologo.blog.excite.it



D) Lei mi pare un personaggio poliedrico e pieno di iniziativa, come e quando è nata, tra le altre cose che fa in ambito artistico, la passione per la scrittura umoristica?
la passione per la scrittura umoristica è da motivare ad una mia inarrestabile voglia di esternare le mie " paturnie ".

R) Ho notato che la scrittura, ha un notevole potere terapeutico. Buttando fuori quello che ti spaventa,quello che ti fa soffrire,quello che ti crea problemi e condendo il tutto con dell'ironia,si riesce ad avere un impatto emotivo meno drastico con quello che n

on va e quindi ammorbidisci la rigidezza del vivere. Poi qualcuno mi spiegherà cosa ho scritto perchè non l' ho capito.


D) Ha sempre avuto questo sguardo ironico, sagace e anche un po cinico sulla società che La circonda, che così simpaticamente viene fuori in Battute e Raccontini? Crede che aiuti a vivere meglio una visione sdrammatizzante della realtà e che forse sarebbe consigliabile anche a tutti quegli intellettuali che palesemente tendono a prendersi troppo sul serio?

R) Non trovo stupido il " prendersi sul serio" ,basta essere consapevoli che nella propria serietà non c'è il deposito della verità assoluta. Bisogna sempre ricercare,ricercare e ancora ricercare per evolversi ed elementi di ricerca possono essere forniti da tutti e da tutto,dai burloni,dai nobel,dagli operatori ecologici, dai professionisti , pornostars etc etc

D) Nella nostra rubrica chiediamo sempre agli autori quali sono stati i libri "di formazione", le letture che più hanno lasciato un segno. Quali sono i Suoi? E quali libri consiglierebbe un Pensologo come Lei, oltre il Suo ovviamente, ai giovani lettori che seguono il nostro sito?

R) Facendo tante cose ( troppe ) leggo pochino. Non ho dei libri che mi abbiano incantato ma piuttosto delle frasi leggiucchiate qua e la'. Adoro chi riesce ad esprimere grossi concetti con il dono della sintesi,ad esempio Gramellini: quello che lui scrive in due righe richiederebbe a me una decina di tomi.
Amo le ricerche analitiche e il dono di approfondire la conoscenza e a questo punto tirerei fuori Mariano Tomatis ( www.marianotomatis.it ) ,le sue ricerche su Rol ,sul Santo Graal sono deliziose ed entusiasmanti.
Ad esempio detesto chi attribuisce giudizi dogmatici sulle poesie. Al di fuori della correttezza della loro stesura,che quella può essere insindacabile,ci fanno reagire in modo diverso a seconda del tipo di individuo che siamo. Un po' come i films,a parita' di qualità recitativa e tecnica, ci possono coinvolgere o meno a seconda di come ci entrano dentro.
Adesso ho letto il Codice da Vinci: mi è piaciuto tantissimo. Al primo impatto sembra che ci siano scritte solo delle ovvietà anche se ben raccontate ma per me,analizzandolo meglio,ci sono buoni motivi di riflessione.
Approfitto per scrivere che io avevo gia' scoperto il Codice di Vinci: 50059. Alludo a Vinci,il piccolo centro in provincia di Firenze famoso per essere sulle pendici meridionali del monte Albano,il compagno della Lecciso.