|Maurizio Di Bona|


Maurizio Di Bona - 07/03/2004


Maurizio Di Bona è un giovane artista molto interessante, un fumettista di grande talento e singolare ispirazione (rappresenta nelle sue strisce soprattutto personaggi femminili della musica, ispirandosi alla loro voce e musica per creare personaggi particolarissimi) e un appassionato studioso di Giordano Bruno.
Parlare dei suoi magnifici lavori è inutile, richiederebbe capacità descrittive esagerate...vale veramente la pena di andarli a vedere sul suo sito e su quello che parla di Giordano Bruno, entrambi interessantissimi e in grado di stupire!
www.thehand.it
www.alkemik.com/thenolan



D) Sei un personaggio assolutamente poliedrico e con un percorso carsico che lascia intravedere un’enorme passione per la bellezza espressiva dell’arte in tutte le sue forme…disegno, musica, scrittura ( e magari, anche cinema!).
Quanto l’immenso pensiero di Giordano Bruno ti ha condotto verso l’espressione artistica, o è stato forse l’amore per quest’ultima che ti ha avvicinato a lui?

R) Disegno da quando ero bambino. L'incontro con Bruno risale invece agli studi del liceo. Ma la cronologia è una categoria mentale di cui, ormai, faccio volentieri a meno

. Perchè la realtà e il tempo spesso sembrano obbedire più a leggi di circolarità che a concetti lineari. Il fatto di voler riconsegnare adesso a Bruno la potenza dell'immagine, cancellata da chi ha conservato il potere proprio in virtù di simboli ed iconografia, potrebbe essere letto come un cerchio spezzato nel 1600 che starebbe finalmente per ricomporsi. La "civiltà" dell'immagine spacciata come fenomeno dei nostri giorni, se si riflette bene, non è affatto questa gran novità storica. La Chiesa ha sempre utilizzato pittori e scultori come oggi gli imprenditori utilizzano i grafici pubblicitari, ed i santi esattamente come le ditte fanno con i testimonial.
Che sia Bruno a condurmi verso la realizzazione di quest'opera è vero nella misura in cui dovrò utilizzare un nuovo medium, il romanzo grafico anzichè il fumetto tradizionale sviluppato in sequenza di riquadri regolari, per illustrare non soltanto vicende ed eventi storici, ma penetrare e restituire al bianco delle tavole una forma mentis decisamente fuori dagli schemi.

D) Osservando i tuoi lavori colgo la tua inclinazione a lasciarti ispirare soprattutto dall’universo femminile, forse questo perché loro incarnano la bellezza e la potenza della natura più di quanto l’uomo possa rappresentare.
Quasi solo cantanti però, questo perché attraverso la loro musica trai maggiore ispirazione o è casuale?

R) Le donne sono decisamente più interessanti, e non solo come muse per disegnare o creare immagini... La voce straordinaria di alcune di queste in effetti mi ha stregato a tal punto (sindrome di Ulisse?), da dar vita a commistioni di linguaggi molto interessanti.
Altre hanno catturato la mia attenzione per il look, per la carica sensuale o semplicemente perchè mi divertiva l'idea di ritrarle e "scarabocchiarle".
E' una donna la guerriera protagonista di Cobalto, il mio fumetto principale. In questo caso però la scelta è stata dettata dal non voler ripetere il clichè del solito eroe maschile che impugna la solita pistola e dal proporre invece una donna che tende la corda di un arco e pizzica quelle di un'arpa. Anche nel fumetto su Bruno sono due donne, Morgana B. e Minerva, a dividere le scene con lui e a guidarlo fra visioni e realtà parallele, così come Virgilio guidava Dante fra i gironi dell'inferno.
La donna è stata mortificata nei secoli da religioni e costumi sociali impositivi. Occorrerebbe adesso che il suo corpo nudo si riappropiasse della dirompente energia che aveva nell'arte classica ed in quella rinascimentale, quando coincideva con psiche e risveglio dei sensi, mentre in questa società viene sfruttato biecamente soltanto per vendere yogurt e cellulari.

D) Leggendo una tua intervista ho apprezzato il tuo voler sottolineare l’aspetto Dionisiaco di Bruno, così da sfatare l’immagine volutamente ombrosa e irascibile dipinta dai suoi biografi nel corso dei secoli.
Nel sottotitolo del Candelaio, una sua commedia di grande successo, lui si descrive così:
“academico de nulla academia, detto il fastidito. In tristitia hilaris, in hilaritate tristi”…e nello stesso Anti prologo dell’opera fa di se un autoritratto ironico e gustoso, che smitizza il temperamento malinconico con cui si era cercato di dipingerlo.
Cosa ne pensi, sei d’accordo con questa visione dell’uomo?

R) L'immagine di malmostoso che la storia ci restituisce è sicuramente quella che appartiene maggiormente a Bruno. Il volto perennemente corrucciato e pensoso che si oppone sprezzante ai dogmatici che tentano di piegarlo mentre lui taglia il silenzio con l'ennesimo "non è vero", si è alternata però a quello di un uomo che contemplava con meraviglia di bambino le stelle e la potenza della natura, sorrideva al ricordo di Morgana e della amata Nola, si faceva beffa di asini e pedanti che il destino gli poneva dinanzi e s'inebriava dei piaceri che può donare il vino e le donne. La coincidenza degli opposti da lui tanto proclamata si sostanzia anche in questo senso ed io cercherò nell'opera di dare spazio ad entrambi gli aspetti, cercando di non sottrarre drammaticità alla vicenda umana, che resta profondamente tragica.

D) Il filosofo Matteo d’Amico, ha sottolineato, come fai tu d’altronde, le analogie fra il tempo in cui visse Giordano Bruno e il nostro e evidenzia nei suoi scritti quanto questa figura incarni più di ogni altra la grandezza e le contraddizioni del Rinascimento e anticipi il trionfo e la tragedia del mondo moderno. Credi che abbia ragione?

R)Le similitudini tra il nostro tempo e quello di Bruno in effetti sono tantissime; Vico aveva ragione quando rilevava (e rivelava) la ciclicità degli eventi nella storia. La natura (umana) seppur in contesti temporali diversi, altro non fa che riproporre se stessa così com'è. Chi brandisce lo scettro del potere, lo usa in primo luogo per mantenerlo il più a lungo possibile. Per questo le diversità ideologiche e religiose vengono periodicamente restaurate e riproposte come pretesti di scontro, anzichè come motivo di arricchimento e crescita, affinchè non si alterino equilibri esistenti e ognuno possa conservare intatto il ruolo che ha. Ignoranza e superstizione da medioevo vengono, oggi come allora, alimentati e maneggiati ad arte per addormentare le coscienze e tener ben ferma la gente in condizioni subalterne, di utenti, clienti, consumatori, elettori, fedeli etc.
Chi si oppone a queste forme di letargo mentale imposto da televisione, pulpiti e nuove forme censorie, sempre più subdole, viene messo quasi sempre in condizione di non "nuocere".
L'Homo Novus che invocava Bruno nel suo tempo, quello che poteva attingere liberamente a tutto il sapere, domare le energie della natura, innalzare lo sguardo verso gli infiniti mondi senza che un Dio castigatore ed i suoi rappresenti nerovestiti gli impedissero di vedere, è ancora in uno stadio embrionale, purtroppo.

D) Quanto peso ha il pensiero vasto di Bruno in tutto ciò che fai, come artista ma anche come uomo?

R)Tantissimo. Adesso poi, che sto lavorando al progetto the Nolan, con la mente inabissata nei testi di riferimento e tutte le immagini che affollano pensieri e sogni, posso dire che la compenetrazione con Bruno è quasi totale. Ed è un bene che sia così, perchè l'intenzione è proprio quella di entrare nella sua testa, leggere il mondo secondo le sue idee, e tradurre poi il tutto in linguaggio grafico. Non riesco a scindere la dimensione dell'artista da quella dell'uomo e non riesco a distinguere nel mio pensiero quello di Bruno. Tutto gioca a confondersi e a coincidere, non ci sono selettori nel cranio da spostare su e giù. Alla fine mi ritrovo ad agire e ad operare scelte in base alla totalità di quello che sono, senza vivisezionare idee e pensieri.

D) Quali progetti stai portando avanti ora e quante difficoltà stai incontrando?

R) I progetti sono diversi. Oltre a questo su Bruno, che è enorme, ho il primo numero della serie Cobalto da disegnare, ed altre idee, vecchie e nuove, da sviluppare o completare. E' bello lavorare a più cose contemporaneamente, sta diventando quasi un metodo, o un non metodo, a seconda dei punti di vista. Il mettere in relazione cose diverse, soprattutto se lo sono per stile e contenuti, aiuta a vedere gli errori, non annoia gli occhi e migliora tutto quello che si fa. Le difficoltà sono legate al fatto che purtroppo manca oggi un Lorenzo il Magnifico che prenda sotto l'ala protettrice chi ha deciso di preoccuparsi solo di esprimersi con l'arte, fregandosene dei compromessi sociali e dei tanti "dover essere" e "dover fare" per sopravvivere.
Nonostante la marea di complimenti che ricevo da chi apprezza questo progetto su Bruno e chiede quando potrà averlo fra le mani, nessun editore finora si è dichiarato disposto a pubblicarlo. Dovrò darmi da fare, cercare strade alternative, non ufficiali, probabilmente fuori dall'Italia. A quanto pare nel nostro paese c'è qualcuno che teme ancora le idee di Bruno da ostacolarne la diffusione, forse proprio perchè per la prima volta il suo pensiero può contare sulla forza associativa ed evocativa delle immagini, che s'imprimono nella memoria più del testo.

D) Noi chiediamo sempre, ai nostri intervistati , consigli di lettura particolarmente sentiti.
Quali sono state le letture che ti hanno formato da ragazzino, oltre Giordano ovviamente?

R) Non saprei cosa consigliare, credo che la lettura sia una questione personale, per non dire intima, fatta di incastri mentali, che ognuno dovrebbe scoprire e ricercare da solo in base al proprio profilo. Invito però chi legge queste mie righe ad andare più spesso nelle librerie, a considerarle come degli organismi viventi che hanno bisogno di contatto. Abbandonarsi al vagabondaggio fra gli scaffali, perdersi ed ascoltare le voci lontane degli invisibili che hanno consegnato le proprie idee all'eternità di carta e inchiostro. Quanto alle letture che mi hanno formato, o per meglio dire deformato, Henry Miller, nella globalità delle sua produzione, è lo scrittore che ho letto di più e che amo visceralmente. Un fiume in piena, un demiurgo incontrollabile, un genio anarcoide nelle cui pagine esplode tutta l'energia e la sensualità della vita vissuta fino in fondo.