|Piero Angela|


Piero Angela - 09/05/2004

Nato a Torino nel 1928, Piero Angela entra in Rai come cronista e collaboratore del Giornale Radio. Dal 1955 al 1968 è corrispondente del Telegiornale; da Parigi e successivamente da Bruxelles. Presenta insieme ad Andrea Barbato la prima edizione del Tg delle 13.30 e nel 1976 è il primo conduttore del Tg2.
Alla fine del 1968 comincia a girare una serie di documentari, dal titolo Il futuro nello spazio, dedicati al progetto Apollo che deve portare i primi astronauti sulla Luna. Curiosamente questa serie ha la stessa sigla musicale - l'Aria sulla quarta corda di J. S. Bach - che accompagna poi Angela in tutte le sue serie successive: Dimensione Uomo (dieci puntate), Da zero a tre anni (tre puntate), Dove va il mondo? (cinque puntate), Nel buio degli anni luce (otto puntate), Indagine sulla parapsicologia (cinque puntate), Nel cosmo alla ricerca della vita (cinque puntate) ecc.
Nel corso degli ultimi trent'anni Piero Angela inventa e realizza centinaia di programmi con le formule più diverse. Oltre a riunire in serie i documentari naturalistici (Quark speciale e Il mondo di Quark), crea nel 1980 la rubrica scientifica Quark.
Nel frattempo realizza con una formula originale quattordici puntate di Quark Economia e nove puntate di Quark Europa (utilizzando anche qui i cartoni animati di Bruno Bozzetto per spiegare i concetti più difficili).
Nel 1983 realizza nove film-dossier sulla scienza; inventa le Pillole di Quark, duecento piccoli spot di trenta secondi che sono passati oltre cinquemila volte nei programmi di RaiUno. Crea la serie Quark italiani facendo produrre ad autori italiani circa cinquanta documentari di natura, ambiente, esplorazione, animali (e realizzandone alcuni con il figlio Alberto Angela in Africa).
Nel 1986 e nel 1987 porta la scienza nel Palazzetto dello Sport di Torino, davanti a ottomila spettatori, realizzando due grandi programmi in prima serata su problemi del clima: atmosfera e oceani. Realizza poi tre grandi serie televisive del tutto innovative, viaggiando dentro il corpo umano (La Macchina meravigliosa in otto puntate), nella preistoria (Il pianeta dei dinosauri in quattro puntate), e nello spazio (Viaggio nel cosmo, in sette puntate). Queste serie, realizzate con Alberto Angela, sono state girate anche in lingua inglese e vendute in oltre quaranta paesi in tutto il mondo, dall'Europa all'America, dai paesi arabi all'Asia (Cina inclusa).
Nel 1984 aveva inventato un'altra formula: sei programmi in diretta col pubblico, sempre in prima serata, dal Foro Italico, riunendo insieme sul palcoscenico scienziati e personaggi dello spettacolo (cantanti, attori, attrici, presentatori ecc.).
Superquark è l'ultimo nato nella serie dei programmi di scienza, natura e tecnologia di cui Angela è autore e conduttore. E il 4 giugno 1999, proprio in Superquark, si festeggiano con torta e candeline, le duemila puntate di Quark (e diramazioni).
Nel '99 conduce inoltre uno spazio dedicato alla cultura all'interno del programma Domenica In. Nello stesso anno parte la sesta edizione di Superquark.
Il successo della trasmissione in tutti questi anni conferma l'interesse del pubblico televisivo per la formula del programma ricca di servizi, rubriche e interviste. Il 5 giugno 2001 torna l'appuntamento serale con Superquark, che giunge alla settima edizione.
In questi trent'anni Piero Angela svolge attività di divulgazione non solo in televisione, ma anche su giornali e settimanali, con articoli e inserti.
Ha scritto ventotto libri, alcuni dei quali tradotti in inglese, tedesco e spagnolo, con una tiratura di oltre due milioni e mezzo di copie. Ottiene premi non solo in Italia ma anche all'estero (negli Stati Uniti e in Giappone) e ha ricevuto a Parigi il prestigioso premio internazionale Kalinga dell'Unesco per la divulgazione scientifica. Per la sua attività ha ricevuto quattro lauree honoris causa.
(Biografia presa da RAI UNO)



Lo abbiamo incontrato al Salone del Libro di Torino in occasione della presentazione del volume RicordeRai a cura di Scaramucci e Ferretti e con la gentilezza che lo contraddistingue ci ha dato alcuni consigli utili su come lasciarsi sedurre dalla scienza e trovare i link ( da lui stesso definiti tali) migliori per scoprire un mondo solo apparentemente di difficile comprensione.

D) Quali consigli di lettura dà a dei giovani in formazione? Magari qualcosa che ha segnato Lei a livello personale.

R) Oggi per fortuna esce tantissima letteratura scientifica, solamente ognuno deve scegliersi quella che è nelle sue corde, ci sono livelli molto diversi, io direi a chi vuole entrare in questo campo di cominciare a leggere delle riviste scientifiche, che già fa molto bene.
Per esempio c’è la rivista Quark. Perché in ogni articolo c’è sempre un rimando alle letture, allora leggendo qualcosa su un argomento che interessa si trova sempre il link su qualche pubblicazione, anziché dare consigli in astratto, c’è talmente tanta roba!

D) Questo potrebbe aiutare i giovani ad avere un approccio a piccole dosi su argomenti apparentemente ostici?

R) Diciamo una cosa importante: bisogna far si che a casa non si accendano solo i televisori ma anche le menti! Lo stesso vale per il libro, c’è molta letteratura che purtroppo è di altissima qualità ma ha la difficoltà, lo scalino del linguaggio. Ma guardi, per portarle un esempio personale poiché lei prima mi chiedeva quali libri m’hanno formato, perché è ovvio che ci sono dei libri che lungo il percorso sono dei fari accesi, uno di questi per me è stato un libro uscito alla fine degli anni sessanta: si intitolava “Il caso e la necessità” di Jaques Monaux, un autorevole premio Nobel in biologia francese, uscito dalla Mondatori Est. Io lo considero un libro straordinario, specialmente per uno che come me incominciava a masticare queste cose. Però era obbiettivamente in molte sue parti di difficile comprensione. Allora mi venne in mente di farne un’edizione tradotta, accessibile, dall’italiano all’italiano.
Oggi devo dire che c’è molto più sforzo in quella direzione, le riviste sono convinto che siano per i giovani la chiave per entrare dentro questo mondo e scegliere ciò che più interessa.

D) Nel corso degli anni Lei ha pubblicato libri utili a trovare queste chiavi di accesso. Altri libri che Lei consiglierebbe a chi è interessato a capire la scienza passando da percorsi di facile accessibilità?

R) Io purtroppo finisco sempre per leggere cose più tecniche che servono per il mio lavoro e allora mi resta difficile dare consigli in questa direzione. Ci sono però alcuni giovani autori, come per esempio qui a Torino Piero Bianucci che si dimostrano essere grandissimi divulgatori…lui segue in prevalenza la parte astronomica, fisica e astrofisica però attraverso i suoi libri ci sono aperture verso molte altre cose. Questo dico dovendo citare un autore che stimo molto e che garantisco come mezzo utile di approccio scientifico.

D) Quale può essere la molla che fa scattare nei giovani l’interesse per la scienza?

R) Guardi io spero che la televisione serva proprio a questo, a stimolare la curiosità e invitare i giovani poi ad approfondire ciò che li ha maggiormente colpiti.
Non per niente noi abbiamo, all’interno di una rubrica di SuperQuark una piccola sezione dedicata a consigli di divulgazione da leggere inerenti ai temi che abbiamo trattato.
Diciamo anche che la curiosità è una cosa che si coltiva ma che certamente è anche innata , perché ci sono persone che neanche a martellate si fanno entrare le cose in testa!

D) Sicuramente i giovani hanno bisogno di forti stimoli per essere coinvolti in tematiche apparentemente ostiche, questi stimoli non sempre arrivano, specialmente dalla televisione…

R) Certo, per questo hanno bisogno di persone, come voi per esempio, carpiscono l’attenzione dei ragazzi usando vie alternative come Internet, per arrivare a contatto con loro e far scattare la scintilla della curiosità.