D) Come è nata questa che per Lei oggi è diventata una sorta di missione, far conoscere all'opinione pubblica tutti i retroscena del mercato dell'acqua, portare alla luce informazioni che troppo spesso vengono tenute volutamente celate?
R) Da anni mi occupo del tema dell'acqua. Lavorando per Famiglia Cristiana e approfondendo questo tema ho scoperto di avere a che fare con poteri forti, soprattutto facendo l'inchiesta sull'acqua minerale, qualcuno a ha cercato di impormi il silenzio e allora ho provato maggior gusto a portar avanti quanto stavo facendo è così è nato il mio libro denuncia “Qualcuno vuol darcela a bere” che descrive a fondo il sistema di controllo da parte dei mass media. L'informazione in questo campo è importante e nei giornali non è facile farla, per questo ho scelto lo strumento del libro. Perché il libro dura nel tempo e il tema dell'acqua è più paradigmatico di tante altre cose, unisce prima di tutto l'inquinamento, i soldi, interessi vari e quindi condensa un po' le contraddizioni del nostro tempo e per questo io ci trovo insieme tanti ingredienti che possono soddisfare la mia curiosità professionale; l'economia, l'aspetto scientifico che non è da sottovalutare, ci sono una enormità di cose da sapere, la gente è disinformata, è confusa, ci sono interessi troppo forti. Tutto il mercato del ciclo idrico intergrato in Italica vale oltre diecimila miliardi, il mercato delle acque minerali vale la metà e si fanno in fretta i conti. Questo fiume impetuoso di denaro impedisce a molti di parlarne con serenità.
D) Quanti ostacoli ha riscontrato portando avanti la sua battaglia d'informazione?
R) Tentativi di querele, richieste di risarcimento danni, una causa vinta da Famiglia Cristiana. Però il potere più forte è quello di costringere un giornale a mettere una pubblicità oppure a toglierla a seconda di cosa uno scrive. A Famiglia Cristiana per fortuna non accade ma ad altri giornali accade. E' scandaloso perché i giornali sopravvivono soprattutto grazie alla pubblicità, il novanta per cento e più del reddito proviene da essa, dagli inserzionisti e una fetta molto piccola dagli acquisti dell'editore. Ci sono addirittura giornali che non vendono e regalano i giornali perché sono pieni di pubblicità, quelli che vengono distribuiti nelle metropolitane delle grandi città o per posta. E' un bombardamento continuo.
D) Quale messaggio cerca di lanciare all'opinione pubblica attraverso le informazioni che fornisce nel suo interessantissimo libro?
R) Purtroppo oggi l'acqua è diventata una merce anche se noi cerchiamo di arginare questo fenomeno ma dobbiamo considerare che attualmente ci sono cinque prodotti in commercio che hanno a che fare con la dicitura acqua: l'acqua potabile di rubinetto, l'acqua minerale naturale imbottigliata, l'acqua di sorgente imbottigliata, l'acqua potabile microfiltrata e l'acqua dei boccioni e ognuno di questi prodotti ha caratteristiche abbastanza simili, ci sono delle differenze tra l'acqua minerale e quella del rubinetto ma tralasciamole un attimo per considerare una cosa: i prezzi sono totalmente diversi e come si giustifica questa enorme differenza di prezzi? Semplicemente dalle politiche di marketing, poiché l'acqua minerale è un prodotto che nasce dal marketing. Volendo considerare tutte queste tipologie di prodotti alla fine il consumatore deve sapere che il prodotto più sicuro e sicuramente mille volte meno costoso dell'acqua minerale è l'acqua del rubinetto. Ci sono più controlli, i parametri sono più severi e addirittura l'ultima normativa sulle acque minerali richiama come obbiettivo la normativa delle acque potabili. Oliviero Bea ha perso la sua trasmissione radiofonica perché ha parlato di queste cose, gliela hanno chiusa perché pur avendo ricevuto degli avvertimenti non ha cambiato impronta e prima dell'estate Radio a Colori non esisteva già più. Abbiamo a che fare con problemi di tenuta democratica, la libertà di stampa in Italia non è ascrivibile a Berlusconi come molti credono, è proprio un problema di controllo delle comunicazioni di massa da parte dell'impero della pubblicità di cui l'acqua minerale è una parte consistente.
D) Ci auguriamo che Lei continui a tenerci informati, l'opinione pubblica ha bisogno dì uscire dalla beata ignoranza in cui ha vissuto fino ad oggi. Non c'è il due senza il tre?
R) Spero che me lo lascino fare, io spero di si! magari fra un paio d'anni uscirò con qualcosa di nuovo. In Italia l'editoria sull'acqua è ancora molto limitata basti pensare che in Francia esitono in commercio in questo momento oltre duecentocinquanta titoli sull'acqua perché è un paese molto sensibile su questo tema in quanto li il discorso della privatizzazione è iniziato molti decenni prima, con forti movimenti d'opposizione, come nel caso di Grenoble che dopo tante lotte è riuscito a riprendere il controllo dell'acqua. C'è sicuramente tanto da dire e tanto da fare.